Scusate ma ieri sera ero talmente sfatta che non ce la facevo a descrivere l'accaduto.
Antecedente (luglio 1999- giugno 2007): bellissima storia d'amore. Di punto in bianco mi lascia. A distanza di qualche giorno scopro che mi ha tradita con una sua collega che si deve sposare a breve con il fidanzato storico (e si sposa).
- Novembre 2007 - Marzo 2008: conosco un ragazzo, mi fa toccare le vette del sublime amore, lo faccio arrabbiare, mi tradisce con la fornaia che lavora nel panificio accanto al suo ufficio
. Per settimane mi supplica in lacrime di tornare con lui. Si apposta sotto casa mia e non demorde, mi vuole vedere per parlare. Lo vedo per quello che dovrebbe essere l'ultimo chiarimento, ma scopro che fisicamente provo ancora un'attrazione profonda e dico: "mi prendo ciò che voglio e non ti do niente". Passano i giorni, ci troviamo tutte le notti e facciamo l'amore (io pensavo sesso), ma senza alcun impegno verbale.
Maggio 2008 - a ora: mi accorgo di esserne innamorata (lo ammetto a me stessa). Parliamo, ci confrontiamo. Lo perdono. Torniamo insieme. A metà luglio andiamo a vivere insieme in un appartamento in affitto. Qualche giorno fa - è lunatico forte - si incupisce e non favella. Due giorni fa mi dice che ha un problema: l'essermi fedele lo intristisce, non riesce a non guardare le altre e a non provare desiderio, è perennemente eccitato. Ciò nonostante ama solo me e non vuole rovinare tutto. Vuole andare dalla mia psicologa - mi sono rivolta a lei dopo l'altra storia. Reagisco un tantino male, ma gli dico che forse riuscirà ad aiutarlo. Mi chiede a cosa penso - siamo sui mezzi pubblici di ritorno a casa, prima che riesca a rispondergli - dico solo che penso a cose negative e non provo bei sentimenti, squilla il telefono e quando riattacca ha nuovamente cambiato umore. Comincia a guardare davanti ai miei occhi una tizia che è dietro di me e le sorride. Gli intimo di smetterla di fare il bastardo o scendo, mi dice che sparo solo cavolate e mi manda a cagare. Scendiamo dal mezzo e continua a guardare ogni essere di sesso femminile leggermente appetibile, mi umilia in modo esasperante. Mi chiedo: che ci faccio ancora qui? Perchè dovrei continuare subire tutto questo?
Gli chiedo se ha con sè le chiavi di casa. Sì, mi risponde. Mi dà della puttana. Chiamo una mia amica, le chiedo se è nei paraggi e se posso dormire a casa sua. Mi viene a prendere, passiamo per l'appartamento. Lui è sulla tazza del water. Prendo le chiavi della mia vecchia casa e poche altre cose. Me ne vado. Lui mi urla sulle scale che sono una puttana. Sento che distrugge qualcosa e che urla e ride "Ho vinto, ho vinto io". Salgo in macchina con la mia amica, passata inosservata, lui mi manda dei messaggi ingiuriosi ("almeno paga l'affitto, visto che non fai un cazzo. sei una troia"). Lungo la strada lo incrociamo con la sua macchina. Un angelo misterioso mi rende invisibile. Mi chiama e chiede dove sono con insistenza. Gli dico che non sono più affar suo e di lasciarmi in pace. Il giorno dopo - ieri- mi arrivano suoi messaggi: "non annullare niente in agenzia, troviamo una soluzione", "ho solo bisogno di te". Non rispondo e spengo il telefono. Poi la sera, preoccupata dalla questione dell'appartamento (che mi distrugga il computer e danneggi l'abitazione con contratto cointestato), gli scrivo che passerò a prendermi le mie cose e lui mi risponde conciliante che me le porterà lui e che uno di questi giorni smonterà il letto e mi porterà anche quello.
Ciò è quanto è avvenuto.