Non sono molto d'accordo
dove non c'è amore, non esiste tradimento poichè non c'è nulla da tradire.
Il tradimento è insito nel legame.
Questo non significa che necessariamente si verificherà.
Ma non esiste un tradimento fuori da una relazione, fuori da un legame.
Cosa si tradirebbe altrimenti?
Che poi PER AMORE si possa scegliere di non tradire, o meglio, di non agire il tradimento, è una cosa successiva.
Riguarda la gestione di se stessi all'interno del legame.
Detto questo, da traditrice, non è l'amore a bloccare il tradimento.
Ho tradito in molti modi.
Ho imparato, percorrendo quella via, che non tradisco se le basi non riguardano i sentimenti ma riguardano altro.
E riguardano il valore di me stessa nel percorso che sto facendo con l'altro.
Valore che l'altro riconosce a se stesso.
Credo che non mi tratterrebbe dal tradire il profondo amore dell'altro per me. Sentirei pena nei suoi confronti se lo vedessi talmente ai miei piedi. E se quello fosse il motivo per cui lui non tradisce me.
Sto riuscendo a spiegarmi?
Io non considero la fedeltà un vincolo dettato dai sentimenti.
E non considero la fedeltà all'altro.
Se io sono fedele a me stessa nella relazione con l'altro allora so che sono la persona più "fedele" di questa terra.
Ma se nella relazione iniziano ad esserci situazioni tali per cui è la mia fedeltà a me stessa a vacillare, allora non c'è legame che tenga.
Detto questo.
In questa storia quello che mi colpisce molto, come ho già detto, non è il tradimento in sè.
Non è nemmeno il fatto che lui abbia deciso per la figlia di rimanere lì.
L'hanno fatto in tanti, nei secoli.
Non è una novità.
Ci sono donne che sono rimaste per la famiglia prendendo scariche di bastonate per una vita intera.
Quindi lui non mi impressiona moltissimo da questo punto di vista.
Ha fatto le sue valutazioni, ha scelto la sua scala di priorità e l'ha realizzata.
Quello che mi colpisce moltissimo è il fatto che nei suoi discorsi questo tradimento sia considerato "normale".
E normale non lo è.
Lei ha preso il marito e l'ha usato come gradino, a sua insaputa, per sentirsi lei stessa la figa della spiaggia.
E' una sorta di vampirismo.
Tutto nascosto dietro la bolla dell'illusione.
E lui gliel'ha lasciato fare. Senza mettere nessun limite.
E mettere limiti non avrebbe significato far saltare il banco, se non voleva farlo.
Mettere limiti poteva significare anche inventarsi un mal di pancia e non partecipare ad una situazione che a me sembra davvero orribile.
Una non consensualità consensuale.
E' un paradosso terribile.
E questo fulcro viene attraversato come se non fosse mai esistito.
Come se il fulcro fosse la relazione parallela e non la modalità particolare di quella relazione.
Se il mio uomo attuasse una dinamica di questo tipo, non ci sarebbero prove.
Non mi verrebbe in mente nulla che potesse colmare quello che ho visto.
Quanto alla tua domanda...no. Non lo farei.
E al posto della moglie avrei aperto la questione.
Non mi sarei semplicemente rifiutata.
Che relazione è una relazione che tenta di rimettere le basi su una cazzata?
Che è fra l'altro distraente da un fulcro potentissimo.
Cosa può ridare indietro una cura calpestata come in questa relazione?
Mi stupisce che lui pensi che davvero esista una prova di questo genere.
Che si accontenti di una prova del cazzo per sentirsi suo.
Faccio molta fatica a comprendere.
forse perchè per me appartenersi non significa appartenere uno all'altro, ma appartenere entrambi ad un tessuto relazionale comune e condiviso che viene protetto da entrambi. Anche in presenza di un tradimento.
In questa storia quel tessuto è stato strappato.
E ribadisco, non con le trombate.
E' stato strappato perchè lei ha usato quel tessuto per costruirsene un altro.
Non è il sesso o la relazione. Non è il cosa.
E' il come.