La fine, dopo 10 anni

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Oh, ma solo io conosco gente a medicina che si fa il culo ma riesce a mantenere una vita attiva? Ennamo, su. Un'oretta per andare a correre la trovi pure se ti alzi alle 6 di mattina, eh.
Tanto non è che dopo la laurea la musica cambia.
È sempre una professione che ti si mangia l'anima. A tutte le età, eh...
Mah guarda non ho ancora sentito nessuno che lavora o è in spec che farebbe a cambio col periodo universitario.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Mah guarda non ho ancora sentito nessuno che lavora o è in spec che farebbe a cambio col periodo universitario.
Se ci metti 10 anni a laurearti in medicina senza lavorare nel frattempo e manco vivi tra una festa Erasmus e l'altra lascia perdere.
Essù.
In 10 anni un'amica stretta della mia ex moglie ha fatto fisioterapia, si è pagata medicina lavorando e poi ha preso la specializzazione in fisiatria. E in altri 3 e mezzo la seconda in igiene. In mezzo ha fatto pure un figlio. Peccato sia antipaticissima, perché è pure bona :LOL:
 

feather

Utente tardo
Se il dipartimento It ha abbastanza da fare, di sniffare la tua cronologia se ne sbatte il cazzo.
Se il dipartimento IT ha tanto da fare vuol dire che l'infrastruttura è impostata male. O lavorano di merda o il tempo ce l'hanno. Che poi gli freghi qualcosa ovviamente dipende dalla situazione e dalla persona
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Se ci metti 10 anni a laurearti in medicina senza lavorare nel frattempo e manco vivi tra una festa Erasmus e l'altra lascia perdere.
Essù.
In 10 anni un'amica stretta della mia ex moglie ha fatto fisioterapia, si è pagata medicina lavorando e poi ha preso la specializzazione in fisiatria. E in altri 3 e mezzo la seconda in igiene. In mezzo ha fatto pure un figlio. Peccato sia antipaticissima, perché è pure bona :LOL:
da quando ti formalizzi sul carattere
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Se il dipartimento IT ha tanto da fare vuol dire che l'infrastruttura è impostata male. O lavorano di merda o il tempo ce l'hanno. Che poi gli freghi qualcosa ovviamente dipende dalla situazione e dalla persona
Sotto una certa dimensione aziendale, il dipartimento it è un nerd autodidatta messo lì perché 30 anni fa smanettava col PC.
Ne conosco diversi così che mandano avanti cliniche e ospedali :LOL:
 

Cla87

Utente di lunga data
Oh, ma solo io conosco gente a medicina che si fa il culo ma riesce a mantenere una vita attiva? Ennamo, su. Un'oretta per andare a correre la trovi pure se ti alzi alle 6 di mattina, eh.
Tanto non è che dopo la laurea la musica cambia.
È sempre una professione che ti si mangia l'anima. A tutte le età, eh...
Di persone a medicina che si fanno il culo, riescono a mantenere una vita attiva e a laurearsi entro 6 anni (o al massimo 7) ce ne sono tante. Anzi, sono la maggior parte. Poi ce ne sono altre che inciampano. Ognuno ha il proprio percorso. Non puoi sapere quali sono i motivi che hanno portato al ritardo in questo casi. Non sto parlando di me. Alcuni hanno motivi validi, altri meno.
Ci tengo solo a dirti che la depressione, nella sua forma più grave ossia quella melanconica, non è un capriccio. Sarebbe come dire a un paraplegico di reagire e alzarsi
 

Warlock

Utente di lunga data
Scusami, ma nonostante tu abbia detto a tua moglie che la cosa ti dà fastidio, lei continua imperterrita a messaggiarsi tutti i gg con quel tizio ?
Le ho consigliato di non esagerare per evitare di creare sia in lui che in lei delle aspettative fittizie.
Poi chi sono io per vietarle di fare quello che lei ritiene sia meglio per se stessa.
Io la conosco e le dò fiducia. Lei lo sa, e sa anche che se dovessi perdere fiducia, nonostante l'amore grandissimo, la coppia non esisterebbe più perchè come ho già detto qualche post più in su, se devo rovinarmi il fegato preferisco farlo con l'alcool.
Io comunque, come ho detto, son sereno, ed egoisticamente parlando, questa è la cosa importante
 

Barebow

Utente di lunga data
Li va a culo, se trovano quello sveglio e lo lasciano fare tiene tutto in ordine, se trovano il fancazzista possono pure pubblicare le cartelle su Facebook a quel punto
Mi ricordo quando gestivo la rete interna ed ero collegato alla rete garr, e potevo entrare nei PC di tutta la rete. Si parla di più di 25 anni fa.
 

ivanl

Utente di lunga data
Mi ricordo quando gestivo la rete interna ed ero collegato alla rete garr, e potevo entrare nei PC di tutta la rete. Si parla di più di 25 anni fa.
Le norme sulla privacy hanno fatto grandi passi avanti. E c'è dal 1970 il divieto di controllo a distanza. Tu puoi pure sapere tutto, ma non lo puoi usare, se non in casi di reato. E, inoltre, se non vuoi che si acceda a certi siti, basta usare un software che faccia da filtro
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Se ci metti 10 anni a laurearti in medicina senza lavorare nel frattempo e manco vivi tra una festa Erasmus e l'altra lascia perdere.
Essù.
In 10 anni un'amica stretta della mia ex moglie ha fatto fisioterapia, si è pagata medicina lavorando e poi ha preso la specializzazione in fisiatria. E in altri 3 e mezzo la seconda in igiene. In mezzo ha fatto pure un figlio. Peccato sia antipaticissima, perché è pure bona :LOL:
E chi ci ha messo 10 anni a laurearsi qua? Io ce ne ho messi 7. L Erasmus non l' ho fatto per scelta. L estate in cui sono finita FC ho lavorato.
Nel 2018 laurea triennale (finita)
Inizio 2026 laurea med
 
Ultima modifica:

Barebow

Utente di lunga data
Le norme sulla privacy hanno fatto grandi passi avanti. E c'è dal 1970 il divieto di controllo a distanza. Tu puoi pure sapere tutto, ma non lo puoi usare, se non in casi di reato. E, inoltre, se non vuoi che si acceda a certi siti, basta usare un software che faccia da filtro
Io lo facevo a scopo didattico, usavo anche backtrack. Un nerd.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
[continua]
Qualche giorno fa, di pomeriggio, lei rientra a casa e dice che vorrebbe parlarmi in maniera matura (ormai sono tre settimane che non ci rivolgiamo parola). Io le dico che per me può parlare anche subito, ma lei rimanda la discussione alla sera perché ha un impegno, deve uscire per visionare una nuova casa. La sera la aspetto a casa, ma lei non rientra. Decido di scendere per fare una passeggiata e scaricare lo stress, ma la vedo cenare al ristorante sotto casa nostra col suo datore di lavoro. Non dico nulla e tiro dritto per la mia strada, ma il sangue mi ribolle dentro. Il giorno dopo, in preda alla gelosia e al rancore, decido di chiamare la fidanzata del suo datore di lavoro per dirle tutto. Lei mi dice che era già stata lasciata due settimane prima, senza molte spiegazioni, ma che sospettava che lui avesse una storia con Antonia. Io le confermo tutto. La sera Antonia rientra a casa ed è incazzata nera del fatto che io abbia riferito tutto. Io non rispondo ai suoi insulti ed esco di casa. Rientro verso la mezzanotte e mi metto a dormire. Il mattino dopo (praticamente domenica scorsa), Antonia entra in camera mia e scoppia a piangere. Mi chiede di abbracciarla. Mi dice che le manco, ammette i suoi errori e mi chiede scusa. Dice che nei precedenti due anni per lei il nostro rapporto si era tramutato in un rapporto fraterno e che lei si sentiva praticamente single e libera di cercare altro. Peccato però che un discorso del genere non me l'aveva mai fatto, anzi, fino al mese scorso mi diceva che avrebbe voluto recuperare il nostro rapporto. Comunque, lei ammette che è stata disonesta con me, che ha fatto il doppio gioco e mi confessa che adesso è presa dalla sua nuova frequentazione col suo datore di lavoro perché lui la corteggia e le sta vicino e la fa sentire desiderata. Ammette che durante le ultime tre settimane è stata a casa di lui. Mi dice che lui non può cancellare quello che c'è stato fra noi per 10 anni e che addirittura lei spesso scoppiava in lacrime davanti a lui perché pensava a me (poco ci credo). Mi confessa anche che negli anni passati mi ha tradito con un altro ragazzo (cosa che sospettavo), ma che per lei è stata soltanto una cosa carnale. Le dico che per me si tratta in ogni caso di un tradimento e lei ammette che lo è e che ha sbagliato. Comunque io le dico che le cose fra noi non cambiano, io voglio separarmi definitivamente ed è quindi necessario che lei se ne vada. Lei lo capisce e lo accetta, ma mi comunica che non vuole perdermi, che vuole continuare a sentirmi, che non riesce ad accettare l'idea di perdermi definitivamente, di cancellarmi dalla sua vita. Io non sono d'accordo, per me non può esserci un'amicizia fra due ex. Io ho, ovviamente, ancora un forte legame affettivo, ed è chiaro che sia geloso. Ho bisogno di non vederla più, ho bisogno di cancellarla dalla mia vita, di ricominciare da zero, senza lei. Ho bisogno di elaborare il lutto, che le piaccia o no.
Adesso devo solo aspettare che lei trovi un'altra sistemazione. D'altronde, io stesso sono convinto del fatto che lei non è la persona che fa per me e che la nostra relazione non migliorava la qualità della mia vita, anzi. Era la mia zona di comfort. Nel frattempo tutto quello che è successo ha smosso qualcosa in me: mi sono iscritto in palestra da un mese, ho perso 5kg e ho ricominciato a studiare. Fra due settimane ho un'esame. Adesso ho due obiettivi, riprendere il peso forma e laurearmi, finalmente; e ovviamente dimenticarla, elaborare il lutto. Per questo ci vorrà tempo, molto tempo. Il tempo è galantuomo.
Scusate se sono stato prolisso.
Non ho capito perchè parli di "fine". Io ho forti dubbi che un tiramolla del genere finisca solo con un cambio di residenza, che comunque a sto punto è cosa buona e giusta. Il problema vero, secondo me, è la differenza abissale che c'è tra il dichiarare un programma nei giorni della rabbia e il mantenerlo nei mesi della solitudine.

Ci sono due grandi insidie che rischiano di far saltare i tuoi buoni propositi non appena lei avrà chiuso la porta:

1. La trappola del "Sospetto e Controllo"
Dici che vuoi cancellarla, ma nel post ammetti candidamente circa il passato: "La mattina dopo scopro (non chiedetemi come) che lei è da Aprile che ha una tresca" e poi "Decido di scendere per fare una passeggiata... ma la vedo cenare al ristorante sotto casa".
Sei già un "investigatore" e anche se lei cambierà casa, se tu non smetti di cercare di scoprire cosa fa Antonia, il legame rimarrà vivo. Saper controllare i social, chiedere in giro o passare sotto il nuovo posto di lavoro sono comportamenti che alimentano il tiramolla mentale anche a chilometri di distanza.

2. Il precedente storico
C'è un dettaglio fondamentale nel tuo racconto: nel 2018 l'avevi già lasciata per lo stesso motivo (il collega sposato). Eri tornato dai tuoi, le avevi chiesto di non cercarti più. Poi a settembre è bastato che lei ti citofonasse sotto casa e ti facesse una scenata di gelosia per farti ricascare nel meccanismo. La tua mente ha già un "precedente di sottomissione": quando Antonia alza la pressione emotiva o piange, tu cedi. L'ultima domenica è successa la stessa cosa: lei è entrata in camera piangendo, ti ha chiesto un abbraccio, ti ha confessato persino un altro tradimento passato, e ti sei rimasto lì ad ascoltarla e a farti carico delle sue lacrime.

Quindi, sì: il tuo intento attuale è ottimo ed è l'unica strada sensata, ma un programma del genere, per uno che è dentro questa dinamica da dieci anni ed è reduce da una profonda depressione, richiede una forza d'inerzia non indifferente. La vera prova del nove pertanto non è adesso che hai l'adrenalina della scoperta e il sangue che ribolle", ma sarà a ottobre, quando la casa sarà vuota, il silenzio farà rumore, e magari Antonia ti manderà un messaggino apparentemente innocuo del tipo: "Ho trovato una tua vecchia foto, come stai?". È lì che si vedrà se è davvero un programma o solo un manifesto di buone intenzioni.
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Infatti. La quasi totalità dei miei ex colleghi che ora è in scuola di specializzazione dice sempre di essere rinata. Non farebbero mai a cambio col periodo universitario
Senti, io non so che terapia fai, se solo psicologica.
Se ti posso dare un consiglio, essendo la depressione (quella diagnosticata da uno psichiatra) una malattia, fai una cura farmacologica che ti rimette in sesto e poi continui con la terapia psicologica o quello che preferisci.
Altrimenti prolunghi troppo la ripresa e la vita non è infinita, soprattutto per chi deve sbrigarsi e vivere la vita vera, non quella universitaria e basta. Quella è una bolla.
 
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