Ecco. Io ad esempio una domanda per capire quanto abbia inciso la tua "minaccia" di separazione sulla sua scelta di chiudere con l'amante gliela farei. Trovatevi in un momento tranquillo e parlatene, che comunque certa "roba" non può e non deve "finire sotto il tappeto". Quello che spesso non si capisce, o si nega, non è la volontà di separarsi. Anche potenzialmente "tanti dicono "ah, se potessi!". L'incaglio e' nel non capire che se non lo fai (per le più svariate ragioni), passato il momento del trauma, ti devi mettere nell'ottica di "risolvere", senza sciogliere il vincolo. E in quest'ottica piaccia o meno si deve parlare. Non credo siano necessari i dettagli (se non ti servono a capire). Ma sicuramente e' necessario ridefinire IL RAPPORTO. Non un NON RAPPORTO. Perciò l'altro (che può benissimo esserlo in fase iniziale) in prospettiva futura non è "come morto". E' vivo e vegeto. Lo siete entrambi. E il considerarla "come morta", nell'ottica di una coabitazione. (ma anche solo avendo figli da condividere eh) e' una cosa che punisce TE, per primo. Ti auto puniresti, a ragionare così nel lungo periodo. Non è questione di darle possibilità, ma di essere possibilista all'interno di quello che ora vuoi tu, dalla tua vita. E nel volere ci metto anche il bagno di realtà. (figli casa spese soldi) che tutti fanno in certi frangenti.