un Natale ipazioso di arcistufosità

perplesso

Administrator
Staff Forum
Opterei per esoscheletro :rolleyes:

A me sembra funzioni come una sorta di coma, tipo intossicazione che chiude i recettori...una specie di apocalisse zombie :D
(il natale stimola i miei immaginari mostreschi e gotici!!:carneval:)
Tutto ciò che dà assuefazione contiene in se qualcosa di tossico. Vale pure per il cibo di mcdonald's. Ho una cara amica che si è difesa da una vita senza amore costruendosi una armatura rigidissima di abitudini. Armatura che con tempo e pazienza ho imparato a scalfire perché la persona dentro ne vale la pena. Anche se non so ancora per quanto. Comunque Beata te che sogni teste recise e cumuli di carcasse al posto dell'albero di natale. Io sono il classico zio padre fratello figlio cugino marito ecumenico che a Natale è invariabilmente preso benissimo :D
vi ho spostato solo perchè eravate andati leggerissimamente OT
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
sui titoli ai 3d perple' sei micidiali.
Questo e' moltoziccheroso😂
 

Bruja

Utente di lunga data
Perply gli attacchi di ironia collaterali alle tue funzioni mica puoi trattenerli... ;)
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Perply gli attacchi di ironia collaterali alle tue funzioni mica puoi trattenerli... ;)
Mi piacciono le funzioni. Specialmente quelle officiate Dall'Osso sacro.

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Darietto

Utente di lunga data
Nulla, al netto della sensibilità di ognuno di noi il neopaganesimo mi pare una ciclopica cazzata. Come se uno non avesse le palle di andare oltre la mitologia Cristiana dovendola per forza sostituire un'altra mitologia tanto quanto. Che poi per carità, festeggiare samhain o beltane è un ottima scusa per trombarsi l'irlandese con le lentiggini e il culotto in erasmus, ma ormai sono troppo vecchio per sta roba. Tutto qua. C'è un deficit di spiritualità perché graziaddio l'essere umano si sta evolvendo e le risposte alle grandi domande della vita le cerca altrove rispetto ai fondi di caffè, alla Bibbia o qualunque altro sistema di favole costruite per il controllo sociale delle masse.
Non è che l'espressione "il mio sentire" o "il tuo sentire" siano automaticamente dei salvacondotti per diffondere ignoranza e stupidità. Se il tuo sentire è che nel 2019 credi al sangue di San Gennaro sei semplicemente un coglione da rieducare, per evitare che l'ignoranza e la stupidità che ti porti dentro si diffondano.

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In effetti fa riflettere che, se 2500 anni fa festeggiavano, celebravano la rinascita del sole, il risveglio della primavera ecc. (che ha anche una sua logica) oggi si festeggia la nascita del bambinello concepito a distanza e annunciato dalla stella cadente.

Poi come si celebra oggi il ricordo della nascita di quel bambinello, venuto al mondo per riportare ordine, che predicava contro l'eccesso e il superfluo? ovviamente col caos e ogni sorta di consumismo, di eccesso e superfluo.

qualcosa non torna
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
In effetti fa riflettere che, se 2500 anni fa festeggiavano, celebravano la rinascita del sole, il risveglio della primavera ecc. (che ha anche una sua logica) oggi si festeggia la nascita del bambinello concepito a distanza e annunciato dalla stella cadente.

Poi come si celebra oggi il ricordo della nascita di quel bambinello, venuto al mondo per riportare ordine, che predicava contro l'eccesso e il superfluo? ovviamente col caos e ogni sorta di consumismo, di eccesso e superfluo.

qualcosa non torna
E perché mai fa riflettere? Sono processi talmente evidenti.

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Darietto

Utente di lunga data
E perché mai fa riflettere? Sono processi talmente evidenti.

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fa riflette sulle contraddizioni "evolutive". Ci siamo innegabilmente evoluti sotto molti aspetti (oppure si è evoluta solo una o parti di società), ma sotto altri aspetti stiamo arretrando, e non solo sul discorso della religione e credenze varie, anche a livello sociale in generale. Stiamo tornando più "primitivi", ma con lo smartphone e l'ultimo Iphone.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
fa riflette sulle contraddizioni "evolutive". Ci siamo innegabilmente evoluti sotto molti aspetti (oppure si è evoluta solo una o parti di società), ma sotto altri aspetti stiamo arretrando, e non solo sul discorso della religione e credenze varie, anche a livello sociale in generale. Stiamo tornando più "primitivi", ma con lo smartphone e l'ultimo Iphone.
Se lo dici tu. Io vedo un Progresso generale. Se c'è un rallentamento, questo è dovuto semplicemente alla lentezza di liberarsi dalle tradizioni ormai obsolete. La religione non ha nessun motivo di esistere se non per paura della morte. C'è una minoranza ancora politicamente molto forte che tende a coagulare attorno alle festività religiose alcuni vantaggi molto pratici, tanto per dirne una la tredicesima, per cui la gente spende di più sotto natale. Ma francamente io questo tornare indietro rispetto a x anni fa non lo vedo. Gesù Cristo predicava la povertá, na questo è un problema suo e di quei rincoglioniti che lo seguono. Considerando che da quando abbiamo iniziato questo post in Africa saranno morti un paio di centinaia di bambini di malnutrizione francamente prima ci liberiamo della mitologia della povertà come qualcosa di buono meglio è.

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Bruja

Utente di lunga data
Per non parlare della sofferenza considerata stoica e delle virtù rinunciatarie.
Esiste il qui e ora... se ci saranno altre forme energetiche, spirituali etc. ce ne cureremo a tempo debito-
 

Foglia

utente viva e vegeta
Per non parlare della sofferenza considerata stoica e delle virtù rinunciatarie.
Esiste il qui e ora... se ci saranno altre forme energetiche, spirituali etc. ce ne cureremo a tempo debito-
Anche questa è solo una tra le tante scelte possibili.
Per me, il "qui e ora" svincolato dal domani non esiste. Ne parlavo proprio poco fa con una amica che in un giorno (un solo giorno) ha perso la madre sessantenne.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non sono maschere sociali. Sono Innanzitutto esercizio di determinate facoltà. E come tali, Servono a mantenere vive e attive quelle facoltà. È come nelle arti marziali. Quando hai portato lo stesso pugno un milione di volte Forse il tuo corpo ha acquisito il movimento a livello istintivo. Forse. Aver fatto una cosa vent'anni fa, e che magari ti è riuscita benissimo, non ti rende in grado di rifarla a piacimento.

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non è esatto :)

I ruoli sono fondamentalmente schemi di comportamenti e attitudini socialmente identificabili e attribuibili a differenti individualità.
Esistono fondamentalmente, per dirla sintetica, in afferenza a organizzazioni di ordine sociale (che sociale sia impresa, società umana o comunque gruppi umani in cui è necessario differenziare a livello formale le funzioni di ogni individuo).

In solitaria, per dire un estremo, i ruoli così come li conosciamo non hanno ragione di esistere.

Non sto qui ad aprire parentesi etologiche riguardo i ruoli.

A mio vedere una grossa differenza è che nei gruppi umani al ruolo e alle funzioni che gli vengono attribuite si è aggiunta una definizione anche etica e morale che va a descrivere, fra le altre cose, anche la dignità dell'individuo.

Nell'ultimo periodo ho giocato un po' con il ruolo di "moglie". E' divertente.
Quando dico "mi sposerò" (e quindi sarò moglie) nelle persone a cui lo dico cambia la percezione della mia relazione con G., e cambia anche la percezione di me e di lui.
Con G. si ridacchia paragonando la cosa all'acquisizione di una sorta di cartellino di riconoscimento. E' simpatica la cosa :D

Non entro nella correlazione fra ruoli formali (schemi direttamente collocabili all'interno di una organizzazione che necessita proprio di quegli schemi) e ruoli informali (ossia che non sono strettamente necessari nella definizione e nel collocamento di quello specifico individuo nell'organizzazione ma sono comunque correlati al ruolo formale e lo condizionano nelle sue funzioni)

Ovviamente tutta questa roba, è in circolarità e comunicazione fra individuo e società, uno definisce l'altro in feedback.

Ed è in questi termini che parlo di maschere.

Io socialmente posso accettare di lasciarmi attribuire il ruolo di "moglie".
Indosso socialmente quella "maschera" sociale (dove maschera non significa nascondimento ma invece riconoscimento lineare) e applico i comportamenti di quello schema comportamentale (è facile, basta solo individuare i comportamenti correlati). quello che poi io sono come individuo che "recita" (ossia applica comportamenti definiti che rendono riconoscibile la mia posizione nell'organizzazione) è una cosa che io (se mi concedo di farlo) decido e lo decido nella mia informalità (ossia all'interno dell'organizzazione più ristretta della mia famiglia di origine prima, poi nell'organizzazione familiare ristretta - con mio marito - e poi nella mia intimità - ossia nella relazione con me stessa che ha accettato di attribuirsi e farsi attribuire quel ruolo).

E in questo senso hai ragione tu, senza ruoli e relative funzioni (mansioni) nell'organizzazione sarebbe un casino.
Lasciare tutto questo unicamente alla definizione individuale creerebbe una marea di disfunzioni comunicative e fraintendimenti. E non sarebbe possibile l'organizzazione stessa, a livello economico, di diritto, culturale, religioso e anche piscologico.

Quindi io, se accetto il ruolo di moglie, assumerò lo schema comportamentale concordato storicamente socialmente e psicologicamente.

Poi però, se lo desidero, posso declinarmelo a modo mio. Aderendo completamente al modello dato dall'organizzazione (mainstream) oppure discostandomene più o meno. Anche a seconda della mia capacità di creare adattamento fra la mia individualità e le richieste sociali, a cui comunque è conveniente per certi versi rispondere per ottenere i vantaggi che derivano dal vivere in una organizzazione invece che nell'eremo sulla montagna.

Quelle che a cui fai riferimento sono le mansioni, le funzioni.
Che compongono il ruolo, nei termini della sua esplicazione pratica, ma non lo definiscono completamente.

Il tradimento, per esempio, è una rottura interessante a questo livello.
Crea una dissonanza fra il ruolo dato (moglie/marito) con quello che comporta anche in termini relazionali (non parlo di amore, parlo anche soltanto del mantenimento dell'organizzazione famiglia) e lo schema comportamentale individuale, in cui si inserisce la "trasgressione" (ossia oltrepassare la regola concordata) dell'individuo in alcune sfere ma non in altre.

In questo senso per esempio il tradimento mi incuriosisce moltissimo.
Per "trasgredire" la regola, è necessario riconoscere il valore di quella regola. Se non la si riconosce, semplicemente non è possibile trasgredirla.

Un seriale per esempio è tendenzialmente legato alle regole dell'organizzazione familiare.
E protegge quell'organizzazione anche creandosi doppia, tripla vita parallela.

Io mi sono sempre sentita traditrice atipica, nel senso che non riconoscendo l'organizzazione familiare faccio veramente fatica a sentirmi "traditrice". E mi sono dovuta riscrivere il tradimento come un qualcosa che riguarda i patti con me stessa all'interno di una relazione.
Per il semplice motivo che nelle mie relazioni, tranne quando ero ragazza, il patto della fedeltà non ho mai voluto fosse inserito. Ho cercato declinazioni individuali per prove e tentativi allontanandomi gradualmente dall'organizzazione data.

Da ragazza accettavo il patto come se non avessi scelta. E tradivo.
Crescendo ho provato a declinare il patto. Solo che invece di parlare apertamente del patto, riducevo lo spazio relazionale disponibile.
Poi ho iniziato a parlare apertamente del patto rifiutando la fedeltà completamente. E anzi proponendo l'antitesi.
Con il mio ex il patto di fedeltà era macchinoso...avevo circoscritto le funzioni relazionali di ruolo (compagna- compagno) all'ambito emotivo e razionale, ma avevo chiesto che il corpo fosse escluso (fra noi il patto era che del corpo avremmo potuto far quello che volevamo in osservanza del rispetto dell'ambito emotivo e di quello razionale di tutela del progetto, sarebbe stata in ogni caso una sfera individuale in cui l'altro non entrava).

Con G. ci stiamo lavorando insieme alla ridefinizione cercando di trovare armonia fra interno ed esterno di ognuno se stesso, della relazione e della comunicazione sociale di noi. E questo comprende l'attribuirci pure i ruoli.
Ma con la libertà di declinarceli internamente senza che l'esterno entri nella descrizione anche pratica che noi ne facciamo, pur essendo capaci di presentare all'esterno la "maschera" richiesta per ottenerne i vantaggi.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)

perplesso

Administrator
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e dai che è Natale e dobbiamo essere tutti più buoni
 

void

Utente di lunga data
Vedendolo da fuori

Il Natale, vedendolo da fuori, in un paese in cui non viene celebrato, suona strano.
Per decenni lo ho considerato come un punto temporalmente fisso ed irrinunciabile nella mia vita. Come una sorta casella del "VIA" nel gioco del Monopoli, un posto dove ripassare completato un ciclo. La posizione da cui ricominciare il ciclo nuovo.
Poi, nel mio perdermi nei meandri della umana esistenza, la posizione di quella casella si e' fatta via via piu' incerta, ed oggi non sono sicuro di sapere dove sia collocata.
Il giorno di Natale lo ho trascorso in mezzo a gente totalmente estranea ad esso, un giorno di vita normale. E mi sono soffermato a chiedermi se mi mancasse il poterlo festeggiare. Non cosi tanto direi, a conferma del fatto che per me ha perso molto del suo significato, come punto di riferimento.
Ciononostante, mi e' sembrato strano il pensare parenti ed amici intorno ad un tavolo, a bere e a chiaccherare di "nubi" (come dice Guccini) e vedere intorno a me lo scorrere di una banale giornata di lavoro.

Forse - per uno che ha sempre pensato che si comincia a morire 7 (numero biblico) secondi dopo la nascita - invecchiando il venir meno di quel riferimento fisso aiuta ad alleggerire il peso del tempo che passa, come una bilancia senza numeri "alleggerisce" chi non vorrebbe ingrassare.

Spero di essere stato sufficientemente arcistufamente ipazioso, nel caso posso migliorare.:)
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
non è esatto :)

I ruoli sono fondamentalmente schemi di comportamenti e attitudini socialmente identificabili e attribuibili a differenti individualità.
Esistono fondamentalmente, per dirla sintetica, in afferenza a organizzazioni di ordine sociale (che sociale sia impresa, società umana o comunque gruppi umani in cui è necessario differenziare a livello formale le funzioni di ogni individuo).

In solitaria, per dire un estremo, i ruoli così come li conosciamo non hanno ragione di esistere.

Non sto qui ad aprire parentesi etologiche riguardo i ruoli.

A mio vedere una grossa differenza è che nei gruppi umani al ruolo e alle funzioni che gli vengono attribuite si è aggiunta una definizione anche etica e morale che va a descrivere, fra le altre cose, anche la dignità dell'individuo.

Nell'ultimo periodo ho giocato un po' con il ruolo di "moglie". E' divertente.
Quando dico "mi sposerò" (e quindi sarò moglie) nelle persone a cui lo dico cambia la percezione della mia relazione con G., e cambia anche la percezione di me e di lui.
Con G. si ridacchia paragonando la cosa all'acquisizione di una sorta di cartellino di riconoscimento. E' simpatica la cosa :D

Non entro nella correlazione fra ruoli formali (schemi direttamente collocabili all'interno di una organizzazione che necessita proprio di quegli schemi) e ruoli informali (ossia che non sono strettamente necessari nella definizione e nel collocamento di quello specifico individuo nell'organizzazione ma sono comunque correlati al ruolo formale e lo condizionano nelle sue funzioni)

Ovviamente tutta questa roba, è in circolarità e comunicazione fra individuo e società, uno definisce l'altro in feedback.

Ed è in questi termini che parlo di maschere.

Io socialmente posso accettare di lasciarmi attribuire il ruolo di "moglie".
Indosso socialmente quella "maschera" sociale (dove maschera non significa nascondimento ma invece riconoscimento lineare) e applico i comportamenti di quello schema comportamentale (è facile, basta solo individuare i comportamenti correlati). quello che poi io sono come individuo che "recita" (ossia applica comportamenti definiti che rendono riconoscibile la mia posizione nell'organizzazione) è una cosa che io (se mi concedo di farlo) decido e lo decido nella mia informalità (ossia all'interno dell'organizzazione più ristretta della mia famiglia di origine prima, poi nell'organizzazione familiare ristretta - con mio marito - e poi nella mia intimità - ossia nella relazione con me stessa che ha accettato di attribuirsi e farsi attribuire quel ruolo).

E in questo senso hai ragione tu, senza ruoli e relative funzioni (mansioni) nell'organizzazione sarebbe un casino.
Lasciare tutto questo unicamente alla definizione individuale creerebbe una marea di disfunzioni comunicative e fraintendimenti. E non sarebbe possibile l'organizzazione stessa, a livello economico, di diritto, culturale, religioso e anche piscologico.

Quindi io, se accetto il ruolo di moglie, assumerò lo schema comportamentale concordato storicamente socialmente e psicologicamente.

Poi però, se lo desidero, posso declinarmelo a modo mio. Aderendo completamente al modello dato dall'organizzazione (mainstream) oppure discostandomene più o meno. Anche a seconda della mia capacità di creare adattamento fra la mia individualità e le richieste sociali, a cui comunque è conveniente per certi versi rispondere per ottenere i vantaggi che derivano dal vivere in una organizzazione invece che nell'eremo sulla montagna.

Quelle che a cui fai riferimento sono le mansioni, le funzioni.
Che compongono il ruolo, nei termini della sua esplicazione pratica, ma non lo definiscono completamente.

Il tradimento, per esempio, è una rottura interessante a questo livello.
Crea una dissonanza fra il ruolo dato (moglie/marito) con quello che comporta anche in termini relazionali (non parlo di amore, parlo anche soltanto del mantenimento dell'organizzazione famiglia) e lo schema comportamentale individuale, in cui si inserisce la "trasgressione" (ossia oltrepassare la regola concordata) dell'individuo in alcune sfere ma non in altre.

In questo senso per esempio il tradimento mi incuriosisce moltissimo.
Per "trasgredire" la regola, è necessario riconoscere il valore di quella regola. Se non la si riconosce, semplicemente non è possibile trasgredirla.

Un seriale per esempio è tendenzialmente legato alle regole dell'organizzazione familiare.
E protegge quell'organizzazione anche creandosi doppia, tripla vita parallela.

Io mi sono sempre sentita traditrice atipica, nel senso che non riconoscendo l'organizzazione familiare faccio veramente fatica a sentirmi "traditrice". E mi sono dovuta riscrivere il tradimento come un qualcosa che riguarda i patti con me stessa all'interno di una relazione.
Per il semplice motivo che nelle mie relazioni, tranne quando ero ragazza, il patto della fedeltà non ho mai voluto fosse inserito. Ho cercato declinazioni individuali per prove e tentativi allontanandomi gradualmente dall'organizzazione data.

Da ragazza accettavo il patto come se non avessi scelta. E tradivo.
Crescendo ho provato a declinare il patto. Solo che invece di parlare apertamente del patto, riducevo lo spazio relazionale disponibile.
Poi ho iniziato a parlare apertamente del patto rifiutando la fedeltà completamente. E anzi proponendo l'antitesi.
Con il mio ex il patto di fedeltà era macchinoso...avevo circoscritto le funzioni relazionali di ruolo (compagna- compagno) all'ambito emotivo e razionale, ma avevo chiesto che il corpo fosse escluso (fra noi il patto era che del corpo avremmo potuto far quello che volevamo in osservanza del rispetto dell'ambito emotivo e di quello razionale di tutela del progetto, sarebbe stata in ogni caso una sfera individuale in cui l'altro non entrava).

Con G. ci stiamo lavorando insieme alla ridefinizione cercando di trovare armonia fra interno ed esterno di ognuno se stesso, della relazione e della comunicazione sociale di noi. E questo comprende l'attribuirci pure i ruoli.
Ma con la libertà di declinarceli internamente senza che l'esterno entri nella descrizione anche pratica che noi ne facciamo, pur essendo capaci di presentare all'esterno la "maschera" richiesta per ottenerne i vantaggi.
Sei una gran paracula. :D
Di Tanti ruoli possibili hai scelto quello di moglie è inserito il matrimonio, cioè il rito di passaggio per eccellenza, in cui si prende una condizione esterna e se ne chiede il riconoscimento alla comunità. Praticamente la formalizzazione di un patto secondo regole condivise proprio perché altrimenti il patto resterebbe interno. Perché venga formalizzato necessario un set di regole all'interno del quale formalizzare qualcosa. Chiaro che poi cambia la percezione, se mi parli del ruolo di moglie, automaticamente stai trasformando una posizione soggettiva in qualcosa di codificato e quindi gestibile secondo le regole ordinarie. La moglie, nel nostro ordinamento non è che ha tante declinazioni del suo essere moglie. La moglie è quella controparte del marito con il quale hanno in comune un set di diritti e doveri sanciti dal codice civile, da svariati codici religiosi, nonché da consuetudine millenaria. In realtà lo spazio di manovra per l'essere umano all'interno del ruolo di moglie è piuttosto limitato, motivo per cui il ruolo cambia profondamente. Cambia il set di regole e la personalità deve adattarsi. Altrimenti non sei una moglie. Tutto qui.

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bettypage

Utente acrobata
Sei una gran paracula. :D
Di Tanti ruoli possibili hai scelto quello di moglie è inserito il matrimonio, cioè il rito di passaggio per eccellenza, in cui si prende una condizione esterna e se ne chiede il riconoscimento alla comunità. Praticamente la formalizzazione di un patto secondo regole condivise proprio perché altrimenti il patto resterebbe interno. Perché venga formalizzato necessario un set di regole all'interno del quale formalizzare qualcosa. Chiaro che poi cambia la percezione, se mi parli del ruolo di moglie, automaticamente stai trasformando una posizione soggettiva in qualcosa di codificato e quindi gestibile secondo le regole ordinarie. La moglie, nel nostro ordinamento non è che ha tante declinazioni del suo essere moglie. La moglie è quella controparte del marito con il quale hanno in comune un set di diritti e doveri sanciti dal codice civile, da svariati codici religiosi, nonché da consuetudine millenaria. In realtà lo spazio di manovra per l'essere umano all'interno del ruolo di moglie è piuttosto limitato, motivo per cui il ruolo cambia profondamente. Cambia il set di regole e la personalità deve adattarsi. Altrimenti non sei una moglie. Tutto qui.

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Nonché nuovo NUCLEO chiamato FAMGLIA
 

bettypage

Utente acrobata
Forse - per uno che ha sempre pensato che si comincia a morire 7 (numero biblico) secondi dopo la nascita - invecchiando il venir meno di quel riferimento fisso aiuta ad alleggerire il peso del tempo che passa, come una bilancia senza numeri "alleggerisce" chi non vorrebbe ingrassare.

Spero di essere stato sufficientemente arcistufamente ipazioso, nel caso posso migliorare.:)
L'ottimismo proprio!
Un mio ex affamato di vita sosteneva che bisognava nascere vecchi e morire neonati :D
 
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