mi accorgo solo adesso che

Brunetta

Utente di lunga data
Un mio amico di estrema sinistra mi disse anni fa che i più razzisti sono sempre gli immigrati. E lo era anche lui.
Perché sono quelli che sanno cosa possono perdere più di tutti.
Ma siamo noi che li vediamo compatti perché diversi. Come se fossero uguali Al Capone e Frank Capra.
Noi italiani siamo molto diversi tra noi, indipendentemente dalla origini della famiglia, e a me personalmente irrita moltissimo la rappresentazione che fanno di noi gli americani o i registi italiani che poi vengono premiati.
Figuriamoci come possiamo avere una idea realisticamente articolata degli stranieri.
Principalmente vorremmo vederli il più possibile simili a noi, ma proprio noi, alla nostra identità personale e della nostra famiglia. Così ci sembrerebbero giusti.
Ma anche tra gli stranieri c’è giustamente di tutto.
 

danny

Utente di lunga data
Ma siamo noi che li vediamo compatti perché diversi. Come se fossero uguali Al Capone e Frank Capra.
Noi italiani siamo molto diversi tra noi, indipendentemente dalla origini della famiglia, e a me personalmente irrita moltissimo la rappresentazione che fanno di noi gli americani o i registi italiani che poi vengono premiati.
Figuriamoci come possiamo avere una idea realisticamente articolata degli stranieri.
Principalmente vorremmo vederli il più possibile simili a noi, ma proprio noi, alla nostra identità personale e della nostra famiglia. Così ci sembrerebbero giusti.
Ma anche tra gli stranieri c’è giustamente di tutto.
Non esistono stranieri compatti, la definizione di extracomunitari non rappresenta alcun gruppo omogeneo.
Come ho detto prima, anche tra musulmani vi sono distanze che in alcuni casi arrivano all'odio, così come tra neri, da noi classificati esclusivamente per il colore della pelle, ma in realtà ci sono differenze e contrasti anche tra nigeriani, come tra paesi francofoni e anglofoni dell'Africa, o tra eritrei o etiopi (un'amica di mai figlia è eritrea), guai poi a chiamare nero o di colore un qualsiasi nordafricano, poiché vi è profonda disistima che arriva al razzismo e all'odio dei nordafricani verso qualsiasi nero. Ricordo in Grecia anni fa che chiesi a dei macedoni che avevo conosciuto se si riferivano allo stato di Skopjie e loro, erano ragazzi, si incazzarono molto (noi italiani non comprendiamo il nazionalismo, è uscito proprio dalla nostra orbita), guai ad accostare un greco a un turco (lo si vede anche nel film mediterraneo) o a uno slavo. Gli albanesi sono discendenti degli illiri, guai a classificarli tra gli slavi, ma soprattutto gran parte degli immigrati odia i musulmani, considerati la feccia dai sudamericani, ma anche lì attenzione, perché un brasiliano, come la nostra amica, avrà una pessima opinione di una donna colombiana, mentre noi fatichiamo a collocare la Colombia rispetto al Venezuela. E soprattutto romeni e albanesi non sono uguali e un egiziano non si deve chiamare marocchino perché si incazza e ti sputa addosso, se può. Una torre di Babele, insomma.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non esistono stranieri compatti, la definizione di extracomunitari non rappresenta alcun gruppo omogeneo.
Come ho detto prima, anche tra musulmani vi sono distanze che in alcuni casi arrivano all'odio, così come tra neri, da noi classificati esclusivamente per il colore della pelle, ma in realtà ci sono differenze e contrasti anche tra nigeriani, come tra paesi francofoni e anglofoni dell'Africa, o tra eritrei o etiopi (un'amica di mai figlia è eritrea), guai poi a chiamare nero o di colore un qualsiasi nordafricano, poiché vi è profonda disistima che arriva al razzismo e all'odio dei nordafricani verso qualsiasi nero. Ricordo in Grecia anni fa che chiesi a dei macedoni che avevo conosciuto se si riferivano allo stato di Skopjie e loro, erano ragazzi, si incazzarono molto (noi italiani non comprendiamo il nazionalismo, è uscito proprio dalla nostra orbita), guai ad accostare un greco a un turco (lo si vede anche nel film mediterraneo) o a uno slavo. Gli albanesi sono discendenti degli illiri, guai a classificarli tra gli slavi, ma soprattutto gran parte degli immigrati odia i musulmani, considerati la feccia dai sudamericani, ma anche lì attenzione, perché un brasiliano, come la nostra amica, avrà una pessima opinione di una donna colombiana, mentre noi fatichiamo a collocare la Colombia rispetto al Venezuela. E soprattutto romeni e albanesi non sono uguali e un egiziano non si deve chiamare marocchino perché si incazza e ti sputa addosso, se può. Una torre di Babele, insomma.
Hai sbagliato?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non esistono stranieri compatti, la definizione di extracomunitari non rappresenta alcun gruppo omogeneo.
Come ho detto prima, anche tra musulmani vi sono distanze che in alcuni casi arrivano all'odio, così come tra neri, da noi classificati esclusivamente per il colore della pelle, ma in realtà ci sono differenze e contrasti anche tra nigeriani, come tra paesi francofoni e anglofoni dell'Africa, o tra eritrei o etiopi (un'amica di mai figlia è eritrea), guai poi a chiamare nero o di colore un qualsiasi nordafricano, poiché vi è profonda disistima che arriva al razzismo e all'odio dei nordafricani verso qualsiasi nero. Ricordo in Grecia anni fa che chiesi a dei macedoni che avevo conosciuto se si riferivano allo stato di Skopjie e loro, erano ragazzi, si incazzarono molto (noi italiani non comprendiamo il nazionalismo, è uscito proprio dalla nostra orbita), guai ad accostare un greco a un turco (lo si vede anche nel film mediterraneo) o a uno slavo. Gli albanesi sono discendenti degli illiri, guai a classificarli tra gli slavi, ma soprattutto gran parte degli immigrati odia i musulmani, considerati la feccia dai sudamericani, ma anche lì attenzione, perché un brasiliano, come la nostra amica, avrà una pessima opinione di una donna colombiana, mentre noi fatichiamo a collocare la Colombia rispetto al Venezuela. E soprattutto romeni e albanesi non sono uguali e un egiziano non si deve chiamare marocchino perché si incazza e ti sputa addosso, se può. Una torre di Babele, insomma.
Appunto.
Per questo definendoli tendiamo a definire solo noi stessi, con la stessa superficialità e presunzione di chi ci considera “italiani“, quelli del dolce far niente 😡 o a chi definisce “i milanesi“ o “i napoletani“ o “i romani.”
 

hammer

Utente di lunga data
Però, ad onore del vero, devo dire che noi siciliani non abbiamo mai fatto pesare a nessuno la nostra superiorità in tutti i campi: artistico, culturale, imprenditoriale, criminale, ecc.
Siamo un popolo umile, semplice, modesto, accogliente.
Oggi, grazie alla nostra presenza imprenditoriale e al nostro decisivo supporto finanziario la Lombardia può essere considerata la locomotiva economica del paese.

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hammer

Utente di lunga data
Ma siamo noi che li vediamo compatti perché diversi. Come se fossero uguali Al Capone e Frank Capra.
Noi italiani siamo molto diversi tra noi, indipendentemente dalla origini della famiglia, e a me personalmente irrita moltissimo la rappresentazione che fanno di noi gli americani o i registi italiani che poi vengono premiati.
Figuriamoci come possiamo avere una idea realisticamente articolata degli stranieri.
Principalmente vorremmo vederli il più possibile simili a noi, ma proprio noi, alla nostra identità personale e della nostra famiglia. Così ci sembrerebbero giusti.
Ma anche tra gli stranieri c’è giustamente di tutto.
Eppure siamo uno dei popoli più omogenei d'Europa.
Niente a che vedere con Spagna, Germania, Francia per non parlare del Regno Unito.
Uno dei cognomi più diffusi in Sicilia è "Lombardo".
Bisognerà vedere se nei prossimi decenni questa omogeneità che è, oltre che biologica, anche culturale e religiosa resisterà alle ondate migratorie provenienti da altri continenti e da altre culture con religioni molto diverse.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Eppure siamo uno dei popoli più omogenei d'Europa.
Niente a che vedere con Spagna, Germania, Francia per non parlare del Regno Unito.
Uno dei cognomi più diffusi in Sicilia è "Lombardo".
Bisognerà vedere se nei prossimi decenni questa omogeneità che è, oltre che biologica, anche culturale e religiosa resisterà alle ondate migratorie provenienti da altri continenti e da altre culture con religioni molto diverse.
Ma se siamo stati terra di conquista e scorribande da secoli!
Anche fisicamente si vede ancora oggi con tipi bruni e biondi ovunque.
 

hammer

Utente di lunga data
Ma se siamo stati terra di conquista e scorribande da secoli!
Anche fisicamente si vede ancora oggi con tipi bruni e biondi ovunque.
Abbiamo comunque alla base la comune identità greco-romana, siamo tutti cittadini discendenti dall'Impero Romano.
La Spagna è divisa tra castigliani, baschi e catalani: addirittura lingue diverse. In Germania prussiani (tedeschi ex DDR) e bavaresi sono diversissimi e hanno anche religioni diverse (protestanti-cattolici), in Francia hanno calcolato entro quanti anni la Repubblica Francese diventerà uno stato islamico, nel Regno Unito scozzesi, gallesi, irlandesi e inglesi (normanno-anglosassoni) sono letteralmente popoli dal diverso DNA.
 

danny

Utente di lunga data
Appunto.
Per questo definendoli tendiamo a definire solo noi stessi, con la stessa superficialità e presunzione di chi ci considera “italiani“, quelli del dolce far niente 😡 o a chi definisce “i milanesi“ o “i napoletani“ o “i romani.”
Perdonami, siamo italiani.
Di qualsiasi regione, ma siamo italiani, con una storia Comune, una lingua, una cultura.
Lo eravamo sotto gli Spagnoli e pure sotto gli Austriaci e tutti gli altri dominatori.
Vivere invece in una torre di Babele come in certi quartieri non è difficile, è estenuante.
Perché non sei da nessuna parte del mondo reale. Incontri gente che non parla la tua lingua e che non vuole avere alcun tipo di relazione o rapporto con te e che un molti casi arriva anche a odiarti.
Ieri sera a mezzanotte ero alla metro di San Donato.
Mi è venuto in mente The walking dead.
Col mio cappotto sono passato nascondendomi e sperando solo di non beccarmi una coltellata prima di arrivare all'auto.
Questa non è immigrazione economica, questa è esportazione di feccia umana.
Persone che ti creano più problemi che altro e che lo stato non sa gestire in alcun modo.
 
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Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Abbiamo comunque alla base la comune identità greco-romana, siamo tutti cittadini discendenti dall'Impero Romano.
La Spagna è divisa tra castigliani, baschi e catalani: addirittura lingue diverse. In Germania prussiani (tedeschi ex DDR) e bavaresi sono diversissimi e hanno anche religioni diverse (protestanti-cattolici), in Francia hanno calcolato entro quanti anni la Repubblica Francese diventerà uno stato islamico, nel Regno Unito scozzesi, gallesi, irlandesi e inglesi (normanno-anglosassoni) sono letteralmente popoli dal diverso DNA.
Non ho detto che gli altri paesi non abbiano ugualmente differenze.
In Storia si dedicano mesi alla formazione delle nazioni. Magari si fa male. Ma pensare che la nostra nazione, formatasi da poco, sia più unita di altre, mi pare curioso.
 

danny

Utente di lunga data
Abbiamo comunque alla base la comune identità greco-romana, siamo tutti cittadini discendenti dall'Impero Romano.
La Spagna è divisa tra castigliani, baschi e catalani: addirittura lingue diverse. In Germania prussiani (tedeschi ex DDR) e bavaresi sono diversissimi e hanno anche religioni diverse (protestanti-cattolici), in Francia hanno calcolato entro quanti anni la Repubblica Francese diventerà uno stato islamico, nel Regno Unito scozzesi, gallesi, irlandesi e inglesi (normanno-anglosassoni) sono letteralmente popoli dal diverso DNA.
In Spagna si ammazzano addirittura per la differente origine.
In questo noi italiani siamo davvero molto più compatti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Perdonami, siamo italiani.
Di qualsiasi regione, ma siamo italiani, con una storia Comune, una lingua, una cultura.
Vivere invece in una torre di Babele come in certi quartieri non è difficile, è estenuante.
Perché non sei da nessuna parte del mondo reale. Incontri gente che non parla la tua lingua e che non vuole avere alcun tipo di relazione o rapporto con te e che un molti casi arriva anche a odiarti.
Ieri sera a mezzanotte ero alla metro di San Donato.
Mi è venuto in mente The walking dead.
Col mio cappotto sono passato nascondendomi e sperando solo di non beccarmi una coltellata prima di arrivare all'auto.
Questa non è immigrazione economica, questa è esportazione di feccia umana.
Persone che ti creano più problemi che altro e che lo stato non sa gestire in alcun modo.
Questa è la tua percezione.
Sia rispetto alla nostra identità, sia rispetto alla contrapposizione con altre persone provenienti da altre parti, che sono probabilmente altrettanto differenziati al loro interno.
Poi io non nego l’identità italiana ma è più una nuvola vagheggiata che una realtà culturale presente.
L’ignoranza che in altri momenti ci irrita, è diffusa.
Non bastano gli spaghetti.
 

danny

Utente di lunga data
Questa è la tua percezione.
Sia rispetto alla nostra identità, sia rispetto alla contrapposizione con altre persone provenienti da altre parti, che sono probabilmente altrettanto differenziati al loro interno.
Poi io non nego l’identità italiana ma è più una nuvola vagheggiata che una realtà culturale presente.
L’ignoranza che in altri momenti ci irrita, è diffusa.
Non bastano gli spaghetti.
La mia percezione è molto diffusa e quasi l'unica in chi ancora vive nei quartieri ghetto.
Condivisa anche da chi è riuscito a scappare prima e da chi non ci metterebbe mai piede.
Tu vivi al di fuori, non puoi capire.
Io ho visto mia figlia crescere quasi esclusivamente tra stranieri.
Ma il suo ragazzo è italiano non per niente.
La comune identità è ciò che tiene uniti gli stati.
Senza di questa, partono le disgregazioni, le guerre, la violenza.
Pensa solo alla recente storia europea al di là dell'Adriatico.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La mia percezione è molto diffusa e quasi l'unica in chi ancora vive nei quartieri ghetto.
Condivisa anche da chi è riuscito a scappare prima e da chi non ci metterebbe mai piede.
Tu vivi al di fuori, non puoi capire.
Io ho visto mia figlia crescere quasi esclusivamente tra stranieri.
Ma il suo ragazzo è italiano non per niente.
Sono stranieri se li vedi come stranieri.
E, ti prego, smettila di dire che non so nulla di stranieri, perché sai che non è vero.
Ti piace pensarlo perché non sento la minaccia che senti tu.
 

danny

Utente di lunga data
Sono stranieri se li vedi come stranieri.
E, ti prego, smettila di dire che non so nulla di stranieri, perché sai che non è vero.
Ti piace pensarlo perché non sento la minaccia che senti tu.
Non ci vivi accanto, li hai conosciuti per motivi professionali in un ruolo ben definito e distante.
Sono stranieri perché LORO si definiscono non italiani.
Un amica di mia figlia è eritrea, non italiana.
Un'altra è' egiziana, non italiana.
Un 'altra è albanese, non italiana, mia figlia ha avuto un fidanzato colombiano e andava a ballare con un ragazzo del Mali che poi è morto in auto a Rimini.
Non per un incidente.
E un altro ancora colombiano.
Abbiamo un'amica che si definisce brasiliana, mio padre sta con un'ucraina, è stato con una cinese, una messicana, una filippina, una thailandese.
Un'altra amica che è russa. Ho avuto un'amica tunisisina e vicini di casa peruviani, nigeriani.
Nessuna di questa e altre persone si è mai definita italiana. sei solo tu che non cogli la differenza.
E' un'offesa per la loro cultura metterci davanti l'adesivo di "nuovi italiani" o non cogliere la loro identità culturale, come fossero inferiori.
Sono stranieri e orgogliosi di esserlo.
Che poi debbano rispettare le leggi italiane e parlare la nostra lingua, è ovviamente necessario se vuoi trovare almeno un punto in comune..
Ma sono e saranno sempre diversi culturalmente, ed è giusto così, esattamente come negli USA dove ci sono ancora corpi separati.
L'unica possibilità che hai di creare nuovi italiani è di fare sposare italiani con stranieri e creare figli cresciuti in Italia,-
Ma se mantieni comunità isolate avrai sempre e solo stranieri, con la loro cultura ben distinta e non integrabile.
L'unica vera forma di mescolanza culturale sono i matrimoni misti.
Posso io sposare una musulmana?
 

hammer

Utente di lunga data
Non ho detto che gli altri paesi non abbiano ugualmente differenze.
In Storia si dedicano mesi alla formazione delle nazioni. Magari si fa male. Ma pensare che la nostra nazione, formatasi da poco, sia più unita di altre, mi pare curioso.
Non lo è. L'unità politica è una cosa, l'omogeneità culturale e anche genetica è ben altro. In Corsica sono francesi ma si sentono fortemente e culturalmente italiani. Si battono per la difesa della lingua corsa. Stessa cosa per il Canton Ticino, il quale rappresenta l'italianità nella confederazione svizzera. Per non parlare degli italiani in Argentina, Brasile, Australia ecc. i quali certamente non si dividono tra loro per origine regionale.
 
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