Rebecca89
Sentire libera
Ultimamente ho riflettuto molto sul mondo del lavoro. Quando passi dall'essere stata dipendente per tanti anni a metterti in proprio ( e soprattutto se hai un tipo di sensibilità come la mia che mi rendo conto passare ancora dalla visione manageriale alla busta paga) vedi le cose intorno a te e le situazioni che ti circondano con un'espressione quasi bipolare.
Sono finita il mese scorso in un'azienda che fornisce strutture ricettive, dal servizio di pulizia alla lavanderia, passando dai prodotti ai ticket cortesia. Sono stata contattata per fare da supervisor a 145 unità e 91 dipendenti tenendo conto e venendo incontro anche del mio tempo limitato al fatto che le mie 12 strutture hanno sempre la precedenza. Ci siamo messi d'accordo e doveva essere in realtà una cosa semplice ho pensato , essendo io una casinista malata però dell'organizzazione, ero curiosa di vedere come tre giovani imprenditori milanesi fossero riusciti ad acquisire in un anno e mezzo 145 strutture.
Quando per tanti anni hai fatto pulizie nel mondo dell'attività alberghiera conosci le criticità di questo lavoro, i punti forza che dovrebbero avere i dipendenti ma anche le strutture stesse per rendere il lavoro non dico più semplice ma con una facilità del raggiungimento dell'obiettivo finale più coesa. Per coesione io intendo una struttura intelligente, fatta cioè di pochi elementi anche di design ma semplice a livello di pulizia, rapida, poco carica così che il dipendente possa lavorare serenamente a livello di preparazione, ottimizzando così il livello di stress. Retribuita in maniera dignitosa, giusta, prendendo in considerazione anche ciò che viene fatto ad esempio la pulizia dei bagni ed il sollevamento dei materassi, il sali e scendi dalla scala, il contatto continuo con sostanze comunque chimiche. Eppure trovi sempre chi si posiziona sul gradino più alto pensando di trainare un carro di buoi invece che persone, la testa della situazione senza tenere in considerazione che le persone che lavorano per quella testa sono il collo e che quindi senza non si va da nessuna parte.
Questo mese mi ha stressato molto, da un lato c'ero io con il piccolo mondo che piano piano sto curando e coltivando e con esso tutte le persone che lavorano con me e per me e che ne fanno parte. Dall'altro la capacità di pensare di vedere senza in realtà osservare. Il mio osservare è per prima cosa guardare le mani agli occhi di chi ogni giorno si fa un culo tanto a destra e a sinistra, con i mezzi e 45 gradi per Roma per €800 al mese inclusa tredicesima e quattordicesima. I sorrisi assenti sui volti di persone umili, perché io per prima ho individuato chi andava lì quasi a fare un favore, ma ne ho visti di più di madri di famiglia, volti stanchi con macine al posto delle braccia, uomini anche che si adattano per portare qualcosa a casa.
Una disorganizzazione spaventosa a cui ho cercato di mettere mano come meglio potevo, risolvendo tante situazioni critiche che non andavano. Ho pranzato con i ragazzi un giorno offrendo loro un pezzo di pizza perché era ora di pranzo e passando al quarto appartamento della giornata con la fame che avanzava mi sono dovuta vedere una ragazza abbassare gli occhi alla domanda "ma tu non hai fame?" rispondendo con vergogna e sottovoce "non ho soldi".
Sono arrivata alla conclusione, riportata ieri in riunione, che non sono disposta a continuare questa collaborazione elencando tutti i motivi che ho assorbito in questo mese in prima persona. E gliel'ho detto dopo avermi comunicato che avevano preso altre due strutture che secondo me è una follia perché anche il castello più bello del mondo ha le fondamenta prima dei lampadari di cristallo.
Io non lo so quanti imprenditori e quanti professionisti ci siano qui sopra però io, che sono ancora una mollica di pane in mezzo all'oceano, penso che più del mare aperto è importante prendersi cura della barriera corallina e di tutto quello che c'è all'interno.
Poi si può sempre pensare al mare aperto.
Ci si deve pensare.
Ma tutti insieme perché il gradino più alto te lo devi sì costruire ma soprattutto meritare.
Dipendente o datore che sia.
Sono finita il mese scorso in un'azienda che fornisce strutture ricettive, dal servizio di pulizia alla lavanderia, passando dai prodotti ai ticket cortesia. Sono stata contattata per fare da supervisor a 145 unità e 91 dipendenti tenendo conto e venendo incontro anche del mio tempo limitato al fatto che le mie 12 strutture hanno sempre la precedenza. Ci siamo messi d'accordo e doveva essere in realtà una cosa semplice ho pensato , essendo io una casinista malata però dell'organizzazione, ero curiosa di vedere come tre giovani imprenditori milanesi fossero riusciti ad acquisire in un anno e mezzo 145 strutture.
Quando per tanti anni hai fatto pulizie nel mondo dell'attività alberghiera conosci le criticità di questo lavoro, i punti forza che dovrebbero avere i dipendenti ma anche le strutture stesse per rendere il lavoro non dico più semplice ma con una facilità del raggiungimento dell'obiettivo finale più coesa. Per coesione io intendo una struttura intelligente, fatta cioè di pochi elementi anche di design ma semplice a livello di pulizia, rapida, poco carica così che il dipendente possa lavorare serenamente a livello di preparazione, ottimizzando così il livello di stress. Retribuita in maniera dignitosa, giusta, prendendo in considerazione anche ciò che viene fatto ad esempio la pulizia dei bagni ed il sollevamento dei materassi, il sali e scendi dalla scala, il contatto continuo con sostanze comunque chimiche. Eppure trovi sempre chi si posiziona sul gradino più alto pensando di trainare un carro di buoi invece che persone, la testa della situazione senza tenere in considerazione che le persone che lavorano per quella testa sono il collo e che quindi senza non si va da nessuna parte.
Questo mese mi ha stressato molto, da un lato c'ero io con il piccolo mondo che piano piano sto curando e coltivando e con esso tutte le persone che lavorano con me e per me e che ne fanno parte. Dall'altro la capacità di pensare di vedere senza in realtà osservare. Il mio osservare è per prima cosa guardare le mani agli occhi di chi ogni giorno si fa un culo tanto a destra e a sinistra, con i mezzi e 45 gradi per Roma per €800 al mese inclusa tredicesima e quattordicesima. I sorrisi assenti sui volti di persone umili, perché io per prima ho individuato chi andava lì quasi a fare un favore, ma ne ho visti di più di madri di famiglia, volti stanchi con macine al posto delle braccia, uomini anche che si adattano per portare qualcosa a casa.
Una disorganizzazione spaventosa a cui ho cercato di mettere mano come meglio potevo, risolvendo tante situazioni critiche che non andavano. Ho pranzato con i ragazzi un giorno offrendo loro un pezzo di pizza perché era ora di pranzo e passando al quarto appartamento della giornata con la fame che avanzava mi sono dovuta vedere una ragazza abbassare gli occhi alla domanda "ma tu non hai fame?" rispondendo con vergogna e sottovoce "non ho soldi".
Sono arrivata alla conclusione, riportata ieri in riunione, che non sono disposta a continuare questa collaborazione elencando tutti i motivi che ho assorbito in questo mese in prima persona. E gliel'ho detto dopo avermi comunicato che avevano preso altre due strutture che secondo me è una follia perché anche il castello più bello del mondo ha le fondamenta prima dei lampadari di cristallo.
Io non lo so quanti imprenditori e quanti professionisti ci siano qui sopra però io, che sono ancora una mollica di pane in mezzo all'oceano, penso che più del mare aperto è importante prendersi cura della barriera corallina e di tutto quello che c'è all'interno.
Poi si può sempre pensare al mare aperto.
Ci si deve pensare.
Ma tutti insieme perché il gradino più alto te lo devi sì costruire ma soprattutto meritare.
Dipendente o datore che sia.