Senti...il gatto a nove code conservalo per poi.
E usalo solo quando avrai smesso di giudicarti per un qualcosa che hai fatto perchè volevi e perchè rispondeva ai tuoi bisogni.
Assumersi la propria responsabilità, significa anche non rifugiarsi in giudizi riparatori e affrontare la realtà per come è.
Senza infiocchettarla.
E il grassetto è un fiocchetto.
Sono diversi i livelli attraverso cui affrontare questa questione.
E il primo è assumerti chi sei. Chi sei stata. Chi sei diventata.
Se hai tradito per più di due anni, considerando di far saltare il tuo matrimonio, lasciando pure in giro lettere e diari (minchia...e non per le lettere e i diari, ma per non aver considerato minimamente che tu vivevi con tuo marito anche se stavi scopando con un altro.) significa che la cosa ti rispondeva. Ne avevi bisogno.
Invece di fustigarti, che non serve a niente, vedi di capire per davvero cosa ti ha mosso.
Perchè se un giorno avrai la possibilità di renderne conto, almeno racconterai la verità e non ti rifugerai dietro i giudizi di te cercando assoluzione. Assoluzione che non può darti nessuno, neppure tuo marito.
Detto questo per come la vedo io l'avvocato è importante anche per te.
Perchè quello è il canale scelto da tuo marito per comunicare con te.
E quello è il canale che hai ad oggi a disposizione.
Prostrarti alle conseguenze, non è assumerti le responsabilità.
Assumersi le responsabilità è affrontare le conseguenze con gli strumenti che servono a seconda del contesto.
Adesso siete in botta tutti e due.
Ma avete anche dei figli.
E ai figli le cose non le spiegano gli avvocati invece.
Avete entrambi, anche se tuo marito è parte lesa e dolorante, la responsabilità di accompagnarli nel modo migliore possibile ad affrontare quel che verrà.
E questo in un modo o nell'altro lo
dovrete fare insieme.
E forse è questo l'unico nucleo di comunicazione che avete fra voi adesso.
E se tuo marito non ci viene su, perchè sta metabolizzando, spetta a te aiutarlo.
Mettendo da parte il tuo egoismo e il tuo desiderio di recuperare e pensando a loro.
Se non riuscite a parlare fra voi, proponi a tuo marito qualcuno che intervenga per loro e con loro.
E se non accetta proposte da te, usa gli intermediari che ti metterai a disposizione.
Ribadisco che gli avvocati possono anche avere funzione di intermediari.
Basta sceglierseli adeguati alle proprie necessità. E far patti chiari e amicizia lunga.
Certo, per far tutto questo, i giudizi, le fustigazioni su pubblica piazza e tutta la giostra del pentimento, serve prenderli, metterseli in tasca e ragionare sul concreto.
Senza cercare penitenza e assoluzioni.