Quando arriva la "novità"... la trasgressione, il tradimento e perfino certe amicizie pseudosentimentali, quasi sempre alla base si evidenziano quadri di affinità consolatorie e di passionalità risvegliate, e fin qui tutto nella norma!
Quello che bisognerebbe valutare in modo analitico é che in quei rapporti la parte del leone la fa l'autoaffabulazione, il raccontare sé stessi in modo da raggiungere il risultato che via via ci si prefigge.
In fondo qualunque rapporto umano, perfettamente in buonafede, presuppone la promozione di noi stessi, il voler piacere a chi ci piace é sentimento scontato e non c'é da meravigliarsi.
Il problema sorge quando per attrarre una persona che ovviamente é legata o sta per intrattenere rapporti con chi é legata, si arriva a produrre un'autobiografia che spesso è romanzata e con risvolti commoventi.
Quale persona accetterebbe di avere il ruolo di tampone, di sfogo da una
realtà di routine, se non la si confessasse asfissiante e non la si condisse di lati umanamente emozionanti, e soprattutto se non si esternasse per chi ascolta una caratterialità ed un'indole assolutamente apprezzabile e malconsiderata "altrove"???
Ecco quindi che dall'altra parte della barricata abbiamo la persona insensibile, scaltra, opportunista, inerte, superata, che ha perso fascino ed interessi... ma raramente si pensa che se é accaduto, chi tradisce ha avuto spesso la sua parte in causa.
Non solo ma questa abitudine infantile e scorretta di raccontare il/la partner per avallare la propria trasgressione, ha la connotazione di una personalità mal risolta e che cerca alibi procedurali.
Chi mai direbbe "ho voglia di scopare perché mia moglie o mio marito mi offrono solo la routine"? oppure "cerco chi comprenda le mie lamentele ed i miei problemi perché se li racconto a lui/lei, conoscendo bene la situazione mi offre la giusta attenzione se non risponde che anch'io ho problemi?".
Insomma credo che nel rapporto di coppia sia troppo diffusa la prassi di consolarsi altrove raccontandosi come si vuole apparire, e non sempre si é. Non per nulla la conferma tangibile di ciò é la rarissima intenzione di avere chi ci offre queste disponibilità ed affinità come compagno/a di vita.
In tanti anni di forum, quando ho avuto l'occasione di conoscere, anche solo virtualmente i due soggetti, "le due campane" per capirci, ho sempre visto che entrambi tendevano a negare la ragioni altrui ed a calcare la mano in modo perfino inconsapevole sulle "colpe" altrui!!!
Quello che trovo più strano é che persone che si definiscono ipersensibili, comprensive ed aperte, poi cadano così poco onorevolmente nel raccontarsi come (forse) vorrebbero essere, e raramente sono.
Ovvio che questa situazione é tecnicamente comprensibile ,a trovo risibile che si voglia sempre descrivere dall'altra parte delle erinni o degli orchi... non fa onore a chi basterebbe dicesse che é attratto e basta. Basterebbe pensare che al posto dell'amante potrebbe essereci al moglie o il marito se i casi della vita avessero invertito le parti! Chi non rammenta quanto ci sia piaciuto/a all'epoca chi condivide la nostra esistenza?!!!!!!!
Detto questo, quello che é veramente sgradevole é che chi sta dall'altra parte deve rapportarsi (quando accade) per come é stato/a raccontato/a e mai per quello che é...
D'altronde sappiamo che nella vita ci sono persone che non vorremmo neppure sentire tossire, ma che hanno amicizie che spaccerebbero banconote false per loro.
Bisognerà prendere atto che nei rapporti umani spesso é più importante sapersi promuovere bene che accettare di non poter piacere sempre e comunque, e credo che questo stia alla base di molti rapporti che hanno un'alta percentuale strumentale.
Chi riesce ad essere amico di tutti spesso é amico solo di sé stesso e delle proprie esigenze.
Bruja