Qui, stando alle mie meditazioni personali, devo contraddirti, ma purtroppo per essere davvero chiaro dovrei fare uno dei miei romanzi, e per fortuna del forum non ne ho tempo.
L'opinabilità del bene e del male è valida solo in una visione ristretta e circostanziale, che fa leva sugli interessi e le relative valutazioni di un individuo e del suo retaggio socioculturale. Il bene ed il male di cui ti parlo io sono gli estremi opposti di una "corrente universale" che è sotto i nostri occhi ogni istante, ma che a volte, proprio per limiti e necessità personali, viene ignorata. Il rapporto con la propria coscienza non è legato unicamente al personale senso di questi estremi, ma anche dai limiti di cui ognuno soffre e che mascherano la realtà generale ed universalmente condivisibile in funzione di una realtà personale e del tutto egoistica, incentrata quindi esclusivamente sul sé e non sul tutto.
Il mio discorso sulla coscienza vale per ogni essere vivente e perchè no, magari pure per le cose inanimate, e la differenza la fa solo il livello di coscienza e consapevolezza, che per nostra immane sfiga è massima nell'uomo e più ridotta, al punto di apparire quasi inesistente, negli altri esseri. Ma anche nell'uomo è solo una componente molto ridotta, ancora, seppur in continua crescita.
Ripeto, questa è una visione del tutto mia, personale, autonomamente costruita....... ma finora, per quanto avversata, non ancora confutata se non con "tizio ha detto" e "caio ha scritto".