Eccomi qua, ero assente giustificato per malattia.
Non sono laureato in psicologia, ma in medicina, con specializzazione in psichiatria.
Gli psicologi, come gli alpini e i baristi, hanno i loro problemi, e penso che parecchi di loro ne parlino volentieri sui forum come questo.
Io non lo faccio per un motivo semplice che ho già esposto, questo. Sfogarsi sui forum può far bene, ma ha un aspetto negativo: che la mancanza di un rapporto faccia a faccia e l'anonimato invitano all'isteria, cioè a inventarsi più o meno consapevolmente. Se uno si inventa consapevolmente di sana pianta, niente di che, a meno che uno non lo faccia sempre e sistematicamente, il che suggerisce l'esistenza di qualche problemino acquattato nell'ombra.
Se uno si inventa semiconsapevolmente o addirittura senza accorgersene, non va bene. Non va bene soprattutto per chi, come me, per lavorare ha bisogno di mantenere in buone condizioni le sue capacità di empatia. Isteria ed empatia si escludono reciprocamente, come sa chiunque abbia incontrato un isterico/a, che sulle prime ti dà l'impressione di essere altamente empatico (perchè è molto intuitivo e sensibile) ma poi, dopo un po', ti accorgi che in realtà non ti vede per nulla, perso com'è nell'edificazione delle sue fantasie, al centro delle quali prova a indovinare chi ci sarà mai?
Morale: per uno psicoterapeuta che lavora con i pazienti è meglio NON raccontare i casi suoi sui social.
Personalmente, i casi miei li racconto a un altro psicoterapeuta che mi fa da supervisore, che incontro di persona e pago (salato).