Libero sfogo

Foglia

utente viva e vegeta
No, non hai parlato di paura, ne tantomeno di rappresaglie.

Spiegami allora da dove nasce quella remora che ti ha trattenuto dall'informarla di questo tuo sfogo. E se si tratta di uno sfogo, dove risiede la costrizione?
Cosa ci fai qui?

Con molta probabilità sarai sincero anche su questo, troverai il modo di dirglielo. Ma resta il fatto che la spinta iniziale suggerisce tutt'altro.
Boh.
Ma sta cosa proprio non la capisco.
Il fatto che uno "tenga" spazi per sé vs il dovere raccontare proprio tutto e sentirsi in colpa a non farlo.
Se uno viene in un posto a raccontare un disagio comunque GIÀ NOTO al partner (se Eulero le avesse lasciato a intendere che tutto va bene così sarebbe senz'altro diverso), che bisogno ha di dirglielo? Per di più laddove e' fatto in forma anonima.
A me pare un meccanismo assai distorto.
 

spleen

utente ?
Boh. Ma sta cosa proprio non la capisco. Il fatto che uno "tenga" spazi per sé vs il dovere raccontare proprio tutto e sentirsi in colpa a non farlo. Se uno viene in un posto a raccontare un disagio comunque GIÀ NOTO al partner (se Eulero le avesse lasciato a intendere che tutto va bene così sarebbe senz'altro diverso), che bisogno ha di dirglielo? Per di più laddove e' fatto in forma anonima. A me pare un meccanismo assai distorto.
Anche a me. Dò per scontato il fatto che sia impossibile avere una "comunione" perfetta con qualsiasi parthner e sarebbe anche utopico pensarlo. ( Se ci si pensa bene ciascuno ha qualcosa di non raccontato, qualcosa di omesso, qualcosa di personalissimo). Quello che conta è la consivisione degli aspetti essenziali del rapporto, l' onestà su questi, su queste intenzioni.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Anche a me. Dò per scontato il fatto che sia impossibile avere una "comunione" perfetta con qualsiasi parthner e sarebbe anche utopico pensarlo. ( Se ci si pensa bene ciascuno ha qualcosa di non raccontato, qualcosa di omesso, qualcosa di personalissimo). Quello che conta è la consivisione degli aspetti essenziali del rapporto, l' onestà su questi, su queste intenzioni.
Il problema è che l'onestà in questo rapporto e' diventata una sorta di vessillo in nome del quale pare che se lei condivide la sua promiscuità, a maggior ragione lui deve condividere non solo ogni suo pensiero, ma anche gli interlocutori.
E' pericolosa questa cosa. E' pericolosa perché questo comportamento che lui percepisce come doveroso, come segno di intimità dovuta, di fatto lo porta a chiudersi in quel sistema. E io col cavolo che mi chiuderei. Anzi. Cercherei più confronti esterni possibili senza che lei possa metterci becco.
 

spleen

utente ?
Il problema è che l'onestà in questo rapporto e' diventata una sorta di vessillo in nome del quale pare che se lei condivide la sua promiscuità, a maggior ragione lui deve condividere non solo ogni suo pensiero, ma anche gli interlocutori. E' pericolosa questa cosa. E' pericolosa perché questo comportamento che lui percepisce come doveroso, come segno di intimità dovuta, di fatto lo porta a chiudersi in quel sistema. E io col cavolo che mi chiuderei. Anzi. Cercherei più confronti esterni possibili senza che lei possa metterci becco.
Quoto con furore. Probabilmente le righe più azzeccate che ho letto su questo thread.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Boh.
Ma sta cosa proprio non la capisco.
Il fatto che uno "tenga" spazi per sé vs il dovere raccontare proprio tutto e sentirsi in colpa a non farlo.
Se uno viene in un posto a raccontare un disagio comunque GIÀ NOTO al partner (se Eulero le avesse lasciato a intendere che tutto va bene così sarebbe senz'altro diverso), che bisogno ha di dirglielo? Per di più laddove e' fatto in forma anonima.
A me pare un meccanismo assai distorto.
Io credo che un conto sia la "notizia" (es. Sono entrato in un forum che si chiama XY e ho assunto il Nick di Z per confrontarmi con altri circa questo disagio già noto.. )

Altro conto sia il "movimento intimo" che mi ha spinto a andare (da qualche parte) a confrontarmi con questo disagio ..

Magari con la speranza sottaciuta (altro motivo intimo) di trovare una due persone (magari di sesso femminile e speriamo bòne come il pane) con cui sviluppare un dialogo privato ancora più intimo

Ecco.. io credo che nel primo caso (la notizia) si può tacere serenamente i dettagli

Nel secondo caso (il moto intimo che mi spinge a..) questo è un qualcosa che, se tolto dallo spazio di coppia, necessita di una spiegazione (intima) ben più adeguata di un banale "beh ognuno ha i suoi spazi privati, si sa ..."
 

Foglia

utente viva e vegeta
Io credo che un conto sia la "notizia" (es. Sono entrato in un forum che si chiama XY e ho assunto il Nick di Z per confrontarmi con altri circa questo disagio già noto.. )

Altro conto sia il "movimento intimo" che mi ha spinto a andare (da qualche parte) a confrontarmi con questo disagio ..

Magari con la speranza sottaciuta (altro motivo intimo) di trovare una due persone (magari di sesso femminile e speriamo bòne come il pane) con cui sviluppare un dialogo privato ancora più intimo

Ecco.. io credo che nel primo caso (la notizia) si può tacere serenamente i dettagli

Nel secondo caso (il moto intimo che mi spinge a..) questo è un qualcosa che, se tolto dallo spazio di coppia, necessita di una spiegazione (intima) ben più adeguata di un banale "beh ognuno ha i suoi spazi privati, si sa ..."
Mi pare che si sia presentato con l'intento di uno "sfogo". Per il resto credo che questo sia un posto come un altro. Con il plus che le conoscenze "intime" le puoi fare anche in palestra, al lavoro, per ogni dove. E che se hai quel "moto", non è che lo hai solo qui. Quindi quale sarebbe il fulcro da condividere? Anche perché una cosa (il confronto) non esclude l'altra (l'occasione di conoscenza intima che giustamente come dici tu non e' che "capita" così a caso). Ma dubito che sia circoscritta a un forum. Quindi in ogni caso, che senso ha chiudersi? Onestà per onestà, non c'è bisogno di "dire posti" per esplicitare una intenzione. A livello di intenzione, appunto. Che se poi conoscesse quella o quelle buone come il pane con cui intimizzare, e lo facesse qui dentro, ad un certo punto valuterà. Ma a livello di intenzione, davvero dovrebbe svelare il posto, o l'intenzione e' intenzione ovunque, sicché a parlarne il posto e' irrilevante?
Cioè: "mi iscritto qui per...", oppure "vado nel mio mondo in giro ad annusare"? :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi pare che si sia presentato con l'intento di uno "sfogo". Per il resto credo che questo sia un posto come un altro. Con il plus che le conoscenze "intime" le puoi fare anche in palestra, al lavoro, per ogni dove. E che se hai quel "moto", non è che lo hai solo qui. Quindi quale sarebbe il fulcro da condividere? Anche perché una cosa (il confronto) non esclude l'altra (l'occasione di conoscenza intima che giustamente come dici tu non e' che "capita" così a caso). Ma dubito che sia circoscritta a un forum. Quindi in ogni caso, che senso ha chiudersi? Onestà per onestà, non c'è bisogno di "dire posti" per esplicitare una intenzione. A livello di intenzione, appunto. Che se poi conoscesse quella o quelle buone come il pane con cui intimizzare, e lo facesse qui dentro, ad un certo punto valuterà. Ma a livello di intenzione, davvero dovrebbe svelare il posto, o l'intenzione e' intenzione ovunque, sicché a parlarne il posto e' irrilevante?
Cioè: "mi iscritto qui per...", oppure "vado nel mio mondo in giro ad annusare"? :)
Hai detto tutto molto bene.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Mi pare che si sia presentato con l'intento di uno "sfogo". Per il resto credo che questo sia un posto come un altro. Con il plus che le conoscenze "intime" le puoi fare anche in palestra, al lavoro, per ogni dove. E che se hai quel "moto", non è che lo hai solo qui. Quindi quale sarebbe il fulcro da condividere? Anche perché una cosa (il confronto) non esclude l'altra (l'occasione di conoscenza intima che giustamente come dici tu non e' che "capita" così a caso). Ma dubito che sia circoscritta a un forum. Quindi in ogni caso, che senso ha chiudersi? Onestà per onestà, non c'è bisogno di "dire posti" per esplicitare una intenzione. A livello di intenzione, appunto. Che se poi conoscesse quella o quelle buone come il pane con cui intimizzare, e lo facesse qui dentro, ad un certo punto valuterà. Ma a livello di intenzione, davvero dovrebbe svelare il posto, o l'intenzione e' intenzione ovunque, sicché a parlarne il posto e' irrilevante?
Cioè: "mi iscritto qui per...", oppure "vado nel mio mondo in giro ad annusare"? :)
Beh l'intenzionalità fa la differenza (taciuta a se stessi o esposta a se stessi)

Se vado in palestra probabilmente l'intenzionalità di superficie è metter un po' a posto il mio fisico

Se poi NELLA palestra trovo spazio per altro, significa che evidentemente c'era anche ALTRO ma non c'era intenzionalità

Se mi iscrivo qui (esempio) la intenzionalità non è aumentare la.mia motilità delle dita (credo)

Il fulcro da condividere secondo me dipende dalla intenzionalità di esporlo a se stessi oppure no

Si può pure liquidare, come già detto, con il generico "ognuno ha i suoi spazi" e il cerchio si chiude.

Io quando sono entrato qui avevo una precisa intenzionalità, ad esempio

Che nasceva dalla constatazione (giusta o sbagliata che fosse) che parlare di certi temi a un certo livello era una cosa preclusa nel mio spazio di coppia. (Sessualità, intimità, etc .)

E avevo desiderio di parlarne.

Io ad esempio non ho detto a mia moglie: io ho DESIDERIO di parlare a certi livelli di certi argomenti, qui non c'è spazio, e quindi il mio DESIDERIO mi sta muovendo alla ricerca di spazi.

E anche questo "negare" prima ancora che la notizia (mi sono iscritto al sito X per parlare di Y) , ma negare il "moto" che ha guidato la mia scelta, è stata assolutamente una decisione intenzionale

Evidentemente il nostro amico "sente" che ha in qualche modo bisogno di comunicare questo "moto" alla compagna

Se sia cosa buona e giusta, sana o insana, questo.. beh.. la pellaccia è sua, mica mia o tua :)

Ognuno sceglie da sé e per se
 

Foglia

utente viva e vegeta
Beh l'intenzionalità fa la differenza (taciuta a se stessi o esposta a se stessi)

Se vado in palestra probabilmente l'intenzionalità di superficie è metter un po' a posto il mio fisico

Se poi NELLA palestra trovo spazio per altro, significa che evidentemente c'era anche ALTRO ma non c'era intenzionalità

Se mi iscrivo qui (esempio) la intenzionalità non è aumentare la.mia motilità delle dita (credo)

Il fulcro da condividere secondo me dipende dalla intenzionalità di esporlo a se stessi oppure no

Si può pure liquidare, come già detto, con il generico "ognuno ha i suoi spazi" e il cerchio si chiude.

Io quando sono entrato qui avevo una precisa intenzionalità, ad esempio

Che nasceva dalla constatazione (giusta o sbagliata che fosse) che parlare di certi temi a un certo livello era una cosa preclusa nel mio spazio di coppia. (Sessualità, intimità, etc .)

E avevo desiderio di parlarne.

Io ad esempio non ho detto a mia moglie: io ho DESIDERIO di parlare a certi livelli di certi argomenti, qui non c'è spazio, e quindi il mio DESIDERIO mi sta muovendo alla ricerca di spazi.

E anche questo "negare" prima ancora che la notizia (mi sono iscritto al sito X per parlare di Y) , ma negare il "moto" che ha guidato la mia scelta, è stata assolutamente una decisione intenzionale

Evidentemente il nostro amico "sente" che ha in qualche modo bisogno di comunicare questo "moto" alla compagna

Se sia cosa buona e giusta, sana o insana, questo.. beh.. la pellaccia è sua, mica mia o tua :)

Ognuno sceglie da sé e per se
Ma è un problema tuo, se le hai taciuto la incomunicabilità. Peraltro capisco che se vieni qui a parlare di te e porti le tue esperienze, magari su talune devi tacere :cool:
A lui sino ad ora mi pare che manchi la componente "da nascondere". Non so se è chiaro. Tu hai uno spazio tuo che non condividi NON SOLTANTO PERCHÉ in casa non c'è spazio per parlare di un tale argomento a certi livelli. Ma perché (non giriamoci intorno) sono livelli che muovono da fatti che tieni nascosti. E ora: che tu li tenga nascosti "perché a casa non se ne può parlare" mi pare al contempo una verità e una forzatura. Cioè: tu puoi parlarne. Poi lo sguardo dell'altro può modificare certi equilibri.
Eulero e' qui a confrontarsi su questioni sulle quali si è confrontato con la compagna: il "livello" lo fa il ruolo per così dire attivo di lei. Se si confrontasse con lo scopo di "andare via", o evadere pure lui, lo farebbe qui come in palestra (dove generalmente si cucca assai più che qui, ma questa è una mia valutazione). Quindi? Può benissimo essere che il confronto qui gli faccia nascere un "moto", oppure che lui lo abbia già. Che centra il posto? Anche io ho taciuto sempre del forum, ne' potevo parlare con mio marito agli stessi "livelli", dei problemi che c'erano. E anzi, sapendo che si sarebbe incazzato tantissimo. Ma perché? Perché potevo conoscerne uno bono? O perché ascoltavo pareri terzi? :) Poteva capitare anche la prima eh. Ma sono sicura che sarebbe stato il secondo dei suoi problemi. Tu non hai un rapporto disfunzionale. Tu hai un rapporto funzionale aggiustato alla tua maniera. Lui percepisce la disfunzionalità, e da quella se parli solo con l'altro elemento (disfunzionale tanto quanto te) non ne esci. Garantito al 100%. Che sia parlarne qui, o in palestra, o al circolo delle bocce... Cosa cambia?
 

Marjanna

Utente di lunga data
Boh.
Ma sta cosa proprio non la capisco.
Il fatto che uno "tenga" spazi per sé vs il dovere raccontare proprio tutto e sentirsi in colpa a non farlo.
Se uno viene in un posto a raccontare un disagio comunque GIÀ NOTO al partner (se Eulero le avesse lasciato a intendere che tutto va bene così sarebbe senz'altro diverso), che bisogno ha di dirglielo? Per di più laddove e' fatto in forma anonima.
A me pare un meccanismo assai distorto.
Più che altro è che si parla di qualcosa racchiuso nell'intimità tra due persone (non solo quella del letto), e metterlo in un mercato di piazza, pur virtuale, vuol dire far entrare altre voci in quello spazio intimo.
Solo che lo "spazio intimo" nel caso di [MENTION=13192]Eulero[/MENTION] pesa, e lo dice che ne sente il peso di tutto questo.
In linea di massima delle questioni intime se ne parla con pochi fidati, non certo in piazza.

In una situazione normale io non sarei mai e poi mai andata a raccontare dettagli intimi a sconosciuti. Ma non credo neppure tu, nel mentre della convivenza con il tuo ex, andassi a parlare con altri di quello che vivevi in casa, se non con qualcuno di fidato.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Più che altro è che si parla di qualcosa racchiuso nell'intimità tra due persone (non solo quella del letto), e metterlo in un mercato di piazza, pur virtuale, vuol dire far entrare altre voci in quello spazio intimo.
Solo che lo "spazio intimo" nel caso di [MENTION=13192]Eulero[/MENTION] pesa, e lo dice che ne sente il peso di tutto questo.
In linea di massima delle questioni intime se ne parla con pochi fidati, non certo in piazza.

In una situazione normale io non sarei mai e poi mai andata a raccontare dettagli intimi a sconosciuti. Ma non credo neppure tu, nel mentre della convivenza con il tuo ex, andassi a parlare con altri di quello che vivevi in casa, se non con qualcuno di fidato.
Ma il mio errore è stato quello di "tenere chiuso", anche troppo.
Avrei dovuto aprire prima.
I problemi si tengono "in famigghia" (per dirlo alla terrona che rende di più) quando sono, effettivamente, questioni di una coppia che comunque "va". Senza che per andare uno dei due si trovi morto dentro. Perché puoi parlare all'altro finché vuoi, ma quando ci sono certe dinamiche parlare all'altro elemento, e averne risposte, significa morire ancora di più. In questo senso il mettere in piazza e' la migliore soluzione possibile. Farlo con più gente possibile. E (al di là dei singoli punti di vista che necessariamente sono diversi) individuare la direzione di ciò che ti viene detto. Direzione che (guarda un po' caso) a parlarne solo nella coppia ti esce indicata con una freccia opposta.
Su questo rifletti.
Tutte le voci fidate che io avevo intorno... Il mio ex le zittiva. Con quelle che sembravano bonarie e innocenti prese in giro. Con "divieti" a me di essere intima con amici comuni. Con aperte denigrazioni e addirittura litigate, se non poteva evitarlo.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Ma il mio errore è stato quello di "tenere chiuso", anche troppo.
Avrei dovuto aprire prima.
I problemi si tengono "in famigghia" (per dirlo alla terrona che rende di più) quando sono, effettivamente, questioni di una coppia che comunque "va". Senza che per andare uno dei due si trovi morto dentro. Perché puoi parlare all'altro finché vuoi, ma quando ci sono certe dinamiche parlare all'altro elemento, e averne risposte, significa morire ancora di più. In questo senso il mettere in piazza e' la migliore soluzione possibile. Farlo con più gente possibile. E (al di là dei singoli punti di vista che necessariamente sono diversi) individuare la direzione di ciò che ti viene detto. Direzione che (guarda un po' caso) a parlarne solo nella coppia ti esce indicata con una freccia opposta.
Su questo rifletti.
Tutte le voci fidate che io avevo intorno... Il mio ex le zittiva. Con quelle che sembravano bonarie e innocenti prese in giro. Con "divieti" a me di essere intima con amici comuni. Con aperte denigrazioni e addirittura litigate, se non poteva evitarlo.
Infatti a me del racconti di E. mi ha colpito come l'amica non andasse bene, sia mai perchè magari l'amica gli dice "che fai con questa che ogni quarto d'ora corre a farsi scopare dal primo che passa?" (o chissà che altro) invece rimanendo chiusi tra loro ecco l'essere fatti per stare insieme, dove lei è sincera e dove è ormai assodato che con tutta tranquillità possa farsi sbattere da chiunque. Scusate la crudezza ma è quanto ha scritto lui stesso.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Infatti a me del racconti di E. mi ha colpito come l'amica non andasse bene, sia mai perchè magari l'amica gli dice "che fai con questa che ogni quarto d'ora corre a farsi scopare dal primo che passa?" (o chissà che altro) invece rimanendo chiusi tra loro ecco l'essere fatti per stare insieme, dove lei è sincera e dove è ormai assodato che con tutta tranquillità possa farsi sbattere da chiunque. Scusate la crudezza ma è quanto ha scritto lui stesso.
Eh. :up:

Guarda caso l'amica di lui " non va bene".
 

Foglia

utente viva e vegeta
Scusate per queste mie parole.
La mia è una storia che forse inizia con un tradimento.
Ci siamo dichiarati innamorati fin dal primo momento, e fin da subito ce lo siamo detti. Dopo circa un mese lei va a letto con il suo capo, con il quale intratteneva già una relazione (lui era sposato, lei libera).

È lei a dirmelo qualche giorno dopo, ricordandomi che mi aveva avvertito che per lei “la fedeltà non e’ un valore assoluto”.

La storia va comunque avanti, seppur con periodici e pesanti litigi dovuti a questo fatto.

Il punto era che lei rivendicava l’onestà e la correttezza del suo comportamento (mi aveva avvertito) mentre io le ribadivo che, se avesse voluto essere veramente stata onesta e corretta, avrebbe potuto specificare meglio, magari parlandomi di questa relazione e della sua intenzione di non interromperla.

Per questo motivo, dopo circa un anno e mezzo, ci lasciamo.

Dopo tre anni ci rivediamo e ci ritroviamo ancora innamorati l’uno dell’altro, si ricomincia. Lei non sta passando un bel periodo, ha problemi con il suo nuovo lavoro, e questa circostanza ha ripercussioni con il suo stato psicofisico, inoltre deve sottoporsi ad un intervento chirurgico.

Ricominciamo prendendo atto del fatto che siamo fatti per stare insieme, che siamo stati stupidi e orgogliosi, che abbiamo perso tempo.

Una delle prime cose di cui mi parla è che terminata la relazione con me è tornata a letto con il capo. Sembra che provi del rancore o rabbia nei miei confronti, come se attribuisse a me la causa di tutto. Nel frattempo mi parla delle sue frequentazioni durante i tre anni in cui non siamo stati insieme. Ne viene fuori una lista abbastanza lunga, per lo più relazioni di un giorno che non hanno avuto seguito con persone conosciute in siti di incontri. La cosa, forse stupidamente, mi infastidisce.

Durante questi nuovi primi mesi è veramente difficile, ed è difficile anche riuscire a spiegare tutto in poche parole.

C’è la mia ex ed una mia amica che a lei non piacciono. L’amica in particolare, a mio avviso, diventa per lei un’ossessione. Prova antipatia nei suoi confronti e gli attribuisce la causa del fallimento della nostra relazione.

Ci sono una miriade di personaggi improbabili con cui ha a che fare sui social network.

Ci sono i problemi sul lavoro, che lei infila ovunque, e ci sono io che cerco di fargli capire che sta diventando paranoica.

Io, a dargli della pazza, vengo periodicamente messo dalla parte dei cattivi. A causa di questo mi allontana più volte.

L’ultima volta che è successo, il giorno dopo ha iniziato a flirtare con un altro, tre giorni dopo ci va a letto e finisce lì. Due giorni dopo ancora va letto con un’altra persona ancora, un ragazzo di 27 anni conosciuto sul momento, noi ne abbiamo 40. Una settimana più tardi mi cerca di nuovo.

Succedono altre cose ma in estrema sintesi lei si riprende e adesso stiamo di nuovo insieme.

Sento ancora il peso di tutto questo e a volte è veramente difficile.
Comunque:

http://www.vittimedinarcisismo.com/la-donna-narcisista/

Può essere uno spunto.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ma è un problema tuo, se le hai taciuto la incomunicabilità. Peraltro capisco che se vieni qui a parlare di te e porti le tue esperienze, magari su talune devi tacere :cool:
A lui sino ad ora mi pare che manchi la componente "da nascondere". Non so se è chiaro. Tu hai uno spazio tuo che non condividi NON SOLTANTO PERCHÉ in casa non c'è spazio per parlare di un tale argomento a certi livelli. Ma perché (non giriamoci intorno) sono livelli che muovono da fatti che tieni nascosti. E ora: che tu li tenga nascosti "perché a casa non se ne può parlare" mi pare al contempo una verità e una forzatura. Cioè: tu puoi parlarne. Poi lo sguardo dell'altro può modificare certi equilibri.
Eulero e' qui a confrontarsi su questioni sulle quali si è confrontato con la compagna: il "livello" lo fa il ruolo per così dire attivo di lei. Se si confrontasse con lo scopo di "andare via", o evadere pure lui, lo farebbe qui come in palestra (dove generalmente si cucca assai più che qui, ma questa è una mia valutazione). Quindi? Può benissimo essere che il confronto qui gli faccia nascere un "moto", oppure che lui lo abbia già. Che centra il posto? Anche io ho taciuto sempre del forum, ne' potevo parlare con mio marito agli stessi "livelli", dei problemi che c'erano. E anzi, sapendo che si sarebbe incazzato tantissimo. Ma perché? Perché potevo conoscerne uno bono? O perché ascoltavo pareri terzi? :) Poteva capitare anche la prima eh. Ma sono sicura che sarebbe stato il secondo dei suoi problemi. Tu non hai un rapporto disfunzionale. Tu hai un rapporto funzionale aggiustato alla tua maniera. Lui percepisce la disfunzionalità, e da quella se parli solo con l'altro elemento (disfunzionale tanto quanto te) non ne esci. Garantito al 100%. Che sia parlarne qui, o in palestra, o al circolo delle bocce... Cosa cambia?
Capisco cosa intendi.. ma.. tu ti inchiodi ai "fatti"

Ma i "fatti" sono solo lo spunto, perché i fatti passano, ma quel che si smuove dentro resta (e si vede anche qui dopo 32 anni da certi fatti, che ci sono cose rimaste)

Quindi.. il problema non è parlare di fatti

Ma di SE..

Altrimenti chi (come te) non avesse (a certi livelli) dei "fatti" di cui parlare, automaticamente sarebbe inabile anche a parlare di SE

L'importante è parlare di SE in relazione a dove i fatti di vita ci conducono

Non a fare cronaca spiccia

Io non ho mai fatto cronache, se ben ci pensi
 

Foglia

utente viva e vegeta
Capisco cosa intendi.. ma.. tu ti inchiodi ai "fatti"

Ma i "fatti" sono solo lo spunto, perché i fatti passano, ma quel che si smuove dentro resta (e si vede anche qui dopo 32 anni da certi fatti, che ci sono cose rimaste)

Quindi.. il problema non è parlare di fatti

Ma di SE..

Altrimenti chi (come te) non avesse (a certi livelli) dei "fatti" di cui parlare, automaticamente sarebbe inabile anche a parlare di SE

L'importante è parlare di SE in relazione a dove i fatti di vita ci conducono

Non a fare cronaca spiccia

Io non ho mai fatto cronache, se ben ci pensi
Lo so che non hai mai fatto cronache. Ma vedi. Sappiamo più o meno tutti usare anche l'emisfero destro del cervello. Piglio te. Quando parli di TE parli di fatti che ti stanno dietro. Ed è vero che i fatti "vanno" e quel che si smuove dentro resta. Ma resta perché ci sono stati quei fatti. Per questo che dico che alla fine parliamo di quello che abbiamo conosciuto. Leva pure i fatti di cui non fai cronaca. Potresti parlare di quello che ti hanno smosso liberamente a tua moglie? E' solo una questione di livello? O e' questione che quei fatti di cui non fai cronaca alla fine si leggono? E che per motivi ovvi tu sei impossibilitato a parlare di tutto quello che ti ha mosso qualcosa dentro? Non è che i fatti siano qualcosa da cui "schiodare". O che puoi allegramente scindere fatti da esperienza di te, convinto che chi ti vive vicino non sia in grado di collegare TE ai fatti (dove ovviamente li può collegare). Il resto saresti TU che le parleresti di "novità" (per lei) di TE.
Sicuro che sia una questione di "livello", o e' una questione del sistema che hai trovato TU, nel quale non è il livello a inibire, o il contesto (bollette, figlio eccetera), ma è la tua impossibilità a portare quei fatti. Che non basta tacerli perché stiano buoni sotto la cenere.
Tu hai taciuto l'incomunicabilità a certi livelli. Cioè non hai taciuto solo i contenuti, hai omesso (se sbaglio correggimi) a tua moglie CHE DI CERTI ARGOMENTI CON LEI NON RITIENI DI POTER PARLARE. Ma non lo hai fatto per essere "buono". E' la base del sistema con cui hai adattato la funzionalità della tua coppia. Comprensibile. Però bisogna pure vederlo il "tradimento" di fondo :cool:
 

Marjanna

Utente di lunga data
Eh. :up:

Guarda caso l'amica di lui " non va bene".
Comunque visto che per lei “la fedeltà non e’ un valore assoluto” se Eulero ha forse preso poco seriamente questa sua espressione ad inizio relazione ora dovrebbe farne una capo saldo e dirsi: se non mi fossi fatto coinvolgere e avessi avuto chiaro questo punto all'inizio avrei iniziato ad uscire con lei, al punto di arrivare ad un simile coinvolgimento?

Se lei tiene alla felicità di lui, non è che alla prima lite corre a scoparsi due tre di fila se non si vedono per qualche giorno. Lei è così, l'ha detto e allora te ti attacchi.
Questo però va a creare un situazione in cui lui avrà terrore a litigare con lei perchè quella poi parte a scoparsi altri, allora non è più questione di valore assoluto, diventa una punizione. E non c'è nessuna coppia, c'è lei che pensa solo a se stessa. Se vuol far così che si faccia la sua vita e tanti saluti, lui che esca con altre donne e quando lei lo chiamerà che dica che per lui "la fedeltà è un valore", ora sto frequentando X e non ho intenzione di avere altri rapporti nel periodo della nostra conoscenza, dimostrandolo negandosi a lei.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Lo so che non hai mai fatto cronache. Ma vedi. Sappiamo più o meno tutti usare anche l'emisfero destro del cervello. Piglio te. Quando parli di TE parli di fatti che ti stanno dietro. Ed è vero che i fatti "vanno" e quel che si smuove dentro resta. Ma resta perché ci sono stati quei fatti. Per questo che dico che alla fine parliamo di quello che abbiamo conosciuto. Leva pure i fatti di cui non fai cronaca. Potresti parlare di quello che ti hanno smosso liberamente a tua moglie? E' solo una questione di livello? O e' questione che quei fatti di cui non fai cronaca alla fine si leggono? E che per motivi ovvi tu sei impossibilitato a parlare di tutto quello che ti ha mosso qualcosa dentro? Non è che i fatti siano qualcosa da cui "schiodare". O che puoi allegramente scindere fatti da esperienza di te, convinto che chi ti vive vicino non sia in grado di collegare TE ai fatti (dove ovviamente li può collegare). Il resto saresti TU che le parleresti di "novità" (per lei) di TE.
Sicuro che sia una questione di "livello", o e' una questione del sistema che hai trovato TU, nel quale non è il livello a inibire, o il contesto (bollette, figlio eccetera), ma è la tua impossibilità a portare quei fatti. Che non basta tacerli perché stiano buoni sotto la cenere.
Tu hai taciuto l'incomunicabilità a certi livelli. Cioè non hai taciuto solo i contenuti, hai omesso (se sbaglio correggimi) a tua moglie CHE DI CERTI ARGOMENTI CON LEI NON RITIENI DI POTER PARLARE. Ma non lo hai fatto per essere "buono". E' la base del sistema con cui hai adattato la funzionalità della tua coppia. Comprensibile. Però bisogna pure vederlo il "tradimento" di fondo :cool:
Io porto la mia esperienza di coniuge ad uso di chi desidera farne uso..

Certo.. io potrei aver desiderio OGGI (lasciando perdere i fatti) di sviluppare un dialogo

Se mi guardo in casa questo spazio non lo vedo, ma non è un pregiudizio

A me basta una parola messa prima o dopo un'altra, per farmi capire che non c'è spazio (opporre c'è)

Ora.. se il mio desiderio esiste ne posso fare due cose:
O buttarlo nel cestino
O andarlo a sviluppare altrove

E non sto parlando di sesso sesso sesso

Il nostro amico (torno a lui) prova sensi di colpa (così dice)

Se li prova significa che lui in qualche modo vuol fare "vedere" questo suo desiderio di sfogo

E io lo capisco, e non la liquido con "essú ognuno ha i suoi spazi"

Ovviamente c'è un costo da pagare per questo desiderio

Oppure si decide che lo spazio, nella coppia, non c'è, Perché partono immediatamente i giudizi

E di rotture di palle si può anche averne voglia ma anche no

E allora si viene magari qui (perché sai.. ognuno in fondo ha i suoi spazi privati..)
 
Ultima modifica:

JON

Utente di lunga data
Comunque visto che per lei “la fedeltà non e’ un valore assoluto” se Eulero ha forse preso poco seriamente questa sua espressione ad inizio relazione ora dovrebbe farne una capo saldo e dirsi: se non mi fossi fatto coinvolgere e avessi avuto chiaro questo punto all'inizio avrei iniziato ad uscire con lei, al punto di arrivare ad un simile coinvolgimento?

Se lei tiene alla felicità di lui, non è che alla prima lite corre a scoparsi due tre di fila se non si vedono per qualche giorno. Lei è così, l'ha detto e allora te ti attacchi.
Questo però va a creare un situazione in cui lui avrà terrore a litigare con lei perchè quella poi parte a scoparsi altri, allora non è più questione di valore assoluto, diventa una punizione. E non c'è nessuna coppia, c'è lei che pensa solo a se stessa. Se vuol far così che si faccia la sua vita e tanti saluti, lui che esca con altre donne e quando lei lo chiamerà che dica che per lui "la fedeltà è un valore", ora sto frequentando X e non ho intenzione di avere altri rapporti nel periodo della nostra conoscenza, dimostrandolo negandosi a lei.
Non credo lui abbia preso sottogamba il fatto che lei non consideri la fedeltà un valore.

Tuttavia su questo punto hanno un'idea, non dico del tutto contrapposta, palesemente diversa e mentono sia all'altro che a loro stessi. Il problema è che "l'accordo" fatto su questa base si realizza da un bisogno manipolatorio da una parte e un bisogno di certezze dall'altro.
Lei la butta sull'assolutezza del valore fedeltà che, non essendo assoluto, tacitamente (per lei) sottintende la possibilità di scopare e, attenzione, intrattenere comunque delle relazioni, funzionali (sempre per lei), con altri. Qui il discorso è più vasto.
Lui, semplicemente, prende forza dal fatto che questa relazione si fondi sulla sincerità. Che è l'unico aspetto, oltre l'amore (ma lasciamo perdere), che renderebbe questa storia sensata e soprattutto degna. Anche se Eulero vuole credere e far credere che le loro dinamiche sono acquisite ed accettate in realtà non è cosi. Semplicemente perché lei, con tutta l'apertura che vuole dimostrare, gli mente. C'è un motivo anche per questo.

Emblematica è la storia col capo, dove tacitamente lei lascia che lui che stesso intenda e costruisca l'idea che questa storia abbia un termine.

Forse non si è capito, lui sa tutto, e se si sforza può prevedere anche le mosse di lei (e ci mancherebbe, lei è del tutto prevedibile). Il punto è che stanno imbastendo un meccanismo nel quale lei prevede di poter sfogare i propri (nevrotici) bisogni all'occorrenza e lui, ormai dipendente da lei, con l'idea che il nuovo approccio li salverà. Lui è il crocerossino. Il tutto in nome dell'amore e del fatto che, nonostante tutto, sono fatti l'uno per l'altra e che non ci sia nulla che possa alterare questa unione.

Eulero deve capire che, ammesso che ve ne sia la possibilità, giungere con lei ad uno stato accettabile di equilibrio richiederà anni e tante di quelle ossa rotte che alla fine avrà dimenticato anche per cosa stia facendo tutto questo.
 

JON

Utente di lunga data
Boh.
Ma sta cosa proprio non la capisco.
Il fatto che uno "tenga" spazi per sé vs il dovere raccontare proprio tutto e sentirsi in colpa a non farlo.
Se uno viene in un posto a raccontare un disagio comunque GIÀ NOTO al partner (se Eulero le avesse lasciato a intendere che tutto va bene così sarebbe senz'altro diverso), che bisogno ha di dirglielo? Per di più laddove e' fatto in forma anonima.
A me pare un meccanismo assai distorto.
Volente o nolente questa è una storia che, nonostante i periodi di off, ha avuto il suo assestamento. Oggi sussiste nonostante i punti critici che l'hanno sempre segnata. Alla fine ti adatti a tutto se è in un determinato modo che devi vivere. Quello che voglio dire è che lui è qui perché tutto questo gli è, anche, indigesto. Deve vomitare, e lo fa qui. Ora dovrebbe andare da lei e dirgli che ha vomitato, ma soprattutto dirgli il perché.
 
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