Aggiornamento.
Premettiamo: so che la mia figura di "traditore tradito dall'amante" non suscita simpatia e risulta alquanto ridicola.
Però si soffre e io ci sto soffrendo da matti. In un forum che si occupa di tradimenti penso che abbia posto anche quest'aspetto.
Venerdì ho avuto un momento di cedimento e l'ho contattata: ho trovata porta spalancata e braccia aperte, come se non stesse aspettando altro.
Sabato scambi di messaggi d'amore e anche di foto osé da parte sua. Voglia di rivedersi conclamata.
Però... la sofferenza per quello che mi ha fatto (un giorno ve lo spiegherò in dettaglio, così mi capirete meglio) non è per nulla diminuita, anzi. E l'angoscia è cominciata a crescere.
Domenica avevo la netta sensazione che mi preparavo ad entrare nel vicolo cieco finale. In fin dei conto dopo la sua ultima "impresa" io non ho avuto più contatti con lei. Se la riprendo, se facciamo di nuovo l'amore insieme, la sensazione di essere stati traditi aumenterà. E con essa la gelosia e la paura che tutto questo si possa ripetere (e, ovviamente, si ripeterebbe, ormai c'è il precedente).
E poi, ancora, riprendere a farmi mezza città di corsa per vederla un paio di ore; sopportare i suoi continui riferimenti alla mia famiglia, i suoi malumori perché non faccio certe scelte e, scusatemi ma è così, la sua cattiveria di donna senza figli.
A questo devo aggiungere lo sforzo per far stare tutto dentro nei tempi e la difficoltà a non distrarsi in famiglia per pensare a questa stronzetta che forse mi ha preso i sensi più che il cuore.
Insomma, domenica ho fatto marcia indietro e lei se ovviamente l'è presa. Come se la prende lei ovviamente: in modo freddo, glaciale, sempre pronta a passare ad altro.
Qui c'è non solo da salvare la mia famiglia, ma il bene più prezioso che ho: la mia intelligenza, la mia mente, che non può vivere fissata su questa cosa. Ma ha bisogno di correre, pensare, analizzare, spaziare libera...