diavoletta_78
Utente di lunga data
Azz....farfalla, forse dovrei darmi alla recitazione,così potrei interpretare tutte le storie d'amore che vorrei....ahahaha!quello era praticamente il marito perfetto in effetti![]()
Azz....farfalla, forse dovrei darmi alla recitazione,così potrei interpretare tutte le storie d'amore che vorrei....ahahaha!quello era praticamente il marito perfetto in effetti![]()
Aaahhh ho capito, quelle che
deve essere operaio e fare i lavoretti in casa ma comunque sognatore
deve essere fine ed educato, ma voi mette il fascino dell'uomo animale
deve farmi tante tante coccole ma ogni tanto sbattermi come il quattro di spade sul muro
deve essere un amante delicato e rispettoso ma se ci mette più di mezzo secondo a slacciarmi il reggiseno, con una mano ovviamente, è uno sfigato
si si ........ Mr Big purtroppo ormai se lo è acchiappata Carrie (io facevo il tifo per quell'altro), c'abbiamo un paio di Mr Bean in magazzino....vanno bene uguale ?![]()
Scusami ma ho iniziato a leggere questa tua nuova incursione, qui ma mi sono arresa dopo poche frasi. Penso che farei meno fatica ad imparare il cinese che cercare di capire quello che scrivi. Anche se tra quelle poche righe che ho letto mi è parso di capire che hai un disprezzo verso me, come persona e per quello che scrivo.Ciao Diavoletta,
più leggo e più mi si assottiglia il senso di comprensione che chi si presenta lamentoso mi ispira.
E certo il dio dell'intelligenza ha fatto dei bei regali a tutti qui dentro, è ovvio, quindi devi certo essere orgogliosa della graziosa penna stilografica che ha impacchettato per te.
Sembri pure una persona istruita, ed a me le persone istruite piacciono almeno quanto quelle che collezionano coproliti, quindi devi sentirti un gradino sopra i platelminti, ed hai tutta la mia stima ed anche una virtuale e mascolina stretta di mano di virile compiacimento per quello che dimostri di non possedere.
Devo pur aggiungere che certe donne, epici mostri metà mestruazioni e metà scarpe nuove, sono la tomba di più eroi di quanti siano caduti cercando le montagne della luna, ed è difficile trovarne qualcuna, che non sia repellente come un cefalopode decomposto, che venga sopraffatta dalla minimale intelligenza sociale di un maschio testosteronico che sfigura e mutila gli astanti con le sue gonadi gigantesche, eppure tu lo sei stata: questo ti fa onore.
Puoi pure andare da tutti gli sciamani a farti isufflare radici secche nel naso con lunghe cerbottane oppure da tutti rabdomanti per cercare tra le tue orbite il simulacro di una disfunzione dell'anima che t'ha fatto tanto star male, oppure puoi urlare come un'erinni furiosa finchè qualcuno darà la colpa dei suoi timpani istupiditi non a te ma alla causa prima del tuo dolore, che tu individui ovviamente nel cialtrone che t'ha pigliato per il naso, ma che il saggio vede nella tua stoltezza.
Tutto questo non servirà a curare una malattia che si diffonde lentamente, come la cavalcata di un'orda di cosacchi nelle tue vene, perchè le riserve auree mondiali non hanno alcun senso su di un pianeta in cui il metallo serve per la rubinetteria della ritirata, il regalo più gradito è una piramide di schiuma bianca e le transazioni si computano in sabbia per lettiera.
Fa certo parte dei film che non vedrai mai la storia di una fanciulla talmente inetta da consentire, mentre aveva le cosce spalancate come un farcendo tacchino, all'allupato lupo hominario che ne gustava la selva locupletissima di succhi imbarazzanti, di forgiare, come fabbro sudato al mantice, un'unione saldissima con un'altra mondina il cui riso è amaro solo per lei.
E dove vanno a finire i cigni d'Inverno?
Tu non sei altro che una prenditrice nell'avena che non ha né un guantone da baseball, né delle giovani memorie da scrivere.
Ora, rimosso il vitello d'oro che stavi venerando, tornerai al culto del disco solare?
Non ha davvero senso chiederlo!
Perchè più che una Maat inusuale, sei una Bastet cosparsa di zolfo per affezioni cutanee diversamente non curabili, e l'eburnea mano, che regge i sistri che tinitinnano, non apre porte che non sai nemmeno che esistano.
Quale è il frutto degli alberi della colla?
Essi non possono fruttificare, giacchè la colla non è un frutto e tali alberi non esistono.
La colla infatti è lo sputo del lamantino monocolo dalla testa di rubino che tu hai deliziato, e la stessa colla era il modo che avevi per tenere attaccati i mille inconsistenti pezzi dell'ignoto che non era nulla per te e un solo gioco per lui.
Egli non era certo stato vetrificato nei forni di un'isola dell'adriatico a giusa di fagiano, piuttosto era la calce viva che corrodeva le mani dello sciavo piagato dai denti guasti, ma tu non lo sapevi.
Perchè non hai sondato.
Non hai voluto infilare le dita nella scatola segreta del Gom Jabbar, e le stelle che in cielo formano le notturne sembianze del topo della sabbia ti hanno riempito gli occhi prima ancora che tu li aprissi...
Non si ha desiderio di ciò che non si conosce, dice qualcuno, e come non concordare.
E tu non hai mai voluto nulla che non fosse l'ignoto tormento della nota fine.
Quasi teleologico, meno che catartico.
Ed allora dove finisce l'inutilità della lagnanza?
Ella non finisce, come non finisce il lamento per una magrezza di tenia che da sola hai mangiato, come il naso rotto per un muro che da sola hai eretto e contro cui hai corso ridendo e come una festa per la morte di un parente che non era del tuo sangue, che non ti aveva adottata e nemmeno hai mai conosciuto.
Non ci saranno bardi ciechi a cantare le gesta dei lombrichi che divorano una carogna di nutria dai denti color d'arancia, cosi come Ossian non canterà di te.
Ma tu non piangerai.
Non per davvero.
Auguri.
Ciao!
Quoto, se qualcuno mi rimette i sottotitoli, lo gradirei. Mi è venuta la nausea alla seconda riga!Si può avere un sunto del post di rabarbaro? Non ce la faccio a leggere tutto! :unhappy:
Ho risposto con una risatina, ma, scusami se lo dico, il mondo è già difficile di suo, se poi ce lo complichiamo con le frasi auliche/bulimiche siamo messi bene.Ciao Diavoletta,
più leggo e più mi si assottiglia il senso di comprensione che chi si presenta lamentoso mi ispira.
E certo il dio dell'intelligenza ha fatto dei bei regali a tutti qui dentro, è ovvio, quindi devi certo essere orgogliosa della graziosa penna stilografica che ha impacchettato per te.
Sembri pure una persona istruita, ed a me le persone istruite piacciono almeno quanto quelle che collezionano coproliti, quindi devi sentirti un gradino sopra i platelminti, ed hai tutta la mia stima ed anche una virtuale e mascolina stretta di mano di virile compiacimento per quello che dimostri di non possedere.
Devo pur aggiungere che certe donne, epici mostri metà mestruazioni e metà scarpe nuove, sono la tomba di più eroi di quanti siano caduti cercando le montagne della luna, ed è difficile trovarne qualcuna, che non sia repellente come un cefalopode decomposto, che venga sopraffatta dalla minimale intelligenza sociale di un maschio testosteronico che sfigura e mutila gli astanti con le sue gonadi gigantesche, eppure tu lo sei stata: questo ti fa onore.
Puoi pure andare da tutti gli sciamani a farti isufflare radici secche nel naso con lunghe cerbottane oppure da tutti rabdomanti per cercare tra le tue orbite il simulacro di una disfunzione dell'anima che t'ha fatto tanto star male, oppure puoi urlare come un'erinni furiosa finchè qualcuno darà la colpa dei suoi timpani istupiditi non a te ma alla causa prima del tuo dolore, che tu individui ovviamente nel cialtrone che t'ha pigliato per il naso, ma che il saggio vede nella tua stoltezza.
Tutto questo non servirà a curare una malattia che si diffonde lentamente, come la cavalcata di un'orda di cosacchi nelle tue vene, perchè le riserve auree mondiali non hanno alcun senso su di un pianeta in cui il metallo serve per la rubinetteria della ritirata, il regalo più gradito è una piramide di schiuma bianca e le transazioni si computano in sabbia per lettiera.
Fa certo parte dei film che non vedrai mai la storia di una fanciulla talmente inetta da consentire, mentre aveva le cosce spalancate come un farcendo tacchino, all'allupato lupo hominario che ne gustava la selva locupletissima di succhi imbarazzanti, di forgiare, come fabbro sudato al mantice, un'unione saldissima con un'altra mondina il cui riso è amaro solo per lei.
E dove vanno a finire i cigni d'Inverno?
Tu non sei altro che una prenditrice nell'avena che non ha né un guantone da baseball, né delle giovani memorie da scrivere.
Ora, rimosso il vitello d'oro che stavi venerando, tornerai al culto del disco solare?
Non ha davvero senso chiederlo!
Perchè più che una Maat inusuale, sei una Bastet cosparsa di zolfo per affezioni cutanee diversamente non curabili, e l'eburnea mano, che regge i sistri che tinitinnano, non apre porte che non sai nemmeno che esistano.
Quale è il frutto degli alberi della colla?
Essi non possono fruttificare, giacchè la colla non è un frutto e tali alberi non esistono.
La colla infatti è lo sputo del lamantino monocolo dalla testa di rubino che tu hai deliziato, e la stessa colla era il modo che avevi per tenere attaccati i mille inconsistenti pezzi dell'ignoto che non era nulla per te e un solo gioco per lui.
Egli non era certo stato vetrificato nei forni di un'isola dell'adriatico a giusa di fagiano, piuttosto era la calce viva che corrodeva le mani dello sciavo piagato dai denti guasti, ma tu non lo sapevi.
Perchè non hai sondato.
Non hai voluto infilare le dita nella scatola segreta del Gom Jabbar, e le stelle che in cielo formano le notturne sembianze del topo della sabbia ti hanno riempito gli occhi prima ancora che tu li aprissi...
Non si ha desiderio di ciò che non si conosce, dice qualcuno, e come non concordare.
E tu non hai mai voluto nulla che non fosse l'ignoto tormento della nota fine.
Quasi teleologico, meno che catartico.
Ed allora dove finisce l'inutilità della lagnanza?
Ella non finisce, come non finisce il lamento per una magrezza di tenia che da sola hai mangiato, come il naso rotto per un muro che da sola hai eretto e contro cui hai corso ridendo e come una festa per la morte di un parente che non era del tuo sangue, che non ti aveva adottata e nemmeno hai mai conosciuto.
Non ci saranno bardi ciechi a cantare le gesta dei lombrichi che divorano una carogna di nutria dai denti color d'arancia, cosi come Ossian non canterà di te.
Ma tu non piangerai.
Non per davvero.
Auguri.
Ciao!
Scusa ma sforzarsi per capire quello che hai scritto, quando era evidente dalle prima righe che è un insulto e che è chiaro in queste poche righe mi rende una persona pigra?E pensa che leggendo solo i primi versi della Divina Commedia ti sembra che Dante non troverà mai la strada di casa.
Se ti sembra più facile imparare gl'ideogrammi o il teorema di Lyapunov che leggere dieci righe, non mi meraviglio che in cinque anni non sia riuscita a capire che un uomo che frequentavi sia riuscito a farsi un'altra vita, una o più donne, a sposarsi, forse ad andare sulla Luna e a diventare Buddhista lamaista...
Essere pigri non è una colpa.
Cura ut valeas.
Se avessi preso le dovute precauzioni non ti sarebbero certo venute le nausee.Quoto, se qualcuno mi rimette i sottotitoli, lo gradirei. Mi è venuta la nausea alla seconda riga!
Rabarbaro sei tornato finalmente ^^ Ma la capretta ha la bocca serrataSe avessi preso le dovute precauzioni non ti sarebbero certo venute le nausee.
Ora siediti sulla tua seggiolina che il tato grande ti porta i pennarelli e il figli grandi così puoi fare tanti bei disegnini!
E non metterli nel naso come al solito!
你似乎並不那麼聰明。Ho risposto con una risatina, ma, scusami se lo dico, il mondo è già difficile di suo, se poi ce lo complichiamo con le frasi auliche/bulimiche siamo messi bene.
Anche perchè il concetto, da quello che ho capito, si riassume in 2-3 righe.
Lasciate stare Foscolo, Leopardi e compagnia bella e puntate a qualcosa di più diretto e chiaro, che oggi ci dobbiamo fare capire anche dai cinesi...
Appunto! Se devo sforzarmi di leggere tutte queste parole, che mi fanno venire la nausea, per leggere solo insulti. Per dire che sono stupida, e idiota, o che sono stata io la causa del mio male e che non serve lamentarsi....quando sono pagine e pagine che diciamo le stesse cose, con frasi più elementari! Se volete o mi considerate così deficiente, siete pregati di non leggere.Ho risposto con una risatina, ma, scusami se lo dico, il mondo è già difficile di suo, se poi ce lo complichiamo con le frasi auliche/bulimiche siamo messi bene.
Anche perchè il concetto, da quello che ho capito, si riassume in 2-3 righe.
Lasciate stare Foscolo, Leopardi e compagnia bella e puntate a qualcosa di più diretto e chiaro, che oggi ci dobbiamo fare capire anche dai cinesi...
Scusa ma esattamente cosa vuoi? Mi trovi stupida e infantile. Cosa ci fai ancora qui a perdere il tuo tempo con una stolta come me?Se avessi preso le dovute precauzioni non ti sarebbero certo venute le nausee.
Ora siediti sulla tua seggiolina che il tato grande ti porta i pennarelli e il figli grandi così puoi fare tanti bei disegnini!
E non metterli nel naso come al solito!
Come si chiama il fenomeno, o la fenomena, che ha scritto stà gran cazzata ?