Old guinevere
Utente di lunga data
Cari tutti,
credo di avere a portata di mano uno degli uomini più affascinanti e magnetici che questo mondo cattivo e meschino possa produrre.
L'uomo che venero e desidero ogni secondo del giorno
ha tutte le qualità che chiedo come donna: garbato, gentleman, protettivo, risolutivo, ironico e arguto. Infinitamente paziente.
Di profonda umanità, fondamentalmente di buon cuore, generoso ma non fesso.
Intelligente (quando non geniale), umile, leale, attento e premuroso. Presente quando occorre e anche quando non lo spereresti.
Classico di gusti ma non damerino; e forse per questo irresistibilmente sexy.
Da precisare che non ci conosciamo da un giorno, ma da qualche annetto, e che mai prima d'oggi avrei sospettato di avere di fronte un'anima eletta come la sua. Troppo abituata com'ero a vederlo solo di sfuggita (non è da molto che sono nel suo ufficio) e a considerarlo un incrocio tra un fossile e Ned Flanders dei Simpsons, ho sempre ignorato il suo vero potenziale.
Inevitabile, naturalmente, il dilemma etico, il senso di colpa, il disagio verso me stessa, i figli (suoi, che non conosco, per fortuna), i colleghi, verso di lui specialmente.
L'unica soluzione possibile a cui avevo pensato - fuggire - mi è preclusa proprio da lui, che non ci pensa minimamente a cedermi ad altri uffici (proprio adesso, che sono appena arrivata da loro!..), e che si irrigidisce alla sola idea (ho provato a proporglielo, in tono scherzoso).
Per chi pensasse che mi sto costruendo dei castelli in aria, preciso che, con me, è molto attento, protettivo e premuroso, che lo è di giorno in giorno sempre di più. Lo vedo più trasognato, guardarmi con intensità (in assenza di colleghi); il cameratismo glielo vedo solo con il resto del reparto... ha smesso di colpo di parlare con me della sua famiglia, della sua vita fuori dal lavoro.
*****************************
ora, ragazzi, il punto è questo. Da mesi non riesco a pensare ad altro che a lui e mi crogiolo nel dilemma: "faccio il primo passo-mi butto? o scappo di corsa? parto all'assalto del mio "nobiluomo" o mi chiudo a riccio ignorandolo da scorbutica doc?"
Quanto rischio di soffrire nell'uno e nell'altro caso?
ditemi voi.
credo di avere a portata di mano uno degli uomini più affascinanti e magnetici che questo mondo cattivo e meschino possa produrre.
L'uomo che venero e desidero ogni secondo del giorno
Di profonda umanità, fondamentalmente di buon cuore, generoso ma non fesso.
Intelligente (quando non geniale), umile, leale, attento e premuroso. Presente quando occorre e anche quando non lo spereresti.
Classico di gusti ma non damerino; e forse per questo irresistibilmente sexy.
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Bene: Fortuna o Sfortuna ha voluto che un simile dono del cielo fosse mio collega stretto, che fosse sposato con (numerosa) prole, che ci separassero 25 anni di età ...
Da precisare che non ci conosciamo da un giorno, ma da qualche annetto, e che mai prima d'oggi avrei sospettato di avere di fronte un'anima eletta come la sua. Troppo abituata com'ero a vederlo solo di sfuggita (non è da molto che sono nel suo ufficio) e a considerarlo un incrocio tra un fossile e Ned Flanders dei Simpsons, ho sempre ignorato il suo vero potenziale.
Inevitabile, naturalmente, il dilemma etico, il senso di colpa, il disagio verso me stessa, i figli (suoi, che non conosco, per fortuna), i colleghi, verso di lui specialmente.
L'unica soluzione possibile a cui avevo pensato - fuggire - mi è preclusa proprio da lui, che non ci pensa minimamente a cedermi ad altri uffici (proprio adesso, che sono appena arrivata da loro!..), e che si irrigidisce alla sola idea (ho provato a proporglielo, in tono scherzoso).
Per chi pensasse che mi sto costruendo dei castelli in aria, preciso che, con me, è molto attento, protettivo e premuroso, che lo è di giorno in giorno sempre di più. Lo vedo più trasognato, guardarmi con intensità (in assenza di colleghi); il cameratismo glielo vedo solo con il resto del reparto... ha smesso di colpo di parlare con me della sua famiglia, della sua vita fuori dal lavoro.
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ora, ragazzi, il punto è questo. Da mesi non riesco a pensare ad altro che a lui e mi crogiolo nel dilemma: "faccio il primo passo-mi butto? o scappo di corsa? parto all'assalto del mio "nobiluomo" o mi chiudo a riccio ignorandolo da scorbutica doc?"
Quanto rischio di soffrire nell'uno e nell'altro caso?
ditemi voi.