La soluzione

danny

Utente di lunga data
Un giorno mi trovai ad ascoltare da un'amica questo suo racconto.
Lei ha un bimbo piccolo, non è più attratta dal marito per ragioni che non sono facilmente definibili.
"E' successo pian piano".
Ha cominciato a usare la presenza del bimbo come giustificazione per diradare i rapporti, ma tutto sommato ricorda come in quel periodo lei credeva di aver perso interesse nel sesso...
Il marito riteneva valida la motivazione per i frequenti rifiuti, d'altronde la stanchezza aveva coinvolto entrambi.
Fino a quando non ha conosciuto un tipo e ha provato quella sensazione dimenticata negli anni che potremmo sintetizzare con un solo termine: "voglia".
Ha accettato di buon grado il flirt, fatto dei soliti messaggi, foto e promesse dai quali siamo passati tutti nell'era moderna del corteggiamento.
Promesse che sono però rimaste tali, perché il problema è che essendo entrambi impegnati non riuscivano a far coincidere gli orari per incontrarsi praticamente mai.
E la relazione virtuale è rimasta tale, alimentando per mesi una speranza inutile. Lui poi si sentiva in colpa, era animato da troppi dubbi.
Ciò che lei aveva però scoperto da questa situazione, era che, se il desiderio per il marito era morto, quello verso altre persone era rimasto vivo.
Lei non voleva separarsi, perché in realtà tutto il resto della sua vita coniugale era perfettamente soddisfacente.
E allo stesso tempo continuava a usare la "chimica" come parametro valutativo per eventuali nuovi partner, che proprio per questo... non c'erano.
Per me lei era me di qualche anno fa allo specchio: attratta da persone alla fine inconcludenti e assolutamente incompatibili con gli orari.
Ciò ovviamente non bastò a far sì che noi avessimo una relazione, l'interesse per entrambi non c'era.
Ma mi confermò che l'amantato non è una soluzione facile per alcuni, consistendo di un'insieme di casualità che si innestano su una disponibilità necessaria, di tempo e di propensione al tradimento, che non è affatto scontata.
 

Spat

Utente di lunga data
La sua situazione non è la tua. Tu sei nella situazione del marito di lei.
La soluzione più facile per la tua amica sarebbe trombarsi il marito
 

cipolino

Utente di lunga data
Un giorno mi trovai ad ascoltare da un'amica questo suo racconto.
Lei ha un bimbo piccolo, non è più attratta dal marito per ragioni che non sono facilmente definibili.
"E' successo pian piano".
Ha cominciato a usare la presenza del bimbo come giustificazione per diradare i rapporti, ma tutto sommato ricorda come in quel periodo lei credeva di aver perso interesse nel sesso...
Il marito riteneva valida la motivazione per i frequenti rifiuti, d'altronde la stanchezza aveva coinvolto entrambi.
Fino a quando non ha conosciuto un tipo e ha provato quella sensazione dimenticata negli anni che potremmo sintetizzare con un solo termine: "voglia".
Ha accettato di buon grado il flirt, fatto dei soliti messaggi, foto e promesse dai quali siamo passati tutti nell'era moderna del corteggiamento.
Promesse che sono però rimaste tali, perché il problema è che essendo entrambi impegnati non riuscivano a far coincidere gli orari per incontrarsi praticamente mai.
E la relazione virtuale è rimasta tale, alimentando per mesi una speranza inutile. Lui poi si sentiva in colpa, era animato da troppi dubbi.
Ciò che lei aveva però scoperto da questa situazione, era che, se il desiderio per il marito era morto, quello verso altre persone era rimasto vivo.
Lei non voleva separarsi, perché in realtà tutto il resto della sua vita coniugale era perfettamente soddisfacente.
E allo stesso tempo continuava a usare la "chimica" come parametro valutativo per eventuali nuovi partner, che proprio per questo... non c'erano.
Per me lei era me di qualche anno fa allo specchio: attratta da persone alla fine inconcludenti e assolutamente incompatibili con gli orari.
Ciò ovviamente non bastò a far sì che noi avessimo una relazione, l'interesse per entrambi non c'era.
Ma mi confermò che l'amantato non è una soluzione facile per alcuni, consistendo di un'insieme di casualità che si innestano su una disponibilità necessaria, di tempo e di propensione al tradimento, che non è affatto scontata.
Il mito che la "voglia" sia qualcosa di esclusivamente spontaneo rovina la metà delle relazioni. E mi tengo basso.
 

Spat

Utente di lunga data
Il mito che la "voglia" sia qualcosa di esclusivamente spontaneo rovina la metà delle relazioni. E mi tengo basso.
Esatto.
Non è successo pian piano che non le piacesse il marito. Lei (e lui pure) ha deciso di non fare niente per cambiare la situazione che pian piano è arrivata dove è adesso.
Tu danny non sei nella stessa situazione perchè se tua moglie ti saltasse addosso tutti i giorni tu saresti probabilmente a posto
 

danny

Utente di lunga data
Esatto.
Non è successo pian piano che non le piacesse il marito. Lei (e lui pure) ha deciso di non fare niente per cambiare la situazione che pian piano è arrivata dove è adesso.
Tu danny non sei nella stessa situazione perchè se tua moglie ti saltasse addosso tutti i giorni tu saresti probabilmente a posto
Dieci anni fa sicuramente.
Le cose cambiano. Se ti allontani, non puoi pensare che tutto resti uguale.
 

Spat

Utente di lunga data
Dieci anni fa sicuramente.
Le cose cambiano. Se ti allontani, non puoi pensare che tutto resti uguale.
Boh Danny non vuoi capire la differenza tra te e la tipa? Amen. Diciamo che lei 10 anni fa aveva la possibilità di saltare addosso a suo marito. Tu no. Siete due che non trombano, però la differenza è che una ha una fatto scelta e l'altro l'ha subita
 

danny

Utente di lunga data
Boh Danny non vuoi capire la differenza tra te e la tipa? Amen. Diciamo che lei 10 anni fa aveva la possibilità di saltare addosso a suo marito. Tu no. Siete due che non trombano, però la differenza è che una ha una fatto scelta e l'altro l'ha subita
Diciamo che a parità d'età lei tromba meno di quanto trombavo io alla sua.
 

Nicky

Utente di lunga data
Quello che non capisco è perché la gente non si parla.
Io ho una buona libido e ho protestato per il fatto di non avere la qualità della relazione che volevo, non ho accettato passivamente l'andamento della relazione, fino a che non ho ritenuto di essere a rischio di rottura.
Il marito di questa signora ha sbagliato, per me.
 

cipolino

Utente di lunga data
Quello che non capisco è perché la gente non si parla.
Io ho una buona libido e ho protestato per il fatto di non avere la qualità della relazione che volevo, non ho accettato passivamente l'andamento della relazione, fino a che non ho ritenuto di essere a rischio di rottura.
Il marito di questa signora ha sbagliato, per me.
Forse perché ci vuole, dall'altra parte, qualcuno che abbia voglia di parlare?

Del resto, non è così che è andata per te?

Certo, il refrain è "bisognerebbe chiarire le cose subito, se non l'hai fatto è colpa tua e ne patirai le conseguenze".
Sacrosanto.
Il fatto è che generalmente è una consapevolezza che acquisisci dopo una certa età e un certo numero di calci negli stinchi.
È difficile immaginare ragazzi tra i 20 e 30, che iniziano a imbastire relazioni con sguardi verso il futuro, che abbiano una prospettiva così ampia.
 

Nicky

Utente di lunga data
Forse perché ci vuole, dall'altra parte, qualcuno che abbia voglia di parlare?

Del resto, non è così che è andata per te?
Parlare non è risolutivo, appunto perché dall'altra parte c'è chi può non avere interesse ad ascoltare o che, pur ascoltando, ritiene, in modo sacrosanto, di restare sulla sua posizione.
Così come a volte si parla "male", in modo poco accessibile e chiaro per l'altro, neppure io sono in grado di dire che qualità di comunicazione ho, ad esempio.
Ma da questo racconto, sembra che entrambi non abbiano detto nulla. E per me questo è mettere una pietra tombale su un rapporto.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Un giorno mi trovai ad ascoltare da un'amica questo suo racconto.

Lei ha un bimbo piccolo, non è più attratta dal marito per ragioni che non sono facilmente definibili.

"E' successo pian piano".

Ha cominciato a usare la presenza del bimbo come giustificazione per diradare i rapporti, ma tutto sommato ricorda come in quel periodo lei credeva di aver perso interesse nel sesso...

Il marito riteneva valida la motivazione per i frequenti rifiuti, d'altronde la stanchezza aveva coinvolto entrambi.

Fino a quando non ha conosciuto un tipo e ha provato quella sensazione dimenticata negli anni che potremmo sintetizzare con un solo termine: "voglia".

Ha accettato di buon grado il flirt, fatto dei soliti messaggi, foto e promesse dai quali siamo passati tutti nell'era moderna del corteggiamento.

Promesse che sono però rimaste tali, perché il problema è che essendo entrambi impegnati non riuscivano a far coincidere gli orari per incontrarsi praticamente mai.

E la relazione virtuale è rimasta tale, alimentando per mesi una speranza inutile. Lui poi si sentiva in colpa, era animato da troppi dubbi.

Ciò che lei aveva però scoperto da questa situazione, era che, se il desiderio per il marito era morto, quello verso altre persone era rimasto vivo.

Lei non voleva separarsi, perché in realtà tutto il resto della sua vita coniugale era perfettamente soddisfacente.

E allo stesso tempo continuava a usare la "chimica" come parametro valutativo per eventuali nuovi partner, che proprio per questo... non c'erano.

Per me lei era me di qualche anno fa allo specchio: attratta da persone alla fine inconcludenti e assolutamente incompatibili con gli orari.

Ciò ovviamente non bastò a far sì che noi avessimo una relazione, l'interesse per entrambi non c'era.

Ma mi confermò che l'amantato non è una soluzione facile per alcuni, consistendo di un'insieme di casualità che si innestano su una disponibilità necessaria, di tempo e di propensione al tradimento, che non è affatto scontata.
Secondo me se je partivi, un giro di giostra al momento giusto, te l’avrebbe concesso.

Poi magari, due giorni dopo, si sarebbe raccontata che la chimica non c’era. Che mancava qualcosa. Che bello sì, però. Che forse non era quello. Tutta la solita fuffa per non dire una cosa molto più semplice: le piace il gioco più dei giocatori.

Che peraltro è normalissimo.

Il bias brutto sta lì: non accettare che spesso eccita più la corrente della persona. Il messaggio che arriva mentre stai facendo altro, la foto mandata male, l’attesa, il rischio, l’incastro impossibile, la stanza mentale dove non sei moglie & madre.

Poi magari quello dall’altra parte è pure un mezzo cretino. Non importa. In quel momento serve più come interruttore che come uomo.

È come quando conosci una durante un viaggio e finite a letto l’ultima sera. Stai scopando con una versione di te stesso che a casa non riesci più a tirare fuori.

E infatti la cosa che lei aveva scoperto non era mi piace lui ma: sono ancora viva :LOL:
 

Spat

Utente di lunga data
Parlare non è risolutivo, appunto perché dall'altra parte c'è chi può non avere interesse ad ascoltare o che, pur ascoltando, ritiene, in modo sacrosanto, di restare sulla sua posizione.
Così come a volte si parla "male", in modo poco accessibile e chiaro per l'altro, neppure io sono in grado di dire che qualità di comunicazione ho, ad esempio.
Ma da questo racconto, sembra che entrambi non abbiano detto nulla. E per me questo è mettere una pietra tombale su un rapporto.
Esatto, anche io ho vissuto un momento così (anzi due), però alla fine se ci si mette del proprio c'è una possibilità di risolvere. Se ci si arrocca allora è finita
 

Nicky

Utente di lunga data
Esatto, anche io ho vissuto un momento così (anzi due), però alla fine se ci si mette del proprio c'è una possibilità di risolvere. Se ci si arrocca allora è finita
Si, perché, al netto che effettivamente una nuova emozione, data da una nuova persona, poi in casa ci torni e ci vivi e quella distanza rischi che ti pesi sempre di più.
 

Rebecca89

Sentire libera
Io un pensiero ce l'ho.
La vera fatica di tante persone è più semplice di tanti giri di parole: ammettere di aver sbagliato.
E per sbagliato intendo pensare che ci si debba fermare. Per il nome della famiglia, della relazione, della persona che abbiamo accanto. Pensare che le cose non cambino. Che dopo una firma è finito tutto li, che dopo un figlio il piano è sistemato, che una volta definito per sempre quello sia eterno.
Il dovere però non è voglia. E la voglia è mutabile tanto quanto è forte. Le persone possono cambiare. I sentimenti possono mutare, la voglia è un fuoco, non un dovere.

Se tu non metti legna, quello si consuma.
E non intendo legna solo nelle responsabilità.
Se uno inizia a mettere e l'altro no, si affatica. E piano piano lo sforzo lo porterà ad allontanarsi.

Uno pensa e spera all' inizio che non ci sia una fine.
In realtà poi si vive il matrimonio, al famiglia, il ruolo di marito e di moglie come un punto.
Ma ci si pensa, in due, nel mentre?
Perché è il durante ciò che ha davvero valore.
E se la smettessimo di darci sempre giustificazioni e motivazioni potremmo arrivare a capire che semplicemente le emozioni evolvono. Cambiano, prendono fuoco, si spengono. Perché qualcosa cambia dentro chi abbiamo accanto o in noi stessi. Ma è talmente difficile da accettare che ci si ritrova improvvisamente "vivi" con qualcun altro perché dire che oltre al bene per la persona vicino non c è più nulla è impensabile. E si può volere bene anche ad un cane.

Non è la stessa cosa.

Io non lo so se mi sposerò, chi lo sa.
Ma non sposerò una persona per la definizione di ruolo, ma per la voglia di fare con lei il progetto più entusiasmante della mia vita. E se dovessi smettere di mettere legna, o sentissi questo dall' altra parte, dopo aver fatto la conta di quanto legnetti ancora si ha voglia di mettere insieme, quindi parlando, eliminando silenzi come pioggia, proteggendo la fiamma, se il fuoco è finito, è finito. Non ho intenzione di insistere a mantenere vivo qualcosa che non mi dà vita cercando questa vita fuori o forzandola su me stessa. Sarebbe la violenza più grande e mi voglio troppo bene, prima di volere bene, per permettere questo.

Si cambia.
La vita è evoluzione continua.
E noi con lei.
Quando questo succede, bisogna prenderne atto. Che sugli specchi si scivola e basta.
 

patroclo

Utente di lunga data
Storia classica nelle premesse. Il tempo c'è se lo si vuole trovare, il resto sono scuse, dubbi, paure ...ecc.ecc.
Ma ci stà, si sta sempre parlando di tradimenti con potenziali conseguenti catastrofi.
All'epoca mi ci sono buttato a capofitto, bendato e con il coltello tra i denti, incurante delle consegunze e sprezzo del pericolo.
Ho scelto di lasciarmi andare e darmi questa possibilità consapevolmente. Nel tradimento vero e proprio forse ho perso un po' di lucidità e ho un po' esagerato 🤷‍♂️
 

Spat

Utente di lunga data
Io un pensiero ce l'ho.
La vera fatica di tante persone è più semplice di tanti giri di parole: ammettere di aver sbagliato.
E per sbagliato intendo pensare che ci si debba fermare. Per il nome della famiglia, della relazione, della persona che abbiamo accanto. Pensare che le cose non cambino. Che dopo una firma è finito tutto li, che dopo un figlio il piano è sistemato, che una volta definito per sempre quello sia eterno.
Il dovere però non è voglia. E la voglia è mutabile tanto quanto è forte. Le persone possono cambiare. I sentimenti possono mutare, la voglia è un fuoco, non un dovere.

Se tu non metti legna, quello si consuma.
E non intendo legna solo nelle responsabilità.
Se uno inizia a mettere e l'altro no, si affatica. E piano piano lo sforzo lo porterà ad allontanarsi.

Uno pensa e spera all' inizio che non ci sia una fine.
In realtà poi si vive il matrimonio, al famiglia, il ruolo di marito e di moglie come un punto.
Ma ci si pensa, in due, nel mentre?
Perché è il durante ciò che ha davvero valore.
E se la smettessimo di darci sempre giustificazioni e motivazioni potremmo arrivare a capire che semplicemente le emozioni evolvono. Cambiano, prendono fuoco, si spengono. Perché qualcosa cambia dentro chi abbiamo accanto o in noi stessi. Ma è talmente difficile da accettare che ci si ritrova improvvisamente "vivi" con qualcun altro perché dire che oltre al bene per la persona vicino non c è più nulla è impensabile. E si può volere bene anche ad un cane.

Non è la stessa cosa.

Io non lo so se mi sposerò, chi lo sa.
Ma non sposerò una persona per la definizione di ruolo, ma per la voglia di fare con lei il progetto più entusiasmante della mia vita. E se dovessi smettere di mettere legna, o sentissi questo dall' altra parte, dopo aver fatto la conta di quanto legnetti ancora si ha voglia di mettere insieme, quindi parlando, eliminando silenzi come pioggia, proteggendo la fiamma, se il fuoco è finito, è finito. Non ho intenzione di insistere a mantenere vivo qualcosa che non mi dà vita cercando questa vita fuori o forzandola su me stessa. Sarebbe la violenza più grande e mi voglio troppo bene, prima di volere bene, per permettere questo.

Si cambia.
La vita è evoluzione continua.
E noi con lei.
Quando questo succede, bisogna prenderne atto. Che sugli specchi si scivola e basta.
Eventuali figli potrebbero non apprezzare questi ragionamenti, contrariamente a ciò che è molto di moda dire oggi
 

Rebecca89

Sentire libera
Eventuali figli potrebbero non apprezzare questi ragionamenti, contrariamente a ciò che è molto di moda dire oggi
Dipende da che valori vuoi trasmettere ai tuoi figli.
La mia idea di insegnare l' amore è comprensiva di fine.
Inizia e finisce.
Può succedere con la fidanzatina.
Può succedere con la futura moglie.
Può succedere a mamma e a papà.
Che non smettono di essere mamma e papà.
Se finisce il loro amore, non finisce mica verso di loro.
Il resto per me è una bella illusione. Ma le illusioni sono menzogne.
Io a mio figlio non voglio insegnare un finto amore.
 
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