Ho letto i tuoi interventi, non le risposte. Se ripeto qualcosa che ti è già stato detto, mi scuso.
Da quanto hai scritto mi pare di capire questo:
1) che il sentimento che lega te e il tuo amante è un amore autentico e profondo
2) che il rapporto personale (sentimentale, erotico) tra te e tuo marito è concluso, non recuperabile: l'indifferenza è un segno inequivocabile.
3) che il rapporto personale tra il tuo amante e sua moglie non è concluso e irrecuperabile: non prova indifferenza nei suoi riguardi, anche se certo è molto più grande e profondo il trasporto che prova per te. Tieni anche presente che al contrario delle donne, di solito gli uomini, se sono persone mature come mi pare sia il caso del tuo amante, sono sentimentalmente legati alla istituzione del matrimonio, oltre che alla persona del coniuge e ai figli. Per una donna, questo è difficile da capire, perchè la struttura della sua psiche la inclina a intendere tutto come legame personale (sono gli uomini che inventano la legge, anche se poi la violano, mentre le donne, parlando in generale, la sentono come convenzione pura).
4) il grande amore che provi per il tuo amante ti ha fatto immediatamente desiderare il suo coronamento archetipico, che è il matrimonio.
5) Ti invito però a riflettere che il matrimonio come archetipo è una cosa, il matrimonio come realtà empirica è quasi sempre un'altra.
6) Il matrimonio come archetipo è quello a cui si riferiscono le fiabe, quando concludono "si sposarono e vissero per sempre felici e contenti". NON, ripeto NON è una falsità o un'illusione. E' l'immagine, appunto archetipica, dell'adesione completa tra un uomo e una donna, che si completano e si integrano in tutti i piani del loro essere: fisico, animico, intellettuale, spirituale, così trasfigurandosi insieme, e completando ciascuno il proprio processo di individuazione.
7) Come puoi facilmente immaginare, la completa realizzazione pratica di questo archetipo è rarissima. Per farti capire meglio: quando c'è sintonia profonda anche solo sul piano fisico e animico, il vissuto soggettivo degli amanti viene descritto correttamente come "grande amore passionale", per darti un'idea come quello di Paolo e Francesca nella "Commedia" dantesca. Se c'è sintonia anche sul piano intellettuale, la funzione che svolge la donna è quella di "Musa ispiratrice", e il frutto può esserne una grande opera d'arte o una grande realizzazione sociale. Se la sintonia giunge sino al piano spirituale, un buon esempio è quello dell'amore tra San Francesco e Santa Chiara, che ha dato vita a un rinnovamento religioso di straordinaria importanza per la civiltà europea.
8) Nel vostro caso, mi par di capire che la profonda sintonia che lega te e il tuo amante sia sul piano fisico, ma anzitutto animico (sentimentale); e tu proprio di questo avevi impellente bisogno, perchè vieni da una lunga "traversata del deserto" dei sentimenti (l'indifferenza di tuo marito, la morte del vostro rapporto sentimentale).
9) Il tuo amante non vuole abbandonare la sua famiglia e i suoi figli, e si dà del "codardo" per questo. L'autoaccusa è comprensibile ma infondata. Non è necessariamente vigliaccheria, anzi ti dirò che in questo caso, da quel che racconti e da come lo racconti, non mi pare sia così. C'è, molto semplicemente, un conflitto di valori e soprattutto un conflitto di legami affettivi. Come ti ho detto e ora ti ripeto, è normale per un uomo maturo provare un sentimento profondo per l'istituzione del matrimonio, anche se il rapporto personale per la moglie non è ideale; e poi ci sono, naturalmente, i figli.
10) In sintesi, non è vero che un grande amore come è il vostro deve "vincere tutto" (e tutto distruggere), altrimenti si rivela per una illusione o per una bugia. Questo è un modo di vedere e sentire unilaterale, tipicamente femminile, che è comprensibile ma sbagliato e rovinoso, rovinoso anche e anzitutto per il vostro amore, perchè equivale a suggellarlo con un sacrificio umano.11) Che cosa è meglio fare per voi non lo so, e ci dovete pensare voi. Vi suggerisco soltanto di tenere presente che comunque, qualunque cosa facciate, dovrete rinunciare a qualcosa, e la rinuncia non sarà nè facile nè indolore; del resto, l'amore si paga molto caro, come tutte le cose che hanno un grande valore. Per esempio, se il tuo amante lascerà la famiglia e vivrà con te e i tuoi figli, dovrete rinunciare all'innocenza del vostro amore, perchè è senz'altro così che lo avete sentito: innocente, spontaneo, giusto e necessario, anche se comportava e comporta un tradimento. Non sarà una rinuncia facile, e porterà con sè molte conseguenze, proprio nella relazione intima, sentimentale, tra voi.
In bocca al lupo.
Innanzitutto GRAZIE per aver speso del tempo perleggere quello che ho scritto, averci pensato su ed avermi risposto in manieracosì profonda…
Provo a rispondere punto per punto.
1) E' proprio quello che pensiamo noi. Mi vergogno quasi a scriverlo perché ho capito che non è una cosa per molti possibile, anzi, in tanti la deridono, ma noi sentiamo di amarci profondamente.
2) Esatto. Il rapporto tra me e mio marito è concluso. L’indifferenza è da intendersi dal punto di vista sentimentale ed erotico come ci si aspetta che sia un legame tra un uomo e una donna. Sicuramente proviamo affetto l’uno per l’altra, e tanto, ma nulla di più e per me non è sufficiente per tenere in piedi un matrimonio. Non credo che sia il bene di nessuno, a partire dal suo e anche per i nostri bimbi. Fermo restando che gestiremo il tutto nel totale loro interesse.
3) Lui prova affetto per la moglie anche se non la stima. Si sente molto in dovere nei suoi confronti e lo capisco anche… Io ho provato a parlargli e a suggerirgli di provare ad affrontare un percorso di coppia con uno psicologo per capire se sia possibile recuperare il loro matrimonio, ovviamente rinunciando a me, (ero sincera e serena nell’augurarlo, anche se può sembrare che sia impossibile) ma la sua risposta è stata sempre che, se fossero andati da uno psicologo, se ne avessero parlato sinceramente, avrebbero dovuto prendere atto dei loro problemi e avrebbero dovuto fare i passi successivi, che lui non vuole affrontare. In pratica sembra convinto che il suo matrimonio sia finito ma non voglia affrontare le conseguenze che questo comporta. Certo, questo è quello che dice a me, ma, se decido di avere fiducia in lui, non posso mettere in dubbio ogni cosa che dice e credo che sia sincero.
Sicuramente lui è, proprio come scrivi, profondamente legato all’istituzione matrimonio. Lo sono anche io ma in modo diverso, secondo me ha senso se le basi sono oneste e sincere e se c’è la volontà di entrambi di portarlo avanti e continuare a costruire qualcosa insieme, disposti anche a rinunciare a determinate sensazioni, altrimenti mi sembra solo una facciata ma mi rendo conto che forse sia un punto di vista prettamente femminile. Cmq, da donna, sarei infelice con un uomo che rimane con me esclusivamente per i figli. Questo pensando solo alla questione marito/moglie, se di mezzo ci sono dei figli… capisco perfettamente che le cose cambino profondamente, soprattutto per l’uomo che, di solito, è quello che rischia di perdere di più nel rapporto con loro.
4) Per come sono cresciuta e per le cose in cui ho sempre creduto… se due persone si Amano davvero… un qualche coronamento in qualche modo è naturale che avvenga e probabilmente inconsciamente è quello che ho sognato ma non ho mai pensato davvero… MA capisco anche che ci stiamo muovendo su un piano del tutto teorico.
5) 6) 7) 8) Capisco perfettamente cosa intendi dire, la differenza tra archetipo e realtà.
Nel nostro rapporto noi ci siamo trovati sotto tantissimi aspetti… cosa che non era mai capitata né a lui né a me, sebbene entrambi abbiamo avuto le nostre esperienze. Probabilmente entrambi ci siamo sempre legati a persone facilmente “gestibili” (so che è un brutto termine ma spero che passi il concetto generale) e abbiamo sempre avuto paura del rischio che persone più complicate e simili a noi avrebbero comportato.
Siamo legati profondamente sia sentimentalmente, sia caratterialmente, sebbene entrambi siamo perfettamente consci dei rispettivi difetti, sia spiritualmente, sia fisicamente (non ho parlato molto della sfera sessuale perché non volevo che si riducesse tutto a quello ma ho capito che per qualcuno sia stato causa di fraintendimento). Non riesco a descrivere quello che proviamo l’uno per l’altra, ma siamo entrambi convinti che si tratti di Amore… Quando siamo insieme non è solo sesso ma è come se davvero diventassimo una cosa sola, un’unica anima, e non era mai successo a nessuno dei due.
9) Di fatto, sebbene non sia uscito da quello che ho scritto e mi dispiace, io non gli ho mai chiesto di lasciare la sua famiglia. E se lui intendesse farlo per me… lo troverei assurdo. Non si rompe un rapporto esclusivamente per costruirne un altro. E non siamo solo innamorati ma anche persone adulte e capaci di ragionare con razionalità. Ci conosciamo da troppo poco tempo per decidere che saremo anime gemelle per tutta la vita, quando ci siamo sposati, pensavamo di essere innamorati, io più di lui a onor del vero, e potrebbe essere che il momento specifico faccia sì che scambiamo quello che proviamo per qualcosa che magari non è…
Per come vedo io le cose… l’Amore è qualcosa che costruisce, non che distrugge. E non potrei MAI e poi MAI, proprio perché lo Amo, separarlo dai suoi figli che lui adora con tutto se stesso.
Da qui era la mia idea di concludere il tutto… lasciarlo libero, dato che lui non riesce a separarsi da me. Non so se riesco a farmi capire. Anche questo è stato travisato… io mi stavo e sto interrogando se sia meglio lasciarlo “in pace” nel suo equilibrio, intendo per il suo bene, perché anche lui fatica in questo ruolo di amante. Soffre nel non poter vivere con me la quotidianità e lo sento dilaniato da questa cosa e non so nemmeno io se sia il suo bene.
Hai perfettamente colto il mio dissidio nella frase che hai sottolineato… Quello di cui avevo assoluto bisogno era una prospettiva forse perché convinta che, senza alcuna prospettiva, non possa trattarsi di altro che “un’illusione e una bugia”, esattamente come hai scritto tu. Forse il nocciolo di tutta la questione è proprio questo. E mi sto interrogando tantissimo in merito a questo aspetto. E’ possibile che proviamo un sentimento sincero, rispettandoci l’un l’altro, senza cadere nella logica dell’usarsi, senza avere una prospettiva? Mi sembra di capire dalle tue parole che tu pensi che sia possibile… Io ci sto riflettendo molto.
11) anche in questo caso è proprio come scrivi tu… lo abbiamo vissuto come un Amore innocente, spontaneo, giusto e necessario, sebbene sembri assurdo anche a me mentre lo scrivo…
Non so cosa sia giusto fare nel futuro lontano e nemmeno nell’immediato. Non so se, dato che cmq è qualcosa destinato a finire, prima o poi, sia il caso di portarlo avanti con le sofferenze ed i rischi del caso o se abbia cmq senso vivere un sentimento forte come quello che si è creato tra noi…
Spero che si capisca il succo di quello che ho scritto.
Grazie ancora!