https://www.youtube.com/watch?v=IyDZpx4_JNo
Questo servizio è interessante.
Conosco bene la zona e lo trovo abbastanza realistico, ovvero documento una (parte di) realtà ben presente sul territorio.
Il limite è quello di individuare una situazione ben specifica, senza documentare quello che ne consegue attorno, ma è comunque più che sufficiente apprendere quello che viene narrato.
Nel video si vede lo spaccio della droga e la situazione di totale abbandono (anche sanitario) di una zona storica di Milano
a dieci minuti di metropolitana dal centro (5 fermate da Porta Romana, 8 da Duomo). Si percepisce anche la presenza della tossicodipendenza tra minori e bambini, cosa non nuova, giacché anche alla mia epoca già alle elementari essa era presente.
Si potrebbe obiettare che la situazione in questo quartiere è tale da una quarantina di anni, ovvero da quando è arrivato il grande flusso migratorio coordinato dalla camorra.
In realtà qualcosa è cambiato.
Molte grandi attività industriali hanno chiuso, altre si sono trasferite, la zona è piena di aree dismesse in stato di abbandono.
Operai, ceto medio e quello impiegato nel terziario sono calati percentualmente, molte famiglie si sono trasferite nell'hinterland abbandonando un quartiere in avanzato stato di degrado, la percentuale di popolazione di origine straniera è aumentata. Le attività commerciali si sono trasformate: addio ai negozi di abbigliamento e scarpe, alle librerie e ai negozi di dischi, alle pasticcerie e alle edicole, ai ferramenta e alle mercerie, ai concessionari auto (vendevano anche Rolls Royce e Ferrari qui) e alle palestre per finire con le attività artigiane come i falegnami, per consacrare i soliti "kebab", negozi di oggettistica economica cinese, lavanderie a gettone, sexy shop, telefonia, insomma attività "povere", dal basso valore aggiunto.
La presenza della droga la si nota dall'elevato numero di vetri rotti alle auto durante gli orari notturni (quasi ogni notte), dalle siringhe (un vero tappeto nel boschetto al parco di Porto di Mare), dagli spacciatori chiaramente riconoscibili, dai questuanti in stile "Ce l'hai una moneta", particolarmente diffusi, che vivono nei fatiscenti capannoni abbandonati della zona.
Anche le scuole hanno subito un mutamento: nel quartiere ai confini opposti vi è una scuola privata molto costosa dove il reddito parentale è immediatamente riconoscibile dalle BMW e Mercedes che stazionano all'uscita e dagli alti muri in stile caserma dell'edificio, e dalla scuola araba dove all'uscita sembra di essere in Iran.
Due realtà opposte che non si mescolano.
http://leultime20.it/milano-da-buttare-corvetto/
E in mezzo non ci vuol stare più nessuno.
Il problema, per chi lo vuol vedere, è tutto qui.