Fase di riflessione

oriente70

Utente di lunga data
Glielo diciamo?

Dugongo, l'hai già capito.
Tua moglie ha fatto schifo.
Era insieme a te con l'amante e non si è neanche accorta della tua sofferenza.
Sono sicuro che ti si leggeva in viso,
Non l'ha vista, non ha neanche pensato al tuo dolore.
Sono sicuro che non ci dormivi neppure di notte.
Perché non ti ama più.
Le hai chiesto una prova alla quale sapevi che non avrebbe MAI accettato di sottoporsi.
Le hai chiesta troppo, ma sapevi che comunque non sarebbe neppure bastato.
Perché la prova lei non l'ha superata prima. Quando non ha voluto più l'amante ed è tornata da te, ma per chiedere a te sostegno e così facendo ti ha svuotato. E ti ha lasciato lì, solo, a gestire il tuo dolore.
Tu non volevi una vendetta. Volevi che lei finalmente si prendesse cura di te, ti aspettavi che ricambiasse le cure che tu hai dato a lei.
Ma lei non c'è stata per te.
E ora vuoi che lei stia male, come sei stato male tu. T
E vuoi imparare a odiarla, per poter arrivare a stare bene. Prima o poi.
Lasciala.
Bravo [emoji72]
 

Foglia

utente viva e vegeta
Prego :)
Mi piace discutere di queste cose. Quindi grazie a te per il confronto!

E non è autoreferenziale accettare, indifferentemente da dentro e da fuori, quel che è già dentro?

Nel buco si sta male. Raramente si sta bene in un buco. Serve starci dentro per tanto tempo e svilupparci dentro tentacoli belli solidi. (che è uno dei motivi per cui non tutti si svicolano dai loro buchi interiori, non tutti possono. Triste ma è così)

Ma è un male che conferma quel che è già lì.
Diciamo, per dirla male, una assunzione di una certezza di sè.
Che per quanto possa fare male, porta con sè la rassicurazione del fatto che almeno è confermato chi si è.
La propria identità profonda è salva.
Quella primaria. Di base.

Ho avuto un sussulto, in sé non bello, rileggendoti, e rileggendomi. E cioè mi sono chiesta se quella che ho chiamato una mia. "commistione" tra interno ed esterno fosse appunto una commistione tra cose comunque diverse, ma legate. O se invece fossero due mondi differenti. E mi sono accorta che durante la mia malattia esterno ed interno avevano probabilmente smesso di comunicare, pure nella loro maniera sbagliata. E fu in quel momento che mi trovai letteralmente "fuori di me", pur infognata ancora nel buco.

I tentacoli erano saldissimi. Ci volle la responsabilità di un figlio per indurmi a rilasciare le ventose, perché l'acqua bollente non bastò. Ma almeno non me ne versai sopra. Non ho quella percezione. E non ce l'ho perché ero malata, nel momento in cui lo feci.

Pesante :)
 

HP72

Utente di lunga data
La richiesta assurda era proprio finalizzata a ottenere un no.
Dugongo ama sua moglie.
Mica è rimasto insieme a lei solo per la figlia.
Sperava che finita la storia con l'altro tutto sarebbe tornato come prima.
Non è successo.
Infatti ,ecco perchè se lei gli rispondesse di sì lui sarebbe "fregato"
Niente torna come prima, per fortuna o purtroppo
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ipa, conosco molto bene il narcisismo patologico (purtroppo) e il riferimento è stato fatto solo per evidenziare come ci sia una “deriva narcisistica” nella nostra società ... Che purtroppo è sotto gli occhi di tutti , anche se in forma non perversa...

Ritornando al tema , a volte si può scegliere la strada dell’esempio ...e dell’insegnamento....
Non ci vedo nulla di squilibrato .... magari in futuro anche il mio compagno insegnerà qualcosa a me
Direi che c'è una bella differenza fra un narcisismo patologico e la deriva narcisistica. Che ha movenze diverse.

E io terrei le due cose separate.

Non è una roba da niente quella linea di demarcazione. Confonderla non è un buon affare. Per chi lo fa intendo.

Io ho solo descritto tecnicamente come è costituita una relazione insegnante-allievo.
Non ho detto che non vada assolutamente bene. Nessun giudizio di valore a riguardo e nessuna valutazione morale.
Solo descrizione tecnica.

Ci sono un sacco di relazioni che stanno in piedi sull'asimmetria.
Basta che in quell'asimmetria si trovi soddisfazione e benessere e serenità.

Sono scelte.
E sono individuali.

Io per esempio in una relazione asimettrica di quel tipo non ci starei nemmeno se mi pagassero 10.000 euro al mese.
Io desidero scambio fluido. Costante. E alleanza.
E mi piace che il potere sia mezzo in messo e concesso reciprocamente.

Se non è così, non ho nessun problema a stare da sola.

Ma, e lo sottolineo, è la mia posizione. di cui mi assumo responsabilità.
Va bene per me e per chi con me la condivide.

Per il mio ex, per esempio non andava bene.
E pensa un po',cercava e anelava proprio l'asimmetria che tu non trovi squilibrata.

Gli auguro di trovare una donna con cui condividere quella sua idea di relazione. :)
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ho avuto un sussulto, in sé non bello, rileggendoti, e rileggendomi. E cioè mi sono chiesta se quella che ho chiamato una mia. "commistione" tra interno ed esterno fosse appunto una commistione tra cose comunque diverse, ma legate. O se invece fossero due mondi differenti. E mi sono accorta che durante la mia malattia esterno ed interno avevano probabilmente smesso di comunicare, pure nella loro maniera sbagliata. E fu in quel momento che mi trovai letteralmente "fuori di me", pur infognata ancora nel buco.

I tentacoli erano saldissimi. Ci volle la responsabilità di un figlio per indurmi a rilasciare le ventose, perché l'acqua bollente non bastò. Ma almeno non me ne versai sopra. Non ho quella percezione. E non ce l'ho perché ero malata, nel momento in cui lo feci.

Pesante :)
Non c'è mai una separazione netta fra interno ed esterno.
E come dici è un qualcosa che riguarda la comunicazione.

Fra sè e sè e fra sè e il mondo, circolarmente.

E' pesante...ma guardare fa bene :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Manco io ...
Ma io neanche in ferie sarei andato[emoji45].
eh...appunto.

La prospettiva di lui è molto particolare.

Non penso possa essere riassunta nella soluzione finale.

O meglio, non penso che il percorso possa essere sciolto nella soluzione finale.

Non ho ben capito quanti anni è stato così.
Ma non mi sembra qualche mese.

Non è roba che scivola via senza traccia.
E non è roba che permette gran lucidità.

Non per il cosa. Lo ribadisco.

Se fosse stato un gioco consapevole e consensuale fra loro è un discorso.

Ma qui nessuno sapeva niente dell'altro ed entrambi sapevano tutto.
Lui sapeva di lei, e lei, come ha sottolineato danny sapeva di lui.
Dubito non si sia accorta di nulla nulla.

Eppure...sono stati lì.
In un gioco veramente reso assurdo da un segreto di pulcinella.

Mi impressiona molto.

E penso sia un legame molto stretto.
 

oriente70

Utente di lunga data
Non è detto che la terapia di coppia sia finalizzata a restare insieme, la si può fare anche per lasciarsi con minori ripercussioni possibili
Ma da come scrive lui la coppia non c'è.
La coppia era lei e amante . Lui era uno stimolo per lei a trombare con l'altro .
E poi togliere dei sassolini da una frana ???
Se vuole perdere tempo la terapia può farla.
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Direi che c'è una bella differenza fra un narcisismo patologico e la deriva narcisistica. Che ha movenze diverse.

E io terrei le due cose separate.

Non è una roba da niente quella linea di demarcazione. Confonderla non è un buon affare. Per chi lo fa intendo.

Io ho solo descritto tecnicamente come è costituita una relazione insegnante-allievo.
Non ho detto che non vada assolutamente bene. Nessun giudizio di valore a riguardo e nessuna valutazione morale.
Solo descrizione tecnica.

Ci sono un sacco di relazioni che stanno in piedi sull'asimmetria.
Basta che in quell'asimmetria si trovi soddisfazione e benessere e serenità.

Sono scelte.
E sono individuali.

Io per esempio in una relazione asimettrica di quel tipo non ci starei nemmeno se mi pagassero 10.000 euro al mese.
Io desidero scambio fluido. Costante. E alleanza.
E mi piace che il potere sia mezzo in mezzo e concesso reciprocamente.

Se non è così, non ho nessun problema a stare da sola.

Ma, e lo sottolineo, è la mia posizione. di cui mi assumo responsabilità.
Va bene per me e per chi con me la condivide.

Per il mio ex, per esempio non andava bene.
E pensa un po',cercava e anelava proprio l'asimmetria che tu non trovi squilibrata.

Gli auguro di trovare una donna con cui condividere quella sua idea di relazione. :)
Scusa, solo per essere precisi...il narcisismo patologico è cresciuto a dismisura in Occidente ..ed è stato rilevato statisticamente (e da lì il mio accenno al Ndp )... questo per definizione si porta appresso una correlazione con il concetto di deriva narcisistica.
Tale correlazione non è fonte mia ma di uno dei massimi esperti di questa patologia ( Lowen)
 

Foglia

utente viva e vegeta
Non c'è mai una separazione netta fra interno ed esterno.
E come dici è un qualcosa che riguarda la comunicazione.

Fra sè e sè e fra sè e il mondo, circolarmente.

E' pesante...ma guardare fa bene :)
Guarderò. E guarderò meglio, perché non mi quadra tutto. Ma non saprei ancora spiegarlo. Tanto e' un cammino che faccio nel presente.
Grazie ancora :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Scusa, solo per essere precisi...il narcisismo patologico è cresciuto a dismisura in Occidente ..ed è stato rilevato statisticamente (e da lì il mio accenno al Ndp )... questo per definizione si porta appresso una correlazione con il concetto di deriva narcisistica.
Tale correlazione non è fonte mia ma di uno dei massimi esperti di questa patologia ( Lowen)
Proprio perchè ho rispetto per chi studia, tendo a non semplificare ciò che è complesso e multifattoriale. :)

diceva uno, che non si può descrivere la complessità con i parametri della semplificazione.
Penso sia uno spunto interessante per collocare le ricerche.

Che per loro costruzione evidenziano parti di un sistema, partendo dal presupposto che solo attraverso le parti, il sistema non possa essere compreso.

Non so se mi spiego.

Anche le addiction, per dire, stanno crescendo in modo esponenziale.

Ma pensare di spiegare il funzionamento di costruzioni di personalità (per loro essenza sottoposte a molteplici fattori di cui ad oggi non si sa praticamente nulla, allo stato dell'arte) è riduttivo oltre che pericoloso.
 

oriente70

Utente di lunga data
eh...appunto.

La prospettiva di lui è molto particolare.

Non penso possa essere riassunta nella soluzione finale.

O meglio, non penso che il percorso possa essere sciolto nella soluzione finale.

Non ho ben capito quanti anni è stato così.
Ma non mi sembra qualche mese.

Non è roba che scivola via senza traccia.
E non è roba che permette gran lucidità.

Non per il cosa. Lo ribadisco.

Se fosse stato un gioco consapevole e consensuale fra loro è un discorso.

Ma qui nessuno sapeva niente dell'altro ed entrambi sapevano tutto.
Lui sapeva di lei, e lei, come ha sottolineato danny sapeva di lui.
Dubito non si sia accorta di nulla nulla.

Eppure...sono stati lì.
In un gioco veramente reso assurdo da un segreto di pulcinella.

Mi impressiona molto.

E penso sia un legame molto stretto.
Da come ha scritto lei ha confessato che era inebriata dalla situazione.
Quindi lui per lei era solo lo stimolo per trombare con l'altro.
Probabilmente lei in quel periodo non si è mai curata di come stesse lui.
lei Delle.probabili notate insonne di lui non se ne.e neanche accorta[emoji22][emoji22]
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Guarderò. E guarderò meglio, perché non mi quadra tutto. Ma non saprei ancora spiegarlo. Tanto e' un cammino che faccio nel presente.
Grazie ancora :)
Prego :)

pensa che differenza, da quando non guardavi cercavi spiegazioni e definizioni, ad oggi che guardi e ti incuriosisci.
E fondamentalmente te ne sbatti delle etichette. ;)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Da come ha scritto lei ha confessato che era inebriata dalla situazione.
Quindi lui per lei era solo lo stimolo per trombare con l'altro.
Probabilmente lei in quel periodo non si è mai curata di come stesse lui.
lei Delle.probabili notate insonne di lui non se ne.e neanche accorta[emoji22][emoji22]
Sicuramente non si è curata di lui.

Ma fra il non percepire e il decidere di non aver cura di quel che si percepisce c'è un universo....

Ed è in quell'universo che si colloca, almeno un po', la distorsione che porta a cercare soluzioni fittizie (la prova) e fondamentalmente ancora rispondenti alle regole di quell'universo. E il fatto che si risponda ancora a quelle regole è qualcosa di cui occuparsi. A mio parere.

EDIT: per dirla facile, come si può risolvere un problema usando i dati di un altro problema?
 
Ultima modifica:

HP72

Utente di lunga data
Ma da come scrive lui la coppia non c'è.
La coppia era lei e amante . Lui era uno stimolo per lei a trombare con l'altro .
E poi togliere dei sassolini da una frana ???
Se vuole perdere tempo la terapia può farla.
Certo Oriente ma se dopo 4 anni, diconsi 4 anni di tradimento continuo, con un amico di famiglia che te lo sei pure portato in ferie, non hai trovato la forza interiore di mollare tua moglie pensi davvero che il suo rifiuto di riferire alla moglie dell'amante aggiungerebbe qualcosa di più?
E' come aggiungere un sassolino ad una montagna, nella speranza che quel sassolino sia l'ultima goccia ...
Io dubito sia così, penso che lui provi ancora affetto per lei e che abbia bisogno di ben altro per lasciarla
 

Mat78

Utente di lunga data
Ipazia è fantastica nell' esporre
Io zero ..ma riesco a comprendere quel che dice
Sei sicuro di aver compreso che non si tratta di perdonare o meno chi ci ha fatto un torto e che non è possibile, per fortuna,.spiare, programmare o cancellare i ricordi dell' altro
Si può solo decidere che fare della sofferenza che evoca i nostri ricordi e non perpetrarla all infinito nel nome di un etica e moralità che e solo nostra
Più leggo le vostre risposte e più comprendo che non riesco a farmi capire da alcuni di voi. O magari siete troppo abituate a non ascoltare. Eppure scrivo in modo sintetico e senza troppi fronzoli. Io non parlo dei ricordi del traditore che non frega nulla a nessuno se non al traditore stesso! Io dico che al tradito è anche doloroso il semplice pensare che il TRADITORE ABBIA I RICORDI (belli o brutti fate voi) della persona con cui veniva tradito. Eppure mi sembra un concetto talmente semplice!
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Più leggo le vostre risposte e più comprendo che non riesco a farmi capire da alcuni di voi. O magari siete troppo abituate a non ascoltare. Eppure scrivo in modo sintetico e senza troppi fronzoli. Io non parlo dei ricordi del traditore che non frega nulla a nessuno se non al traditore stesso! Io dico che al tradito è anche doloroso il semplice pensare che il TRADITORE ABBIA I RICORDI (belli o brutti fate voi) della persona con cui veniva tradito. Eppure mi sembra un concetto talmente semplice!
Prova a rileggerti. :)

Non vedi la contraddizione interna?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
L'egoismo e' sano :)
Certo che è sano :)

quando è riconosciuto e collocato, e quindi può essere diretto in una prospettiva win win.
Sia che la prospettiva riguardi la relazione con se stessi, sia che la prospettiva riguardi una relazione con qualcun altro.

Nell'egoismo di questo tipo, nasce la gratitudine, fra le altre cose. :)

Che non nasce, per esempio, nelle relazioni strutturate in un sistema win-lose
 
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