Ciao vi leggo da un po e non ho mai osato scrivere , ma oggi vorrei interventire portando la mia esperienza di moglie tradita e donna separata ( anche mamma)
Noi eravamo felici mediamente sereni il sesso non mancava le risate anche i problemi come tutti
Lui si è innamorato si è preso una scuffia mettetela come volete
E Io ho ricominciato
Come me tante
Gli uomini no restano e tirano fuori ogni sorta di motivazioni più o meno nobile e mi fanno tanta tenerezza perché un uomo senza la sua donna è perso ( poi ovviamente L uomo è quello che se ne va è quello che spesso ci rimette dei soldini ) ma mediamente e 'anche più comodoso e forse continua ad amare nonostante la sua donna scopasse e godesse tra le braccia di un altro a sua insaputa ovviamente .
Non è un inno alla separazione il mio solo la constatazioni di come l'uomo il maschietto sia sicuramente il debole
Se tradisce comunque resta e resta pure se tradito e le motivazioni sono le medesime
Quando si parla per categorie si forza sempre il discorso e si va sulla generalizzazione.
Tu hai portato la tua storia, la tua esperienza, che è valida proprio in quanto unica.
Non può essere per esempio valido per tutte le donne, anche perché qui scrivono molte che sono state tradite e ancora restano con il rispettivo.
Se proprio devo generalizzare, ti posso dire che l'uomo è più portato a tollerare chi lo ha tradito in quanto ha imparato a rendere accettabile il tradimento per se stesso. Detto ciò, il tradimento è doloroso per tutti, soprattutto per chi ama.
E spesso chi viene tradito ama ancora, e questa è una delle ragioni per cui resta accanto conservando la speranza di ricostruire un rapporto a cui non vuole rinunciare. Poi è il tempo a decidere se il tentativo di ricostruzione avrà successo o meno. Anche in questo l'uomo spesso, sempre generalizzando, si dimostra forse solo più riflessivo: prende il tempo necessario, non agisce d'impulso, valuta quello che gli conviene fare.
Ed è quello che ho fatto io.
Dire che sarei stato perso senza la "mia donna" è inesatto.
Io non avevo molte alternative quando ho scoperto il tradimento.
Mia moglie non aveva uno stipendio sufficiente per vivere da sola, io non avevo una casa dove andare ad abitare.
Due condizioni abbastanza frequenti che limitano le scelte d'impulso per entrambi.
Inoltre mia moglie non aveva alcuna intenzione di lasciarmi. L'avere una storia parallela segue una logica "al di fuori" della coppia" sia per l'uomo che per la donna, spesso per sopperire a mancanze della coppia o personali. Questo rende necessario intraprendere una giudiziale, o comunque, arrivare a forzare una situazione dove risulta difficile, in condizioni di stress post scoperta, trovare accordi che siano rispettosi per tutti, figli compresi.
In questi casi è opportuno prendere tempo e rinviare le decisioni a quando gli animi saranno più rilassati.
Nel frattempo non è affatto detto che non si trovi un nuovo equilibrio, oppure che non riuscendo ad arrivarci, si decida di separarsi in maniera intelligente e civile come ha mostrato Homer.
Se per questo comportamento l'uomo deve essere considerato debole, e non semplicemente meno succube dei propri stati emotivi, è una tua personale valutazione.
Io lo trovo un comportamento responsabile, soprattutto in presenza di figli, e obbligato, in assenza di accordo.
Inoltre, sull'ultima frase: chi tradisce, che sia uomo o sia donna, nella maggior parte dei casi non ha alcuna intenzione di lasciare il rispettivo. Vuole solo avere una relazione parallela. E' chi viene tradito che può decidere se lasciare o meno perché trova inaccettabile questo comportamento.
A distanza di anni posso solo dire che ho fatto bene a restare.