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Old mirtilla
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"ROMA (7 ottobre) – Anna Maria Franzoni ha chiesto la detenzione domiciliare speciale per occuparsi dei figli o il differimento pena o la commutazione dei permessi di lavoro esterni con quelli di visita per poter vedere i bambini fuori dal carcere. Ma il presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna, Francesco Maisto ha dichiarato inammissibili le sue istanze La Franzoni sta scontando nel carcere della Dozza di Bologna la condanna a 16, ridotti a 13 per effetto dell'indulto, per l'omicidio del figlio Samuele. La decisione è stata presa dopo aver sentito il parere negativo della procura generale alle istanze presentate dai legali di Anna Maria Franzoni.
Il giudice di sorveglianza del Tribunale di Bologna, Riccardo Ross aveva avviato il 10 settembre una perizia: la Franzoni aveva incontrato in carcere lo psichiatra Renato Ariatti e il neuropsichiatra infantile Giovanni Battista Camerini incaricati della perizia. All'incontro aveva partecipato anche il neuropsichiatra Lodovico Perulli di Venezia, perito di parte nominato dalla Franzoni. Si era trattato però solo di un incontro per fissare un calendario degli appuntamenti futuri.
Nonostante la decisione di Maisto, comunque, gli psichiatri nominati a suo tempo dal giudice Riccardo Rossi proseguono il loro lavoro di valutazione della Franzoni per accertare se la donna è adeguata a svolgere le funzioni genitoriali e se l'attuale situazione di detenzione della madre può avere o meno dei pregiudizi sui suoi due figli Davide e Gioele.
È controverso, a questo punto, se la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi presentati dalla Franzoni fermi tutto, oppure no. Secondo l'avvocato Paola Savio, difensore della donna, il provvedimento di inammissibilità riguarda le misure alternative alla detenzione; per quanto invece riguarda gli istituti di competenza del carcere e del magistrato di sorveglianza, come ad esempio i permessi o la possibilità di vedere i figli, questi risultano tuttora pendenti."
L'articolo offre senza dubbio diversi spunti per una riflessione approfondita per quanto riguarda lo spinoso problema di armonizzare la giusta espiazione della pena ed il diritto innegabile di educare i figli.
Voi cosa ne pensate?
Il giudice di sorveglianza del Tribunale di Bologna, Riccardo Ross aveva avviato il 10 settembre una perizia: la Franzoni aveva incontrato in carcere lo psichiatra Renato Ariatti e il neuropsichiatra infantile Giovanni Battista Camerini incaricati della perizia. All'incontro aveva partecipato anche il neuropsichiatra Lodovico Perulli di Venezia, perito di parte nominato dalla Franzoni. Si era trattato però solo di un incontro per fissare un calendario degli appuntamenti futuri.
Nonostante la decisione di Maisto, comunque, gli psichiatri nominati a suo tempo dal giudice Riccardo Rossi proseguono il loro lavoro di valutazione della Franzoni per accertare se la donna è adeguata a svolgere le funzioni genitoriali e se l'attuale situazione di detenzione della madre può avere o meno dei pregiudizi sui suoi due figli Davide e Gioele.
È controverso, a questo punto, se la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi presentati dalla Franzoni fermi tutto, oppure no. Secondo l'avvocato Paola Savio, difensore della donna, il provvedimento di inammissibilità riguarda le misure alternative alla detenzione; per quanto invece riguarda gli istituti di competenza del carcere e del magistrato di sorveglianza, come ad esempio i permessi o la possibilità di vedere i figli, questi risultano tuttora pendenti."
L'articolo offre senza dubbio diversi spunti per una riflessione approfondita per quanto riguarda lo spinoso problema di armonizzare la giusta espiazione della pena ed il diritto innegabile di educare i figli.
Voi cosa ne pensate?