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Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Ma quanti anni avete?
Io pensavo tu al massimo 26 e lei più giovane...
 
O

Old PriMa

Guest
Ma quanti anni avete?
Io pensavo tu al massimo 26 e lei più giovane...
ne ho trenta, lei uno in meno.
per tutta una vita da ragazzo mi sono comportato da adulto e ora che sono adulto mi ritrovo a fare il ragazzo...
però ti posso assicurare una cosa, sia la mia vita che quella della mia ragazza sono state profondamente toccate dal dolore. non volgio entrare in particolari, ma abbiamo entrambi avuto una vita difficile. siamo stati entrambi ragazzi giudiziosi, ma ora che si tratta di fare la nostra vita mi sembra che tutto quel dolore ci abbi come sospesi nel tempo
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
ne ho trenta, lei uno in meno.
per tutta una vita da ragazzo mi sono comportato da adulto e ora che sono adulto mi ritrovo a fare il ragazzo...
però ti posso assicurare una cosa, sia la mia vita che quella della mia ragazza sono state profondamente toccate dal dolore. non volgio entrare in particolari, ma abbiamo entrambi avuto una vita difficile. siamo stati entrambi ragazzi giudiziosi, ma ora che si tratta di fare la nostra vita mi sembra che tutto quel dolore ci abbi come sospesi nel tempo
In effetti.
Dovreste scalpitare per farvi una vita vostra.
Mi sconcertate.
 
O

Old PriMa

Guest
In effetti.
Dovreste scalpitare per farvi una vita vostra.
Mi sconcertate.
conosci jhonn donne? "nessun uomo è un isola"?
be', non è vero. siamo tutti isole, magari che si muovono. ma di me tu vedrai sempre e solo la spiaggia, come io di te e non saprò mai chi tu sei, oltre quel piccolo confine. tu non mi sconcerti

"Così lui si porta dentro un inferno di morte, ma la facciata è sana, pulita, convenzionale. Fino ad oggi nessuno è stato capace di indovinare l'animo di un uomo passandogli semplicemente accanto; se si potesse, la gente non farebbe altro che urlare per le strade."
(Cornell Woolrich, "Appuntamenti in nero")
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
conosci jhonn donne? "nessun uomo è un isola"?
be', non è vero. siamo tutti isole, magari che si muovono. ma di me tu vedrai sempre e solo la spiaggia, come io di te e non saprò mai chi tu sei, oltre quel piccolo confine. tu non mi sconcerti

"Così lui si porta dentro un inferno di morte, ma la facciata è sana, pulita, convenzionale. Fino ad oggi nessuno è stato capace di indovinare l'animo di un uomo passandogli semplicemente accanto; se si potesse, la gente non farebbe altro che urlare per le strade."
(Cornell Woolrich, "Appuntamenti in nero")
Non mi interessano le citazioni.
E non ne vedo l'utilità in questo thread.
 
O

Old PriMa

Guest
Non mi interessano le citazioni.
E non ne vedo l'utilità in questo thread.
strano, visto che ne hai tre in fondo ad ogni tuo post. io le uso perchè a volte rispecchiano fedelmente frammenti di ciò che trovo vero. e in questo thread io mi confesso. e tu mi trovi sconcertante. e so che se domani ci incontrassimo per strada, tu non avresti idea di chi io sia e potremmo avere una conversazione pacifica e per nulla sconcertante. in un confessionale, in una confessione si mostrano i punti deboli, le incertezze, le paure, le colpe. non sono venuto qui a far vedere il meglio, ma il peggio di me. perchè è il mio peggio che combatto e pensavo che mostrandolo a qualcuno avrei trovato più forza per affrontarlo. certo non mi aspettavo di trovare comprensione, ma neppure di risultare così alieno, così strano.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
strano, visto che ne hai tre in fondo ad ogni tuo post. io le uso perchè a volte rispecchiano fedelmente frammenti di ciò che trovo vero. e in questo thread io mi confesso. e tu mi trovi sconcertante. e so che se domani ci incontrassimo per strada, tu non avresti idea di chi io sia e potremmo avere una conversazione pacifica e per nulla sconcertante. in un confessionale, in una confessione si mostrano i punti deboli, le incertezze, le paure, le colpe. non sono venuto qui a far vedere il meglio, ma il peggio di me. perchè è il mio peggio che combatto e pensavo che mostrandolo a qualcuno avrei trovato più forza per affrontarlo. certo non mi aspettavo di trovare comprensione, ma neppure di risultare così alieno, così strano.
E' sconcertante che tu a trentanni e la tua ragazza a ventinove e con un figlio accettiate di vivere come dei minorenni che hanno combinato "il guaio".
Ci sono famiglie iniziate da un "incidente" formate da diciottenni che si sono assunti le loro responsabilità.
 
O

Old PriMa

Guest
E' sconcertante che tu a trentanni e la tua ragazza a ventinove e con un figlio accettiate di vivere come dei minorenni che hanno combinato "il guaio".
Ci sono famiglie iniziate da un "incidente" formate da diciottenni che si sono assunti le loro responsabilità.
e chi ti dice che le nostre responsabilità non ce le siamo prese tutte, e anche quelle di altri, e che proprio perchè portiamo responsabilità non nostre accettiamo una vita così? chi ti dice che non stiamo facendo il possibile per uscire da questa situazione? io ho parlato di una mia debolezza, tu la prendi per il mio modo di vita. io ho parlato dei miei guai, e tu li prendi per la norma. mi giudichi, me, la mia compagna e mia figlia a partire da poche righe. pensavo che questo forum servisse ad aprirsi agli altri, ma sembra che essere se stessi non vada mai bene. io non so chi sei tu, cosa fai, pensi o dici ma per me va bene tutto ciò che sei, e spero veramente che nella tua vita non vi sia problema, intoppo, paura o dubbio
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
e chi ti dice che le nostre responsabilità non ce le siamo prese tutte, e anche quelle di altri, e che proprio perchè portiamo responsabilità non nostre accettiamo una vita così? chi ti dice che non stiamo facendo il possibile per uscire da questa situazione? io ho parlato di una mia debolezza, tu la prendi per il mio modo di vita. io ho parlato dei miei guai, e tu li prendi per la norma. mi giudichi, me, la mia compagna e mia figlia a partire da poche righe. pensavo che questo forum servisse ad aprirsi agli altri, ma sembra che essere se stessi non vada mai bene. io non so chi sei tu, cosa fai, pensi o dici ma per me va bene tutto ciò che sei, e spero veramente che nella tua vita non vi sia problema, intoppo, paura o dubbio
La tua debolezza è una fesseria.
Il problema è di due trentenni con figlia che dipendono dalla famiglia di lei.
Poi puoi capire come ti fa più piacere quel che ti viene detto.
 
O

Old giobbe

Guest
ne ho trenta, lei uno in meno.
per tutta una vita da ragazzo mi sono comportato da adulto e ora che sono adulto mi ritrovo a fare il ragazzo...
però ti posso assicurare una cosa, sia la mia vita che quella della mia ragazza sono state profondamente toccate dal dolore. non volgio entrare in particolari, ma abbiamo entrambi avuto una vita difficile. siamo stati entrambi ragazzi giudiziosi, ma ora che si tratta di fare la nostra vita mi sembra che tutto quel dolore ci abbi come sospesi nel tempo

L'amore dovrebbe essere uno strumento per aprirsi, per entrare uno nell'intimità dell'altro.
Il matrimonio deve essere un mezzo per curare insieme all'altro le ferite interiori che la vita ci ha inferto.
Ricopio da un vecchio post un brano tratto da un libro scritto da un monaco tedesco:


L'amore non è essere eternamente innamorati. Dobbiamo trasformare l'innamoramento in amore, che accetta l'altra persona come lei è. Molte volte sovrapponiamo all'altra persona le nostre immagini e desideri e, allora, amiamo più l'immagine che ci facciamo di lei che quello che lei è nella realtà. Amare l'altra persona come lei è non è facile. Esige la rinuncia a tutte le illusioni che noi ci facciamo nei suoi riguardi. Ed esige anche la rinuncia all'illusione che l'amore è sempre un sentimento meraviglioso. Molte volte è appena fedeltà. Questo è più che semplicemente sopportare l'altra persona. Significa dire sì a quella persona nella sua mediocrità e banalità. E amore non è felicità senza fine. Non esiste amore senza sofferenza. Nell'amore io mi apro all'altra persona, e così facendo, mi torno vulnerabile. Senza questa apertura l'amore sarebbe impossibile. Nell'amore reciproco impariamo a conoscerci nei ferimenti che la vita ci ha causato. L'amore può ferire, ma può anche curare queste ferite.
Quando l'amore rivela in noi la ferita, pensiamo, non rare volte, che è stata l'altra persona a farci del male. E noi la paghiamo con la stessa moneta, ferendola a nostra volta. Così nasce un circolo vizioso di ferimenti mutui che non approfondiscono l'amore, ma lo distruggono. Chi si incammina per il sentiero dell'amore deve sapere che è un cammino nella verità, un cammino dove si rivela la mia propria verità e quella dell'altra persona. Il riconoscimento della verità è realmente doloroso. Ma l'amore è anche la possibilità di curare questa ferita. Quando io mi accetto con le mie ferite e non condanno l'altra persona per causa dei suoi ferimenti, ma la amo esattamente come lei è, allora l'amore potrà curare le mie e le sue ferite.
 
O

Old PriMa

Guest
La tua debolezza è una fesseria.
Il problema è di due trentenni con figlia che dipendono dalla famiglia di lei.
Poi puoi capire come ti fa più piacere quel che ti viene detto.
allora cercherò di riassumerti la mia vita: sono nato da due genitori giovani, anche troppo, lei 17 lui 22. a quindici anni ho scoperto che mi padre era tossicodipendente. sono comunque stato fortunato, dato che lui è comunque stato una persona buona e amorevole, che ha imboccato per gioco una strada sbagliata, da cui non riusciva ad uscire. tuttavia solo quando mio nonno è morto è riuscito ad uscirne. ma la dipendenza ha lasciato comunque i segni. la mia famiglia era sul lastrico, con debiti bancari enormi. per fortuna la piccola azienda di famiglia ci ha permesso di non finire sulla strada. nei miei vent'anni non ho mai fatto una vacanza, non dico un giorno di riposo ma nessuna vacanza. l'estate era il periodo di lavoro maggiore nell'azienda e sono sempre stato lì. d'inverno ho lavorato per pesare poco alla mia famiglia mentre terminavo gli studi, mi pagavano la retta ma per il resto chiedevo ben poco, nei fine settimana tornavo ad aiutare i miei. mi sono laureato in sei anni anzichè a in cinque, ho perso un anno dopo il mio primo attacco epilettico e, fidati, quella è stata vera depressione. dopo la laurea ho fatto alcuni lavoretti da neolaureto in giro per l'italia. quando abbiamo potuto fare una ristrutturazione in azienda che ha radicalmente cambiato il volume d'affari, ho deciso che se proprio dovevo essere sfruttato preferivo farlo per la mia azienda. ma i debiti con le banche erano, e ancora sono, esistenti. ho lavorato per più di un anno undici ore al giorno, sei giorni alla settimana, senza stipendio, tranne il poco che serviva a esigenze personali che ho cercato comunque di tenere basse. quando è arrivata la bimba il mio "capitale" personale era di 2644 euro, ricordo ancora la cifra precisa. credi che se avessi avuto anche non molto di più non avrei cercato di aprire una casa nostra?
sono arrivato qui. non siamo mantenuti dalla famiglia della mia compagna, dato che anche loro non se lo possono permettere. ho iniziato a lavorare e ho pagato io, con qualche aiuto certamente, tutte le spese delle mie ragazze dando anche un mio contributo alla sua famiglia, dato che sono con loro così tanto tempo. sono due anni che non entro in locale, che non vado al cinema, che non compro un cd o un libro(giusto qualcuno di questi ultimi in forte sconto). sono andato al ristorante solo due volte, per festeggiare il nosro anniversario e quello della bimba. solo questa estate ho ricomprato dei vestiti nuovi. ho il vizio del fumo, ma prendo il tabacco sfuso e mi trattengo nel fumare. la spesa che più mi pesa è stata quella di quella notte. dopo due anni di vita da eremita adesso sono riuscito a mettere da parte abbastanza da poter pensare di poter prendere un appartamento per noi. non ti parlo dei problemi della vita della mia compagna, non mi sembra giusto, ma sappi che alcuni dei suoi fanno sembrare piccolezze i miei

detta così sembra una vita difficile, ma non lo è stata, mi sarebbe potuta andare molto peggio.
 
O

Old PriMa

Guest
L'amore dovrebbe essere uno strumento per aprirsi, per entrare uno nell'intimità dell'altro.
Il matrimonio deve essere un mezzo per curare insieme all'altro le ferite interiori che la vita ci ha inferto.
Ricopio da un vecchio post un brano tratto da un libro scritto da un monaco tedesco:


L'amore non è essere eternamente innamorati. Dobbiamo trasformare l'innamoramento in amore, che accetta l'altra persona come lei è. Molte volte sovrapponiamo all'altra persona le nostre immagini e desideri e, allora, amiamo più l'immagine che ci facciamo di lei che quello che lei è nella realtà. Amare l'altra persona come lei è non è facile. Esige la rinuncia a tutte le illusioni che noi ci facciamo nei suoi riguardi. Ed esige anche la rinuncia all'illusione che l'amore è sempre un sentimento meraviglioso. Molte volte è appena fedeltà. Questo è più che semplicemente sopportare l'altra persona. Significa dire sì a quella persona nella sua mediocrità e banalità. E amore non è felicità senza fine. Non esiste amore senza sofferenza. Nell'amore io mi apro all'altra persona, e così facendo, mi torno vulnerabile. Senza questa apertura l'amore sarebbe impossibile. Nell'amore reciproco impariamo a conoscerci nei ferimenti che la vita ci ha causato. L'amore può ferire, ma può anche curare queste ferite.
Quando l'amore rivela in noi la ferita, pensiamo, non rare volte, che è stata l'altra persona a farci del male. E noi la paghiamo con la stessa moneta, ferendola a nostra volta. Così nasce un circolo vizioso di ferimenti mutui che non approfondiscono l'amore, ma lo distruggono. Chi si incammina per il sentiero dell'amore deve sapere che è un cammino nella verità, un cammino dove si rivela la mia propria verità e quella dell'altra persona. Il riconoscimento della verità è realmente doloroso. Ma l'amore è anche la possibilità di curare questa ferita. Quando io mi accetto con le mie ferite e non condanno l'altra persona per causa dei suoi ferimenti, ma la amo esattamente come lei è, allora l'amore potrà curare le mie e le sue ferite.
quanto è vero. ho sempre pensato che l'amore fosse una piantina, da crescere con cura e pazienza. mi spiace di essermi distratto da me stesso e aver lasciato entrare le erbacce del dubbio, dell'astio, del non sopportare se stessi. ed ora il lavoro di ripulire il proprio giardino è faticosissimo
 
O

Old ellina69

Guest
, detta così sembra una vita difficile, ma non lo è stata, mi sarebbe potuta andare molto peggio.
certo ... per esempio avresti potuto mettere al mondo una bimba prematura ma sana, averla affidata al team di neonatologia con fiducia ...poi qualcuno le attacca un'infezione a trasmissione manuale (= mani sporche), la lascia pure andare in seticcemia e me la ridanno indietro dopo sette mesi di inferno, gravemente cerebrolesa e malata. E poi per esempio il tuo partner spaventato da quasta responsabilità avrebbe potuto tradirti, tagliare la corda e mollarti lì senza prendersi più alcun tipo di resposanbilità verso la figlia.
Caro ragazzo ..coraggio...certo che avrebbe potuto andarvi peggio ...siete giovani, vi volete bene, avete una bella bambina sana ...coraggio, avete tutto e non lo sapete. un abrraccio e un in bocca al lupo
 

Old lordpinceton

Utente di lunga data
allora cercherò di riassumerti la mia vita: sono nato da due genitori giovani, anche troppo, lei 17 lui 22. a quindici anni ho scoperto che mi padre era tossicodipendente. sono comunque stato fortunato, dato che lui è comunque stato una persona buona e amorevole, che ha imboccato per gioco una strada sbagliata, da cui non riusciva ad uscire. tuttavia solo quando mio nonno è morto è riuscito ad uscirne. ma la dipendenza ha lasciato comunque i segni. la mia famiglia era sul lastrico, con debiti bancari enormi. per fortuna la piccola azienda di famiglia ci ha permesso di non finire sulla strada. nei miei vent'anni non ho mai fatto una vacanza, non dico un giorno di riposo ma nessuna vacanza. l'estate era il periodo di lavoro maggiore nell'azienda e sono sempre stato lì. d'inverno ho lavorato per pesare poco alla mia famiglia mentre terminavo gli studi, mi pagavano la retta ma per il resto chiedevo ben poco, nei fine settimana tornavo ad aiutare i miei. mi sono laureato in sei anni anzichè a in cinque, ho perso un anno dopo il mio primo attacco epilettico e, fidati, quella è stata vera depressione. dopo la laurea ho fatto alcuni lavoretti da neolaureto in giro per l'italia. quando abbiamo potuto fare una ristrutturazione in azienda che ha radicalmente cambiato il volume d'affari, ho deciso che se proprio dovevo essere sfruttato preferivo farlo per la mia azienda. ma i debiti con le banche erano, e ancora sono, esistenti. ho lavorato per più di un anno undici ore al giorno, sei giorni alla settimana, senza stipendio, tranne il poco che serviva a esigenze personali che ho cercato comunque di tenere basse. quando è arrivata la bimba il mio "capitale" personale era di 2644 euro, ricordo ancora la cifra precisa. credi che se avessi avuto anche non molto di più non avrei cercato di aprire una casa nostra?
sono arrivato qui. non siamo mantenuti dalla famiglia della mia compagna, dato che anche loro non se lo possono permettere. ho iniziato a lavorare e ho pagato io, con qualche aiuto certamente, tutte le spese delle mie ragazze dando anche un mio contributo alla sua famiglia, dato che sono con loro così tanto tempo. sono due anni che non entro in locale, che non vado al cinema, che non compro un cd o un libro(giusto qualcuno di questi ultimi in forte sconto). sono andato al ristorante solo due volte, per festeggiare il nosro anniversario e quello della bimba. solo questa estate ho ricomprato dei vestiti nuovi. ho il vizio del fumo, ma prendo il tabacco sfuso e mi trattengo nel fumare. la spesa che più mi pesa è stata quella di quella notte. dopo due anni di vita da eremita adesso sono riuscito a mettere da parte abbastanza da poter pensare di poter prendere un appartamento per noi. non ti parlo dei problemi della vita della mia compagna, non mi sembra giusto, ma sappi che alcuni dei suoi fanno sembrare piccolezze i miei

detta così sembra una vita difficile, ma non lo è stata, mi sarebbe potuta andare molto peggio.
Ti capisco e ti ammiro molto! Ti capisco anche con quella sensazione che un uomo si porta dentro, che nonostante tutti i suoi sforzi anzichè venir valorizzato si vede criticato. Insomma ricevere qualche gratificazione, un bravo...insomma non fa male nella vita...
 
O

Old PriMa

Guest
certo ... per esempio avresti potuto mettere al mondo una bimba prematura ma sana, averla affidata al team di neonatologia con fiducia ...poi qualcuno le attacca un'infezione a trasmissione manuale (= mani sporche), la lascia pure andare in seticcemia e me la ridanno indietro dopo sette mesi di inferno, gravemente cerebrolesa e malata. E poi per esempio il tuo partner spaventato da quasta responsabilità avrebbe potuto tradirti, tagliare la corda e mollarti lì senza prendersi più alcun tipo di resposanbilità verso la figlia.
Caro ragazzo ..coraggio...certo che avrebbe potuto andarvi peggio ...siete giovani, vi volete bene, avete una bella bambina sana ...coraggio, avete tutto e non lo sapete. un abrraccio e un in bocca al lupo
non puoi immaginare quanto il tuo dolore mi sconvolga. durante l'ecografia del quinto mese la macchina non era abbastanza precisa e sembrava che la nostra bimba avesse un difetto cerebrale. sono stati due giorni d'inferno, prima che l'ecografia successiva ci rassicurasse. non riesco nemmeno a immaginare se quell'inferno si fosse prolungato o ,come nel tuo caso, si fosse presentato senza motivo. sai, le tue poche parole mi stanno facendo pensare molto. un abbraccio a te e alla tua piccola e grazie
 
O

Old PriMa

Guest
Ti capisco e ti ammiro molto! Ti capisco anche con quella sensazione che un uomo si porta dentro, che nonostante tutti i suoi sforzi anzichè venir valorizzato si vede criticato. Insomma ricevere qualche gratificazione, un bravo...insomma non fa male nella vita...
questo è un altro punto che mi fà impazzire, esattamente questo. capisco perchè certe volte mi dico: se uno è uno scapestrato, uno che se ne frega è fortunato, fà quello che gli pare come gli pare e se per caso si redime un po' sono tutti contenti che non sia la testa calda di prima. se uno invece è un bravo ragazzo, uno con la testa sulle spalle, non finirà mai di fare il suo dovere. non sarà mai bravo abbastanza. non sarà mai forte abbastanza. ci sarà sempre qualche cosa che non ha fatto e di cui si sente comunque responsabile. tutto quello che fà non basta mai. per questo certo volte desidererei essere una persona diversa, più egoista, senza tanti scrupoli. ma non sono così. forse quella sera speravo solo di essere un infame, non sò, ma capisco che non riuscirei a cambiare
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
allora cercherò di riassumerti la mia vita: (...)
sono due anni che non entro in locale, che non vado al cinema, che non compro un cd o un libro(giusto qualcuno di questi ultimi in forte sconto). sono andato al ristorante solo due volte, per festeggiare il nosro anniversario e quello della bimba. solo questa estate ho ricomprato dei vestiti nuovi. ho il vizio del fumo, ma prendo il tabacco sfuso e mi trattengo nel fumare. la spesa che più mi pesa è stata quella di quella notte. dopo due anni di vita da eremita adesso sono riuscito a mettere da parte abbastanza da poter pensare di poter prendere un appartamento per noi. non ti parlo dei problemi della vita della mia compagna, non mi sembra giusto, ma sappi che alcuni dei suoi fanno sembrare piccolezze i miei

detta così sembra una vita difficile, ma non lo è stata, mi sarebbe potuta andare molto peggio.
La tua vita è stata difficile fino a un certo punto se comunque hai potuto studiare.
Non sottovalutare questa possibilità che tanti non hanno avuto.
Quello che conta è che adesso siete in grado di diventare una famiglia.
Per quanto riguarda la vita da eremita ...ma è quanto normamalmente fa il 90% dei genitori e per più di due anni.
Io sono tornata al cinema quando mia figlia aveva tre anni per farle vedere Biancaneve al cinema.
E poi per anni ho visto solo i vari cartoni animati che uscivano.
Non è vita da eremita è da genitore.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
questo è un altro punto che mi fà impazzire, esattamente questo. capisco perchè certe volte mi dico: se uno è uno scapestrato, uno che se ne frega è fortunato, fà quello che gli pare come gli pare e se per caso si redime un po' sono tutti contenti che non sia la testa calda di prima. se uno invece è un bravo ragazzo, uno con la testa sulle spalle, non finirà mai di fare il suo dovere. non sarà mai bravo abbastanza. non sarà mai forte abbastanza. ci sarà sempre qualche cosa che non ha fatto e di cui si sente comunque responsabile. tutto quello che fà non basta mai. per questo certo volte desidererei essere una persona diversa, più egoista, senza tanti scrupoli. ma non sono così. forse quella sera speravo solo di essere un infame, non sò, ma capisco che non riuscirei a cambiare
Se dici queste cose sei una persona diversa.
A me non è mai passato per la testa di considerare di fare sacrifici o di fare il "mio dovere".
Tutti dobbiamo lavorare per vivere (sia che si sia con una famiglia sia che si sia single) e lo si fa al meglio per sè stessi per soddisfazione e gratificazione personale, anche se si fanno le pulizie, e questo è naturale e sano egoismo.
Poi se si ha una famiglia le spese si fanno secondo priorità dettate dal sentimento prima che dal dovere oppure uno compra il latte in polvere invece di andare a ballare per senso del dovere?
Guarda che se hai risparmiato per una casa per la tua famiglia l'hai fatto per te, per avere tu una famiglia.
Quello che tu chiami egoismo è irresponsabilità in primis nei confronti di se stessi.
 
O

Old PriMa

Guest
La tua vita è stata difficile fino a un certo punto se comunque hai potuto studiare.
Non sottovalutare questa possibilità che tanti non hanno avuto.
Quello che conta è che adesso siete in grado di diventare una famiglia.
Per quanto riguarda la vita da eremita ...ma è quanto normamalmente fa il 90% dei genitori e per più di due anni.
Io sono tornata al cinema quando mia figlia aveva tre anni per farle vedere Biancaneve al cinema.
E poi per anni ho visto solo i vari cartoni animati che uscivano.
Non è vita da eremita è da genitore.
ho solo cercato di spiegarti che non sono un irresponsabile totale, che si adagia sulle situazioni. mi avevi detto che non ci prendevamo le nostre responsabilità e ho cercato di spiegarti che se avessi preso meno responsabilità nel corso della mia vita, magari avrei avuto maggiori possibililtà di affrontare quelle che mi si sono presentate ora. mi hai anche detto che ci affidavamo alla famiglia di lei e ho cercato di spiegarti che ho fatto di tutto perchè questo non avvenisse. non mi sembra di essermi lamentato di quello che ho fatto e sono convinto che un sacrificio sia realmente "rendere qualcosa sacro", qualcosa a cui si rinuncia perchè credi che sia la cosa giusta da fare.

per quanto riguarda l'altro commento, forse viene dal mio rapporto con mio padre. l'ho visto vivere la sua vita da ragazzo irresponsabile, che badava solo a se stesso. e quando è finalmente cresciuto ha fatto il capofamiglia molto bene. il mio era solo il lamento del fratello del figliol prodigo, che vede che i propri sforzi non hanno bisogno di essere premiati dal vitello grasso, e che invidia chi ha fatto quello che ha voluto e viene anche ricompensato. so che non è giusto pensare così e generalmente sono felicissimo di come sono stato e continuo ad essere. solo certe volte mi immagino di essere io il figliol prodigo, tutto qui
 
O

Old UnBrucoSullaRosa

Guest
è vero che noi trentenni siamo bamboccioni. questa vita ti fa credere di essere giovane fino a qurant'anni. non è vero. a 25 si è già pienamente adulti. ma noi, almeno noi due, ci siamo ritrovati a vivere una vita da ragazzi fino a l'altroieri. credo sia un problema comune a molti miei coetanei, essere considerati per sempre dei ragazzi, dalla società, dalla famiglia, dagli stili di vita, in un mondo dove i genitori non abdicano mai al loro ruolo, che considerano sempre i loro figli troppo giovani per prendersi responsabilità, fino al momento in cui quelle responsabilità arrivano comunque e i figli si ritrovano senza la capacità di muoversi autonomamente. e uno si adagia, si lascia cullare dall'idea di non dover crescere mai.
Ottima analisi. Pensa che mia suocera chiama mio cognato (27 anni) "il bambino"...e tutte le mattine gli fa trovare la briochina fresca di forno, perchè lui quella confezionata non la vuole.
Ha fatto più danni quella donna che la bomba atomica su Hiroshima. Ma le conseguenze le ho pagate io.

Mi sembri molto lucido e consapevole. In bocca al lupo. :)
 
Stato
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