Secondo me spesso si filosofeggia su fatti a volte addirittura discordanti, e secondo me spesso solo “ autoassolventil, riassumibili qui in :
- Ognuno deve seguire i propri istinti (desideri)
- mettere se stessi davanti agli altri e’ cosa buona e giusta, perché ti fa star bene, a prescindere da cosa provano gli altri che sono solo accessori importanti quando ti danno qualcosa (visione narcisistica della vita e delle relazioni...d’altronde se questa patologia mentale in Occidente è passata dal 1,5 al 6%, un motivo ci sarà )
- se uno ha seguito i propri istinti e desideri e ti ha fatto soffrire, tu puoi solo scegliere sulla base di quanto vuoi per te stesso, se rimanere o andare
- se rimani, fai come nulla fosse ... hai scelto ...
Io penso invece che a volte ci sia un’altra soluzione . Sei dotato di scarsa empatia e pensi di venire tu prima degli altri ? Allora ti faccio capire con i fatti quello che mi hai fatto passare ....non è vendetta...è insegnamento....per alcuni funziona così ....... rientra in alcune metodologie di trattamento chiamate se non ricordo male “modalità a specchio”...
Io la trovo molto edificante .....
Mi rubi la merendina perché hai fame e io resto senza? Ti spiego fino alla nausea che hai sbagliato ma tu non capisci perché se fossi strutturato per capire non me l’avresti rubata a monte? Bene ...domani te la rubo anch’io...ma non per vendetta...ma per farti provare cosa ho provato io .... se piangi ...allora ci siamo ... scommettiamo che non me la rubi più e magari mi chiedo pure Scusa?(Ho fatto un esempio...)
C'è una asimmetria costituente del rapporto insegnante-allievo. Ed è insita al raggiungimento di apprendimento.
L'insegnante è nella posizione di colui che sa.
L'allievo è colui che non sa.
L'insegnante è colui che passa (e nella peggiore delle ipotesi, travasa) la sua sapienza
L'allievo è colui che riceve
In una circolarità che assume come presupposto di base una asimmetria che non permette uno scambio in com-penetrazione e, più che altro, un certo tipo di potere che se non è svelato e dichiarato e condiviso e accettato consensualmente e consapevolemente, semplice definisce la relazione.
La scelta riguarda il voler essere insegnanti del proprio compagno/a oppure il desiderio di avere accanto un alleato con cui accompagnarsi alla scoperta della vita.
Non c'è scelta giusta o sbagliata.
Ma il benessere che se ne ricava è dipendente dalla forma di asimmetria che si sceglie.
Lascia stare le patologie occhi...il narcisismo non è quella roba che dici tu.
Un narcisista perverso non solo non si fa neanche venire in mente di cercare di essere perdonato. E non perchè non voglia il perdono. Semplicemente non gliene frega un cazzo.
Ma semmai ti svaluta e distrugge fino al punto in cui tu perdi talmente il senso di realtà da VOLER essere perdonata tu. A prescindere dalle sue azioni.
Roba che ti prende a schiaffoni e tu gli chiedi pure scusa. Convinta che lui non potesse fare altro con te.
Detto questo una componente di narcisismo è presente in tutti. Anche in te.
Nessuno è assolutamente esente da deviazioni.
La discriminante della patologizzazione è la stabilizzazione dei comportamenti in uno schema o la loro fluidità.
EDIT: e no, lo specchiamento è un'altra cosa. E non ha l'obiettivo di far capire cosa si è passato. Perchè è semplicemente impossibile. Tu non sei l'altro e l'altro non è te. Semmai lo specchiamento ha l'obiettivo di aprire un varco nell'altro per entrargli e portarlo, anche attraverso la manipolazione e il condizionamento, dove si desidera vada.