Non riesco propriamente a vedere la discussione sui termini fin qui impostati.
Al di là di ipocrisia o non ipocrisia, di verità o segreti, io vedo una donna - Anita - che da' per scontato che solo la menzogna puo' "salvarla" (lei e il suo bambino).
Mi interrogo in che tipo di società vive, in che contesto, perché non ha gli strumenti per poter essere sincera con tutti (l'amante, che magari vorrebbe un ruolo nella vita del bambino, il marito, e in primis il figlio).
A mio avviso non ci sono diritti PIU' IMPORTANTI di altri, ma sono tutti importanti: il figlio ha un interesse biologico a conoscere il suo vero padre. Ma ha anche l'interesse a poter fruire di una vita serena in un contesto armonioso.
Perché mai le due cose devono essere inconciliabili?!
Possibile che non si possa davvero essere civili, mettere i problemi sul tavolo...e risolverli?!
Possibile che un uomo - nell'Italia del 2007 - debba essere PER FORZA all'oscuro per poter amare un figlio non suo?!
non ci voglio proprio credere
e non ditemi che sono "irrealistica" perché non penso proprio non si possa MAI essere onesti e - con onestà - risolvere i problemi!
Bacio!