La scelta

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ognuno sceglie le priorità per sé e la famiglia. Ma andare a lavorare all estero e stare a casa due settimane su 4, crea uno squilibrio importante nella coppia dove la madre bene o male deve essere il perno centrare su cui si regge la famiglia, mentre il padre è variabile, cioè che contribuisce appena può. Quando fai una scelta del genere, a prescindere dal giudizio, devi mettere in conto che il rapporto nel tempo può essere compromesso. La maternità, come è emerso in terapia, è stato un cambiamento molto importante per questa donna, che non solo ha ridotto il suo orario lavorativo, ma ha creato anche lontananza fisica e magari emotiva dal partner che era interessato alla carriera e al beneficio economico. Secondo me la frase che dice che il tempo è meglio di qualità che di quantità è vero in parte. Probabilmente quando hanno discusso sull accettare il lavoro all estero nessuno si è reso conto degli eventuali rischi nel compromettere l equilibrio familiare, che si è rivelato essere precario (già da prima probabilmente).
Quindi non è questione di giudicare lui come padre ma sicuramente ci sono state delle scelte che non hanno portato quel benessere sperato.

Quindi dire "eh mai lui stava lavorando per un maggior benessere ecconomico" può essere una motivazione non valida.
Io dico: per furtuna che lui non ha ridimensionato il suo lavoro, perché, visto l'elemento, oggi sarebbe cornuto e mazziato 2 volte.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Anche quello della moglie di prima voce andava a gonfie vele... prima di essere scoperta :ROFLMAO:
Sti mariti non sono mai contenti.
Scelgono la carriera a loro dire per la famiglia e poi si risentono se mentre sono in carriera le proprie donne si divertono.
Che poi cosa avrà mai tolto alla famiglia sta santa donna?
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Ognuno sceglie le priorità per sé e la famiglia. Ma andare a lavorare all estero e stare a casa due settimane su 4, crea uno squilibrio importante nella coppia dove la madre bene o male deve essere il perno centrare su cui si regge la famiglia, mentre il padre è variabile, cioè che contribuisce appena può. Quando fai una scelta del genere, a prescindere dal giudizio, devi mettere in conto che il rapporto nel tempo può essere compromesso. La maternità, come è emerso in terapia, è stato un cambiamento molto importante per questa donna, che non solo ha ridotto il suo orario lavorativo, ma ha creato anche lontananza fisica e magari emotiva dal partner che era interessato alla carriera e al beneficio economico. Secondo me la frase che dice che il tempo è meglio di qualità che di quantità è vero in parte. Probabilmente quando hanno discusso sull accettare il lavoro all estero nessuno si è reso conto degli eventuali rischi nel compromettere l equilibrio familiare, che si è rivelato essere precario (già da prima probabilmente).
Quindi non è questione di giudicare lui come padre ma sicuramente ci sono state delle scelte che non hanno portato quel benessere sperato.

Quindi dire "eh mai lui stava lavorando per un maggior benessere ecconomico" può essere una motivazione non valida. Una parte di colpa va attribuita anche a lui, in quanto ha scelto delle priorità che si sono rivelate sbagliate.
Dissento totalmente di fronte ad un salto logico enorme come questo : un conto è dire che certe scelte lavorative possano avere inciso sugli equilibri della coppia, altro è arrivare quasi ad attribuire una quota di colpa del tradimento a chi lavorava spesso fuori casa.

Perché allora il principio diventa pericolosamente elastico: se lavori troppo trascuri la coppia, se guadagni bene hai scelto le priorità sbagliate, se fai carriera sei corresponsabile dell’infedeltà altrui.
A quel punto il tradimento smette quasi di essere una responsabilità personale e diventa la conseguenza 'comprensibile' delle scelte dell’altro.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ricordiamoci che esistono anche i figli...
Ma certo, ora sta a lui riorganizzarsi. Tuttavia il discorso è partito da lontananza per lavoro - - >> distanza emotiva - - >> corna. Invece secondo me qualunque lavoro facesse prima o poi arrivavano
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Dissento totalmente di fronte ad un salto logico enorme come questo : un conto è dire che certe scelte lavorative possano avere inciso sugli equilibri della coppia, altro è arrivare quasi ad attribuire una quota di colpa del tradimento a chi lavorava spesso fuori casa.

Perché allora il principio diventa pericolosamente elastico: se lavori troppo trascuri la coppia, se guadagni bene hai scelto le priorità sbagliate, se fai carriera sei corresponsabile dell’infedeltà altrui.
A quel punto il tradimento smette quasi di essere una responsabilità personale e diventa la conseguenza 'comprensibile' delle scelte dell’altro.
Il salto logico enorme lo hai fatto tu, non io. Anche perchè qua hanno capito tutti come la penso sul tradimento, quindi nessuna scusante per lei. Io parlavo di altro, la fedeltà non c'entra niente e non ci deve entrare. Io parlavo dello step precedente, cioè la crisi di coppia e la crisi dovuta alla maternità.
Io se decido di fare una famiglia con un partner, non accetterei mai che il mio compagno sceglie di andare all'estero e poi il ruolo genitoriale ricade solo sulla mia disponibilitò, a spese del mio lavoro, solo perchè lui potrebbe prendere il doppio dello stipendio. Per me la genitorialità va condivisa e non resa partime. Se tu vuoi andare a lavorare all'estero ci puoi tranquillamente andare però io non accetterei di far famiglia con te. Perchè la mia idea di famiglia non è questa. E soprattutto la cosa diventerebbe sbilanciata a mio sfavore. E questo avrebbe ripercussioni importanti su come percepisco la relazione e sul mio grado di soddisfazione.
 
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ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Il salto logico enorme lo hai fatto tu, non io. Anche perchè qua hanno capito tutti come la penso sul tradimento, quindi nessuna scusante per lei. Io parlavo di altro, la fedeltà non c'entra niente e non ci deve entrare. Io parlavo dello step precedente, cioè la crisi di coppia e la crisi dovuta alla maternità.
Io se decido di fare una famiglia con un partner, non accetterei mai che il mio compagno sceglie di andare all'estero e poi il ruolo genitoriale ricade solo sulla mia disponibilitò, a spese del mio lavoro, solo perchè lui potrebbe prendere il doppio dello stipendio. Per me la genitorialità va condivisa e non resa partime. Se tu vuoi andare a lavorare all'estero ci puoi tranquillamente andare però io non accetterei di far famiglia con te. Perchè la mia idea di famiglia non è questa. E soprattutto la cosa diventerebbe sbilanciata a mio sfavore. E questo avrebbe ripercussioni importanti su come percepisco la relazione e sul mio grado di soddisfazione.
Gli è stato chiesto diverse volte anche da me, e mi pare che abbia sempre risposto che lei era assolutamente d'accordo e lo ha supportato nelle sue scelte lavorative. Ci sta che magari una prima trascuri certe eventualità distratta magari dal prestigio del lavoro ecc ecc, ma nel momento in cui la medesima inizia a sentire il peso della cosa, forse prima di andare con nonno nanni sarebbe stato il caso di porre la questione all'ordine del giorno, ma anche qui lui dice che lei non ha mai manifestato disappunto per la situazione prima del patatrac... Allora uno che pensa male potrebbe dedurre che lui le andava bene per il tenore di vita che tanto per i sollazzi c'era nonno nanni, visto che inoltre lui era fuori dalle balle 15gg al mese, ma io si sa che non penso male.
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Il mio capo dice che il suo matrimonio va a gonfie vele proprio perché si vedono 5 gg al mese.
Certe fortune bisogna imparare a valorizzarle!
Io non so se sia una fortuna ma "criticare" un uomo perché sta lontano da casa per lavoro e per garantire una stabilità economica lo trovo allucinante
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
il problema nasce sempre nel fidanzamento. se sai che può essere un problema se tuo marito deve viaggiare spesso per lavoro, devi dirlo subito. anche se nell'immediato non ti sembra rilevante, soprattutto quando sopraggiungono i figlioli, il fatto che uno dei due non ci sia mai diventa per forza un problema. nemmeno tanto quando sono piccolini, ma sopratutto quando ci si avvia all'adolescenza
 

Nicky

Utente di lunga data
Continuo a non vederci nulla di negativo
Non c'è nulla di negativo, ma neppure di meritevole. Tutti lavoriamo per la famiglia e tutti veniamo o possiamo venire traditi, non è che questa donna ha datto peggio di tanti.
Stare lontani è una scelta, può comportare dei guadagni e delle perdite.
Se fossi io quella che sta via settimane, metterei in conto la possibilità di una difficoltà maggiore di portare avanti un rapporto senza che si creino due vite un po' distinte.
Io ho contatti con gente che sta via mesi e hanno tutti rapporti fisici con donne del posto, spesso pagate. Farà orrore ma è talmente diffuso, che penso non possa riguardare solo gente particolarmente depravata.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Il salto logico enorme lo hai fatto tu, non io. Anche perchè qua hanno capito tutti come la penso sul tradimento, quindi nessuna scusante per lei. Io parlavo di altro, la fedeltà non c'entra niente e non ci deve entrare. Io parlavo dello step precedente, cioè la crisi di coppia e la crisi dovuta alla maternità.
Io se decido di fare una famiglia con un partner, non accetterei mai che il mio compagno sceglie di andare all'estero e poi il ruolo genitoriale ricade solo sulla mia disponibilitò, a spese del mio lavoro, solo perchè lui potrebbe prendere il doppio dello stipendio. Per me la genitorialità va condivisa e non resa partime. Se tu vuoi andare a lavorare all'estero ci puoi tranquillamente andare però io non accetterei di far famiglia con te. Perchè la mia idea di famiglia non è questa. E soprattutto la cosa diventerebbe sbilanciata a mio sfavore. E questo avrebbe ripercussioni importanti su come percepisco la relazione e sul mio grado di soddisfazione.
Tu stai dicendo che non avresti mai accettato un modello familiare di quel tipo.
Ed è una posizione assolutamente legittima ma è parecchio diverso dal caso di cui stiamo parlando.

Però da qui a trasformare quella scelta lavorativa in una sorta di errore oggettivo ce ne passa, perché esistono moltissime coppie che funzionano anche con lavori pesanti, trasferte o lunghi periodi fuori casa. Dipende dagli accordi, dalle priorità e da ciò che entrambi accettano consapevolmente.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Te lo dico perché io ho fatto qualcosa di simile, credo di avervi raccontato più volte di aver stracciato ogni prova di un debito abbastanza consistente che la ex mia moglie aveva nei miei confronti.
L'ho fatto semplicemente per creare un distacco ulteriore tra me e lei e sono abbastanza sincero da ammettere che sarebbe stato comunque complicato recuperare quei soldi, quindi non l'ho fatto solo per bontà d'animo e per creare un distacco, ma anche per togliermi dalla testa la possibilità di intraprendere un'azione giudiziale di recupero del credito.

Bene, credi che questo mi abbia attribuito più potere nei confronti della mia ex moglie?
Credi che la mia ex moglie mi sia grata per quell'atto ?
In relazione a quel debito lei ha sempre sostenuto, pur avendo sottoscritto un documento che appunto ne attestava l'esistenza, che essendo debiti relativi alla ristrutturazione della casa nulla mi fosse dovuto.
E che, nei fatti, il fatto che lei avesse sottoscritto un documento con il quale lo riconosceva era, di fatto, carta straccia.

Perché, in definitiva, quando l'amore finisce, di tutta questa liberalità e tutta questa correttezza e tutta questa bontà d'animo, ammesso che sia mai esistita, sicuramente non se ne trova più traccia.
Questo no
Però c'è anche una questione d'onore, o per meglio dire ci può essere

Ci sono le persone, oltre le circostanze
Se quei soldi te li doveva, te li doveva a prescindere dal documento che aveva sottoscritto o meno
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Dipende dalle ambizioni lavorative che hai. Se sono alte e devi rinunciare per far fare carriera all'altro, per stare tu con i figli, si crea un rapporto dove uno sta a debito.
(non mi riferisco alla moglie di prima voce)
Ovvio che se ne parli insieme. Mi sembra che lei fosse d'accordo
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Questo no
Però c'è anche una questione d'onore, o per meglio dire ci può essere

Ci sono le persone, oltre le circostanze
Se quei soldi te li doveva, te li doveva a prescindere dal documento che aveva sottoscritto o meno
Io, col tempo, ho anche accettato l’idea che magari, trattandosi di soldi investiti nella casa familiare intestata a nostro figlio, non fosse corretto ragionare come se fossimo due estranei che fanno i conti col centesimo.

Però, mi dirai, allora quella firma che senso aveva?
Perché nel momento in cui sottoscrivi un documento in cui riconosci un debito, stai comunque dando la tua parola su qualcosa che, in quel momento, ritieni giusto e dovuto.
Poi però succede che, quando conviene, ci si trincera dietro il cavillo: 'no, in realtà non te li devo, erano spese per la casa'.
Ed è lì che capisci che per certa gente l’onore semplicemente non esiste.
Esiste soltanto ciò che fa comodo in quel momento.

Ed è anche per questo che, a un certo punto, ho distrutto quella prova: non per negare ciò che era successo, ma perché volevo liberarmi mentalmente e psicologicamente da quel legame e da quella dinamica.

Ho creato un distacco anche rinunciando, di fatto, a un credito che oltretutto - bada bene - sarebbe stato difficile da esigere concretamente.
 
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