No te lo giuro

Foglia

utente viva e vegeta
No no no no ferma lì...Ci sono contenitori e contenutiIo posso CHIEDERE il contenitore, e do x scontato che vi sia il contenuto"Voglio una borsa di Versace.. tanto tu mi ami no? Saranno 2 settimane che impazzisci x il mio regalo di compleanno giusto? Non dormi da 5 giorni con l'ansia di farmi felice giusto? - Bene amore mio, le tue pene sono finite! Puoi prendermi la borsa di Versace!!" :rotfl: :rotfl:Tu fai così?? :rotfl: :rotfl:Beh.. auguri!! (Ma non x il compleanno :rotfl: )
No. Stai portando il discorso su un terreno che non è il mio :)Lo preciso partendo dall'esempio della borsa. Se, durante una giornata di shopping (che amiamo fare entrambi) ed una serie di acquisti fatti con reciproca soddisfazione, io adocchio la borsa e te la chiedo in regalo, ottenendola, abbiamo entrambi concluso in bellezza una giornata NON finalizzata all'acquisto di quella borsa, ma sicuramente resa ancora più bella da quell'acquisto. Ripeto: non ho mai parlato di liste della spesa :)
 

Skorpio

Utente di lunga data
No. Stai portando il discorso su un terreno che non è il mio :)Lo preciso partendo dall'esempio della borsa. Se, durante una giornata di shopping (che amiamo fare entrambi) ed una serie di acquisti fatti con reciproca soddisfazione, io adocchio la borsa e te la chiedo in regalo, ottenendola, abbiamo entrambi concluso in bellezza una giornata NON finalizzata all'acquisto di quella borsa, ma sicuramente resa ancora più bella da quell'acquisto. Ripeto: non ho mai parlato di liste della spesa :)
Te sei te.

Ripeto per la 435653277° volta che a me va bene...:rotfl:
 

Skorpio

Utente di lunga data
Capito.

Anche se poi il grassetto mi sembra in contraddizione.

Alla fine, chiedi in risposta ad un chiedere?

Eh no! Il grassetto è proprio quello che NON farei, perché rinuncerei alle "cose" x me.

Io non cambio "le mie cose" perché mi hai chiesto la borsa
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Eh no! Il grassetto è proprio quello che NON farei, perché rinuncerei alle "cose" x me.

Io non cambio "cose" perché mi hai chiesto la borsa
(Ah sì? Mi hai chiesto la borsa? Bene! Allora io alla mia ora ti chiederò l'Iphone)

non l'ho mica capito allora il grassetto...tradurresti? :eek::D
 

Skorpio

Utente di lunga data
(Ah sì? Mi hai chiesto la borsa? Bene! Allora io alla mia ora ti chiederò l'Iphone)

non l'ho mica capito allora il grassetto...tradurresti? :eek::D
Mi unisco alla richiesta.
Era la rappresentazione farlocca di me.

Che direi che NON chiedo, con mille motivazioni, che cadrebbero miseramente davanti a una borsa di Versace chiesta a me. (Oh cazzo, che sfrontata, ma ora vedrai quando è il mio compleanno che culo che gli concio, gli chiedo l'iPhone!!!)

Io continuerei come prima
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Era la rappresentazione farlocca di me.

Che direi che NON chiedo, con mille motivazioni, che cadrebbero miseramente davanti a una borsa di Versace chiesta a me. (Oh cazzo, che sfrontata, ma ora vedrai quando è il mio compleanno che culo che gli concio, gli chiedo l'iPhone!!!)

Io continuerei come prima

Pensa che a me non era neppure venuto in mente che una richiesta potesse far nascere una contro-richiesta...

La mia domanda però era se tu, che pensi di limitare la libertà dell'altro chiedendo, come mai non ti senti limitato se a subire la richiesta sei tu.

Quale è la differenza che ti mette in condizione di non sentirti limitato da un qualcosa che ritieni limitante?
 

brenin

Utente
Staff Forum
Eppure proveniamo dai nostri condizionamenti storici, culturali, ambientali...e, ora come ora, più che assumerli come cosa propria e quindi "servirsene" io non vedo strada di "liberazione". Se per liberazione si intende assenza (di condizionamenti). A questi si aggiungono quelli che emergono, in ognuno, anche nell'interazione con l'altro.

Se poi invece per liberazione non si intende assenza ma "contemplazione" del condizionamento e assunzione dello stesso al proprio servizio (non esserne schiavi, fondamentalmente) allora sì, penso si possa non essere condizionati.

Ma di fondo il condizionamento è lì. Vederlo e assumerlo permette di non esserne schiavi, includerlo, invece di escluderlo o negarlo, permette di esercitare intenzione e volontà. (spontaneamente, intendendo spontaneamente come un percorso in fieri)
Compresa la condivisione dei condizionamenti stessi. Che a quel punto però si trasformano in altro. Che a me, ora come ora, sembra esattamente esercizio di libertà.

Penso comunque che ognuno sia responsabile dei suoi propri condizionamenti e non di quelli dell'altro.
Ognuno risponde per sè.

Salvo stia facendo una intenzionale opera di manipolazione (più o meno concordata).
Ma entriamo in un altro ambito a questo livello.

Non so se mi spiego.
Ciao ! :)

Mi hai fatto ricordare, con questo tuo post, il film " Luna di fiele " di R. Polanski ( a mio avviso perversamente stupendo ).... il film è la storia ( o cronistoria ) di una relazione amorosa; la prima parte mostra l'inconsapevolezza di due persone che si innamorano credendo di aver finalmente trovato l'amore che cercavano, poi - mano a mano che la loro relazione si approfondisce - ciascuno dei due scende sempre di più a compromessi e poi a condizionamenti, con la conseguenza finale di un profondo risentimento verso l'altro. Dapprima l'uno è despote dell'altro, ma poi le parti si rovesciano sino alla fine drammatica.
Penso che la barriera tra compromesso o condizionamento sia estremamente labile, variabile da persona a persona,suscettibile ed influenzabile da una miriade di fattori esterni che delle volte nulla hanno a che fare con la vita o la relazione " di coppia ". E come distinguere condizionamento da manipolazione ( talvolta talmente strisciante che - per chi è emotivamente coinvolto - risulta difficile accorgersene ) ? confesso di avere un'atavica allergia per i condizionamenti.... mentre il compromesso lo paragono ad una coppia di alpinisti che affronta l'Eiger.... unità d'intenti, comune spirito di sacrificio, la disponibilità di sacrificare qualcosa di " nostro " per raggiungere la meta, sapendo ( o presupponendo ) che - a parti rovesciate - l'altra persona farebbe la stessa identica cosa.
Il condizionamento a cui tu ti riferisci, e che indubbiamente esiste, secondo me sarebbe probabilmente da considerarsi come uno dei tanti retaggi che ci portiamo " appresso " dalla nascita.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Pensa che a me non era neppure venuto in mente che una richiesta potesse far nascere una contro-richiesta...

La mia domanda però era se tu, che pensi di limitare la libertà dell'altro chiedendo, come mai non ti senti limitato se a subire la richiesta sei tu.

Quale è la differenza che ti mette in condizione di non sentirti limitato da un qualcosa che ritieni limitante?

Ma.. qui si gioca di dollari o di noccioline?? :rotfl:

Hai 42 domande nei miei precedenti post a cui rispondere.. e continui a chiedere?? :carneval:

Qui x "vedere" si paga, bambola.. :rotfl: :rotfl:
 

mistral

Utente di lunga data
Conosco il meccanismo...è anche mio. Anche se sto lavorando per scioglierlo...ci sono punti oscuri che fanno male a me in quel meccanismo. E mi tirano indietro su questioni in cui invece vorrei semplicemente lasciar scorrere.

Come mai in prima battuta gli dicesti che qualcuno ti aveva passato informazioni?

Pensa che io credo che in prima battuta ad una domanda tipo quella che ti ha posto lui, avrei risposto che non erano cazzi suoi. E non per forma. Ma proprio per sostanza.

Posso osservare. So contenere le mie emozioni. Le so accendere e le so spegnere.

Ma. Non è senza conseguenze.
E se mi metti in condizione di spegnere le mie emozioni, poi ti prendi anche le conseguenze.
E non sono piacevoli. Men che meno sottoposte a sconto.

Sei riuscita a mantenere calore verso di lui...è una cosa che mi lascia sempre stupita quando ti leggo. :)
Sai che ancora non mi so spiegare perché una volta scansato lui dal pc ,non mi misi a leggere la loro conversazione ma mi limitai a mandare un segnale inequivocabile a lei e chiusi ,o lasciai che lui chiudesse ,non ricordo bene.
Forse l'atterrimento paralizzante di lui e la voce strozzata erano già una risposta troppo eloquente da digerire.
Fatico anche a capire come lui in seguito avesse potuto credere di averla scampata quando,in realtà aveva acceso per l'ennesima volta la miccia.Ma anche lei si è rivelata degna,due fulmini di guerra.
Evidentemente la relazione era in piena fase idilliaca e per entrambi di mollare l'osso non se ne parlava proprio.
L' annebbiamento gli è costato caro.
Non sai quanta verità che identifica anche me hai scritto nelle ultime tre righe.Purtroppo anche io sono così ,lo riuscire a spegnere le emozioni dandomi modo di valutare anche i nanosecondi con freddezza fa si che nulla sfugga ed è tutto materiale che raccolgo che poi deve per forza passare al setaccio .Richiede tempi lunghi e lavoro estenuante che porta a risultati imprevedibili .Forse meglio l'impulsivo che reagisce violentemente ad un soffio ed in seguito solo a quel soffio deve trovare una collocazione.Questo mio modo mi rende spietata se l'analisi finale dicesse picche e il tutto si contrappone terribilmente con il carattere ansioso ,impaziente ed accomodante che ho nella vita quotidiana ,una cosa che non sono mai riuscita a spiegarmi fin dalla prima volta in cui mi resi conto di questa "capacità " quando avevo meno di 20 anni.
Io sto ancora setacciando,ogni spunto mi fa prendere in mano una manciata di quella roba che poi tiro fuori quando l'altro meno se lo aspetta temendo questi momenti.Ma non posso essere altrimenti,non posso viaggiare senza sapere cosa mi porto appresso .Firse sbaglio ma è giusto che ciò che mi è stato donato di dannoso faccia il suo lavoro ovvero male,non posso fare finta .Paradossalmente per me l'unica persona che si è dimostrata in grado di somministrarmi l'antidoto ,è lo stesso che di nascosto mi ha messo il veleno nella minestra. Perché' l'unico che abbia sofferto forse di più perché si porta addosso la sofferenza del colpevole e anche quella della vittima.Sa quanto mi abbiano fatto male quelle ferite e le tratta con cura e delicatezza ,lasciando le sue aperte se è il caso.Nessun altro potrebbe capire fino in fondo se non noi due ,cause del nostro male.La cura in gesti,parole ,azioni e cambiamenti che ha messo in atto mi hanno stupita tanto,e ci riesce ancora oggi a distanza di anni. [MENTION=5159]ipazia[/MENTION] ,più di una volta hai posto l'accento sull'amore e la cura che traspare dai miei scritti.I più vedono un cane ed un padrone ,uno stare insieme per essere il dominante che la farà pagare a vita ,una scelta di convenienza o abitudine ,io vedo invece questo setacciare per non lasciare indietro nulla.Visto che io sento la mia storia come la senti tu,mi riesci a spiegare cosa ti arriva per trarre queste tue conclusioni che vanno controcorrente rispetto all'opinione comune?:)
grazie
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao ! :)

Mi hai fatto ricordare, con questo tuo post, il film " Luna di fiele " di R. Polanski ( a mio avviso perversamente stupendo ).... il film è la storia ( o cronistoria ) di una relazione amorosa; la prima parte mostra l'inconsapevolezza di due persone che si innamorano credendo di aver finalmente trovato l'amore che cercavano, poi - mano a mano che la loro relazione si approfondisce - ciascuno dei due scende sempre di più a compromessi e poi a condizionamenti, con la conseguenza finale di un profondo risentimento verso l'altro. Dapprima l'uno è despote dell'altro, ma poi le parti si rovesciano sino alla fine drammatica.
Penso che la barriera tra compromesso o condizionamento sia estremamente labile, variabile da persona a persona,suscettibile ed influenzabile da una miriade di fattori esterni che delle volte nulla hanno a che fare con la vita o la relazione " di coppia ". E come distinguere condizionamento da manipolazione ( talvolta talmente strisciante che - per chi è emotivamente coinvolto - risulta difficile accorgersene ) ? confesso di avere un'atavica allergia per i condizionamenti.... mentre il compromesso lo paragono ad una coppia di alpinisti che affronta l'Eiger.... unità d'intenti, comune spirito di sacrificio, la disponibilità di sacrificare qualcosa di " nostro " per raggiungere la meta, sapendo ( o presupponendo ) che - a parti rovesciate - l'altra persona farebbe la stessa identica cosa.
Il condizionamento a cui tu ti riferisci, e che indubbiamente esiste, secondo me sarebbe probabilmente da considerarsi come uno dei tanti retaggi che ci portiamo " appresso " dalla nascita.
La conosco quella storia. E' la risultante di una delle illusioni del potere. E della forza. Secondo me.
Guarderò il film...(grazie :))

Io, e penso sia una risultante del mio vissuto, ho una sorta di allarme ai condizionamenti.
E' stato uno dei motivi per cui di compromessi non volevo saperne niente.
E mi rifugiavo in una illusoria sensazione di forza nell'isolamento.
Non da molti anni ho imparato a governare l'allarme, a sciogliere...ricordo che quando scattava, io andavo in massima allerta...e finivo per usare il napalm per togliere un filo d'erba.

Penso che sì, i condizionamenti siano retaggi, cose che non possono del tutto essere eliminate dalla valigia, ma si può a mio parere farne una cernita e comprenderli e scioglierli. Un tempo pensavo di potermene liberare, ri-presentarmi a me come una sorta di tela intoccata e da lì ricominciare. Bruciavo i ponti dietro di me, per tentare di arrivare lì.
Il fuoco ha sempre esercitato un fascino estremo, anche per motivi come questo.
Poi ho imparato che no...si può bruciare ogni cosa, ma sono lì.
Salvo annullare se stessi. E non è una via interessante a mio parere.

Quanto al compromesso che descrivi...sì. Penso che sia davvero una cosa di quel tipo lì...non ne so molto.

Una cosa aggiungo, e per me è fondamentale, senza un Mio e un altro Mio, non può esistere un Nostro.
Posso offrire e donare solo ciò che è Mio.

E un compromesso è un dono reciproco. Per come la vedo io. E si compone di diversi passaggi, fra cui assumersi ciò che è proprio e poi condividerlo. Osare la condivisione. Senza questo passaggio non penso esista un compromesso.
Senza questo passaggio, penso che si torni al film che citavi...in cui uno dei fulcri è il compromesso silente, per quanto posso immaginare...ossia quel compromesso che discende dalla non esposizione di sè.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma.. qui si gioca di dollari o di noccioline?? :rotfl:

Hai 42 domande nei miei precedenti post a cui rispondere.. e continui a chiedere?? :carneval:

Qui x "vedere" si paga, bambola.. :rotfl: :rotfl:
Te lo dicevo che io chiedo tutto :carneval:

In realtà anche prima, mentre rispondevo, chiedevo...chiedevo offrendo...adesso chiedo per sapere :)
 

Skorpio

Utente di lunga data
Te lo dicevo che io chiedo tutto :carneval:

In realtà anche prima, mentre rispondevo, chiedevo...chiedevo offrendo...adesso chiedo per sapere :)
:) Era una battuta, ovviamente.. :)

Ma una risposta mi serve.. e non è una questione di forma.. :cool:

Perché non mi credi?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sai che ancora non mi so spiegare perché una volta scansato lui dal pc ,non mi misi a leggere la loro conversazione ma mi limitai a mandare un segnale inequivocabile a lei e chiusi ,o lasciai che lui chiudesse ,non ricordo bene.
Forse l'atterrimento paralizzante di lui e la voce strozzata erano già una risposta troppo eloquente da digerire.
Fatico anche a capire come lui in seguito avesse potuto credere di averla scampata quando,in realtà aveva acceso per l'ennesima volta la miccia.Ma anche lei si è rivelata degna,due fulmini di guerra.
Evidentemente la relazione era in piena fase idilliaca e per entrambi di mollare l'osso non se ne parlava proprio.
L' annebbiamento gli è costato caro.
Non sai quanta verità che identifica anche me hai scritto nelle ultime tre righe.Purtroppo anche io sono così ,lo riuscire a spegnere le emozioni dandomi modo di valutare anche i nanosecondi con freddezza fa si che nulla sfugga ed è tutto materiale che raccolgo che poi deve per forza passare al setaccio .Richiede tempi lunghi e lavoro estenuante che porta a risultati imprevedibili .Forse meglio l'impulsivo che reagisce violentemente ad un soffio ed in seguito solo a quel soffio deve trovare una collocazione.Questo mio modo mi rende spietata se l'analisi finale dicesse picche e il tutto si contrappone terribilmente con il carattere ansioso ,impaziente ed accomodante che ho nella vita quotidiana ,una cosa che non sono mai riuscita a spiegarmi fin dalla prima volta in cui mi resi conto di questa "capacità " quando avevo meno di 20 anni.
Io sto ancora setacciando,ogni spunto mi fa prendere in mano una manciata di quella roba che poi tiro fuori quando l'altro meno se lo aspetta temendo questi momenti.Ma non posso essere altrimenti,non posso viaggiare senza sapere cosa mi porto appresso .Firse sbaglio ma è giusto che ciò che mi è stato donato di dannoso faccia il suo lavoro ovvero male,non posso fare finta .Paradossalmente per me l'unica persona che si è dimostrata in grado di somministrarmi l'antidoto ,è lo stesso che di nascosto mi ha messo il veleno nella minestra. Perché' l'unico che abbia sofferto forse di più perché si porta addosso la sofferenza del colpevole e anche quella della vittima.Sa quanto mi abbiano fatto male quelle ferite e le tratta con cura e delicatezza ,lasciando le sue aperte se è il caso.Nessun altro potrebbe capire fino in fondo se non noi due ,cause del nostro male.La cura in gesti,parole ,azioni e cambiamenti che ha messo in atto mi hanno stupita tanto,e ci riesce ancora oggi a distanza di anni. @ipazia ,più di una volta hai posto l'accento sull'amore e la cura che traspare dai miei scritti.I più vedono un cane ed un padrone ,uno stare insieme per essere il dominante che la farà pagare a vita ,una scelta di convenienza o abitudine ,io vedo invece questo setacciare per non lasciare indietro nulla.Visto che io sento la mia storia come la senti tu,mi riesci a spiegare cosa ti arriva per trarre queste tue conclusioni che vanno controcorrente rispetto all'opinione comune?:)
grazie
Quando ti leggo, anche quando sei sarcastica nei suoi confronti, ci leggo dentro tenerezza. Uno sguardo amorevole che comprende (nel senso di collocare e anche includere) le sue debolezze e le sue mancanze.

Se devo essere sincera non leggo dominanza invece...anzi.
Nè da parte tua nè da parte sua.
La dominanza non ha un'unica direzione, è sempre bidirezionale. Per sua essenza.

E fra voi non leggo questo.

Leggo semmai un affidamento di lui a te.E leggo di quanto a te da un lato piaccia e di quanto ti sia pesato, specialmente in passato. Perchè hai anche tu il desiderio di poterti abbandonare.

Come ti dicevo in altri 3d...io sposterei il fuoco da lei a lui.

A volte ho la sensazione che tu lo protegga. Che sì, sei dura fuori..ma dentro quella tenerezza che ti permette lo sguardo amorevole ti metta in condizione di trovare la via per "aggiustare". E per aggiustare intendo trovare la via per collocare lui. Come è.

E la cura che vedo la vedo qui.

E forse è una proiezione mia, può essere, col mio ex avevo uno sguardo molto simile al tuo...dentro di me promettevo fuoco e fiamme, ma poi, quando mi si svelava e mi si prostrava quasi schiacciato dallo svelamento stesso mi scioglievo...

Ed era una questione mia però. Io che mi ritenevo toccata da un dono, quello svelamento, che da qualche parte di me ritenevo, come dire, immenso.

In realtà, siccome io faccio una gran fatica a svelarmi, quando lo fanno gli altri sopravvaluto la fatica che fanno. O la sottovaluto. Insomma...è un qualcosa che valuto in modo zoppicante. Forse anche perchè è un qualcosa che nel setaccio di cui parli (ce l'ho anche io...mi ci sono fustigata per anni e anni, in riferimento alla violenza) non ha spazio.
Nel setaccio ci si passa tendenzialmente se stessi...l'altro è semmai uno spunto. Ma nel setaccio è con se stessi che si fanno i conti. Nel bene e nel male.

Ecco...vedo cura e legame perchè vedo te che sei toccata profondamente dai suoi svelamenti, che maneggi con delicatezza, come fossero tesori preziosi.

A volte mi vien da dirti di essere meno dura con te stessa...in fondo quello svelamento è un dono che lui ha deciso di farti. E se ha deciso di dare a te, è perchè anche lui lo ha trovato vantaggioso per tutta una serie di motivi.

Ecco...se ci fosse dominanza, questo sguardo su di lui l'avresti.

E invece non vedi il cane...vedi l'essere "debole", da proteggere e tenere.

Il "cane", di cui ti è stato fatto riferimento, è tutto fuorchè debole. Se è un cane. :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
:) Era una battuta, ovviamente.. :)

Ma una risposta mi serve.. e non è una questione di forma.. :cool:

Perché non mi credi?
Ti credo. :)
Non è minimamente in discussione il crederti o meno.

Semmai credo che ci sia un qualche nodo lì dietro.
Una zona di confort tua.

E le zone di confort tendo a metterle sempre in discussione.

Semplicemente continuare quel botta e risposta mi stava iniziando a sembrare improduttivo...come se dietro ci fosse un qualche desiderio di convincere di un qualcosa.

E allora preferisco dirti che non capisco, chiedere spiegazioni e ascoltare.

Non so se mi spiego :)
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ti credo. :)
Non è minimamente in discussione il crederti o meno.

Semmai credo che ci sia un qualche nodo lì dietro.
Una zona di confort tua.

E le zone di confort tendo a metterle sempre in discussione.

Semplicemente continuare quel botta e risposta mi stava iniziando a sembrare improduttivo...come se dietro ci fosse un qualche desiderio di convincere di un qualcosa.

E allora preferisco dirti che non capisco, chiedere spiegazioni e ascoltare.

Non so se mi spiego :)
Ho capito.. :)

Zona comfort non so...

Io peraltro ho avuto sempre persone generose, in quanto a cose materiali, per me. Non mi posso lamentare :)

Ma sono veicoli, per me.
E il motore non mi interessa accenderlo a me

Io ho anche provato, andando con 2 prostitute, in passato, a "forzare" quei desideri materiali

Proprio x capire se dopo averli esauditi, ero .. boh.. appagato? Felice?

E li paghi. E chiedi la confezione. Vuota. Da contratto

Quella confezione vuota a me non interessa.

Io non ho "bisogno" di scopare, ne ho "bisogno" di un pompino.

Se tutti fossero come me, la prostituzione sparirebbe in 3 settimane dalla faccia della terra :rotfl::rotfl:

Per questo non "chiedo" .. e.. non è una finzione.

In questo senso, nel "donare" chiedendo come dici tu, in modo formale, rituale, io sono una persona completamente vuota.

Mi chiedevi dell'altra parte, mia moglie, nella fattispecie.

Ma lei è un'altra persona, è il fatto che sia mia moglie non la eleva a nulla di più del fatto che è un'altra persona.

In questa ottica, intendo.

Ha la sua sensibilità, che non è la mia, e non lo scopro oggi.

E.. quindi ha le sue regole affettive, che son diverse dalle mie.
E se x lei chiedere appaga cose in lei, bene per lei, e i miei SI o NO rappresentano cose in lei, chieda pure.



A me non da alcuna valenza ricevere dopo aver chiesto

SI o NO sempre scatole vuote sono, x me

Ricevo la confezione, ma il contenuto è volato via.

O forse, come dici tu, il contenuto va dato x scontato, a quel punto

Ma sui contenuti io non faccio sconti.. :)
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Alleggerendosi da termini pesanti, se tu lo dicessi, devi avere uno scopo.

Quale sarebbe lo scopo?

(È accettata anche la risposta "essere bravo e non tradire a mia volta, fingendo di non sapere")
Ripristinare la comunicazione sincera.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Non sempre.... in campo professionale/lavorativo può essere, se ci spostiamo sugli affetti/relazioni personali non penso proprio, a meno che si accetti il condizionamento in cambio di qualcosa, oppure non si voglia dare un taglio netto alla relazione ( ovviamente in base al condizionamento che si ritiene di subire ), e dato per scontato che il condizionamento non sia " tacito ".....
riesci veramente a essere Sempre spontaneo? Anche in campo affettivo, non posso credere che non ti sia mai capitato di essere condizionato, anche solo per non ferire l'altro. In un rapporto di coppia poi il condizionamento è ancor più semplice. Magari non sei tu quello che si modifica. Ma avviene.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ho capito.. :)

Zona comfort non so...

Io peraltro ho avuto sempre persone generose, in quanto a cose materiali, per me. Non mi posso lamentare :)

Ma sono veicoli, per me.
E il motore non mi interessa accenderlo a me

Io ho anche provato, andando con 2 prostitute, in passato, a "forzare" quei desideri materiali

Proprio x capire se dopo averli esauditi, ero .. boh.. appagato? Felice?

E li paghi. E chiedi la confezione. Vuota. Da contratto

Quella confezione vuota a me non interessa.

Io non ho "bisogno" di scopare, ne ho "bisogno" di un pompino.

Se tutti fossero come me, la prostituzione sparirebbe in 3 settimane dalla faccia della terra :rotfl::rotfl:

Per questo non "chiedo" .. e.. non è una finzione.

In questo senso, nel "donare" chiedendo come dici tu, in modo formale, rituale, io sono una persona completamente vuota.

Mi chiedevi dell'altra parte, mia moglie, nella fattispecie.

Ma lei è un'altra persona, è il fatto che sia mia moglie non la eleva a nulla di più del fatto che è un'altra persona.

In questa ottica, intendo.

Ha la sua sensibilità, che non è la mia, e non lo scopro oggi.

E.. quindi ha le sue regole affettive, che son diverse dalle mie.
E se x lei chiedere appaga cose in lei, bene per lei, e i miei SI o NO rappresentano cose in lei, chieda pure.



A me non da alcuna valenza ricevere dopo aver chiesto

SI o NO sempre scatole vuote sono, x me

Ricevo la confezione, ma il contenuto è volato via.

O forse, come dici tu, il contenuto va dato x scontato, a quel punto

Ma sui contenuti io non faccio sconti.. :)
Forse ho capito un qualcosina in più

Continui a far riferimento a "cose materiali" (che siano una borsa o un pompino, uguale)...

Uso l'esempio del sorriso.

G. mi chiede un sorriso. Non mi sta chiedendo un sorriso. Non mi sta chiedendo di sorridergli. Non semplicemente.

Non semplicemente perchè (ricordi il contesto in cui inserivo il gioco?) siamo in relazione.

Quindi quel sorriso non è semplicemente il gesto del mostrare il volto in una espressione che esprime un qualcosa che lui ha già deciso a priori.

Quel sorriso che chiede è in realtà un offrirmi il ricordo di tutta la storia dei miei sorrisi, un offrirmi, attraverso il suo ricordo che si carnifica nel mio, la sua presenza nella storia e un offrirmi la possibilità di scrivere ancora qualche parola di quella storia.

Mi spiego?

Lui chiede, ma non sta chiedendo di dare. Sta offrendo la sua visione, la sua presenza, il suo calore, la sua vicinanza.

E lo stesso vale per me. Nelle risposte che do a lui e nelle richieste che faccio a lui.

Il contenuto a quel punto lo stiamo creando insieme. Unendo i rispettivi contenuti.

Io chiedo un abbraccio. Mica mi perdo, a questo punto a chiedermi se è un abbraccio vero o falso, se è condizionato dalla mia richiesta o chissà che altro. Io lo so che l'abbraccio è vero, perchè do per scontato il fatto che se mi abbraccia io sento quel che la mia offerta (sotto forma di richiesta) ha attivato anche in lui.

E quello che attiva non è l'abbraccio e bon.

E' la storia che abbiamo co-costruito che ci ha portati fino al momento in cui io chiedo (e offro) presenza.
E contemporaneamente offro il gradino per creare ulteriormente insieme.



Se poi penso alle sperimentazioni di pratiche sessuali, pratiche che non sono fine a se stesse ma che sono portali per altre dimensioni...senza parole, senza richieste, senza offerte, senza esplicitazione...sono praticamente impossibili.
O comunque destinate a relegarsi in una ripetizione del conosciuto.

Probabilmente un altro, che come me lo dipingi tu, è una sorta di vaso in cui incastrare i miei desideri non mi appaga a sufficienza. Sul lungo periodo.
Io non cerco me nell'altro. Io cerco l'altro. Voglio vedere l'altro. Voglio i suoi NO. (che sono i suoi limiti) E voglio i suoi SI'. Che sono poi la sua disponibilità ad attraversare i limiti. Reciprocamente.

Se l'altro tace parlo da sola. E io desidero incontrare l'altro. Invece. Apertamente e in campo aperto.

E il semplice calore, vicinanza, non mi bastano. Soddisfano bisogni primari, per me.
Ma io non ho semplicemente bisogni primari di attaccamento.

Ovviamente faccio continuamente riferimento ad una relazione che ha una progettualità ed una intenzione di evoluzione.

E non ad una relazione circoscritta.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
riesci veramente a essere Sempre spontaneo? Anche in campo affettivo, non posso credere che non ti sia mai capitato di essere condizionato, anche solo per non ferire l'altro. In un rapporto di coppia poi il condizionamento è ancor più semplice. Magari non sei tu quello che si modifica. Ma avviene.
Io però penso che la spontaneità sia un impegno.

Prima di tutto con se stessi. E poi, di conseguenza, con l'altro.

In particolare nei rapporti di coppia.

Passata la fase di innamoramento, o ci si mette a costruire spontaneità, attraverso anche la condivisione, o non penso si possa co-costruire una relazione chiara.

Ovviamente questo comporta più che guardare l'altro, un guardare se stessi. E fermarsi ogni volta che scatta per esempio l'impulso al non ferire. Che mette poi in condizione di fare passi indietro con se stessi che sul lungo periodo non possono che portare a muri e distanze.

Non so...dopo l'esperienza col mio ex...prima di essere spontanea, mi ascolto.

E ascoltandomi mi sono resa conto che tante reazioni che io ritenevo spontanee non sono altro che ripetizione di meccanismi più o meno antichi consolidati in me.

Sono più spontanea ora che sono meno spontanea, per la verità.

Intendendo per spontaneità l'uso della mia volontà nell'espressione di una me autentica.

A prescindere dall'altro. L'altro viene dopo.
E resta se cammina con me.

Se così non fosse, camminerei sola in ogni caso...solo facendo finta di essere in due...e sarebbe un essere fondamentalmente schiava delle circostanze.
 
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