No te lo giuro

Foglia

utente viva e vegeta
Proprio in questi giorni,per non essere quella che fa il primo passo,hai atteso,atteso che lui si sbilanciasse per ottenere quella spontaneità che Skorpio rivendica,avendo come unico,inevitabile risultato,il defilarsi del tuo papabile.Sarebbe bastato chiedere,dichiararsi,parlare e dire quello che ti era evidente fin dal primo giorno....
Il vegliardo della spiaggia? :carneval:

Il mio papabile? :rolleyes:

Grazie eh, troppo buono. :D
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Beh,ma per essere riconosciuti come si è ci si deve mostrare nudi e non con maschera trucco e parrucco recitando la parte che ci piacerebbe ci appartenesse.
Forse si può anche essere gratificati dal palco per esibirci che la relazione extra ci presta .É quando la recita si avvicina alla realtà ed ai suoi riscontri che succede il casino e il bluff salta agli occhi dello spettatore.
Mi viene in mente la recita di Parolisi con la sua amante e la famiglia di lei.Quando la recita stava per essere scoperta lui ha perso la ragione e sappiamo come è andata a finire.
Appunto. Ma la recita dove viene interpretata nella realtà ufficiale o in quella alternativa? E le due parti siamo certi che non si integrino nella persona che le interpreta?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io sono una fumatrice, di quelle anche toste.

Fosse per me, fumerei anche mentre mangio. :D

G. è come me. Fumatore incallito.

E la sigaretta, da buon feticcio, ha una molteplicità di significati per un fumatore.

Quando si incontrano due fumatori che hanno la stessa "mistica" della sigaretta, entrambi che se le fanno a mano fra l'altro...la sigaretta non è una cesura...è una parte di un percorso che ha nella discontinuità una sua continuità.

Come una lunga chiacchierata...hai presente?

Ci sono lunghe chiacchierate molto mirate. Con un oggetto ben specifico.
Ci sono chiacchierate altrettanto lunghe ma non così mirate. E si vaga insieme lasciandosi portare dalla chiacchiera stessa.

Ecco...per me il sesso è fondamentalmente una chiacchierata. Come meccanismo.

Quindi c'è spazio per bersi un tè, fumarsi una sigaretta, nel frattempo.
E il tè e la sigaretta non tolgono nulla alla chiacchierata, anzi, la rendono più piacevole...più fruibile...

Non è un segnare un inizio/una fine...è proprio un continuum...

Un po' come alzarsi e prendere un toy perchè mentre stai facendo una cosa te ne viene in mente un'altra e provi a vedere cosa succede inserendola. Mettere il preservativo e poi decidere di toglierlo perchè ad un certo punto quel che era iniziato come una scopata finisce in altro modo e anzichè cercare l'orgasmo penetrativo se ne cerca un altro...seguendosi a vicenda nelle fantasie che mano a mano emergono....

non so se sto riuscendo a spiegare...
Allora piace anche a te la continuità. Non credo sia così per tutti.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Io capisco quello che intendi. Non mi pare neanche molto complesso.

Ma è una base di partenza. Per come la vedo io. Sono test conoscitivi, fondamentalmente.

Il gioco che proponevo ieri non era sulla base di partenza, non riguardava i test conoscitivi...era in un contesto relazionale in cui intimità, confidenza, familiarità, complicità ci sono. Evidenti ad entrambi. Compartecipati da entrambi.

In quel contesto, più che esosa, perdonami, mi sembra riduttiva e, per certi versi, mi sembra una richiesta che "tira indietro".

Mi farebbe sentire sminuita. Dopo un po'. Mi sembrerebbe di essere sempre ferma allo stesso punto.

Mi piace molto essere messa alla prova...ma quando poi la prova è sempre quella, seppur condita in tante salse diverse, non mi diverto più, non è più sufficientemente stimolante per me...io inizio a sentire il desiderio di andare Oltre.

E andarci insieme.

Quanto ai SI' e ai NO, io ritengo i NO ben più significativi dei SI'.

I NO segnano il passo...dettano un ritmo...e mettono sul piatto della bilancia i ne vale la pena.



Sai, G. mi chiede spesso di sorridere. E' una richiesta apparentemente sciocca e semplice. Un sorriso.

Ma sappiamo entrambi la strada di quel sorriso. Sappiamo cosa sto offrendo e cosa mi offre lui chiedendomelo.

Come quando mi offre il suo cazzo duro.
In fondo è un cazzo duro, no? In fondo mi sta offrendo il suo desiderio di me, no?

..no.
Mi sta offrendo ben altro del suo desiderio e offro ben altro io che la semplice accettazione del suo desiderio.
Non posso grassettare, replico a punti

1) nemmeno per me sono test conoscitivi, anche io presuppongo la conoscenza e l'intimità.
È proprio in forza di quella conoscenza e intimità che presupponevamo entrambi, che questi non sono test "conoscitivi" e poi perché test?
Io non sono il professore

Sono richieste vere e proprie da un "Compagno" a te legato.

verifiche di vicinanza reciproca, DESIDERIO di riscontro di vicinanza, IN FORZA di un rapporto consolidato

Quelle stesse verifiche che tu stessa a volte, con diverse modalità, dici che fai sistematicamente, peraltro

È proprio perché dovresti conoscermi, sai i miei punti di interesse, e se io conosco TE io so che lo sai.

Barare non si può, prima forse.. (cazzo, devo conoscerti, è poco tempo ci conosciamo)

Dopo.. diventa dura.. o si è rincotti, o distratti, oppure proprio diciamocelo, non ce ne importa una sega

E va benissimo, ma sia chiaro questo

Qual migliore occasione di un FATTO per verificare, anziché ore ed ore di chiaccherate teoriche, mentre FATTI concreti ci passano tra le gambe e quelli invece si, sarebbero da sfruttare come indice inequivocabile di vicinanza o distanza?

2) Ma non sei messa alla prova, nel senso classico del termine:
Durata due ore, oggetto scopo, cinture di sicurezza casco protettivo, attenti pronti via!

Ma no.. :rotfl:

Ma.. sotto osservazione ci siamo sempre e lo sappiamo, inutile nasconderci dietro rassicuranti certezze acquisite, da scaricare via x lanciarsi alla scoperta del west.

Tu stessa lo dici spesso che vuoi verificare costantemente.
Ovvio che uno verifica i punti importanti per lui, ma la verifica è inevitabile, ancorché molto spesso inconsapevole.

Io sono ben conscio di porre sotto verifica, e tu?

3) Rispondi a quella richiesta con un sorriso di 10 secondi.
Poi ritorna alla ghigna e all'umore che avevi prima del sorriso (magari eri molto seria)

Lascia passare 10 minuti, poi chiedigli se sa descrivere i persistenti benefici di quel sorriso ricevuto, oppure se ciò che ha da descrivere all'istante somiglia più alla amarezza e alla frustrazione di cui parlavo io oggi quando buttavo via la borsa di Versace

Portaci se ti va i risultati di questa indagine, ci sono dentro tante cose che mi interesserebbe personalmente confrontare con te e con tutti

4) questione cazzo duro offerto. Io parlavo di chiedere, non di offrire.

Viva la libera offerta, dal cazzo duro alle lacrime.

Io offro

Io parlavo di chiedere a TE, e proprio con quel chiederti di TOGLIERTI nei fatti la tua libera offerta x me
 
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mistral

Utente di lunga data
A me pare di aver capito che lei avesse sospetti. Quasi certezze ma non certezze.

E pungolava e provocava per testare lui.

Credo che al suo posto avrei fatto lo stesso.

Se mi metto ipoteticamente nella situazione di una tradita, credo che prima di svelare che so, osserverei l'altro.
Lo pungolerei. Lo metterei in condizione di svelarsi per osservare se lo fa o meno.

Del metterlo spalle al muro mi interesserebbe sì ma anche no.
Sarei molto più curiosa di sapere chi è.

E avere dubbi che sono quasi certezze, è un buon punto di osservazione.
L'altro non sa di essere osservato. E si esprime in tutto il suo repertorio.

E sarebbe esattamente quel repertorio ad interessarmi. Non dove va a infilare il cazzo.
Esattamente @ipazia ,precisamente cosa ho fatto.
L'ho pungolato parecchie volte in settimane o forse mesi ed osservavo mentre indagavo.
Osservavo lui e raccoglievo informazioni su di lei e loro con metodi non del tutto leciti.
Gli facevo il nome di lei e che cosa ci facesse sempre virtualmente in mezzo alla nostra vita.La strada me l0ha indicata lui anche con un paio di passi falsi macroscopici .
Di fronte alle mie provocazioni a volte cercava di fare l'indifferente,altre letteralmente balbettava e gli si chiudeva il fiato in gola,altre faceva lo sbruffone per mascherare,altre contrattaccava chiedendomi con chi messaggiassi continuamente al telefono e se gli nascondessi qualcosa.
Ogni reazione al pungolamento svelava qualcosa.Come potrebbe sfuggirmi una persona che conosco da quando ho 15 anni?Una sera arrivai di soppiatto nell'ufficio ed era in chat su fb con lei.Non fece in tempo a chiudere ,credevo avrebbe avuto un infarto.Vidi La chat e scrissi qualcosa di inequivocabile a lei ed inviai.Chiusi fb con lui atterrito che mi spiegava che erano solo accordi per un incontro di lavoro per la mattina seguente ,inventó che lei lo avrebbe caricato in macchina fuori dalla zona traffico limitato per raggiungere un ufficio in centro visto che lei aveva il pass ,un innocente passaggio in auto insomma.:rolleyes:
La mattina seguente una persona lo seguì ,lui attese nel dehore di un bar ,bevve un caffè ,lesse il giornale e rispose ad alcuni messaggi di lei dove si accordavano sul non incontrarsi visto il pericolo corso e si recò nel suo ufficio .Quel giorno lei agitata gli chiese se avessi scoperto tutto ma lui la rassicurò sul fatto che io non avessi letto nulla della chat e che le mie erano accuse buttate a caso,convinto di essere risultato convincente .Potei Inoltre mettere mano su dati inconfutabili ,mancava solo la confessione,attesi che lui facesse un viaggio di lavoro di qualche giorno e quando era sulla via del ritorno a 500 km da casa lo chiamai.
Se aveva intenzione di confessare,la distanza ed il non avermi davanti ,conoscendolo lo avrebbe agevolato.
Lo chiamai,chiesi come andava il viaggio e poi la fatidica frase...."hai qualcosa da dirmi?",se avesse mentito ,negato o cercato di puntare il dito verso di me avrebbe trovato la porta chiusa visto che la valigia ce l'aveva in macchina.
Non nego che mi stupì e spiazzó quando dopo un lungo silenzio ed il respiro pesante ammise tutto con la voce strozzata .
Dall'auto chiamó lei per dirle che era finita tra di loro qualunque fosse l'epilogo del suo matrimonio.Lei la prese con rabbia ,nessuna parola di sostegno per lui e poi successe tutto ciò che più volte ho raccontato .
In un certo senso si è salvato con l'immediata confessione pur non sapendo delle prove certe .Solo qualche istante dopo glielo dissi perché lui mi domandó come fossi arrivata alla certezza.In prima battuta gli dissi che qualcuno mi aveva passato informazioni,troppo lungo spiegargli il,percorso di osservazione e ricerca.
 
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Skorpio

Utente di lunga data
Esattamente @ipazia ,precisamente cosa ho fatto.
L'ho pungolato parecchie volte in settimane o forse mesi ed osservavo mentre indagavo.
Osservavo lui e raccoglievo informazioni su di lei e loro con metodi non del tutto leciti.
Gli facevo il nome di lei e che cosa ci facesse sempre virtualmente in mezzo alla nostra vita.La strada me l0ha indicata lui anche con un paio di passi falsi macroscopici .
Di fronte alle mie provocazioni a volte cercava di fare l'indifferente,altre letteralmente balbettava e gli si chiudeva il fiato in gola,altre faceva lo sbruffone per mascherare,altre contrattaccava chiedendomi con chi messaggiassi continuamente al telefono e se gli nascondessi qualcosa.
Ogni reazione al pungolamento svelava qualcosa.Come potrebbe sfuggirmi una persona che conosco da quando ho 15 anni?Una sera arrivai di soppiatto nell'ufficio ed era in chat su fb con lei.Non fece in tempo a chiudere ,credevo avrebbe avuto un infarto.Vidi La chat e scrissi qualcosa di inequivocabile a lei ed inviai.Chiusi fb con lui atterrito che mi spiegava che erano solo accordi per un incontro di lavoro per la mattina seguente ,inventó che lei lo avrebbe caricato in macchina fuori dalla zona traffico limitato per raggiungere un ufficio in centro visto che lei aveva il pass ,un innocente passaggio in auto insomma.:rolleyes:
La mattina seguente una persona lo seguì ,lui attese nel dehore di un bar ,bevve un caffè ,lesse il giornale e rispose ad alcuni messaggi di lei dove si accordavano sul non incontrarsi visto il pericolo corso e si recò nel suo ufficio .Quel giorno lei agitata gli chiese se avessi scoperto tutto ma lui la rassicurò sul fatto che io non avessi letto nulla della chat e che le mie erano accuse buttate a caso,convinto di essere risultato convincente .Potei Inoltre mettere mano su dati inconfutabili ,mancava solo la confessione,attesi che lui facesse un viaggio di lavoro di qualche giorno e quando era sulla via del ritorno a 500 km da casa lo chiamai.
Se aveva intenzione di confessare,la distanza ed il non avermi davanti ,conoscendolo lo avrebbe agevolato.
Lo chiamai,chiesi come andava il viaggio e poi la fatidica frase...."hai qualcosa da dirmi?",se avesse mentito ,negato o cercato di puntare il dito verso di me avrebbe trovato la porta chiusa visto che la valigia ce l'aveva in macchina.
Non nego che mi stupì e spiazzó quando dopo un lungo silenzio ed il respiro pesante ammise tutto con la voce strozzata .
Dall'auto chiamó lei per dirle che era finita tra di loro qualunque fosse l'epilogo del suo matrimonio.Lei la prese con rabbia ,nessuna parola di sostegno per lui e poi successe tutto ciò che più volte ho raccontato .
In un certo senso si è salvato con l'immediata confessione pur non sapendo delle prove certe .Solo qualche istante dopo glielo dissi perché lui mi domandó come fossi arrivata alla certezza.In prima battuta gli dissi che qualcuno mi aveva passato informazioni,troppo lungo spiegargli il,percorso di osservazione e ricerca.
Anche io ho avuto la "fortuna" (chiamiamola così) di avere quel punto di osservazione.

Io non pungolavo, però.. io avevo semplicemente capito.

E lasciavo scorrere il gioco senza pungolare

Era il prezzo da pagare x godere di una prospettiva pulita e neutra.
Prezzo gravosissimo peraltro

Ma da lì ho potuto osservare molte cose interessanti
 

mistral

Utente di lunga data
Anche io ho avuto la "fortuna" (chiamiamola così) di avere quel punto di osservazione.

Io non pungolavo, però.. io avevo semplicemente capito.

E lasciavo scorrere il gioco senza pungolare

Era il prezzo da pagare x godere di una prospettiva pulita e neutra.
Prezzo gravosissimo peraltro

Ma da lì ho potuto osservare molte cose interessanti
Io iniziai a pungolare proprio perché avevo capito ma per un certo lasso di tempo non ho saputo decidere se volevo veramente sapere o se volevo voltarmi dall'altra parte.Forse inconsciamente il pungolarlo serviva anche per avvisarlo e permettergli di chiudere prima che lo scoprissi.Osservando non mi sfuggirono un paio di passi falsi che ho quindi "raccolto"e messo da parte.
Il risvolto della medaglia del passare settimane o mesi ad osservare è che l'altro ti sta sempre di più sulle palle ed avere in mente certi suoi atteggiamenti e sapere che erano finalizzati a quello scopo hanno demolito non poco l'immagine.
Lo odiavo ,un'antipatia proprio insopportabile.Proprio questa antipatia mi ha convinta a indagare e raccogliere prove certe.
Quando le ho avute,ormai a forza di vederlo in quegli atteggiamenti mi stava talmente sul culo che ero convinta che le prove schiaccianti mi sarebbero servite per liquidarlo.Poi la confessione immediata e sincera senza arrampicate sugli specchi,specialità olimpica di cui lui era campione mondiale ,non so che cosa esattamente ha suscitato.Figuravo una battaglia,le sue negazioni,il dovergli sbattere in faccia le prove ,pure le botte che gli avrei dato e la soddisfazione di accompagnarlo fuori dalla mia vita tanto lo odiavo erano un pensiero che mi dava soddisfazione.
Ecco ,il risvolto della medaglia è proprio quello,sapere che dicono ,fanno ,mentono e saperne il motivo .Se invece si scopre il tradimento senza aver prima avuto alcun sospetto,tutto il bagaglio di azioni finalizzate alla relazione extra passa inosservato e a meno di cose eclatanti ,restano pochi ricordi nitidi.Io ne ho alcuni mica male che rimangono assolutamente evocativi.Quando sono in vena di farmi male e li interpello mi riportano esattamente lì .Sono un'arma ma ora,paradossalmente a mio favore.
 
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Skorpio

Utente di lunga data
Io iniziai a pungolare proprio perché avevo capito ma per un certo lasso di tempo non ho saputo decidere se volevo veramente sapere o se volevo voltarmi dall'altra parte.Forse inconsciamente il pungolarlo serviva anche per avvisarlo e permettergli di chiudere prima che lo scoprissi.Osservando non mi sfuggirono un paio di passi falsi che ho quindi "raccolto"e messo da parte.
Il risvolto della medaglia del passare settimane o mesi ad osservare è che l'altro ti sta sempre di più sulle palle ed avere in mente certi suoi atteggiamenti e sapere che erano finalizzati a quello scopo hanno demolito non poco l'immagine.
Lo odiavo ,un'antipatia proprio insopportabile.Proprio questa antipatia mi ha convinta a indagare e raccogliere prove certe.
Quando le ho avute,ormai a forza di vederlo in quegli atteggiamenti mi stava talmente sul culo che ero convinta che le prove schiaccianti mi sarebbero servite per liquidarlo.Poi la confessione immediata e sincera senza arrampicate sugli specchi,specialità olimpica di cui lui era campione mondiale ,non so che cosa esattamente ha suscitato.Figuravo una battaglia,le sue negazioni,il dovergli sbattere in faccia le prove ,pure le botte che gli avrei dato e la soddisfazione di accompagnarlo fuori dalla mia vita tanto lo odiavo erano un pensiero che mi dava soddisfazione.
Ecco ,il risvolto della medaglia è proprio quello,sapere che dicono ,fanno ,mentono e saperne il motivo .Se invece si scopre il tradimento senza aver prima avuto alcun sospetto,tutto il bagaglio di azioni finalizzate alla relazione extra passa inosservato e a meno di cose eclatanti ,restano pochi ricordi nitidi.Io ne ho alcuni mica male che rimangono assolutamente evocativi.Quando sono in vena di farmi male e li interpello mi riportano esattamente lì .Sono un'arma ma ora,paradossalmente a mio favore.
Si, capisco...

Sai... Purtroppo.. la posizione in cui si viene collocati è quella del soggetto che non deve vedere.

Non va personalizzata troppo e sentita troppo addosso.

Il rischio è quello, calarsi troppo in un ruolo che non si è scelto, e personalizzare (come osa? A me? Mi vuol fregare ME?)

Anche perché poi queste "personalizzazioni" rimangono nel tempo un po' troppo appiccicate addosso...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io ho taciuto il tempo necessario per poter chiedergli di render conto senza sentirmi pazza.
Se il tradimento è mentire e nascondere cose essenziali per la relazione, sapere di essere traditi e non dirlo non è tradimento?
 

Skorpio

Utente di lunga data
Io ho taciuto il tempo necessario per poter chiedergli di render conto senza sentirmi pazza.
Se il tradimento è mentire e nascondere cose essenziali per la relazione, sapere di essere traditi e non dirlo non è tradimento?
Alleggerendosi da termini pesanti, se tu lo dicessi, devi avere uno scopo.

Quale sarebbe lo scopo?

(È accettata anche la risposta "essere bravo e non tradire a mia volta, fingendo di non sapere")
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non posso grassettare, replico a punti

1) nemmeno per me sono test conoscitivi, anche io presuppongo la conoscenza e l'intimità.
È proprio in forza di quella conoscenza e intimità che presupponevamo entrambi, che questi non sono test "conoscitivi" e poi perché test?
Io non sono il professore

Sono richieste vere e proprie da un "Compagno" a te legato.

verifiche di vicinanza reciproca, DESIDERIO di riscontro di vicinanza, IN FORZA di un rapporto consolidato

Quelle stesse verifiche che tu stessa a volte, con diverse modalità, dici che fai sistematicamente, peraltro

È proprio perché dovresti conoscermi, sai i miei punti di interesse, e se io conosco TE io so che lo sai.

Barare non si può, prima forse.. (cazzo, devo conoscerti, è poco tempo ci conosciamo)

Dopo.. diventa dura.. o si è rincotti, o distratti, oppure proprio diciamocelo, non ce ne importa una sega

E va benissimo, ma sia chiaro questo

Qual migliore occasione di un FATTO per verificare, anziché ore ed ore di chiaccherate teoriche, mentre FATTI concreti ci passano tra le gambe e quelli invece si, sarebbero da sfruttare come indice inequivocabile di vicinanza o distanza?

2) Ma non sei messa alla prova, nel senso classico del termine:
Durata due ore, oggetto scopo, cinture di sicurezza casco protettivo, attenti pronti via!

Ma no.. :rotfl:

Ma.. sotto osservazione ci siamo sempre e lo sappiamo, inutile nasconderci dietro rassicuranti certezze acquisite, da scaricare via x lanciarsi alla scoperta del west.

Tu stessa lo dici spesso che vuoi verificare costantemente.
Ovvio che uno verifica i punti importanti per lui, ma la verifica è inevitabile, ancorché molto spesso inconsapevole.

Io sono ben conscio di porre sotto verifica, e tu?

3) Rispondi a quella richiesta con un sorriso di 10 secondi.
Poi ritorna alla ghigna e all'umore che avevi prima del sorriso (magari eri molto seria)

Lascia passare 10 minuti, poi chiedigli se sa descrivere i persistenti benefici di quel sorriso ricevuto, oppure se ciò che ha da descrivere all'istante somiglia più alla amarezza e alla frustrazione di cui parlavo io oggi quando buttavo via la borsa di Versace

Portaci se ti va i risultati di questa indagine, ci sono dentro tante cose che mi interesserebbe personalmente confrontare con te e con tutti

4) questione cazzo duro offerto. Io parlavo di chiedere, non di offrire.

Viva la libera offerta, dal cazzo duro alle lacrime.

Io offro

Io parlavo di chiedere a TE, e proprio con quel chiederti di TOGLIERTI nei fatti la tua libera offerta x me
Primo grassetto...io verifico costantemente. Vero.

I piccoli fatti della quotidianità. Le virgole, se vogliamo.
Sono piuttosto convinta che non siano le grosse verifiche a fare la differenza. Sono quelle minimali.

Le anticipazioni, se proprio vogliamo essere precisi.

Passata la fase "di studio" preliminare, quella a cui dal mio punto di vista tu ti riferisci nei tuoi post, io verifico la capacità di "anticiparmi"...comprendere desideri che io stessa non so ancora di avere, che sono lì, in germe, non ancora chiaramente visibili.

Ovviamente verifico anche me stessa a questo livello. La mia capacità non più di semplicemente "vedere" l'altro.
Ma sentirlo.

Mi spiego?

I piccoli fatti della quotidianità. Una sorta di comprensione reciproca che deriva dalla conoscenza preliminare.

Quindi, a questo punto, sono Oltre il verificare la tua disponibilità a leccarmela spontaneamente. La do per scontata.

A questo punto pretendo la libertà dei SI' e dei NO.
Di entrambi. Anche a costo di rimanere male per la risposta che ci si può dare.

Come ti dicevo sono i NO, per me, a dettare il ritmo. Non i SI'.
I sì mi interessano pochissimo.

Quindi chiedo liberamente. E osservo le risposte.

Una cosa non chiedo...che l'altro chieda.

Ma se non lo fa, per quanto mi riguarda, è rimasto indietro.
E' ancora fermo ad un gradino in cui non è spontaneo nella relazione con me.

E se accade mi ritrovo a scegliere se tornare indietro o meno.

Anche qui, però, se non chiede, se non esplicita, se non dice...la bilancia comincia a pendere sul "non ne vale la pena".

Se siamo partiti per un viaggio, abbiamo passato del tempo verificare tutta l'attrezzatura, fatto e disfatto gli zaini, controllato che le cose fondamentali ci siano.

Ma non si può stare in eterno lì fermi a verificare che ci sia tutto. Serve anche andare. E a quel punto si conta su quel che c'è e se ne verifica il funzionamento.

G., quando ne parlavamo, mi ha regalato un'immagine, io non sono brava a creare immagini, lui è abilissimo.
E mi diceva che è un po' come prepararsi ad un lancio col paracadute...verifichi mille volte l'attrezzatura (il primo grassetto e qualche altra cosetta) ma poi, ad un certo punto ti lanci.

E lì non puoi sapere se tutte le tue verifiche hanno avuto buon esisto fino a che non sei di nuovo a terra.

A quel punto sai che era tutto a posto.

Ma mentre ti lanci non lo sai. Rischi. Ti affidi. In parte alla precisione con cui hai preparato il tutto. Ma in parte anche al...vogliamo chiamarlo Caso?

Ecco...per me una relazione inizia quando si salta. Una prima volta.
Quel che vien prima, e quel che descrivi tu dalla mia prospettiva è prima, sono i prerequisiti di una relazione, ad un certo punto in un qualche modo non si può che assumerlo.

E testarlo.

E allora c'è lo spazio di chiedere il sorriso.

C'è lo spazio di provare a scoprire i denti e vedere che l'altro ti sgama.

C'è lo spazio di lasciar salire il sorriso autentico che la richiesta, nel suo racconto interno, ricorda.

E c'è pure lo spazio di rispondere che NO. Nessun sorriso c'è in quel momento.

Vedi...G. mi chiede di sorridere. Ma la sua richiesta implica il SI' e anche il NO.

Invece mi sembra che tu abbia in un qualche modo una sfiducia nel fatto che se chiedi un pompino dall'altra parte ci sia una sorta di legame che impedisce una risposta spontanea.

SE G. mi chiede un pompino, una sega, o quel che gli viene in mente (questa è per me l'offerta di un cazzo duro) sa in partenza che non è detto che avrà quel che chiede.

Che io mi assumo la libertà di rispondere qualunque cosa mi venga in mente in quel momento, che risponda ai miei desideri.

Compreso, a volte, il desiderio di realizzare semplicemente il suo desiderio per un qualsivoglia motivo.

Mi spiego?

La verifica, nel contesto relazionale del gioco che ti ho proposto, è nella punteggiatura. Non più nella sintassi.
E' nelle piccole cose della quotidianità. Nelle anticipazioni.

Tipo arrivare a casa stanca e di malumore, e trovare il mio piatto preferito che cuoce senza neanche esserci parlati.

Oltre un certo livello, punto a quel che con @brenin si ipotizzava come una sorta di "lettura del pensiero".

Che non è ovviamente possibile. Completamente. E interamente.

Ma è possibile tenderci...e per tenderci allora serve dire, dire e dire. E ancora dire.
E chiedere.

Non chiedere per avere. Però.

Chiedere per offrire.
E nel chiedere per offrire la risposta è slegata dalla domanda.

E' ognuno per se stesso che chiede. A prescindere dalla risposta che può arrivare dall'altro.
Libertà. Appunto.
Ma di essere.

E fiducia.
Nel fatto che ognuno SA fare da solo quella libertà di sè.


Ultimo grassetto...credo sia una sorta di sensazione di onnipotenza e, per converso, anche di sfiducia nell'altro, nella sua solidità e nella sua fermezza...tu non puoi togliere libertà a nessuno. E neanche puoi darla.
Puoi solo verificare di volta in volta che l'altro SAPPIA ASSUMERSI la sua libertà. Che non è robetta, e costa, parecchio.

Tu puoi solo offrire un tuo desiderio. E accettare di stare a guardare come l'altro ne ha o non ne ha cura.

In tutto questo, la libertà dell'altro non entra neanche.

Tu puoi chiedermi e implorarmi una mail di auguri. Per giorni e giorni.
Ma se io non desidero mandartela, non te la mando comunque.

E' questo di cui tu, mi sembra, non ti fidi.

Per quanto mi riguarda se non desidero qualcosa, me la possono chiedere in aramaico antico, ma se non la desidero, non la desidero.

E idem vale per chi mi è vicino. E' un requisito fondamentale.

G. mi piace mica perchè realizza i miei desideri.
G. mi piace perchè mi dice NO ogni volta che desidera farlo. Perchè i suoi SI' sono legati al suo desiderare e NON al mio.

E io piaccio a lui per lo stesso motivo.

Siamo due egoisti. Positivamente egoisti, per come la vedo io.

Non potrei stare con un altruista...non potrei proprio fidarmi di un altruista, a questo livello.
 
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mistral

Utente di lunga data
Io ho taciuto il tempo necessario per poter chiedergli di render conto senza sentirmi pazza.
Se il tradimento è mentire e nascondere cose essenziali per la relazione, sapere di essere traditi e non dirlo non è tradimento?
Tu di punto in bianco hai letto un sms inequivocabile se non ricordo male.
Io a pelle "percepivo" cose,se fossi stata in pace ed armonia con lui non le avrei magari notate ma visto che eravamo ai ferri corti per i motivi che ho scritto mille volte ,le antenne erano volte a captare il marcio.
Nei primi tempi era tale l'insopportazione che provavo e l'indifferenza nei suoi confronti che ricordo benissimo la scena di lui che esce di casa ,io che lo guardo e penso che un'amante che se lo pigliasse poteva essere una soluzione e il pensiero mi lasciava indifferente .Penso sia stato il mio periodo più buio .Avevo attacchi di panico e sensazione di cappio al collo perché mi sentivo in trappola con un uomo nel quale non trovavo quasi più nulla che mi facesse stare bene ,solo egoismo e immaturità.
Ho cercato più volte di capire quando sia successa in me questa cosa,se sia partita dal vedere una situazione o un uomo che corrispondeva all'ideale che avevo ,boh.Qualcosa comunque mi ha fatto scattare una molla piuttosto repentinamente e il pensiero di desiderare accanto a me un uomo che fosse in grado di dirmi "ci penso io"si faceva sempre più ingombrante.Avevo fatto l'uomo di casa prima di sposarmi fin da ragazzina ma almeno mi venivano date delle sicurezze ,sposandomi ero finita peggio,molto peggio da quel punto di vista.Avevo voglia di poter essere finalmente anche fragile e gli attacchi di panico me lo facevano capire.Di sicuro lui è rimasto spiazzato dal vedere il muro che avevo alzato dalla sera alla mattina dove prima lasciavo passare di tutto.Il fatto di pensare che io fossi diventata così a causa di un altro uomo e non a causa sua la dice lunga sull'introspezione di cui era capace,lui era sempre uguale,che cosa mi era preso? Forse pensava che io non avessi limiti e in un certo qual modo per lui il mio cambiamento era percepito come un tradimento .Lui mi amava ,cosa potevo volere di più ?
Per fortuna in buona parte certi comportamenti sono solo un lontano ricordo e ora posso permettermi di abbassare la guardia in molte situazioni che prima erano totalmente sulle mie spalle.Viaggio molto più leggera da quel punto di vista.
Restano da risolvere gli strascichi pesanti che sono rimasti addosso a lui a causa del suo tradimento ,l'estrema insicurezza ,la paura di "muoversi"e problemi a concentrarsi ,effetti che hanno creato disastri dal punto di vista lavorativo suo.Speriamo si dia una mossa.
Comunque anche lui si è tolto un bel po di pesi dalla spalle,cose che lo schiacciavano e viaggia più leggero anche lui ,sta meglio da questo punto di vista.
 
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trilobita

Utente di lunga data
Primo grassetto...io verifico costantemente. Vero.

I piccoli fatti della quotidianità. Le virgole, se vogliamo.
Sono piuttosto convinta che non siano le grosse verifiche a fare la differenza. Sono quelle minimali.

Le anticipazioni, se proprio vogliamo essere precisi.

Passata la fase "di studio" preliminare, quella a cui dal mio punto di vista tu ti riferisci nei tuoi post, io verifico la capacità di "anticiparmi"...comprendere desideri che io stessa non so ancora di avere, che sono lì, in germe, non ancora chiaramente visibili.

Ovviamente verifico anche me stessa a questo livello. La mia capacità non più di semplicemente "vedere" l'altro.
Ma sentirlo.

Mi spiego?

I piccoli fatti della quotidianità. Una sorta di comprensione reciproca che deriva dalla conoscenza preliminare.

Quindi, a questo punto, sono Oltre il verificare la tua disponibilità a leccarmela spontaneamente. La do per scontata.

A questo punto pretendo la libertà dei SI' e dei NO.
Di entrambi. Anche a costo di rimanere male per la risposta che ci si può dare.

Come ti dicevo sono i NO, per me, a dettare il ritmo. Non i SI'.
I sì mi interessano pochissimo.

Quindi chiedo liberamente. E osservo le risposte.

Una cosa non chiedo...che l'altro chieda.

Ma se non lo fa, per quanto mi riguarda, è rimasto indietro.
E' ancora fermo ad un gradino in cui non è spontaneo nella relazione con me.

E se accade mi ritrovo a scegliere se tornare indietro o meno.

Anche qui, però, se non chiede, se non esplicita, se non dice...la bilancia comincia a pendere sul "non ne vale la pena".

Se siamo partiti per un viaggio, abbiamo passato del tempo verificare tutta l'attrezzatura, fatto e disfatto gli zaini, controllato che le cose fondamentali ci siano.

Ma non si può stare in eterno lì fermi a verificare che ci sia tutto. Serve anche andare. E a quel punto si conta su quel che c'è e se ne verifica il funzionamento.

G., quando ne parlavamo, mi ha regalato un'immagine, io non sono brava a creare immagini, lui è abilissimo.
E mi diceva che è un po' come prepararsi ad un lancio col paracadute...verifichi mille volte l'attrezzatura (il primo grassetto e qualche altra cosetta) ma poi, ad un certo punto ti lanci.

E lì non puoi sapere se tutte le tue verifiche hanno avuto buon esisto fino a che non sei di nuovo a terra.

A quel punto sai che era tutto a posto.

Ma mentre ti lanci non lo sai. Rischi. Ti affidi. In parte alla precisione con cui hai preparato il tutto. Ma in parte anche al...vogliamo chiamarlo Caso?

Ecco...per me una relazione inizia quando si salta. Una prima volta.
Quel che vien prima, e quel che descrivi tu dalla mia prospettiva è prima, sono i prerequisiti di una relazione, ad un certo punto in un qualche modo non si può che assumerlo.

E testarlo.

E allora c'è lo spazio di chiedere il sorriso.

C'è lo spazio di provare a scoprire i denti e vedere che l'altro ti sgama.

C'è lo spazio di lasciar salire il sorriso autentico che la richiesta, nel suo racconto interno, ricorda.

E c'è pure lo spazio di rispondere che NO. Nessun sorriso c'è in quel momento.

Vedi...G. mi chiede di sorridere. Ma la sua richiesta implica il SI' e anche il NO.

Invece mi sembra che tu abbia in un qualche modo una sfiducia nel fatto che se chiedi un pompino dall'altra parte ci sia una sorta di legame che impedisce una risposta spontanea.

SE G. mi chiede un pompino, una sega, o quel che gli viene in mente (questa è per me l'offerta di un cazzo duro) sa in partenza che non è detto che avrà quel che chiede.

Che io mi assumo la libertà di rispondere qualunque cosa mi venga in mente in quel momento, che risponda ai miei desideri.

Compreso, a volte, il desiderio di realizzare semplicemente il suo desiderio per un qualsivoglia motivo.

Mi spiego?

La verifica, nel contesto relazionale del gioco che ti ho proposto, è nella punteggiatura. Non più nella sintassi.
E' nelle piccole cose della quotidianità. Nelle anticipazioni.

Tipo arrivare a casa stanca e di malumore, e trovare il mio piatto preferito che cuoce senza neanche esserci parlati.

Oltre un certo livello, punto a quel che con @brenin si ipotizzava come una sorta di "lettura del pensiero".

Che non è ovviamente possibile. Completamente. E interamente.

Ma è possibile tenderci...e per tenderci allora serve dire, dire e dire. E ancora dire.
E chiedere.

Non chiedere per avere. Però.

Chiedere per offrire.
E nel chiedere per offrire la risposta è slegata dalla domanda.

E' ognuno per se stesso che chiede. A prescindere dalla risposta che può arrivare dall'altro.
Libertà. Appunto.
Ma di essere.

E fiducia.
Nel fatto che ognuno SA fare da solo quella libertà di sè.


Ultimo grassetto...credo sia una sorta di sensazione di onnipotenza e, per converso, anche di sfiducia nell'altro, nella sua solidità e nella sua fermezza...tu non puoi togliere libertà a nessuno. E neanche puoi darla.
Puoi solo verificare di volta in volta che l'altro SAPPIA ASSUMERSI la sua libertà. Che non è robetta, e costa, parecchio.

Tu puoi solo offrire un tuo desiderio. E accettare di stare a guardare come l'altro ne ha o non ne ha cura.

In tutto questo, la libertà dell'altro non entra neanche.

Tu puoi chiedermi e implorarmi una mail di auguri. Per giorni e giorni.
Ma se io non desidero mandartela, non te la mando comunque.

E' questo di cui tu, mi sembra, non ti fidi.

Per quanto mi riguarda se non desidero qualcosa, me la possono chiedere in aramaico antico, ma se non la desidero, non la desidero.

E idem vale per chi mi è vicino. E' un requisito fondamentale.

G. mi piace mica perchè realizza i miei desideri.
G. mi piace perchè mi dice NO ogni volta che desidera farlo. Perchè i suoi SI' sono legati al suo desiderare e NON al mio.

E io piaccio a lui per lo stesso motivo.

Siamo due egoisti. Positivamente egoisti, per come la vedo io.

Non potrei stare con un altruista...non potrei proprio fidarmi di un altruista, a questo livello.
Ma l'aramaico moderno com'è che nessuno ne parla mai?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Esattamente @ipazia ,precisamente cosa ho fatto.
L'ho pungolato parecchie volte in settimane o forse mesi ed osservavo mentre indagavo.
Osservavo lui e raccoglievo informazioni su di lei e loro con metodi non del tutto leciti.
Gli facevo il nome di lei e che cosa ci facesse sempre virtualmente in mezzo alla nostra vita.La strada me l0ha indicata lui anche con un paio di passi falsi macroscopici .
Di fronte alle mie provocazioni a volte cercava di fare l'indifferente,altre letteralmente balbettava e gli si chiudeva il fiato in gola,altre faceva lo sbruffone per mascherare,altre contrattaccava chiedendomi con chi messaggiassi continuamente al telefono e se gli nascondessi qualcosa.
Ogni reazione al pungolamento svelava qualcosa.Come potrebbe sfuggirmi una persona che conosco da quando ho 15 anni?Una sera arrivai di soppiatto nell'ufficio ed era in chat su fb con lei.Non fece in tempo a chiudere ,credevo avrebbe avuto un infarto.Vidi La chat e scrissi qualcosa di inequivocabile a lei ed inviai.Chiusi fb con lui atterrito che mi spiegava che erano solo accordi per un incontro di lavoro per la mattina seguente ,inventó che lei lo avrebbe caricato in macchina fuori dalla zona traffico limitato per raggiungere un ufficio in centro visto che lei aveva il pass ,un innocente passaggio in auto insomma.:rolleyes:
La mattina seguente una persona lo seguì ,lui attese nel dehore di un bar ,bevve un caffè ,lesse il giornale e rispose ad alcuni messaggi di lei dove si accordavano sul non incontrarsi visto il pericolo corso e si recò nel suo ufficio .Quel giorno lei agitata gli chiese se avessi scoperto tutto ma lui la rassicurò sul fatto che io non avessi letto nulla della chat e che le mie erano accuse buttate a caso,convinto di essere risultato convincente .Potei Inoltre mettere mano su dati inconfutabili ,mancava solo la confessione,attesi che lui facesse un viaggio di lavoro di qualche giorno e quando era sulla via del ritorno a 500 km da casa lo chiamai.
Se aveva intenzione di confessare,la distanza ed il non avermi davanti ,conoscendolo lo avrebbe agevolato.
Lo chiamai,chiesi come andava il viaggio e poi la fatidica frase...."hai qualcosa da dirmi?",se avesse mentito ,negato o cercato di puntare il dito verso di me avrebbe trovato la porta chiusa visto che la valigia ce l'aveva in macchina.
Non nego che mi stupì e spiazzó quando dopo un lungo silenzio ed il respiro pesante ammise tutto con la voce strozzata .
Dall'auto chiamó lei per dirle che era finita tra di loro qualunque fosse l'epilogo del suo matrimonio.Lei la prese con rabbia ,nessuna parola di sostegno per lui e poi successe tutto ciò che più volte ho raccontato .
In un certo senso si è salvato con l'immediata confessione pur non sapendo delle prove certe .Solo qualche istante dopo glielo dissi perché lui mi domandó come fossi arrivata alla certezza.In prima battuta gli dissi che qualcuno mi aveva passato informazioni,troppo lungo spiegargli il,percorso di osservazione e ricerca.
Conosco il meccanismo...è anche mio. Anche se sto lavorando per scioglierlo...ci sono punti oscuri che fanno male a me in quel meccanismo. E mi tirano indietro su questioni in cui invece vorrei semplicemente lasciar scorrere.

Come mai in prima battuta gli dicesti che qualcuno ti aveva passato informazioni?

Pensa che io credo che in prima battuta ad una domanda tipo quella che ti ha posto lui, avrei risposto che non erano cazzi suoi. E non per forma. Ma proprio per sostanza.

Posso osservare. So contenere le mie emozioni. Le so accendere e le so spegnere.

Ma. Non è senza conseguenze.
E se mi metti in condizione di spegnere le mie emozioni, poi ti prendi anche le conseguenze.
E non sono piacevoli. Men che meno sottoposte a sconto.

Sei riuscita a mantenere calore verso di lui...è una cosa che mi lascia sempre stupita quando ti leggo. :)
 
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