Sienne
Infatti … non ha capito … eppure è molto intelligente …
Tu hai mai provato a parlare con un egoista, narcisista depresso?
Perché lui è anche depresso e sta andando in contro ad un burn-out …
Impossibile …
Il suo medico, che abita affianco a noi, mi ha consigliato già più volte di badare bene a lui … che è molto preoccupato … di darli molto spazio e di motivarlo a muoversi il più possibile.
Ora sto cercando un terapeuta qualificato … un po’ lontano dal nostro paesello … perché il suo medico parla e parla, ma non sa che la situazione è anche così, perché lui si è auto squalificato … del fattaccio non sa niente!
Io non sono in grado di aiutarlo …
Lui non vuole farsi aiutare …
Vediamo se davanti ai fatti compiuti è ponendolo davanti ad una condizione lui non si piega …
Perché ci ho riflettuto a lungo … non posso lasciare una persona che sta così male …
Gli do l’ultima mazzata … ma posso allontanarmi da casa per un po’ …
ed io so che di ciò lui ha terrore.
Sienne, quando parli del tuo compagno mi sembra di capirti bene.
Il mio si è fatto carico di suoi malesseri esistenziali, gli stessi che l'hanno portato a distruggere il nostro matrimonio ma, in primis, se stesso.
Si sta facendo aiutare, è molto cambiato come marito e come padre, tanto che il suo cambiamento mi ha quasi destabilizzato. Dopo anni di assenza e lontananza emotiva, oggi mi trovo accanto un uomo presente, che mi dimostra il suo amore come non ha mai fatto.
Però il suo è un percorso lungo. E il malessere che ha dentro ha radici profonde.
Ogni tanto esce fuori il bambino egocentrico e bisognoso di attenzioni che rivendica i suoi diritti, spesso a scapito dei miei. Lui, dopo anni di tradimenti, si sente cambiato e vorrebbe che questo cambiamento cancellasse di colpo i segni del male che mi ha fatto.
Lui mi vorrebbe sempre presente per lui, si dispera e va in crisi se a volte mi allontano o manifesto il desiderio di stare da sola. Non riesce a capacitarsi del fatto che a volte ho bisogno di starmene per conto mio. Soffre terribilmente, mi vomita addosso tutta la sua rabbia, poi si accorge che facendo così mi allontana ancora di più e mi chiede scusa, mi dice che ha solo paura di perdermi e che, se così fosse, non riuscirebbe a sopravvivere.
Così io mi sento legata, responsabile, e alla fine tendo a soffocare la parte di me che vuol fare chiarezza. Ho paura di fare chiarezza. Perchè se scoprissi che quello che voglio è altrove, lui sprofonderebbe in un baratro.
Quello che so è che il nostro è un rapporto molto complice e profondo. Che la nostra è una famiglia felice, dove si ride, si parla, si condivide molto. Ma a volte percepisco un disagio... come una specie di ricatto silenzioso che pesa su di me, anche se nella vita di tutti i giorni cerco di dimenticarlo. Il terrore del tuo compagno è molto simile a quello che vive il mio. E il peso che questo terrore ha nelle nostre scelte di 'compagne' credo sia più grande di ciò che vogliamo ammettere a noi stesse.
Mi sono dilungata un po', ma forse ne avevo bisogno.