...l'Odissea non credo dica con precisione cosa fa Penelope dopo aver lasciato andar via Ulisse per la seconda volta...ma qualcosa mi dice che non si sia strappata i capelli!!!
Fila la lana...fila i tuoi giorni...ancora speri che lui ritorni...Al massimo ha buttato tela e telaio...![]()
Bruja
Guarda che la Badessa ha detto che sei sempre un miracolato!!!Fila la lana...fila i tuoi giorni...ancora speri che lui ritorni...![]()
Elli, tieni duro perche' il sole tornera' a splendere.Cari amici …sono stati giorni strani, difficili …il mio intervento al convegno è andato bene infine. In realtà dieci minuti prima ho avuto una sorta di attacco d’ansia (mai successo, sono abituata a parlare in pubblico), ho persino pensato di rinunciare tanto mi sentivo male, ma invece mi sono fatta forza, appena seduta mi sono rasserenata e è andata molto molto bene.
Con lui c’è stato ancora qualche strascico, finito malissimo, come al solito …non vi racconto nemmeno perché ci farei solo una brutta figura, ad aver perso ancora qualche minuto con questo individuo. Martedì viene a prendersi TUTTA la sua roba, altrimenti ho già un fattorino che gliela porterà a casa di sua madre. Qualche giorno di disintossicazione e poi aspetti pratici-legali. Mi sento devastata, un cumulo di macerie, un’ombra che vaga nella desolazione del day-after. Ma so che è finita, finita, qualunque cosa possa fare quest’uomo in futuro, so che non ha più possibilità di recupero. Sono balle, balle la storia delle radici buone e dei nuovi frutti, di una nuova storia. Mi ha causato un danno interiore irreparabile. Fino all’ultimo.
Per verena: vorrei rispondere alla tua considerazione sulla coppia e sulla “famiglia/figlia”. Ma è troppo doloroso, hai colto nel segno, e so che il salto non è avvenuto a causa della disabilità grave di mia figlia. Ho subìto un grave torto non solo come donna ma anche come madre. E anche mia figlia, ancora una volta è stata calpesta la sua dignità, in questo caso da suo padre. Di questo non riesco a parlare con nessuno, nemmeno con le mie amiche. E’ un dolore infinitamente più grande di quello subìto come donna. E per un certo periodo sono stata così confusa e addolorata per il suo abbandono che mi sono persino resa complice, nell’accantonare nostra figlia. E questo è stato uno strappo ulteriore, profondo. Forse mi farò coraggio e proverò a scriverne.
Un abbraccio a tutti voi
Hai cercato di vederci una possibilità, di attaccarti a quest'ultima speranza...è umano farlo, ma questo non deve farti sentire ulteriormente in colpa o sbagliata.Cari amici …sono stati giorni strani, difficili …il mio intervento al convegno è andato bene infine. In realtà dieci minuti prima ho avuto una sorta di attacco d’ansia (mai successo, sono abituata a parlare in pubblico), ho persino pensato di rinunciare tanto mi sentivo male, ma invece mi sono fatta forza, appena seduta mi sono rasserenata e è andata molto molto bene.
Con lui c’è stato ancora qualche strascico, finito malissimo, come al solito …non vi racconto nemmeno perché ci farei solo una brutta figura, ad aver perso ancora qualche minuto con questo individuo. Martedì viene a prendersi TUTTA la sua roba, altrimenti ho già un fattorino che gliela porterà a casa di sua madre. Qualche giorno di disintossicazione e poi aspetti pratici-legali. Mi sento devastata, un cumulo di macerie, un’ombra che vaga nella desolazione del day-after. Ma so che è finita, finita, qualunque cosa possa fare quest’uomo in futuro, so che non ha più possibilità di recupero. Sono balle, balle la storia delle radici buone e dei nuovi frutti, di una nuova storia. Mi ha causato un danno interiore irreparabile. Fino all’ultimo.
Per verena: vorrei rispondere alla tua considerazione sulla coppia e sulla “famiglia/figlia”. Ma è troppo doloroso, hai colto nel segno, e so che il salto non è avvenuto a causa della disabilità grave di mia figlia. Ho subìto un grave torto non solo come donna ma anche come madre. E anche mia figlia, ancora una volta è stata calpesta la sua dignità, in questo caso da suo padre. Di questo non riesco a parlare con nessuno, nemmeno con le mie amiche. E’ un dolore infinitamente più grande di quello subìto come donna. E per un certo periodo sono stata così confusa e addolorata per il suo abbandono che mi sono persino resa complice, nell’accantonare nostra figlia. E questo è stato uno strappo ulteriore, profondo. Forse mi farò coraggio e proverò a scriverne.
Un abbraccio a tutti voi
Vedi fedi, io non ho “temporaneamente accantonato” mia figlia per provare a darle un futuro con suo padre. Quando ho scoperto tutto, quando ho visto che mentre io cercavo di affrontare il rifiuto della sua malattia e della sua disabilità, quando io cercavo di diventare madre di una creatura non voluta in quelle condizioni, faticosamente, tenacemente, dolorosamente …lui si dava alla pazza gioia, scopate, concerti, amore a profusione, viaggi, per me è stato un trauma. Credevo che stessimo scalando la montagna INSIEME, mentre invece lui si era fermato al rifugio a fare baldoria con la locandiera. Lui non è diventato padre di questa bambina, lo dimostra anche il modo brutale in cui ci ha scaricate. Quando ho visto come conduceva la sua vita, con leggerezza, con allegria, con disimpegno, mentre io ho fatto mesi e mesi sequestrata in casa a cercare di far sopravvivere questa creatura …. È successo quello che verena ha intuito bene …ho smesso le vesti di madre e di compagna, e ho assunto quelle di “amante”, in competizione con l’amante. In genere una madre si sente più forte dell’amante, perché ha figli belli e sani da “mettere sul piatto”, figli che il padre ama e che non se la sente di abbandonare, se non con dolore grande ….io guardavo il mio piatto sconsolata …avevo una bambina cerebrolesa grave, un’ handicappata, una vita fatta di sacrifici, di sedia a rotelle in futuro, di pannoloni, di tutori, di ricoveri, di medici, di fisioterapia. Ho provato un senso di vergogna per offrire “quella roba”, e gli ho riofferto quella di un tempo, semplicemente la donna, negando la madre, negando persino mia figlia. In questi mesi di tentativi di “ricostruire” ho percepito mia figlia come un peso, perché lui – indirettamente, subdolamente, mai apertamente - me l’ha fatta percepire così. Perché lui continuava a rimpiangere un amore e una vita disimpegnata e facile, e io mi sentivo una palla al suo piede, con questa nostra creatura bisognosa.Così come verso tua figlia non farti altri sensi di colpa per aver provato a darle un futuro insieme a suo padre...anche se era molto difficile, anche se questo richiedeva che tu ti impegnassi su quel fronte, anche trascurandola per un pò.
sei una grande tu ellina!!Ieri ho preso la mia splendida bambina, l’ho baciata tanto, e le ho detto “ora siamo io e te. Non speriamo nulla da lui. Facciamo finta che sia finito sotto a un treno. E andiamo avanti, amore mio”
Admin.... non ce l'abbiamo una faccina che fa le carezze?Vedi fedi, io non ho “temporaneamente accantonato” mia figlia per provare a darle un futuro con suo padre. Quando ho scoperto tutto, quando ho visto che mentre io cercavo di affrontare il rifiuto della sua malattia e della sua disabilità, quando io cercavo di diventare madre di una creatura non voluta in quelle condizioni, faticosamente, tenacemente, dolorosamente …lui si dava alla pazza gioia, scopate, concerti, amore a profusione, viaggi, per me è stato un trauma. Credevo che stessimo scalando la montagna INSIEME, mentre invece lui si era fermato al rifugio a fare baldoria con la locandiera. Lui non è diventato padre di questa bambina, lo dimostra anche il modo brutale in cui ci ha scaricate. Quando ho visto come conduceva la sua vita, con leggerezza, con allegria, con disimpegno, mentre io ho fatto mesi e mesi sequestrata in casa a cercare di far sopravvivere questa creatura …. È successo quello che verena ha intuito bene …ho smesso le vesti di madre e di compagna, e ho assunto quelle di “amante”, in competizione con l’amante. In genere una madre si sente più forte dell’amante, perché ha figli belli e sani da “mettere sul piatto”, figli che il padre ama e che non se la sente di abbandonare, se non con dolore grande ….io guardavo il mio piatto sconsolata …avevo una bambina cerebrolesa grave, un’ handicappata, una vita fatta di sacrifici, di sedia a rotelle in futuro, di pannoloni, di tutori, di ricoveri, di medici, di fisioterapia. Ho provato un senso di vergogna per offrire “quella roba”, e gli ho riofferto quella di un tempo, semplicemente la donna, negando la madre, negando persino mia figlia. In questi mesi di tentativi di “ricostruire” ho percepito mia figlia come un peso, perché lui – indirettamente, subdolamente, mai apertamente - me l’ha fatta percepire così. Perché lui continuava a rimpiangere un amore e una vita disimpegnata e facile, e io mi sentivo una palla al suo piede, con questa nostra creatura bisognosa.
Ci ha fatto sentire una palla al piede. Ho fatto un grave torto a mia figlia, l’ho lasciata ore sul divano a piangere, mentre io piangevo per lui. Ero sola, lui non se ne è più preso cura negli ultimi mesi, da maggio. Mi sono sentita una donna rifiutata e una madre disprezzata. Ieri ho preso la mia splendida bambina, l’ho baciata tanto, e le ho detto “ora siamo io e te. Non speriamo nulla da lui. Facciamo finta che sia finito sotto a un treno. E andiamo avanti, amore mio”
e ma no *****... sbagli a volerlo escludere dalla vita di tua figlia.. in tutti i sensi!Vedi fedi, io non ho “temporaneamente accantonato” mia figlia per provare a darle un futuro con suo padre. Quando ho scoperto tutto, quando ho visto che mentre io cercavo di affrontare il rifiuto della sua malattia e della sua disabilità, quando io cercavo di diventare madre di una creatura non voluta in quelle condizioni, faticosamente, tenacemente, dolorosamente …lui si dava alla pazza gioia, scopate, concerti, amore a profusione, viaggi, per me è stato un trauma. Credevo che stessimo scalando la montagna INSIEME, mentre invece lui si era fermato al rifugio a fare baldoria con la locandiera. Lui non è diventato padre di questa bambina, lo dimostra anche il modo brutale in cui ci ha scaricate. Quando ho visto come conduceva la sua vita, con leggerezza, con allegria, con disimpegno, mentre io ho fatto mesi e mesi sequestrata in casa a cercare di far sopravvivere questa creatura …. È successo quello che verena ha intuito bene …ho smesso le vesti di madre e di compagna, e ho assunto quelle di “amante”, in competizione con l’amante. In genere una madre si sente più forte dell’amante, perché ha figli belli e sani da “mettere sul piatto”, figli che il padre ama e che non se la sente di abbandonare, se non con dolore grande ….io guardavo il mio piatto sconsolata …avevo una bambina cerebrolesa grave, un’ handicappata, una vita fatta di sacrifici, di sedia a rotelle in futuro, di pannoloni, di tutori, di ricoveri, di medici, di fisioterapia. Ho provato un senso di vergogna per offrire “quella roba”, e gli ho riofferto quella di un tempo, semplicemente la donna, negando la madre, negando persino mia figlia. In questi mesi di tentativi di “ricostruire” ho percepito mia figlia come un peso, perché lui – indirettamente, subdolamente, mai apertamente - me l’ha fatta percepire così. Perché lui continuava a rimpiangere un amore e una vita disimpegnata e facile, e io mi sentivo una palla al suo piede, con questa nostra creatura bisognosa.
Ci ha fatto sentire una palla al piede. Ho fatto un grave torto a mia figlia, l’ho lasciata ore sul divano a piangere, mentre io piangevo per lui. Ero sola, lui non se ne è più preso cura negli ultimi mesi, da maggio. Mi sono sentita una donna rifiutata e una madre disprezzata. Ieri ho preso la mia splendida bambina, l’ho baciata tanto, e le ho detto “ora siamo io e te. Non speriamo nulla da lui. Facciamo finta che sia finito sotto a un treno. E andiamo avanti, amore mio”
Anna, da tutto ciò che ha scritto ellina è LUI che si è autoescluso dalla vita di entrambe dimostrandosi irresponsabile ANCHE nei confronti della figlia....e ma no *****... sbagli a volerlo escludere dalla vita di tua figlia.. in tutti i sensi!
trovate un modo sano, adulto e responsabile per gestire la difficile situazione, ma non escluderlo dalla vostra vita.
se poi lui preferirà sparire, almeno non avrai alcun rimorso.
tieni duro. sei una donna forte e il coglionazzo avrà di che pentirsi amaramente di aver perso una donna come te.
L'amore per sua figlia è la cosa più meravigliosa, è il succo della vera umanità, la ragione per essere orgogliosi di essere umani.e ma no *****... sbagli a volerlo escludere dalla vita di tua figlia.. in tutti i sensi!
trovate un modo sano, adulto e responsabile per gestire la difficile situazione, ma non escluderlo dalla vostra vita.
se poi lui preferirà sparire, almeno non avrai alcun rimorso.
tieni duro. sei una donna forte e il coglionazzo avrà di che pentirsi amaramente di aver perso una donna come te.
Ma lui si è escluso da solo!!!e ma no *****... sbagli a volerlo escludere dalla vita di tua figlia.. in tutti i sensi!
trovate un modo sano, adulto e responsabile per gestire la difficile situazione, ma non escluderlo dalla vostra vita.
se poi lui preferirà sparire, almeno non avrai alcun rimorso.
tieni duro. sei una donna forte e il coglionazzo avrà di che pentirsi amaramente di aver perso una donna come te.
è più di una settimana che gli chiedo di fissare un appuntamento da uno specialista per la bimba, che ormai è diventato urgentissimo. Io non ho la patente per tre settimane a causa sua, altrimenti andrei io. risultato: un bel nulla. non chiede MAi e dico MAi della bimba, come se non esistesse, la vede due ore a settimana il martedì, perchè l'accompagna a fisioterapia, da novembre cambierà i giorni, verrà un auto del comune (un servizio che ho organizzato io) e quindi non avrà più nemmeno quell'impegno. poichè lui guadagna poco mentre io guadagno molto bene è da luglio che non mi dà un euro che sia uno per la bimba, nemmeno chiede se ho bisogno perchè tanto sa che me la cavo (questo però andrà definito e formalizzato con un legale). Il cane, l'unico aspetto di cui doveva occuparsi lui, giace in pensione da tre mesi e non si sa nemmeno con quale prospettiva (il mio caro buon amico, povera creatura anche lui, ma non posso tenere bambina e cane da sola). In compenso lei gli scrive sulle sue pagine web che la sua musica la accompagna nei sogni e cagate varie (ho cancellato tutti i collegamenti, mi disgusta leggere queste cose). come pensi di poter usare termini come "adulto e responsabile" con un uomo così? se sarà solo una fase ne sarò felice io per prima, gli lascerò tutto lo spazio che vorrà prendersi con sua figlia, e anche di più. naturalmente tenterò anche di formalizzare degli accordi, farò tutto il possibile, ma ...detto tra noi ...non posso nutrire ragionevoli speranze.e ma no *****... sbagli a volerlo escludere dalla vita di tua figlia.. in tutti i sensi!
trovate un modo sano, adulto e responsabile per gestire la difficile situazione, ma non escluderlo dalla vostra vita.
se poi lui preferirà sparire, almeno non avrai alcun rimorso.
tieni duro. sei una donna forte e il coglionazzo avrà di che pentirsi amaramente di aver perso una donna come te.
Sarò sintetica perché non ho tempo, ma sento l'urgenza di dirti due parole.è più di una settimana che gli chiedo di fissare un appuntamento da uno specialista per la bimba, che ormai è diventato urgentissimo. Io non ho la patente per tre settimane a causa sua, altrimenti andrei io. risultato: un bel nulla. non chiede MAi e dico MAi della bimba, come se non esistesse, la vede due ore a settimana il martedì, perchè l'accompagna a fisioterapia, da novembre cambierà i giorni, verrà un auto del comune (un servizio che ho organizzato io) e quindi non avrà più nemmeno quell'impegno. poichè lui guadagna poco mentre io guadagno molto bene è da luglio che non mi dà un euro che sia uno per la bimba, nemmeno chiede se ho bisogno perchè tanto sa che me la cavo (questo però andrà definito e formalizzato con un legale). Il cane, l'unico aspetto di cui doveva occuparsi lui, giace in pensione da tre mesi e non si sa nemmeno con quale prospettiva (il mio caro buon amico, povera creatura anche lui, ma non posso tenere bambina e cane da sola). In compenso lei gli scrive sulle sue pagine web che la sua musica la accompagna nei sogni e cagate varie (ho cancellato tutti i collegamenti, mi disgusta leggere queste cose). come pensi di poter usare termini come "adulto e responsabile" con un uomo così? se sarà solo una fase ne sarò felice io per prima, gli lascerò tutto lo spazio che vorrà prendersi con sua figlia, e anche di più. naturalmente tenterò anche di formalizzare degli accordi, farò tutto il possibile, ma ...detto tra noi ...non posso nutrire ragionevoli speranze.
Vedi fedi, ... Credevo che stessimo scalando la montagna INSIEME, mentre invece lui si era fermato al rifugio a fare baldoria con la locandiera. …ho smesso le vesti di madre e di compagna, e ho assunto quelle di “amante”, in competizione con l’amante. In genere una madre si sente più forte dell’amante, perché ha figli belli e sani da “mettere sul piatto”, figli che il padre ama e che non se la sente di abbandonare, se non con dolore grande ….io guardavo il mio piatto sconsolata …avevo una bambina cerebrolesa grave, un’ handicappata, una vita fatta di sacrifici, di sedia a rotelle in futuro, di pannoloni, di tutori, di ricoveri, di medici, di fisioterapia. Ho provato un senso di vergogna per offrire “quella roba”, ....e gli ho riofferto quella di un tempo, semplicemente la donna, negando la madre, negando persino mia figlia. In questi mesi di tentativi di “ricostruire” ho percepito mia figlia come un peso, perché lui – indirettamente, subdolamente, mai apertamente - me l’ha fatta percepire così. Perché lui continuava a rimpiangere un amore e una vita disimpegnata e facile, e io mi sentivo una palla al suo piede, con questa nostra creatura bisognosa.
Ci ha fatto sentire una palla al piede. Ho fatto un grave torto a mia figlia, l’ho lasciata ore sul divano a piangere, mentre io piangevo per lui. Ero sola, lui non se ne è più preso cura negli ultimi mesi, da maggio. Mi sono sentita una donna rifiutata e una madre disprezzata. Ieri ho preso la mia splendida bambina, l’ho baciata tanto, e le ho detto “ora siamo io e te. Non speriamo nulla da lui. Facciamo finta che sia finito sotto a un treno. E andiamo avanti, amore mio”