[continua]
Qualche giorno fa, di pomeriggio, lei rientra a casa e dice che vorrebbe parlarmi in maniera matura (ormai sono tre settimane che non ci rivolgiamo parola). Io le dico che per me può parlare anche subito, ma lei rimanda la discussione alla sera perché ha un impegno, deve uscire per visionare una nuova casa. La sera la aspetto a casa, ma lei non rientra. Decido di scendere per fare una passeggiata e scaricare lo stress, ma la vedo cenare al ristorante sotto casa nostra col suo datore di lavoro. Non dico nulla e tiro dritto per la mia strada, ma il sangue mi ribolle dentro. Il giorno dopo, in preda alla gelosia e al rancore, decido di chiamare la fidanzata del suo datore di lavoro per dirle tutto. Lei mi dice che era già stata lasciata due settimane prima, senza molte spiegazioni, ma che sospettava che lui avesse una storia con Antonia. Io le confermo tutto. La sera Antonia rientra a casa ed è incazzata nera del fatto che io abbia riferito tutto. Io non rispondo ai suoi insulti ed esco di casa. Rientro verso la mezzanotte e mi metto a dormire. Il mattino dopo (praticamente domenica scorsa), Antonia entra in camera mia e scoppia a piangere. Mi chiede di abbracciarla. Mi dice che le manco, ammette i suoi errori e mi chiede scusa. Dice che nei precedenti due anni per lei il nostro rapporto si era tramutato in un rapporto fraterno e che lei si sentiva praticamente single e libera di cercare altro. Peccato però che un discorso del genere non me l'aveva mai fatto, anzi, fino al mese scorso mi diceva che avrebbe voluto recuperare il nostro rapporto. Comunque, lei ammette che è stata disonesta con me, che ha fatto il doppio gioco e mi confessa che adesso è presa dalla sua nuova frequentazione col suo datore di lavoro perché lui la corteggia e le sta vicino e la fa sentire desiderata. Ammette che durante le ultime tre settimane è stata a casa di lui. Mi dice che lui non può cancellare quello che c'è stato fra noi per 10 anni e che addirittura lei spesso scoppiava in lacrime davanti a lui perché pensava a me (poco ci credo). Mi confessa anche che negli anni passati mi ha tradito con un altro ragazzo (cosa che sospettavo), ma che per lei è stata soltanto una cosa carnale. Le dico che per me si tratta in ogni caso di un tradimento e lei ammette che lo è e che ha sbagliato. Comunque io le dico che le cose fra noi non cambiano, io voglio separarmi definitivamente ed è quindi necessario che lei se ne vada. Lei lo capisce e lo accetta, ma mi comunica che non vuole perdermi, che vuole continuare a sentirmi, che non riesce ad accettare l'idea di perdermi definitivamente, di cancellarmi dalla sua vita. Io non sono d'accordo, per me non può esserci un'amicizia fra due ex. Io ho, ovviamente, ancora un forte legame affettivo, ed è chiaro che sia geloso. Ho bisogno di non vederla più, ho bisogno di cancellarla dalla mia vita, di ricominciare da zero, senza lei. Ho bisogno di elaborare il lutto, che le piaccia o no.
Adesso devo solo aspettare che lei trovi un'altra sistemazione. D'altronde, io stesso sono convinto del fatto che lei non è la persona che fa per me e che la nostra relazione non migliorava la qualità della mia vita, anzi. Era la mia zona di comfort. Nel frattempo tutto quello che è successo ha smosso qualcosa in me: mi sono iscritto in palestra da un mese, ho perso 5kg e ho ricominciato a studiare. Fra due settimane ho un'esame. Adesso ho due obiettivi, riprendere il peso forma e laurearmi, finalmente; e ovviamente dimenticarla, elaborare il lutto. Per questo ci vorrà tempo, molto tempo. Il tempo è galantuomo.
Scusate se sono stato prolisso.