E ritieni che questo sia "avere potere"?
E' solo un ricatto.
Lo fanno anche i più deboli.
Mi inchino alla vita di quelle donne che sanno comprendere ed accogliere la fragilità di un uomo spaventato dal femminile risvegliato che manifesta il suo potere liberamente.
Mi inchino alla vita di quelle donne che sanno rimanere nel cuore, senza fare del loro potere uno strumento di prevaricazione sul maschile.
Mi inchino alla vita di quelle donne che percorrono e riconoscono le vie del cuore e le usano per curare se stesse, gli altri ed intere generazioni con l’amore.
Mi inchino alla vita di quelle donne che non usano la sessualità e il proprio corpo come arma di ricatto ma che credono realmente in una responsabilità condivisa.
Mi inchino alla vita di quelle donne che esplorano il piacere attraverso la sacralità più profonda e che attraverso essa sanno condurre il maschile oltre le apparenze manifeste, nei mondi invisibili e sublimi del sentire.
Mi inchino alla vita di quelle donne che credono nel dono di se stesse, che non vivono il sesso come un fine, ma come un cammino verso l’amore puro; capaci di insegnare all’uomo come percorrere i sentieri che l’universo ha tracciato sui loro corpi, per poter vivere i segreti della vita.
Mi inchino alla vita di quelle donne che sanno davvero accogliere, che conoscono la dolcezza e la dedizione, che si lasciano amare senza paura di mostrarsi streghe, madri, vergini, incantatrici, guerriere, sognatrici, cacciatrici, esploratrici; che guidano l’uomo alla scoperta della ciclicità della vita, che non hanno paura del loro sangue.
Mi inchino alla vita di quelle donne che sanno ancora unirsi nello spirito di sorellanza, in danze sacre che guariscono il dolore del mondo e dei suoi figli.
Mi inchino al femminile che si fa cura. Mi inchini al femminile che si fa compassione. Mi inchino al femminile che si fa amore.
Daniel Lumera