PrimaVoce
Utente di lunga data
Ma io mi riferivo piu a quello stato d'animo nel quale sai che qualcosa non va.È una valutazione soggettiva, chi viene tradito se scopre ha un forte disagio a stare ancora in coppia e molti non riescono a superarlo nonostante il partner si sia reso conto del danno fatto. C'è chi resta perché crede ancora nella famiglia chi non riesce.
Chi tradisce spesso non prende minimamente in considerazione di fare saltare la famiglia. Una fuga che non dovrebbe avere conseguenze, facendo attenzione a non essere scoperti.
Come dicevo "spesso" ,poi il casi dove il partner agisce senza scrupoli è evidente che ha già scelto di uscire.
Non esiste sotto pelle, sì è consapevoli di ciò che si vuole.
Meno delle conseguenze
Sai che certe situazioni ti stanno allontanando dalla tua relazione attuale.
Nella situazione di questo 3D, la mancanza di voglia verso il marito ma l'eccitazione, il sentirsi viva, in un altro tipo di interazione.
A quel punto si puo' scegliere un movimento dentro la coppia: porto il problema, cerchiamo una soluzione insieme.
Oppure si può' fare un movimento deciso in uscita: lasciare.
Terza opzione, non intervenire direttamente e lasciare che le cose si mostrino da se': aprendo la porta a questi flirt, tradendo fino a che non si viene scoperti oppure rientrando nella coppia con un tradimento non-scoperto.
Diciamo che la terza opzione e' la più naturale: vedo come va e poi reagisco agli eventi.
Sostanzialmente si rimanda la decisione a quando gli eventi ci costringeranno a farlo.
Trovavo interessante discutere su quale tipo di riflessione / sentire porta a stare o lasciare (should I stay or should I go).
Quale e' il confine tra cambiare partner in maniera compulsiva e accanirsi a cercare di salvare relazioni morte e sepolte?
E per quale ragione invece si va quasi sempre per la terza opzione?