No te lo giuro

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non è risposta, ma una riflessione.
Io ho sempre trovato ridicola la sigaretta post coito. Non avendo mai fumato mi è sempre sembrato un espediente cinematografico per significare che c'era stato sesso, come la ripresa del camino per indicare l'inizio quando il sesso non poteva essere rappresentato.
Non so se mi infastidisce per il modello cinematografico, ma sarebbe lo stesso se si trattasse di bere un bicchier d'acqua o battere le mani (come quando l'aereo atterra).
Mi infastidisce che ci sia una cesura. Io amo la continuità. Ho anche sempre rifiutato l'abbigliamento da casa.
Forse ad altri piace come aprire e chiudere una porta sullo spazio del sesso.
Io sono una fumatrice, di quelle anche toste.

Fosse per me, fumerei anche mentre mangio. :D

G. è come me. Fumatore incallito.

E la sigaretta, da buon feticcio, ha una molteplicità di significati per un fumatore.

Quando si incontrano due fumatori che hanno la stessa "mistica" della sigaretta, entrambi che se le fanno a mano fra l'altro...la sigaretta non è una cesura...è una parte di un percorso che ha nella discontinuità una sua continuità.

Come una lunga chiacchierata...hai presente?

Ci sono lunghe chiacchierate molto mirate. Con un oggetto ben specifico.
Ci sono chiacchierate altrettanto lunghe ma non così mirate. E si vaga insieme lasciandosi portare dalla chiacchiera stessa.

Ecco...per me il sesso è fondamentalmente una chiacchierata. Come meccanismo.

Quindi c'è spazio per bersi un tè, fumarsi una sigaretta, nel frattempo.
E il tè e la sigaretta non tolgono nulla alla chiacchierata, anzi, la rendono più piacevole...più fruibile...

Non è un segnare un inizio/una fine...è proprio un continuum...

Un po' come alzarsi e prendere un toy perchè mentre stai facendo una cosa te ne viene in mente un'altra e provi a vedere cosa succede inserendola. Mettere il preservativo e poi decidere di toglierlo perchè ad un certo punto quel che era iniziato come una scopata finisce in altro modo e anzichè cercare l'orgasmo penetrativo se ne cerca un altro...seguendosi a vicenda nelle fantasie che mano a mano emergono....

non so se sto riuscendo a spiegare...
 
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Foglia

utente viva e vegeta
:) :)

Se io e te si stesse assieme, e tra tot giorni fosse il tuo compleanno.. e mi chiedessi quella borsa di Versace che è in vetrina nel tal negozio, io te la compro.

Hai il tuo compleanno, hai la tua borsa.. e giri felice x le vie del centro, e tieni stretta la TUA borsa

Io.. al posto tuo, e con questa dinamica, avrei solo necessità di cercare il primo cassonetto disponibile x buttarla via........ Con un sorriso amaro


Non siamo tutti uguali.. :)
No :)

Ma tu (leggiti con attenzione) stai implicitamente dando per presupposto che quella borsa me la regaleresti controvoglia.
 

Skorpio

Utente di lunga data
No :)

Ma tu (leggiti con attenzione) stai implicitamente dando per presupposto che quella borsa me la regaleresti controvoglia.
NO :)

Se te sei contenta della borsa a me va bene, io non ho problemi a comprartela

Tu sei tu

Sono io che non mi accontento della borsa che ti chiedo esplicitamente.

Non volevo la borsa, IO

Tu sei tu.

Io sono contento se mi chiedi e posso esaudire la tua richiesta.

Sono io che non posso chiedere.

Ma non perché mi vergogno, come sembra trapelare :rotfl:

Io non mi vergogno, giuro.. :rotfl:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
A me sembra richiesta di accudimento infantile senza necessità di piangere.
A me più che infantile, come dicevo anche a @Skorpio mi sembra un qualcosa che ha a che vedere con i test conoscitivi.

Che fra l'altro pure io faccio, ad inizio conoscenza però. Non quando la conoscenza è consolidata.

Quanto alla necessità di piangere...è uno spunto interessante...

Per quanto mi riguarda, una vicinanza senza lacrime, anche soltanto nella propria intimità, non è una vicinanza che basta.

Io ho bisogno delle lacrime. Le mie. E anche di quelle dell'altro.

Ho bisogno del piacere. E ho bisogno del dolore.

Ho bisogno di tutto. E tutto chiedo.

Consapevole che molto probabilmente quel tutto non sarà mai completamente soddisfatto...ma penso che se lo fosse, sarebbe semplicemente la fine della relazione in cui quel tutto si innesta.

Mi ricordo a fine relazione che il mio psyco mi aveva chiesto se le richieste che stavo facendo al mio ex erano possibili o impossibili.
E' stato triste rendermi conto che erano impossibili. E ha segnato la fine.

Avevo avuto tutto quel che potevo trovare in quella relazione. Non c'era semplicemente più niente che potesse nutrirmi. E, anche se non se ne rendeva conto, non c'era più nutrimento neanche per lui.

Eravamo ad un punto in cui sarebbe stato come pensare di far crescere un adolescente nutrendolo come un neonato.
Muore di fame.

La differenza fra noi era che lui sarebbe morto di fame, pur di non rinunciare all'apparente stabilità raggiunta.

Io no. Io volevo vivere. Anche a costo di morire.
 
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Skorpio

Utente di lunga data
Io capisco quello che intendi. Non mi pare neanche molto complesso.

Ma è una base di partenza. Per come la vedo io. Sono test conoscitivi, fondamentalmente.

Il gioco che proponevo ieri non era sulla base di partenza, non riguardava i test conoscitivi...era in un contesto relazionale in cui intimità, confidenza, familiarità, complicità ci sono. Evidenti ad entrambi. Compartecipati da entrambi.

In quel contesto, più che esosa, perdonami, mi sembra riduttiva e, per certi versi, mi sembra una richiesta che "tira indietro".

Mi farebbe sentire sminuita. Dopo un po'. Mi sembrerebbe di essere sempre ferma allo stesso punto.

Mi piace molto essere messa alla prova...ma quando poi la prova è sempre quella, seppur condita in tante salse diverse, non mi diverto più, non è più sufficientemente stimolante per me...io inizio a sentire il desiderio di andare Oltre.

E andarci insieme.

Quanto ai SI' e ai NO, io ritengo i NO ben più significativi dei SI'.

I NO segnano il passo...dettano un ritmo...e mettono sul piatto della bilancia i ne vale la pena.



Sai, G. mi chiede spesso di sorridere. E' una richiesta apparentemente sciocca e semplice. Un sorriso.

Ma sappiamo entrambi la strada di quel sorriso. Sappiamo cosa sto offrendo e cosa mi offre lui chiedendomelo.

Come quando mi offre il suo cazzo duro.
In fondo è un cazzo duro, no? In fondo mi sta offrendo il suo desiderio di me, no?

..no.
Mi sta offrendo ben altro del suo desiderio e offro ben altro io che la semplice accettazione del suo desiderio.
Mi solleva sentirti scrivere che non è complesso.. :)

Sul resto leggo con calma app posso ... :)
 

Foglia

utente viva e vegeta
NO :)

Se te sei contenta della borsa a me va bene, io non ho problemi a comprartela

Tu sei tu

Sono io che non mi accontento della borsa che ti chiedo esplicitamente.

Non volevo la borsa, IO

Tu sei tu.

Io sono contento se mi chiedi e posso esaudire la tua richiesta.

Sono io che non posso chiedere.

Ma non perché mi vergogno, come sembra trapelare :rotfl:

Io non mi vergogno, giuro.. :rotfl:

Non riesco a grassettare.

Che significa. "sono io che NON POSSO" chiedere? Perché non puoi? Tu non vuoi, e in questo non volere c'è ben più di una richiesta. Allo stesso modo non potresti mai finire per buttare nel cassonetto quella borsa. Neppure in via ipotetica.
 

Skorpio

Utente di lunga data
[MENTION=3188]farfalla[/MENTION] era un verde :)
 
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trilobita

Utente di lunga data
Mi ricordi tanto i miei genitori: Magari un mese prima ti dicono, en passant, che il giorno tot avranno un impegno. (parliamo ovviamente di impegni non vitali). Arriva il giorno dell'impegno, io ovviamente non me ne ricordo più, e magari tempo dopo, quando finalmente mi salta in testa e chiedo loro riscontri, si rammaricano che me lo sia scordato.... Io invece sono molto più basica: se ci tengo a condividere il mio impegno, lo ricordo il giorno prima. E il giorno stesso lo racconto di mia sponte, chiedendo l'ascolto :)
Tu parli bene ma razzoli male...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mi solleva sentirti scrivere che non è complesso.. :)

Sul resto leggo con calma app posso ... :)
Non pensare di svignartela così :cool:

Non è complesso il meccanismo...ma tu non sei semplicemente i tuoi meccanismi ;):)

Il tutto è maggiore della somma delle parti...diceva uno saggio.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Non riesco a grassettare.

Che significa. "sono io che NON POSSO" chiedere? Perché non puoi? Tu non vuoi, e in questo non volere c'è ben più di una richiesta. Allo stesso modo non potresti mai finire per buttare nel cassonetto quella borsa. Neppure in via ipotetica.
Ho da fare.. :)

Non "posso" perché solo al chiedere mi fotto da solo, rinunciando a cose che x me sono di sostanza

Non so più come scriverlo :rotfl:
 

Skorpio

Utente di lunga data
Non pensare di svignartela così :cool:

Non è complesso il meccanismo...ma tu non sei semplicemente i tuoi meccanismi ;):)

Il tutto è maggiore della somma delle parti...diceva uno saggio.
L'hai trovato quello che scappa :rotfl: :rotfl:

Non scappo non scappo..
 

brenin

Utente
Staff Forum
A me più che infantile, come dicevo anche a @Skorpio mi sembra un qualcosa che ha a che vedere con i test conoscitivi.

Che fra l'altro pure io faccio, ad inizio conoscenza però. Non quando la conoscenza è consolidata.

Quanto alla necessità di piangere...è uno spunto interessante...

Per quanto mi riguarda, una vicinanza senza lacrime, anche soltanto nella propria intimità, non è una vicinanza che basta.

Io ho bisogno delle lacrime. Le mie. E anche di quelle dell'altro.

Ho bisogno del piacere. E ho bisogno del dolore.

Ho bisogno di tutto. E tutto chiedo.

Consapevole che molto probabilmente quel tutto non sarà mai completamente soddisfatto...ma penso che se lo fosse, sarebbe semplicemente la fine della relazione in cui quel tutto si innesta.

Mi ricordo a fine relazione che il mio psyco mi aveva chiesto se le richieste che stavo facendo al mio ex erano possibili o impossibili.
E' stato triste rendermi conto che erano impossibili. E ha segnato la fine.

Avevo avuto tutto quel che potevo trovare in quella relazione. Non c'era semplicemente più niente che potesse nutrirmi. E, anche se non se ne rendeva conto, non c'era più nutrimento neanche per lui.

Eravamo ad un punto in cui sarebbe stato come pensare di far crescere un adolescente nutrendolo come un neonato.
Muore di fame.

La differenza fra noi era che lui sarebbe morto di fame, pur di non rinunciare all'apparente stabilità raggiunta.

Io no. Io volevo vivere. Anche a costo di morire.
Sul grassetto.... tutto vero.... ben difficilmente il " tutto " potrà mai essere soddisfatto, proprio perchè varia ogni giorno, e variamo noi.... paradossalmente è come una maratona, che alterna stati d'animo,fisici,psichici continuamente mutevoli... ed il segreto è saper "leggere" chi corre al nostro fianco, per poi stabilire che " modus operandi " utilizzare...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sul grassetto.... tutto vero.... ben difficilmente il " tutto " potrà mai essere soddisfatto, proprio perchè varia ogni giorno, e variamo noi.... paradossalmente è come una maratona, che alterna stati d'animo,fisici,psichici continuamente mutevoli... ed il segreto è saper "leggere" chi corre al nostro fianco, per poi stabilire che " modus operandi " utilizzare...
ciao :)

già...saper leggere

Ci meditavo in questi giorni, sono sempre stata una attenta osservatrice di chi mi circondava.
L'ho sempre ritenuto un requisito fondamentale. E ad oggi confermo che lo è.

Ma...in tutta quella mia ricerca di obiettività, erano i miei bisogni che non sapevo leggere e, più che altro che non mi concedevo e di conseguenza non potevo concedere a nessuno.

Tre anni fa...neanche mi sarebbe balenato di chiedere tutto. Non in questi termini.

Un paradosso, quello in cui mi dibattevo, per cui se mi fossi avvicinata troppo chiedendo i miei bisogni avrei rischiato di divorare l'altro, e scattava protezione.
Non sono buona...fondamentalmente non volevo essere divoratrice. Ai miei occhi era una immagine di me che non mi piaceva, per quanto le trovassi saltuariamente delle scuse per giustificare la presenza di quel desiderio.
Il rovescio del timore di divorare l'altro era l'essere divorata io...a questo no, non ho mai trovato giustificazione...questo è davvero terrorizzante...

lo sanno bene le bestie selvatiche, quando mangiano sono attente e reattive al massimo. E' uno dei momenti di maggiore vulnerabilità.

Sciogliere l'obiettività, la pretesa di obiettività, e lasciarmi cadere nei miei bisogni...inchinarmi al mio essere, anche bisognosa, per quanto per me fosse umiliante (e tuttora lo è, a tratti) è stata per me l'unica via per chiedere.
E chiedere tutto.

Leggere ma anche lasciarsi leggere. E darsi l'opportunità di creare una trama comune in cui fluire

Credo che senza condivisione, compenetrazione, bidirezionalità di lettura...si finisca per correre semplicemente al buio rincorrendo una immagine nella nebbia. Trovandosi il più delle volte a sbattere dolorosamente con il fatto che quell'immagine non è l'altro, ma è ancora se stessi
 
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mistral

Utente di lunga data
L'ultima frase e' un monumento alla contraddizione. E non credo ti rispecchi, perché anzi hai sempre affermato il contrario. Detto ciò.... Io non sono nella tua storia, posso solo dirti quello che capisco e quello che no. Capisco la scelta di andare avanti. Capisco il fatto che pure scegliendo di andare avanti nulla e' come prima. In meglio e in peggio. Dubito che si possa dare il classico colpo di spugna. Ma ora ti dico quello che non capisco. Non capisco anzitutto l'avallo, che tu dai, alla storia per cui tuo marito sarebbe stata la vittima, povera inerme ed ingenua, della sua amante. Per me e' stato semplicemente un uomo che, beccato con le mani nella marmellata, ha scelto di fare marcia indietro. Lo ha scelto così come si era scelto di avere l'amante. Quella amante, e poi chissà. Non è dato sapere. Non credo all'ipotesi dell'innamuratiello imbrogliato da una mantide. Proprio no. E non credo sia giusto avvalorare questa sua spiegazione. Si è scelto una stronza? Fregacazzi del perché. Fregacazzi del presunto imbroglio di quella. Fregacazzi se lei lo ha umiliato. Fregacazzi di tutto questo perché, in fin dei conti, era un uomo adulto cui non va attenuata nessuna responsabilità. E non e' il "castigo", ad averlo purgato dai suoi peccati. Dovrebbe essere quello che ha fatto dopo a salvarlo, e mi fa strano che quel dopo tu lo releghi in quel quotidiano che qui (chissà perché) non entra.
Alt!
Ma poverello imbrogliato de che? Ho appena scritto che nonostante lanciassi frecciate per fargli capire che intravedevo qualcosa,lui probabilmente era talmente preso e desideroso di coronare la sua storia d'ammmore che ha ignorato i miei segnali.Per imbrogliato intendo il fatto che l'altra si mostrasse per come aveva intuito a lui piacesse.Lui non da meno si era presentato come non è .Un facciamo finta che...Ho sempre sostenuto e lo sostengo tutt'ora che quella che la sapeva lunga in materia era lei,non che l'essere più scaltra ed esperta sia un reato,la conferma viene anche dai racconti di innocenti scappatelle pregresse che faceva a mio marito.Era abbastanza evidente che lei gestisse i giochi ,il come ,il dove ,il quando_Ovviamente se l'altro seguiva ,la cosa gli andava bene ma anche ciò che gli creava disagio se lo faceva andare bene uguale tanto l'altra non si spostava di un passo.
Quando tutto è crollato,lei si è mostrata senza veli ma ha visto anche lui svelato,magari codardo e coglioncello come lo descrivete voi o semplicemente non così preso da tentennare nel lasciarla come forse lei era convinta.Con me si vantava che lui pendesse dalle sue labbra e facesse tutto ciò che lei voleva,se era convinta di questo credo bene che la decisione di lui di troncare senza ripensamenti l'abbia vista come un oltraggio. Ma visto che a lei si presentava in ben altro modo ,ha fatto partire la shit storm.Lei imbestialita e vendicativa per come lo aveva visto e lui atterrito perché la dolcezza e l'ammmore erano spariti in un attimo.Guarda che sono stata testimone e tirata in ballo nella loro causa di separazione,so cosa ho visto cosa ho letto e cosa mi sono sentita dire.
In nessuna storia qui ed in altri siti a tema ho letto di una amante oltretutto sposata che osasse tanto senza paura .Cioe ,ditemi chi avete mai letto qui che ha avuto l'amate uomo o donna sposati con coniuge ignaro che anziché ritirarsi con un brivìciolo di dignità,si sia premurata/o di aggravare la posizione dell'amante il più possibile raccontando anche palesi frottole.
Ecco a cosa mi riferisco quando ritengo che mio marito si sia preso un'inculata.
ps...ma qui il quotidiano normale e sereno cosa lo devo raccontare a fare?
il tradimento è in un reparto e rimarrà sempre tale ,se qui lo racconto mille volte sarà sempre uguale.
Il presente è plastico,vive e si evolve ogni giorno.Se non ci fosse quel bubbone sottopelle oserei dire che ben poco vorrei cambiare ma il bubbone c'è e resta lì .Non credo esista un modo per cancellarlo,è un vissuto doloroso come altri e tocca fargli posto fa parte della mia vita con o senza mio marito.
 

mistral

Utente di lunga data
Credo che questo sia il nodo del tradimento.
Anche il tradimento più terra terra che sembra cercare solo sesso in realtà cerca la conferma di essere gradito così come si è. Non ci si vuole vedere alti e magri, ci si vuole sentire accettati e riconosciuti per come si è anche chiattoni.
O si vuole essere accettati interi, magari compresa una parte che qualcuno definisce oscura o anche per una parte luminosa che non viene vista.
Beh,ma per essere riconosciuti come si è ci si deve mostrare nudi e non con maschera trucco e parrucco recitando la parte che ci piacerebbe ci appartenesse.
Forse si può anche essere gratificati dal palco per esibirci che la relazione extra ci presta .É quando la recita si avvicina alla realtà ed ai suoi riscontri che succede il casino e il bluff salta agli occhi dello spettatore.
Mi viene in mente la recita di Parolisi con la sua amante e la famiglia di lei.Quando la recita stava per essere scoperta lui ha perso la ragione e sappiamo come è andata a finire.
 

trilobita

Utente di lunga data
Proprio in questi giorni,per non essere quella che fa il primo passo,hai atteso,atteso che lui si sbilanciasse per ottenere quella spontaneità che Skorpio rivendica,avendo come unico,inevitabile risultato,il defilarsi del tuo papabile.
Sarebbe bastato chiedere,dichiararsi,parlare e dire quello che ti era evidente fin dal primo giorno....
 
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