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Old PriMa

Guest
comincio dall’inizio. l’ho conosciuta quattro anni fa. mi trovavo lontano da casa per finire gli studi. una ragazza carina, simpatica, semplice nella persona. avevamo e abbiamo tante cose in comune e tante cose in contrasto. soprattutto non sono mai stato completamente sicuro dei miei sentimenti, ma non per lei, per me. non so come spiegarlo, ma non ho mai provato forti emozioni. se l’amore è fiamma, il mio è sempre stato focolare e mai incendio. mi ritrovo distante da tutti, ma non in modo freddo, mi sono sempre sentito come un masso al sole, caldo ma di riflesso, sicuro ma immobile. non so se conoscete la canzone di de andrè, “cominciai anch’io a sognare insieme a loro… ma non mi sento di sognare con loro no non mi riesce di sognare con loro”. ho sempre finto che fosse amore, l’amore che davvero sentivo.
abbiamo continuato il nostro rapporto, prima a distanza, poi lei ha accettato di raggiungermi nel mio paese, dove avevo lavoro e famiglia. all’inizio tutto bello, facevamo la vita dei fidanzatini. poi, due anni fa, involontariamente, lei è rimasta incinta. io ero felice, c’era una donna che voleva stare con me e qualcuno in arrivo che avrei potuto amare senza riserve di nessun genere. però lei era terrorizzata e shoccata. è praticamente scappata a rifugiarsi dai suoi e mi ha praticamente intimato che dovevo trasferirmi io nella sua città. dopo una serie di discussioni ho accettato.
da quasi due anni sono qui e mi ritrovo ancora a vivere in un limbo disperato. lei si è allontanata molto da me, emotivamente. non so perché, nonostante tutti i miei sforzi, non sono riuscito a farle capire, sentire la mia vicinanza. se cercavo di starle vicino le davo fastidio, se mi allontanavo si sentiva abbandonata. le ho chiesto di sposarmi, quando le cose si fossero stabilizzate economicamente, ma mi ha risposto di non riuscire a vedere un futuro, un qualunque futuro. non ha avuto più la forza di dirmi “ti amo”, la luce che prima brillava nei suoi occhi quando eravamo insieme si è spenta, per mancanza di forza, di fiducia in se stessa, in me, in noi. non ha voluto più fare l’amore con me da quando ha scoperto della bambina. da quando siamo venuti qui, lei vive ancora in casa dei genitori e io mi sono dovuto trovare una stanza perché fisicamente non potevo rimanere da loro. ho trovato un lavoro, noioso e frustrante, che odio, ma in questi tempi di crisi non posso certo lamentarmi. la mia vita è diventata questa: vado a lavoro, esco e corro dalle mie ragazze. sto con loro fino a sera, quando la bimba si addormenta poi torno in quella stanza che non è mia, dormo quando riesco a prendere sonno, mi sveglio e ricomincio. l’unica quiete è quando stringo la mia piccola, la mia pace. ho sempre amato la solitudine, ma ora mi sento solo in un modo diverso, quasi che la mia vita sia diventata una casa dove sono solo un ospite, non sempre benvenuto.
un paio di mesi fa ero uscita di sera, in una via secondaria. c’era una prostituta. sono andato con lei. ho sempre provato repulsione per chi va con loro e non per quelle povere ragazze ma per l’ipocrisia degli uomini che le sfruttano. eppure mi sono comportato così. era come se il cuore, il cervello e l’anima si fossero fatti indietro e avessero lasciato solo il corpo che cercava il calore di un altro corpo. ho pensato che dopo mi sarei odiato per aver voluto far finta che un affare fosse un gesto più umano, ma invece mi sono assolto da quella che non sentivo come una colpa. avevo così bisogno di un contatto intimo che ero disposto a passare sulle mie convinzioni, sui miei principi. alla fine quella ragazza mi ha sorriso, ha detto che ero bravo, forse perché nei miei gesti affiorava qualcosa di più che semplice lussuria. più che il rapporto è stato quel sorriso a donarmi piacere.
non sono pentito. però adesso sono ossessionato. mi guardo intorno ed ogni passante mi sembra un’opportunità. si è risvegliata dentro di me la necessità di avere un rapporto vero tra uomo e donna, non questo accordo tra due genitori. dall’altro lato vedo lei che ha ancora affetto verso di me, che cerca ma non riesce a farsi tornare quello sguardo che aveva prima. e c’è la bambina che è l’unica cosa che non mi fa andare in pezzi, l’unica cosa che mi fa dire che vale la pena di vivere questa vita. eppure mi ritrovo a pensare di non avere la forza e la capacità di essere padre e marito, che sia più giusto cercare qualcuno che vuole davvero stare con me come uomo, che forse mento a me stesso quando ancora le dico che l’amo, anche se il mio sentimento non è finzione. mi ritrovo ogni giorno più debole nell’anima, più stanco e solo. e vado avanti, giorno per giorno, per vedere come va a finire.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
A me sembri con una forma depressiva, scatenata da una situazione oggettivamente difficile.
La situazione è difficile per te, per lei, per la bambina, per i tuoi suoceri.
E' una situazione che non fa intravvedere una soluzione soddisfacente a breve.
Credo che tu abbia bisogno di un sostegno psicologico (consultori ve ne sono ovunque) per poter poi valutare come risolvere la situazione.
La bambina ora quanto ha?
La tua donna lavora o può trovarsi un lavoro?
Condue stipend, anche piccoli, ce la si può fare.
Un'occasione per provare a essere una famiglia vera ve la dovete dare e dovete darla a vostra figlia.
Un abbraccio.
 
O

Old PriMa

Guest
A me sembri con una forma depressiva, scatenata da una situazione oggettivamente difficile.
La situazione è difficile per te, per lei, per la bambina, per i tuoi suoceri.
E' una situazione che non fa intravvedere una soluzione soddisfacente a breve.
Credo che tu abbia bisogno di un sostegno psicologico (consultori ve ne sono ovunque) per poter poi valutare come risolvere la situazione.
La bambina ora quanto ha?
La tua donna lavora o può trovarsi un lavoro?
Condue stipend, anche piccoli, ce la si può fare.
Un'occasione per provare a essere una famiglia vera ve la dovete dare e dovete darla a vostra figlia.
Un abbraccio.
ciao
la cosa difficile di scrivere è che si può far vedere solo un lato delle cosa alla volta. nel mio post diciamo che ho riassunto tutto il dolore e la fatica e l'insoddisfazione di due anni (la bimba ne ha uno). non sono mancati momenti anche felici, quando io e lei insieme ci prendiamo cura della piccola, per esempio, rinasce la speranza di poter ricreare un rapporto pienamente felice. hai anche ragione sul fatto economico, dato che lei ora non lavora. anche se sta cercando non trova, ma speriamo che la cosa si risolva. e io continuo strenuamente a scomettere su di noi. mi sarebbe stato facile, le volte in cui lei era nei momenti più difficili e pensava che forse era meglio liberarsi di me, prendere la palla al balzo e scappare. ma non voglio. la fatica del mio andare avanti è data dalla mia volontà di stare con loro. quello di cui ho paura è che la mia forza piano piano scenda, che quello che è stato un attimo di sbandamento diventi la scusa per cedere alle mie debolezze e paure. non ho desiderio di tradire, ma mi rendo conto che la tentazione, in assenza di un segnale di rimando dalla mia compagna, divenga la norma. soprattutto ho il timore che lei non riesca più a rendersi conto che mi ama, che si aspetti che io resti ad aspettare per sempre che lei sia pronta e non si renda conto che sono solo un uomo, con le mie piccolezze.
ciao
 
O

Old Anna A

Guest
ciao
la cosa difficile di scrivere è che si può far vedere solo un lato delle cosa alla volta. nel mio post diciamo che ho riassunto tutto il dolore e la fatica e l'insoddisfazione di due anni (la bimba ne ha uno). non sono mancati momenti anche felici, quando io e lei insieme ci prendiamo cura della piccola, per esempio, rinasce la speranza di poter ricreare un rapporto pienamente felice. hai anche ragione sul fatto economico, dato che lei ora non lavora. anche se sta cercando non trova, ma speriamo che la cosa si risolva. e io continuo strenuamente a scomettere su di noi. mi sarebbe stato facile, le volte in cui lei era nei momenti più difficili e pensava che forse era meglio liberarsi di me, prendere la palla al balzo e scappare. ma non voglio. la fatica del mio andare avanti è data dalla mia volontà di stare con loro. quello di cui ho paura è che la mia forza piano piano scenda, che quello che è stato un attimo di sbandamento diventi la scusa per cedere alle mie debolezze e paure. non ho desiderio di tradire, ma mi rendo conto che la tentazione, in assenza di un segnale di rimando dalla mia compagna, divenga la norma. soprattutto ho il timore che lei non riesca più a rendersi conto che mi ama, che si aspetti che io resti ad aspettare per sempre che lei sia pronta e non si renda conto che sono solo un uomo, con le mie piccolezze.
ciao

siete genitori ma -almeno tua moglie- è ancora troppo figlia.
se volete salvare il legame è bene che le cose cambino... se restano così la vedo dura...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
siete genitori ma -almeno tua moglie- è ancora troppo figlia.
se volete salvare il legame è bene che le cose cambino... se restano così la vedo dura...
Per me un po' tutti e due e la situazione che si è creata non aiuta e forse non ne vogliono realmente uscire.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
ciao
la cosa difficile di scrivere è che si può far vedere solo un lato delle cosa alla volta. nel mio post diciamo che ho riassunto tutto il dolore e la fatica e l'insoddisfazione di due anni (la bimba ne ha uno). non sono mancati momenti anche felici, quando io e lei insieme ci prendiamo cura della piccola, per esempio, rinasce la speranza di poter ricreare un rapporto pienamente felice. hai anche ragione sul fatto economico, dato che lei ora non lavora. anche se sta cercando non trova, ma speriamo che la cosa si risolva. e io continuo strenuamente a scomettere su di noi. mi sarebbe stato facile, le volte in cui lei era nei momenti più difficili e pensava che forse era meglio liberarsi di me, prendere la palla al balzo e scappare. ma non voglio. la fatica del mio andare avanti è data dalla mia volontà di stare con loro. quello di cui ho paura è che la mia forza piano piano scenda, che quello che è stato un attimo di sbandamento diventi la scusa per cedere alle mie debolezze e paure. non ho desiderio di tradire, ma mi rendo conto che la tentazione, in assenza di un segnale di rimando dalla mia compagna, divenga la norma. soprattutto ho il timore che lei non riesca più a rendersi conto che mi ama, che si aspetti che io resti ad aspettare per sempre che lei sia pronta e non si renda conto che sono solo un uomo, con le mie piccolezze.
ciao
Come dicevo in risposta ad AnnaA, mi sembra che entrambi non vogliate uscire da una situazione che vi consente di non scegliere nulla.
Forse la gravidanza non cercata è stata predisposta inconsciamente come tentativo di emancipazione che si è rivelato non riuscito.
In queste condizioni occuparsi della bambina è un "giocare a mamma e papà".
Tu hai agito "secondo dovere", ma non sei riuscito a essere all'altezza di quello che TU ritieni di dover essere.
Davvero credo che tu abbia bisogno di un sostegno.
 
O

Old PriMa

Guest
Come dicevo in risposta ad AnnaA, mi sembra che entrambi non vogliate uscire da una situazione che vi consente di non scegliere nulla.
Forse la gravidanza non cercata è stata predisposta inconsciamente come tentativo di emancipazione che si è rivelato non riuscito.
In queste condizioni occuparsi della bambina è un "giocare a mamma e papà".
Tu hai agito "secondo dovere", ma non sei riuscito a essere all'altezza di quello che TU ritieni di dover essere.
Davvero credo che tu abbia bisogno di un sostegno.
mi sono spesso ripetuto esattamente le tue parole. spesso mi sono trovato in lotta con il mio "peter pan". mi sono chiesto spesso se quello che facevo era solo dovere. mi sono spesso detto che sono un idealista che sa che le idee sono irraggiungibili ma continua ad andarci dietro, perchè almeno si è provato con tutte le forze. come dice barthes, nel sentimento amoroso il dubbio e l'insicurezza sono come bolle in una palude, che si gonfiano e creano scompiglio fino che non esplodono in un nulla, ma subito se ne crea una nuova. hai ragione, soprattutto ho paura di non essere all'altezza delle MIE aspettative. non vorrei averti dato l'impressione di essere più debole di quello che sono.mi sono ritrovato di fronte alla mia fragilità e ho ceduto. ma la vita è cadere sette volte e rialzarsi otto. non ho nessuna intenzione di abbandonare la mia compagna e mia figlia, non ho intenzione di cedere alle prime difficoltà. voglio crescere e diventare pienamente me stesso. ma nessun uomo o donna può portare avanti una coppia da solo. mi sono reso conto che quello che ho fatto è stato perchè mi sono sentito abbandonato.
su di un'unica cosa non hai ragione. noi, io e la mia donna, non stiamo giocando a "fare mamma e papà". credo che entrambi ci siamo persi e che ora ci stiamo cercando, ma se qualcosa ci ha permesso di continuare a sentire amore l'uno per l'altra è stata nostra figlia, che tutto è tranne che un dovere o un peso. lei è una madre stupenda e spero che mi permetta di aiutarla a ritrovare se stessa e noi
 
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Old Anna A

Guest
mi sono spesso ripetuto esattamente le tue parole. spesso mi sono trovato in lotta con il mio "peter pan". mi sono chiesto spesso se quello che facevo era solo dovere. mi sono spesso detto che sono un idealista che sa che le idee sono irraggiungibili ma continua ad andarci dietro, perchè almeno si è provato con tutte le forze. come dice barthes, nel sentimento amoroso il dubbio e l'insicurezza sono come bolle in una palude, che si gonfiano e creano scompiglio fino che non esplodono in un nulla, ma subito se ne crea una nuova. hai ragione, soprattutto ho paura di non essere all'altezza delle MIE aspettative. non vorrei averti dato l'impressione di essere più debole di quello che sono.mi sono ritrovato di fronte alla mia fragilità e ho ceduto. ma la vita è cadere sette volte e rialzarsi otto. non ho nessuna intenzione di abbandonare la mia compagna e mia figlia, non ho intenzione di cedere alle prime difficoltà. voglio crescere e diventare pienamente me stesso. ma nessun uomo o donna può portare avanti una coppia da solo. mi sono reso conto che quello che ho fatto è stato perchè mi sono sentito abbandonato.
su di un'unica cosa non hai ragione. noi, io e la mia donna, non stiamo giocando a "fare mamma e papà". credo che entrambi ci siamo persi e che ora ci stiamo cercando, ma se qualcosa ci ha permesso di continuare a sentire amore l'uno per l'altra è stata nostra figlia, che tutto è tranne che un dovere o un peso. lei è una madre stupenda e spero che mi permetta di aiutarla a ritrovare se stessa e noi
che poi è quello che dicono tutti i mariti alle amanti o suppergiù così.
vero è che le cercate sante per poi andare a cercare conforto in altre.
 
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Old PriMa

Guest
che poi è quello che dicono tutti i mariti alle amanti o suppergiù così.
vero è che le cercate sante per poi andare a cercare conforto in altre.
proprio per questo non ho cercato e non cerco un'amante, una storia alternativa. anzi l'idea di corteggiare qualcun'altra mi dà fastidio, non riuscirei mai a farlo. e proprio per questo quando questa idea mi si affaccia alla mente mi sento traditore verso me stesso e verso di lei. è proprio perchè quella signorina non era un'amante, ma solo un toccarsi di corpi che sono riuscito a fare quello che ho fatto
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
mi sono spesso ripetuto esattamente le tue parole. spesso mi sono trovato in lotta con il mio "peter pan". mi sono chiesto spesso se quello che facevo era solo dovere. mi sono spesso detto che sono un idealista che sa che le idee sono irraggiungibili ma continua ad andarci dietro, perchè almeno si è provato con tutte le forze. come dice barthes, nel sentimento amoroso il dubbio e l'insicurezza sono come bolle in una palude, che si gonfiano e creano scompiglio fino che non esplodono in un nulla, ma subito se ne crea una nuova. hai ragione, soprattutto ho paura di non essere all'altezza delle MIE aspettative. non vorrei averti dato l'impressione di essere più debole di quello che sono.mi sono ritrovato di fronte alla mia fragilità e ho ceduto. ma la vita è cadere sette volte e rialzarsi otto. non ho nessuna intenzione di abbandonare la mia compagna e mia figlia, non ho intenzione di cedere alle prime difficoltà. voglio crescere e diventare pienamente me stesso. ma nessun uomo o donna può portare avanti una coppia da solo. mi sono reso conto che quello che ho fatto è stato perchè mi sono sentito abbandonato.
su di un'unica cosa non hai ragione. noi, io e la mia donna, non stiamo giocando a "fare mamma e papà". credo che entrambi ci siamo persi e che ora ci stiamo cercando, ma se qualcosa ci ha permesso di continuare a sentire amore l'uno per l'altra è stata nostra figlia, che tutto è tranne che un dovere o un peso. lei è una madre stupenda e spero che mi permetta di aiutarla a ritrovare se stessa e noi
Il tuo "tradimento" non l'ho neanche considerato.
Chiaro che se lo sapesse lei ne soffrirebbe e chiaro che anche un incontro fugace (con professionista o ...dilettante ) ha un significato e appunto per questo ho provato a trovare dei significati.
Generalmente è proprio quello che rifiutiamo sdegnati il significato che più ci tocca.
 
O

Old PriMa

Guest
Il tuo "tradimento" non l'ho neanche considerato.
Chiaro che se lo sapesse lei ne soffrirebbe e chiaro che anche un incontro fugace (con professionista o ...dilettante ) ha un significato e appunto per questo ho provato a trovare dei significati.
Generalmente è proprio quello che rifiutiamo sdegnati il significato che più ci tocca.
che vuoi che ti dica... anche se non sdegnato la parte delle tue parole che ho rifiutato è quella riguardante mia figlia. certo è difficile farsi carico di qualcuno totalmente bisognoso, che ami tanto da voler portare tutto sulle spalle. ti rammenta ogni giorno che non sei più quello che eri prima. e credo che per quello ci si divida il fardello in due. io ho provato per quasi due anni a cercare di riguadagnare un amore che non ho mai capito perchè sia scomparso. mi sono sentito dire ogni due o tre giorni, tra il serio e lo scherzo, ad ogni mio accenno di capire cosa avevo fatto:"e allora perchè non te ne vai?" ero e certe volte sono ancora visto come quello che le ha rovinato la vita. le ho chiesto più volte se c'era qualcosa che avessi o non avessi fatto e la sola risposta che mi sono sentito dire è "non so più come mi sento". ogni volta che le chiedo se c'è qualcosa che posso fare in più mi sento rispondere di no. non oso pensare a cosa sarebbe successo se avessi insistito di più per rimanere nella mia città, dove comunque avevo un lavoro migliore e meglio retribuito. di questo comunqua non dò a lei colpa, ha avuto e sta avendo momenti difficili.
e io ho certamente le mie colpe. non riesco a smuovere le cose. non sono abbastanza determinato a prendere in mano la mia e la nostra vita, come hai detto prima giustamente, spesso ho lasciato che le cose procedessero senza sforzarmi più di tanto per modificarle. mi chiedo in continuazione cosa avrei potuto fare di più per starle vicino, cosa potrei fare adesso e in questo mare di domande mi perdo e non trovo risposte o azioni. e infine mi sono scoperto un traditore, io che non ho mai tradito niente e nessuno. non trovo scuse per me stesso, e insieme non trovo colpe. mi interessa andare avanti, cerco di ricrearmi, di nuovo, da capo. e il senso più forte della mia esistenza lo trovo in quella piccola, nel fatto che solo quando siamo noi tre da soli, gli occhi della mia donna ritrovano un barlume di amore, anche per me
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
che vuoi che ti dica... anche se non sdegnato la parte delle tue parole che ho rifiutato è quella riguardante mia figlia. certo è difficile farsi carico di qualcuno totalmente bisognoso, che ami tanto da voler portare tutto sulle spalle. ti rammenta ogni giorno che non sei più quello che eri prima. e credo che per quello ci si divida il fardello in due. io ho provato per quasi due anni a cercare di riguadagnare un amore che non ho mai capito perchè sia scomparso. mi sono sentito dire ogni due o tre giorni, tra il serio e lo scherzo, ad ogni mio accenno di capire cosa avevo fatto:"e allora perchè non te ne vai?" ero e certe volte sono ancora visto come quello che le ha rovinato la vita. le ho chiesto più volte se c'era qualcosa che avessi o non avessi fatto e la sola risposta che mi sono sentito dire è "non so più come mi sento". ogni volta che le chiedo se c'è qualcosa che posso fare in più mi sento rispondere di no. non oso pensare a cosa sarebbe successo se avessi insistito di più per rimanere nella mia città, dove comunque avevo un lavoro migliore e meglio retribuito. di questo comunqua non dò a lei colpa, ha avuto e sta avendo momenti difficili.
e io ho certamente le mie colpe. non riesco a smuovere le cose. non sono abbastanza determinato a prendere in mano la mia e la nostra vita, come hai detto prima giustamente, spesso ho lasciato che le cose procedessero senza sforzarmi più di tanto per modificarle. mi chiedo in continuazione cosa avrei potuto fare di più per starle vicino, cosa potrei fare adesso e in questo mare di domande mi perdo e non trovo risposte o azioni. e infine mi sono scoperto un traditore, io che non ho mai tradito niente e nessuno. non trovo scuse per me stesso, e insieme non trovo colpe. mi interessa andare avanti, cerco di ricrearmi, di nuovo, da capo. e il senso più forte della mia esistenza lo trovo in quella piccola, nel fatto che solo quando siamo noi tre da soli, gli occhi della mia donna ritrovano un barlume di amore, anche per me
Penso che si dovrebbe fare un corso di comunicazione di coppia, ci sarebbe da far soldi.
Se una donna chiede "mi trovi ingrassata" non richiede una osservazione attenta e una risposta "boh si forse un paio di chili...", ma una rassicurazione tipo "non saprei, ma sei talmente sexy (o bella o eccitante, a seconda del linguaggio in uso) che non riesco a guardarti oggettivamente"
Credo che, avendo fatto le citazione colte che hai fatto, tu sia in grado di comprendere la metafora.
 
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Old PriMa

Guest
Penso che si dovrebbe fare un corso di comunicazione di coppia, ci sarebbe da far soldi.
Se una donna chiede "mi trovi ingrassata" non richiede una osservazione attenta e una risposta "boh si forse un paio di chili...", ma una rassicurazione tipo "non saprei, ma sei talmente sexy (o bella o eccitante, a seconda del linguaggio in uso) che non riesco a guardarti oggettivamente"
Credo che, avendo fatto le citazione colte che hai fatto, tu sia in grado di comprendere la metafora.
certe volte mi sembra che che sia stato proprio il fatto di aver continuato a dire " ti amo comunque sei, perchè sei tu e sei qui con me e non voglio nessun'altra" (cose che credevo veramente fino a che non mi sono scoperto bugiardo a me stesso, anche se anche ora non voglio e non cerco nessun'altra) che l'abbia come distanziata da me, come se io fossi qualcosa da cui poteva tornare ogni volta e che ogni volta sarebbe stato lì. e credevo anch'io che ce l'avrei fatta a rimanere al suo fianco, saldo a me stesso. e invece...
 
O

Old giobbe

Guest
PriMa

È una storia nata male dove voi stessi non sapete bene quali siano i vostri ruoli.
Dovresti discutere seriamente con la tua ragazza e dovreste prendere insieme una delle seguenti strade:
a) Vi separate e cercate di creare meno problemi possibili alla vostra bambina.
b) Vi sposate e vivete come marito e moglie, nella stessa casa, nella città che tu credi sia più adeguata. Non sarà molto moderno, ma secondo me, le decisioni sul futuro della famiglia spettano a te (dopo aver ascoltato con attenzione e amore il parere della tua futura moglie). Io credo che uno dei due debba assumere il ruolo di leader della coppia altrimenti diventa impossibile uscire da queste situazioni di stallo. Per ragioni storiche, culturali e religiose è cosa buona e giusta che il leader della coppia sia l'uomo.

Questa idea romantica che tutte le decisioni debbano essere prese di comune accordo nella pratica non funziona, crea solo inutili casini e incomprensioni.

Benvenuti nel Medioevo!


Con certezza vi troverete benissimo!
 
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Old UnBrucoSullaRosa

Guest
Penso che la tua compagna si sia allontanata perchè ha capito che non hai

mai provato forti emozioni. se l’amore è fiamma, il mio è sempre stato focolare e mai incendio
Puoi essere l'attore migliore del mondo, anche nel recitare con te stesso...ma queste sono cose che presto o tardi si capiscono...

Se non l'hai mai veramente amata... credi di poterci riuscire adesso?
Forse per un po', finchè la bambina è piccola... Ma poi?
Temo che la situazione che stai vivendo in questo momento potrebbe ripresentarsi tra qualche anno... Quando anche giocare alla famiglia non sarà più una novità.

Ad ogni modo, in bocca al lupo.
 
O

Old giobbe

Guest
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Sai che non ho capito se sei ironico o dici sul serio...
Dico sul serio perché, da romantico ingenuo, ho sperimentato sulla mia pelle gli effetti nefasti di prendere tutte le decisioni di comune accordo.
In questa storia ho notato molta mancanza di polso da parte di PriMa.
Questa sua arrendevolezza può essere interpretata come rispetto della volontà della fidanzata ma in realtà produce risultati disastrosi per la coppia.
Secondo me PriMa si sta sottrendo a quello che dovrebbe essere il suo ruolo (cioè di capofamiglia, anche se l'hanno abolito dal codice).
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Dico sul serio perché, da romantico ingenuo, ho sperimentato sulla mia pelle gli effetti nefasti di prendere tutte le decisioni di comune accordo.
In questa storia ho notato molta mancanza di polso da parte di PriMa.
Questa sua arrendevolezza può essere interpretata come rispetto della volontà della fidanzata ma in realtà produce risultati disastrosi per la coppia.
Secondo me PriMa si sta sottrendo a quello che dovrebbe essere il suo ruolo (cioè di capofamiglia, anche se l'hanno abolito dal codice).
Secondo me ti sei espresso da medioevo (ma il medioevo è dietro l'angolo...
), ma non hai torto nel concreto.
Se si vuole una famiglia bisogna anche dimostrare di volerla e in questo specifico caso (con una figlia inaspettata e con lei che ancora non lavora ed è stata costretta ad appoggiarsi ai suoi) un uomo deve dar prova di essere tale e di poter mettere lei nelle condizioni di essere davvero una compagna e di essere loro, insieme alla figlia, una famiglia.
 

Old guinevere

Utente di lunga data
la tua compagna ti ha trattato abbastanza male. noh?
forse sarò impopolare, ma penso che ognuno di noi non deve mai mettere da parte la dignità e l'amor proprio. se il-la compagno/a di vita ti snobba e non si impegna per far andare bene le cose, deve raccogliere quello che semina.
guardati intorno, riprenditi la tua vita, sii presente però sempre per la tua bambina.
un abbraccio e auguri.
 
O

Old PriMa

Guest
innanzi tutto grazie a tutti per le vostre osservazioni: è duro vedere la propria vita e le proprie scelte messe di fronte al giudizio spassionato, a volte duro, di altri, però ammetto che mi state facendo riflettere.
per unbrucosuunarosa: quando parlavo di amore e fiamma non mi riferivo solo alla mia compagna; io sono così da sempre, nei miei affetti verso i miei familiari, gli amici, i miei precedenti rapporti. anche da ragazzo, anche nelle cotte da adolescente è sempre stata presente in me una sorta di distanza,non verso gli altri, ma verso me stesso. c'è chi si lascia ardere dalla passione, chi si lascia andare. io no, ma questo fa parte della mia natura profonda, del mio modo di esistere. e non penso che la cosa sia qualitativamente differente, anche se calmo, anche se a volte mi sembra finto come tutto il resto del mondo, il mio amore non è meno amore. e se sto ancora con lei è perchè, nel mio modo, la amo.
per giobbe
le tue parole mi ricordano quelle di mio padre: "se sei uomo, fà l'uomo". ci provo, fino ad adesso sono stato ragazzo, questa è la mia prima esperienza da uomo, da capofamiglia. è che per tutta una vita mi hanno messo davanti, come sbagliato, il modello dell'uomo egoista, che fondamentalmente se ne frega delle esigenze della compagna. se avessi fatto il capofamiglia dal principio, se l'avessi messa di fronte a un no assoluto, a un "si fa come dico io" in quello che è stato il primo scontro (il fatto di trasferirmi) ho la quasi certezza che lei mi avrebbe abbandonato e sarebbe comunque tornata dai suoi. quindi ho cercato di fare l'uomo cercando di realizzarmi qui, di fare vedere che mi sforzavo e mi sforzo di gettare le basi per la nostra vita insieme. resta il fatto che hai ragione sulla necessità di impormi di più, di far vedere che conta anche la mia volontà. di diventare grande in somma. ci provo con tutte le mie forze, ti assicuro
per guinevere
si lei mi ha trattato abbastanza male. ma non è una giustificazione per il mio comportamento. avrei dovuto farle capire la mia solitudine e non usare questa per tradirla. e la capisco, capisco la sua insicurezza, il problema di esseresi ritrovata mamma, la perdita della libertà. credo che abbiamo lo stesso problema. è vero che noi trentenni siamo bamboccioni. questa vita ti fa credere di essere giovane fino a qurant'anni. non è vero. a 25 si è già pienamente adulti. ma noi, almeno noi due, ci siamo ritrovati a vivere una vita da ragazzi fino a l'altroieri. credo sia un problema comune a molti miei coetanei, essere considerati per sempre dei ragazzi, dalla società, dalla famiglia, dagli stili di vita, in un mondo dove i genitori non abdicano mai al loro ruolo, che considerano sempre i loro figli troppo giovani per prendersi responsabilità, fino al momento in cui quelle responsabilità arrivano comunque e i figli si ritrovano senza la capacità di muoversi autonomamente. e uno si adagia, si lascia cullare dall'idea di non dover crescere mai. io mi sono ritrovato a dover crescere da un giorno all'altro. forse per questo mi sento inadeguato, a volte incapace. ma piano sto cominciando a smuovermi, a darmi da fare.
di nuovo ciao a tutti
 
Stato
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