Io a questa cosa del “marito ok” o della “moglie ok” credo pochissimo.
Mi fa sempre venire in mente il grande classico del “salutava sempre”. Poi scopri che il tizio aveva una voragine sotto i piedi da anni, la vedevano pure i muri, ma siccome a tavola passava il sale e a Natale sorrideva nella foto di famiglia allora tutti: inspiegabile, era così solare.
Il fratello della mia compagna di banco del liceo, a venticinque anni, si impiccò al piano di sopra della villa mentre i genitori dormivano sotto. Brutto, eh. Però la cosa tremenda è che noi, da fuori, lo sapevamo tutti che prima o poi avrebbe fatto qualche cazzata seria e che andava aiutato. La madre ancora oggi, dopo quasi quindici anni, ripete che era un ragazzo allegro, bello come il sole, con tutto nella vita. E certo. Quella era la fotografia che le serviva per non vedere il film.
Nelle coppie succede uguale.
Quando uno dice “mio marito è ok” oppure “mia moglie è ok”, spesso sta solo dicendo: dentro la narrazione ufficiale funziona. Non rompe troppo, paga, cucina, accompagna, fa il suo, non mena, non beve, non scompare, non dà scandalo. Benissimo. Ma il desiderio non firma ricevute davanti al commercialista della normalità.
Tutte le donne sposate con cui mi sono accompagnato avevano mariti concentrati sui cazzi loro. O, peggio, sulla loro ricetta di come fosse giusto vivere. Gente convinta che bastasse essere presenti secondo il proprio manuale: casa, lavoro, figli, vacanze, mutuo, due battute, una scopata ogni morte di papa e via. Senza guardare davvero la donna che avevano accanto. Senza chiedersi se fosse ancora lì o se stesse già vivendo altrove da mesi, magari solo nella testa.
Poi secondo
@CIRCE74 (io ci credo poco), ci sono gli ingordi. Ci sono quelli che tradiscono perché possono, perché gli piace, perché non si fanno mancare niente, perché se passa un treno salgono pure se non devono andare da nessuna parte. Non sto facendo il catechismo inverso dove ogni cornuto ha sempre colpa matematica. Ma non mi bevo neanche il santino del tradito perfetto travolto dal male assoluto mentre stava lucidando l’argenteria dei sentimenti.
Quanto alle donne con tanti partner, io non ho mai avuto problemi. Anzi. Ma io sono un egoriferito del cazzo, cresciuto con l’idea che più schiaffi prendo più fresco divento. Vivo di sfide. Se una è complessa, carnale, vissuta, piena di storia, non mi spaventa. Mi interessa.
Però poi devi reggerla.
Se ti scegli una che non reggi, non puoi accollare a lei tutto il montarozzo. Se vuoi la donna viva, devi sapere che la donna viva non resta ferma nel vaso buono del soggiorno. Guarda, sente, cambia, misura, si annoia, si accende, si spegne, ti pesa.
E se tu continui a gestirla come fosse una storia da manuale, mentre lei sta giocando una partita che non hai neanche capito, poi non venirmi a dire che era tutto inspiegabile.
Inspiegabile un cazzo.
Spesso era tutto lì. Solo che faceva comodo non guardarlo.