broken friendship, broken heart

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Old aristocat

Guest
Non so se sia più inaccettabile il tradimento di un'amicizia o il tradimento in amore (es. la cosiddetta "sbandata").
Certo, il sentimento dell'amicizia è qualcosa di molto alto; e forse per questo fa tanto male perdere d'un tratto la tua amica vera, vederla buttare giù la maschera all'improvviso, vomitare il suo odio e bistrattarti: per "semplice" invidia, senso di inferiorità e rabbia verso il mondo.
Quando si apre il "vaso di Pandora" di una persona che finora ti aveva mostrato solo la facciata più presentabile di sè, resta una scia di vuoto e disgusto.
L'amarezza e la disillusione che una donna possa nutrire sentimenti nobili e sinceri verso un'amica sono quello che resta di tre anni passati a condividere gioie e dolori con un "fantasma".
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Ascoltavo un commento della psicologa Schelotto alla trasmissione "Amore criminale" in cui diceva che tutti i legami sono fatti di amore/odio.
Io credo che possa essere proprio l'amore a far reprimere i moti di rabbia e a non esprimerli per paura di perdere il rapporto, per poi uscire quando c'è un fatto scatenante.
Poi ogni tradimento è a sè.
Non credo che una lite possa essere considerata un tradimento.
 

Old lordpinceton

Utente di lunga data
Non so se sia più inaccettabile il tradimento di un'amicizia o il tradimento in amore (es. la cosiddetta "sbandata").
Certo, il sentimento dell'amicizia è qualcosa di molto alto; e forse per questo fa tanto male perdere d'un tratto la tua amica vera, vederla buttare giù la maschera all'improvviso, vomitare il suo odio e bistrattarti: per "semplice" invidia, senso di inferiorità e rabbia verso il mondo.
Quando si apre il "vaso di Pandora" di una persona che finora ti aveva mostrato solo la facciata più presentabile di sè, resta una scia di vuoto e disgusto.
L'amarezza e la disillusione che una donna possa nutrire sentimenti nobili e sinceri verso un'amica sono quello che resta di tre anni passati a condividere gioie e dolori con un "fantasma".
Ciao aristocat!

mia cara io non ho mai visto tra donne "quella amicizia" che esiste tra noi uomini, quando facciamo branco. Da quel che ho notato io, le donne, sono sempre in competizione fra loro. Se ci sono tre amiche, quando si trovano in due, criticano quella assente. Ergo? Un uomo per amico è sempre conveniente. In tutti i sensi! Ovvio.
Ma se proprio insisti e non vuoi avere problemi ti trovi un amico Gay o impotente . Non avrai mai di questi problemi.
 

Old lordpinceton

Utente di lunga data
Ascoltavo un commento della psicologa Schelotto alla trasmissione "Amore criminale" in cui diceva che tutti i legami sono fatti di amore/odio.
Io credo che possa essere proprio l'amore a far reprimere i moti di rabbia e a non esprimerli per paura di perdere il rapporto, per poi uscire quando c'è un fatto scatenante.
Poi ogni tradimento è a sè.
Non credo che una lite possa essere considerata un tradimento.
Ovvio...se io penso ad una amica...voglio poterci litigare anche per un intero pomeriggio, se occorre...è bello dire che so...Sei una grande rompi, ma mi sei simpatica! Mi piace la tua compagnia.
 

MK

Utente di lunga data
capisco

fa molto più male. L'amicizia tra donne è difficile. Ma basta chiudere e andare avanti. Le perle le trovi, basta cercare...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
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Old aristocat

Guest
Ascoltavo un commento della psicologa Schelotto alla trasmissione "Amore criminale" in cui diceva che tutti i legami sono fatti di amore/odio.
Io credo che possa essere proprio l'amore a far reprimere i moti di rabbia e a non esprimerli per paura di perdere il rapporto, per poi uscire quando c'è un fatto scatenante.
Poi ogni tradimento è a sè.
Non credo che una lite possa essere considerata un tradimento.
Una lite completa e "ben fatta", nella nostra amicizia, sarebbe stato un momento purificatore e di chiarimento onesto.
Questo momento è mancato; in realtà il "vaso di Pandora" si è aperto, senza preavviso, con l'arrivo del fratello più piccolo della mia amica. Nelle nostre uscite insieme "a tre" (volute da lei, fra l'altro), la mia amica ha avuto dei comportamenti "inediti" e sgarbati nei miei confronti.
D'un tratto, la vedo comportarsi in modo prepotente, dispettoso, provocatorio. Mi contraddice in qualsiasi cosa dica, sparla con il fratello, in mia presenza, delle abitudini e della cultura degli italiani (lei è sudamericana). Si isola da me ma anche dal mondo (al mare insieme, si impunta per non prendere il sole nella spiaggia, come tutti, ma su uno scoglio del molo che da' sul tratto di mare più inquinato del lido. Perchè? "Così nessuno ci vede e nessuno ha da ridire sul colore della nostra pelle!"). In treno, pur essendo noi in tre, evita gli scompartimenti da 4 posti in cui c'è il rischio che si sieda qualche "estraneo" e opta per due sedili vicini senza finestrino (per lei e il fratello) e mi "suggerisce" a brutto muso di trovare posto da un'altra parte. "Siccome hai un lavoro ben pagato, puoi andare anche in prima classe!"
Last but not least, dà occhiatacce al fratello (senza pudore! apertamente davanti a me) ogni volta che prova a parlarmi, a dire qualcosa per spezzare il silenzio di queste surreali uscite a tre.

Immagino sia riduttivo e semplicistico cercare di giustificarla spiegando il tutto con il suo recente licenziamento, con le sue difficoltà di trovare un nuovo lavoro, con le porte sbattute in faccia per il suo italiano ancora traballante e, forse, per un residuo di diffidenza verso lo straniero da parte di tanti datori di lavoro.

Va detto che, fino all'arrivo "a sorpresa" di suo fratello dal loro Paese lontano, con me aveva sempre avuto cura di mostrare un volto ottimistico, fiducioso verso il futuro, oltre che un atteggiamento aperto al dialogo e più che alla mano verso gli altri.

In tutto ciò, un unico momento di "débacle" in questi anni, che, scioccamente, credevo ormai rientrato: fine 2007, lei che perde "la brocca" per un giovane sfacciatamente attraente - nonchè nostro professore universitario.
Il prof le fa subito capire che non apprezza la sua aperta adorazione, specialmente quella che manifesta nelle ore di lezione in classe (con risatine, sguardi ammiccanti, scollature osé).
Io stessa rimango spiazzata da questa improvvisa metamorfosi ma taccio, assisto alla frustrazione della mia amica, le dò le pacche sulla spalla necessarie e supero l'esame con un 30. Lei elabora la delusione, non supera l'esame ma, con il tempo, tutto sembra ritornare sui binari di prima... fino ad adesso.
 
O

Old aristocat

Guest
.... comunque in questo momento non so quanto valga la pena ritornare alla carica per trovare una nuova, vera "perla"!
 
O

Old Airforever

Guest
Non so se sia più inaccettabile il tradimento di un'amicizia o il tradimento in amore (es. la cosiddetta "sbandata").
Certo, il sentimento dell'amicizia è qualcosa di molto alto; e forse per questo fa tanto male perdere d'un tratto la tua amica vera, vederla buttare giù la maschera all'improvviso, vomitare il suo odio e bistrattarti: per "semplice" invidia, senso di inferiorità e rabbia verso il mondo.
Quando si apre il "vaso di Pandora" di una persona che finora ti aveva mostrato solo la facciata più presentabile di sè, resta una scia di vuoto e disgusto.
L'amarezza e la disillusione che una donna possa nutrire sentimenti nobili e sinceri verso un'amica sono quello che resta di tre anni passati a condividere gioie e dolori con un "fantasma".
Sotto un certo aspetto non faccio distinzione tra amico e partner perchè sono entrambe persone, uguali, che possono (volendo) fotterti in un qualsiasi momento...perchè, fondamentalmente parlado sono esseri umani, anche se hanno un diverso grado nella nostra vita...ma è un grado creato, che non centra nulla col loro 'io'.
Do, però una leggera maggior importanza al partner perche è con quest'ultimo che voglio creare il mio futuro sentimentale. Con quest'ultimo condividerò le quattro mura, le mie giornate. Magari la sposerò, magari ci farò figli. Andrò con lei in vacanza. L'amico/a, invece, si creerà la sua vita: probabilmente rlo/la rivedrò in eterno, ma gli impegni sentimentali potrebbero portarmi a vederlo/a saltuariamente. Si creerà anche lui/lei una famiglia, una storia...
Air
 

Bruja

Utente di lunga data
.....

Credo che a monte di tutto ci sia una differenza di tipo di rapporto, l'amicizia fra uomini é un'alleanza, fra donne una complicità... da lì le motivazioni della disparità. Le distorsioni dei sentimenti e delle sensazioni sono più facile nella complicità in cui il terreno é più fertile ai fraintendimenti, alle invidie, alle competizioni...
Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Ma io non vedo tutte questi problemi nell'amicizia tra donne.
Ho sempre notato molta più competizione con gli uomini.
Anche qui suscito l'aggressività degli uomini, non delle donne.
 

Bruja

Utente di lunga data
Persa

Ma io non vedo tutte questi problemi nell'amicizia tra donne.
Ho sempre notato molta più competizione con gli uomini.
Anche qui suscito l'aggressività degli uomini, non delle donne.
Allora, credimi, sei stata fortunata...e l'aggressività é altro dall'invidia o dalla competizione.
Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Allora, credimi, sei stata fortunata...e l'aggressività é altro dall'invidia o dalla competizione.
Bruja
Non è che abbia incontrato solo donne che mi sono state amiche, ovvio.
Ma davvero non mi spiego perché sia qui sia nel reale susciti questa aggressività competitiva, perché è competitiva, negli uomini.
 

Bruja

Utente di lunga data
mah

Non è che abbia incontrato solo donne che mi sono state amiche, ovvio.
Ma davvero non mi spiego perché sia qui sia nel reale susciti questa aggressività competitiva, perché è competitiva, negli uomini.
Spesso dipende dall'impostazione iniziale dei rapporti, ma molte relazioni amicali nascono da compensazioni, da opportunità, da contingenze, (ad esempio, sul lavoro, a scuola, nelle associazioni, nelle frequentazioni abituali, fra vicini di casa) mentre le amicizie sorgive, nate per la volontà di rapportarsi e di confrontarsi sono più rare ma sono quelle che appunto raramente deludono.
Le mie migliori amicizie sono nate dal caso e dall'affinità reale... poi conta aver modo e tempo da dedicarvi, ma la delusione da quelle non é mai avvenuta.
Poi Persa, quello che noi "vediamo e percepiamo" nelle persone amiche non sempre é quello che loro rivelano ed immettono in altri rapporti... e questo é nell'ordine delle cose.
Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Spesso dipende dall'impostazione iniziale dei rapporti, ma molte relazioni amicali nascono da compensazioni, da opportunità, da contingenze, (ad esempio, sul lavoro, a scuola, nelle associazioni, nelle frequentazioni abituali, fra vicini di casa) mentre le amicizie sorgive, nate per la volontà di rapportarsi e di confrontarsi sono più rare ma sono quelle che appunto raramente deludono.
Le mie migliori amicizie sono nate dal caso e dall'affinità reale... poi conta aver modo e tempo da dedicarvi, ma la delusione da quelle non é mai avvenuta.
Poi Persa, quello che noi "vediamo e percepiamo" nelle persone amiche non sempre é quello che loro rivelano ed immettono in altri rapporti... e questo é nell'ordine delle cose.
Bruja
Le amicizie nascono sempre da contingenze, per me.
Non mi è mai successo di "cercarle".

Il caso proposto da chi ha aperto il thread mi ha un po' sconcertato perché ho percepito un sotterraneo disprezzo per "l'amica" e le sue problematiche e un'assoluta mancanza di analisi di sè e di cosa potrebbe aver deluso "l'amica".

Ma da come si era sviluppata la discussione credevo di poter spostarla sul piano personale.
Perché davvero ho notato come gli uomini si rapportino spesso in modo competitivo con me e credo che possa essere evidente che qui, ed è verificabile da tutti, abbia suscitato tanta aggressività negli uomini e praticamente nulla nelle donne.
Me ne domandavo il perché.
Anche perché se nel reale giocano molti altri elementi, qui solo il modo di porsi conta.
 

Bruja

Utente di lunga data
Persa

Le amicizie nascono sempre da contingenze, per me.
Non mi è mai successo di "cercarle".

Il caso proposto da chi ha aperto il thread mi ha un po' sconcertato perché ho percepito un sotterraneo disprezzo per "l'amica" e le sue problematiche e un'assoluta mancanza di analisi di sè e di cosa potrebbe aver deluso "l'amica".

Ma da come si era sviluppata la discussione credevo di poter spostarla sul piano personale.
Perché davvero ho notato come gli uomini si rapportino spesso in modo competitivo con me e credo che possa essere evidente che qui, ed è verificabile da tutti, abbia suscitato tanta aggressività negli uomini e praticamente nulla nelle donne.
Me ne domandavo il perché.
Anche perché se nel reale giocano molti altri elementi, qui solo il modo di porsi conta.
Non so se posso rispondere al tuo quesito in modo mirato ma posso dirti che gli uomini spesso hanno difficoltà nel porsi serenamente con donne che hanno molta capacità elaborativa, dialettica, introspettiva e critica.
Questo non significa fare di tutt'erba un fascio, ma di considerare che una donna non proprio comoda nelle trattative amicali (e non) crea prevenzione o pregiudizio, salvo che dall'altra parte non ci sia una stoffa ed uno spessore notevole.
Ripeto non posso né voglio personalizzare perché alla fine serve sempre avere tutti gli elementi valutativi pro e contro, ma questa, per esperienza diretta e personale é il convincimento che mi sono fatta negli anni, e che si tratti di mondo reale o virtuale poco ne cala perché alla fine é la percezione altrui, che é sempre arbitrale, a determinare l'atteggiamento verso di noi.
Bruja
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Non so se posso rispondere al tuo quesito in modo mirato ma posso dirti che gli uomini spesso hanno difficoltà nel porsi serenamente con donne che hanno molta capacità elaborativa, dialettica, introspettiva e critica.
Questo non significa fare di tutt'erba un fascio, ma di considerare che una donna non proprio comoda nelle trattative amicali (e non) crea prevenzione o pregiudizio, salvo che dall'altra parte non ci sia una stoffa ed uno spessore notevole.
Ripeto non posso né voglio personalizzare perché alla fine serve sempre avere tutti gli elementi valutativi pro e contro, ma questa, per esperienza diretta e personale é il convincimento che mi sono fatta negli anni, e che si tratti di mondo reale o virtuale poco ne cala perché alla fine é la percezione altrui, che é sempre arbitrale, a determinare l'atteggiamento verso di noi.
Bruja
Quel che mi pare di fare, perché nasce da un mio profondo fastidio, è il rifiuto per le maschere che invito sempre a togliere.
Ma questo vale anche con le donne.
Solo che, probabilmente, le donne usano un tipo di maschera, quella seduttiva secondo le diverse sue articolazioni da fascinosa a intellettuale a sexy perversa a donna fatale, che non solo con me non ha alcuna presa, ma che neppure sento minacciosa, ma anzi ne colgo la fragilità.
Infatti le donne che anche qui si sono poste in quel modo hanno avuto da me un invito a ritrovare la loro verità che è stato o accolto o rifiutato, portando, in quest'ultimo caso a una chiusura dei rapporti, non per volontà mia!! (Lo ribadisco per quelle che non mi avessero capita.).
Mentre lo stesso mio atteggiamento viene interpretato dagli uomini come una sfida e reagiscono cercando di attribuirmi una maschera sgradevole.
Mi sembra segno di una più accentuata fragilità maschile.
 

MK

Utente di lunga data
quoto Bruja

e mi piace molto il concetto del coltivare.
 
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