stany
Utente di lunga data
Certo.il tenore di vita precedente,ovvero quello nel matrimonio non dovrà essere garantito ( ricordiamo comunque che la Cassazione fa giurisprudenza fino ad un certo punto. È sempre il giudice nella causa a decidere) ; e chi stabilisce però quale sia il minimo o il massimo oppure il congruo,per un mantenimento di una moglie disoccupata? Sempre un giudice in base comunque a dei parametri che fanno riferimento al contesto specifico: la moglie di Berlusconi potrebbe vivere con quattromila euro al mese no? Non quarantamila.La Cassazione, in un'interpretazione però fatta dai giornalisti, ha sancito che non è più obbligatorio corrispondere l'assegno di mantenimento qualora il coniuge abbia redditi sufficienti a vivere, viene quindi escluso per la prima volta l'obbligo del mantenimento del tenore di vita.
Questo però non comprende i doveri nei confronti del coniuge privo di reddito o con redditi insufficienti a vivere da solo.
In breve, se tu ti vuoi separare da un coniuge che è privo di reddito o ne ha uno basso (per esempio 5 o 600 euro al mese), dovrai probabilmente - sarà il giudice a stabilirlo - corrispondere un assegno mensile per consentire al coniuge di poter vivere senza di te.
Questo si aggiunge ovviamente a tutti i doveri nei confronti dei figli, l'assegnamento della casa al genitore prevalente, che sono sempre faccende che vengono stabilite dal giudice.
In mancanza di accordo, ovvero passando attraverso una giudiziale, a questi oneri si aggiungono le spese legali, che non sono basse. Ho appena conosciuto un padre che per affrontare una giudiziale durata diversi anni ha speso un 10.000 euro totali. Non conosco la cifra media.
Poi c'è la questione dell'addebito, in caso di tradimento, risolvibile sempre attraverso una giudiziale, che può influire sul mantenimento.
Va da sè che se hai un coniuge privo di reddito le cose si complicano abbastanza.
Certo, se poi negli anni si verificano le condizioni per abbassare l'assegno di mantenimento, si può sempre fari richiesta di una modifica.
Diciamo che la situazione ideale è quella di una separazione consensuale.
Oppure di una giudiziale con due coniugi aventi reddito paragonabile e adeguato a vivere da soli.