Non ci parlare. Scopatelo e basta.
Qualunque sia il rapporto tra lo storytelling che il tipo ha in testa e quello che fa o dice, il problema non è la contraddizione. Qui sopra troverai un sacco di rincoglioniti pronti a trattare la faccenda come una roba da bianco o nero: o sei monogamo con la corazza o sei un traditore che si racconta stronzate per approfittarsi di te e farti calare la mutanda.
Non funziona così.
Io ci sono passato: ho fatto l’amante quante volte vuoi, e ho anche tradito. La vita reale non gira con le etichette appiccicate bene sul barattolo. Ognuno di noi vive per anni dentro una certa immagine di sé, poi succede qualcosa — o qualcuno — che all’improvviso ti fa stare miracolosamente bene. E non dico miracolosamente per qualche motivo mistico: sicuramente farai i migliori pompini dall’Antartide in giù, ma non sto parlando solo di sesso. Però siamo maschi, pensare che i sentimenti da soli siano un grimaldello logico concettuale mi sembra un po' eccessivo come aspettativa, quindi ragioniamo come se il sesso fosse la parte principale.
Però quello che si sblocca col sesso di solito è proprio quella cosa lì: provi sentimenti per due persone, provi attrazione per due persone, scopi con due persone, e stai benissimo. Non devastato. Non confuso come nei romanzi da due euro. Benissimo, in pace col mondo.
A quel punto però devi riconciliare quello che senti con quello che ti hanno insegnato che dovresti sentire. E lì partono le cazzate: poliamore, società ideale, monogamia come costrutto sociale, libertà affettiva, tutte le etichette che servono a rendere presentabile una verità più semplice e molto meno elegante.
La monogamia è un costrutto sociale che buona parte degli infelici del mondo prende così com’è e si modifica per stare dentro lo schema. Altri, più onestamente o più goffamente, provano ad adattare lo schema monogamico a quello che sentono davvero. E nel mezzo ci sono milioni di persone che scoprono, spesso con il cazzo già fuori o le mutande già a terra, che forse si può essere presi da due persone contemporaneamente senza che cada il cielo.
Probabilmente quello che il tuo amante ha scoperto in mezzo alle tue chiappe è più profondo del semplice fatto che lo fai schizzare. Ha scoperto che può stare bene con te e continuare a stare dentro un’altra storia. Ha scoperto che il corpo e la testa non obbediscono sempre alla stessa tessera morale. Poi però la sua parte razionale deve tornare a casa, guardarsi allo specchio, fare i conti con quello che gli hanno spiegato essere giusto, e quindi partorisce queste perle di saggezza per non sentirsi semplicemente uno che tradisce.
Tu, però, stattene fuori.
Prenditi il bello e non caricarti responsabilità che non sono tue. L’amante funziona solo se resta quella che porta aria, sangue, sorriso, letto, leggerezza, e se ne va quando il bello non torna più indietro. Nel momento in cui cominci a fare da analista, da giudice, da confessore o da centro di rieducazione sentimentale, sei fottuta.
Perché tu sei quella che gioca da sola. Lui poi torna a casa, nel bene o nel male. Tu invece ti becchi le solitudini infami, i vuoti, le domeniche storte, il telefono muto, il pezzo di vita che non puoi pretendere.
E allora sì: sii egoista. Prendi il buono che l’egoismo ti dà e non metterti a fare la crocerossina della sua coerenza.
Altrimenti ti fai male.