Qui racconterò la mia storia

danny

Utente di lunga data
.
Questo non c'entra con la sincerità
La sincerità è dirmi che non stai bene con me, che abbiamo un problema, che mi senti lontana ecc ecc
Non toglierti il peso di un'attrazione per dividerlo con me
Quello lo gestisci come in tua coscienza di sembra più giusto e poi ti smazzerai anche le eventuali conseguenze della tua scelta
Non è questione di sincerità, ma di non mettere muri nella coppia.
Muri che rendono pian piano incomprensibile l'altro.
 

Diletta

Utente di lunga data
Non credo che le cose stiano proprio così. Credo che oramai ognuno si arrocchi dietro le proprie idee, e che sia diffusa quella (che penso pure io) per cui diletta si sarebbe dovuta separare. Comunque un conto è l'infatuazione per una persona determinata, cui si sceglie di non dare corda. E di qui, l'esigenza di parlarne o di non parlarne. Altro e' il vizio di andare a prostitute. Su quello temo che parlare non serva neanche.
Non so da voi, ma qui da me non c'è NESSUN vizio del genere.
A onor del vero.
Certo che si fa presto a tirar conclusioni qui...:cool:
 

spleen

utente ?
Io credo che la lealtà e la coerenza si estrinsechi nella scelta, che uno compie, di non dare corso a certi impulsi. Non credo sia il caso di mettere al corrente il compagno di una infatuazione rispetto a cui intendiamo levarci fuori. Ci sono cose che vanno risolte nella propria testa.
Non solo secondo me. La coerenza si estrinseca anche se decidi di dare corso a certi atti. Se hai promesso una cosa devi mettere al corrente a chi hai promesso che le cose ed i termini sono cambiati.
 

danny

Utente di lunga data
Si può provare attrazione per un'altra persona senza che ci sia nulla che non vada nella relazione principale.
Se ci sono problemi e l'attrazione è incidentale o solo sintomatica parlarne è solo un espediente per non parlare dei problemi.
Se invece l'attrazione per l'altra persona viene messa nel rapporto viene automaticamente depotenziata e diventa argomento per comprendere cosa in quel momento ci coinvolge e che, in quanto riguarda uno dei componenti della coppia, riguarda entrambi.

Ma poi... un coniuge attento spesso arriva prima a capire quando c'è un'altra persone che attrae il partner.
Almeno, nella mia vita di coppia è sempre andato così.
Condividere emozioni e sensazioni era la norma.
Credo sia frequente che si possa avere attrazione anche per altre persone, oltre a quella che si è sposata.
Perché negarlo?
 
Ultima modifica:

Diletta

Utente di lunga data
Forse hai ragione,però il fatto che,per provare ad intervenire nel problema,si sia rivolta pure al prete,un sorriso,devo ammetterlo,me l'ha strappato :) :)

Sai che non capisco perché ti ha fatto sorridere?
(Per carità, meglio ridere che piangere...).
Hai mai sentito parlare di guide spirituali?
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Non è questione di sincerità, ma di non mettere muri nella coppia.
Muri che rendono pian piano incomprensibile l'altro.
.
Il muro lo alzo io se vieni a raccontarmi una cosa così
Soprattutto metterei in discussione la maturità della persona che ho al mio fianco e credo che rivedrei qualcosa
 

Diletta

Utente di lunga data
Non solo secondo me. La coerenza si estrinseca anche se decidi di dare corso a certi atti. Se hai promesso una cosa devi mettere al corrente a chi hai promesso che le cose ed i termini sono cambiati.
Solo se hai deciso di dar corso.
E' quello che ha detto Cielo, solo in questo caso ci deve essere massima lealtà.
Altrimenti, la cosa uno se la gestisce da solo, così da non turbare l'altro/a.
Questo è un atto d'amore.
 

delfino curioso

Utente di lunga data
Secondo me il problema non sta nel condividere o meno i propri pensieri, ma nel rendere partecipe l' altro alle proprie intenzioni e alle propie azioni. E' del tutto evidente per me che col parthner non si puo condividere proprio tutto tutto, ma è bene rendersi conto che c'è uno stato mentale, la lealtà a cui tutti dovrebbero tendere.
E' possibile stare in coppia senza raccontare delle avances ad esempio del collega di lavoro se non si ritiene inportante per il rapporto coniugale questa cosa.
Ma è leale comunicare il cambiamento delle nostre opinioni ed intenzioni sulla coppia stessa quando questo succede.
A me sembra che molte persone intervenute parlino di cose diverse e situzioni diverse, ricavate dal proprio vissuto, tendendo a giustificarsi, più che a motivare un comportamento oggettivo.
E del resto @Brunetta ha scritto una cosa importante sulla quale tutti dovrebbero riflettere a fondo: Non si può pensare di stare in coppia comportandosi da single.
E essere trasparenti con chi si ama o si è amato è un dovere, aggiungerei io.
Quoto
Penso inoltre che non si può mettere sullo stesso piano un "momento di smarrimento" a cui non c'è stato seguito e peraltro condiviso con la moglie e successo sei anni prima, con un anno di relazione "intima" nascosta e scoperta.
Mi sembra che le due cose pesino in maniera diversa.
Mi sono trovato nella stessa situazione, ho condiviso, sono uscito di casa, senza chiedere nessun "aiuto" alla mia compagna. Era un mio problema e dovevo risolverlo da solo, lontano da entrambe ben sapendo di poter perdere tutto.
 

Tara

Utente di lunga data
Dio mio

Sei sicuro che amassi tua moglie?


"ei già dall’avvio della separazione era ritornata dal suo ex, che però non si sarà sentito di averla fra i piedi tutto il giorno, il giocattolo è più bello se lo rubi ad un altro, e l’ha mollata poco dopo"

L'ha mollata? Cosa e' tua moglie, un oggetto che si "molla"?

Hai distrutto una famiglia perche dopo una vita insieme lei ha ceduto fisicamente ad un altro? Se questo basta a cancellare i tuoi sentimenti verso una persona non e' amore. Ami il possesso che hai su di lei, non lei.




Ho scritto la mia storia, forse è un po’ lunga, ma non avrei potuto fare diversamente. Alle domande che mi sono state poste non avrei potuto rispondere solo con date o fatti.
Ho dovuto mettere dentro anche le mie emozioni, le mie decisioni, che giuste o sbagliate per chi legge, sono le mie. Appartengono al passato, pertanto sono storia su cui è possibile esprimere giudizi ma i fatti non sono più modificabili. L’ho scritta solo perché i miei interventi in un altro 3D hanno generato tutta una serie di discussioni che mi è sembrato corretto spostare eventualmente ad altra sede.

Ci siamo sposati nel 1980, stavamo insieme già da tre anni. Interessi comuni, gli stessi sport, tantissimo amore. Poi i figli, qualche anno dopo. Certo gli inevitabili litigi, le incomprensioni di tutte le coppie, ma niente che non si ricomponesse subito dopo.
Io, tanto tempo dedicato al lavoro, a volte fuori casa in viaggio, lei con orari lavorativi più regolari , ma fra nonni e tate, c’è l’abbiamo fatta a crescerli.
Oltre al lavoro, pochissimi spazi individuali; piscina, vacanze, tempo libero sempre insieme, e i figli crescendo, ci hanno a poco a poco consentito di riavere più tempo per noi.

Nel 2010, era Aprile come adesso, inciampo in una sedia, la sua borsa finisce per terra, e fra le altre cose spunta un telefono mai visto. Le chiedo una spiegazione, mi dice che è della collega, lo aveva dimenticato , le aveva telefonato chiedendole di tenerlo per restituirglielo poi.
Credetti alla spiegazione.
Al lavoro quel giorno però continuai a pensare all’espressione turbata che avevo colto sul suo viso nel momento in cui avevo preso in mano il telefono.
A letto la sera mi svegliai, mi alzai per rovistare nella sua borsa. Il telefono non c’era e mi riaddormentai. L’indomani in garage, prima di salire sulla mia auto, cominciai a frugare nella sua .

Il telefono era lì, chiuso nel vano porta oggetti. Due soli numeri, quelli dei messaggi in entrata e in uscita.
Tanti maledetti messaggi dal contenuto chiaramente inequivocabile. Non sapevo che fare, mi sentivo sprofondare e la caduta non finiva mai.
Pensai di non agire d’impulso, in quel momento non avevo la serenità e forse il coraggio per affrontarla, copiai i due numeri e andai via.
Ne parlai subito con un fraterno amico d’infanzia, avvocato. Mi consigliò un investigatore privato a cui mi rivolsi. Nonostante l’angoscia, nei giorni seguenti cercai di comportarmi come sempre.
Qualche giorno dopo andai via per lavoro, al ritorno ebbi la conferma , foto e i diari dei pedinamenti erano lì .

Il sabato mattina le dissi prendiamo le bici. La portai nello stesso posto dove ci eravamo conosciuti. Seduti sulla stessa panchina dove per la prima volta le avevo detto ti amo, le dissi: Qui dove tutto è cominciato adesso in questo momento finisce tutto e le misi in mano le foto.
Le dissi cosa lei aveva rappresentato per me in quegli anni. Quell’amore viscerale, per lei, la mia donna, la mia amante, la madre dei miei figli, la mia confidente il mio tutto, era svanito, lasciando posto a rancore odio disprezzo rabbia.
Le chiesi perché? Impiegò tantissimo prima smettere di piangere e rispondermi.
Non mi diede nessuna colpa, quello che aveva fatto non dipendeva dal nostro rapporto, al quale secondo lei non mancava niente.
Mi disse che lo amava, era il suo capo, che dapprima aveva apprezzato i complimenti di una persona più giovane di lei.
Che a 55 anni si era sentita una ragazzina al centro delle attenzioni, e poi pian piano si era innamorata e aveva ceduto, e che andava avanti da un anno.
Ma amava anche me e i nostri figli e mai avrebbe voluto perdere la sua famiglia.
Viveva in due mondi, separati nella sua mente, quando era con lui non c’eravamo noi, e quand’era con noi lui non esisteva.
Mai visto nei fine settimana o nelle ferie, si vedevano solo quando io ero fuori per lavoro, raramente in altre occasioni.
Non volle dirmi altro.
Non rispose a nessuna delle infinite domande, in quel momento mi disse, provava solo vergogna per quello che aveva fatto e chiedeva perdono.

Tornammo a casa, preparai una valigia, le dissi che ai ragazzi non avrebbe dovuto dire niente, che andavo via per lavoro , cosa abituale, e che lei non avrebbe dovuto cercarmi avevo bisogno di riflettere.
Si gettò ai miei piedi implorandomi di non andare via, ma non l’ascoltai.
Dopo qualche giorno credo cinque, riuscì a trovare l’albergo dov’ero e mi venne a trovare.
Non so cosa, forse la sorpresa, fu una notte di passione e l’indomani tornai a casa.
Le chiesi di prendere delle ferie, l’idea che incontrasse comunque ogni giorno il suo amante al lavoro non potevo sopportarla.
Il suo capo, in senso lavorativo era una mia creatura, e in breve fu messo nelle condizioni di chiedere il trasferimento ad altra sede. Almeno avevo spezzato questo legame, pensavo.

Abbiamo provato per quattro mesi abbondanti.
Nonostante i suoi sforzi per ricostruire, più passava il tempo e più mi sembrava di non conoscerla, rientrare a casa la sera con i ragazzi sempre fuori, non aveva più nessuna attrattiva.
Sentirla parlare poi, con quella stessa loquacità e dolcezza di sempre che adesso mi suonava falsa, quella sua bellezza che una volta mi incantava e adesso mi sembrava ostentazione.
Si mi sono allontanato ancora di più.
La cosa peggiore fu il non crederle più, non credere più a niente quello che diceva, non credere che il tradimento durasse solo da un anno, non credere che fosse stato l’unico.
Io non sapevo chi fosse quella donna con cui la sera andavo a letto, con la quale nonostante i suoi sforzi non riuscivo più a fare l’amore.
Avevo sempre presente l’immagine di lei a letto con l’altro, e a volte mi sembrava di averlo in mezzo a noi.
Arrivai a chiedermi se i figli fossero veramente i miei.

Non rispose mai alle mie domande sulla storia col suo amante, volevo sapere tutto ma lei non rispondeva, diceva per tutelarmi , neanche al terapista quando facevamo la sedute in coppia, rispondeva a tutte le domande.
Per lei avrei dovuto solo dimenticare ma io non c’è la facevo a dimenticare. Quando la vedevo assorta nei suoi pensieri, pensavo sempre che stesse pensando a lui.
Avrei potuto capire, il cedere una volta a un’improvvisa passione, in fondo siamo umani ,per quanto grave un errore si può capire.
Ma una vita parallela per un anno non è un errore, è un insieme corposo di scelte fatte con deliberato egoismo, una per una, volta per volta.
Quando le dissi che volevo la separazione e quindi il divorzio rispose che non mi avrebbe mollato mai.
Sino ad allora eravamo riusciti a tenere nascosta ai ragazzi la situazione, penso abbastanza egregiamente. I grandi a studiare fuori, la piccola quasi mai a casa come tutte le diciottenni.
Complice l’estate e i figli tutti a casa, nel tentativo di bloccarmi su quella che era ormai la mia decisione definitiva, raccontò tutto ai figli.
Fu’ un grande errore, perché i ragazzi non credettero alle motivazioni che adduceva per giustificare la mia richiesta di separazione, capirono che c’era una terza persona pensando subito ad una mia amante.
A questo punto fu costretta a rivelare che era lei ad aver avuto l’amante.
Quando hai cresciuto i figli a pane e ostia è duro far loro digerire queste cose.
La reazione fu’ di estrema durezza e di chiusura.
Io non li avrei mai coinvolti e avrei comunque tutelato la madre, mai avrei permesso che sapessero le reali motivazioni della separazione.
Comunque furono estremamente corretti, ci dissero che loro erano e sarebbero rimasti i nostri figli, che la decisione era nostra, che in caso di separazione avrebbero continuato a vivere con me perché, cosi come la loro madre aveva fatto la sua scelta loro si sentivano liberi di fare la loro.
La madre sarebbe stata sempre la loro madre ma non le avrebbero più permesso di fare il genitore.
In un ultimo tentativo, dissi che comunque tutto era ancora in discussione e che esisteva la possibilità che tutto si appianasse.
Voi siete la coppia, voi deciderete, quello che abbiamo detto per noi resta, risposero.
Ma io non c’è l’ho fatta, non sono riuscito a passare oltre e dimenticare.
Quando decisi di rompere definitivamente, mi dissero che erano d’accordo con me e che sarei stato un coglione a non farlo.
L’ho saputo anni dopo, ma in due occasioni diverse la piccola e il grande l’avevano vista in macchina scambiare effusioni con l’amante.

Nonostante l’allontanamento lavorativo del suo amante e la dichiarazione di amore eterno nei miei confronti, lei aveva continuato per la sua strada.
Nel 2012 abbiamo divorziato, lei già dall’avvio della separazione era ritornata dal suo ex, che però non si sarà sentito di averla fra i piedi tutto il giorno, il giocattolo è più bello se lo rubi ad un altro, e l’ha mollata poco dopo.
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

.
Il muro lo alzo io se vieni a raccontarmi una cosa così
Soprattutto metterei in discussione la maturità della persona che ho al mio fianco e credo che rivedrei qualcosa
Quello di sicuro..

Io vorrei sapere il perché me londici

E sarei molto esigente sulla risposta, anche perché mi stai caricando di una cosa tua

"Perché sono sincera" non sarebbe affatto una risposta convincente.

Io vorrei sapere a quale titolo sono coinvolto
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

.
Il muro lo alzo io se vieni a raccontarmi una cosa così
Soprattutto metterei in discussione la maturità della persona che ho al mio fianco e credo che rivedrei qualcosa
Quello di sicuro..

Io vorrei sapere il perché me lo dici

E sarei molto esigente sulla risposta, anche perché mi stai caricando di una cosa tua

"Perché sono sincera" non sarebbe affatto una risposta convincente.

Io vorrei sapere a quale titolo sono coinvolto
 

spleen

utente ?
.
Il muro lo alzo io se vieni a raccontarmi una cosa così
Soprattutto metterei in discussione la maturità della persona che ho al mio fianco e credo che rivedrei qualcosa
Forse il muro è già alzato se dici questo, non credi?
 

spleen

utente ?
Quoto
Penso inoltre che non si può mettere sullo stesso piano un "momento di smarrimento" a cui non c'è stato seguito e peraltro condiviso con la moglie e successo sei anni prima, con un anno di relazione "intima" nascosta e scoperta.
Mi sembra che le due cose pesino in maniera diversa.
Mi sono trovato nella stessa situazione, ho condiviso, sono uscito di casa, senza chiedere nessun "aiuto" alla mia compagna. Era un mio problema e dovevo risolverlo da solo, lontano da entrambe ben sapendo di poter perdere tutto.
Credo che il tuo sia stato un comportamento leale. E credo anche auspicabile per quello che mi riguarda. :up:
 

trilobita

Utente di lunga data
Sai che non capisco perché ti ha fatto sorridere?
(Per carità, meglio ridere che piangere...).
Hai mai sentito parlare di guide spirituali?
Mi ha fatto sorridere perché ho esempi e vicende affini che,proprio grazie e non nonostante,queste guide spirituali,sono finite in modo grottesco.
Per carità,non fanno statistica,ma avendole vissute non in prima persona,ma da ex parenti,l'accostamento mi è venuto facile.
Non era un sorriso frutto di un giudizio,ma di un pregiudizio..
 

Fairman

Utente di lunga data
Ci riempiamo la bocca con la parola lealtà, ma quello che mi sembra di intravedere è una lealtà condizionata,

scelgo io su cosa essere leale no, non chiedo supporto se sono in difficoltà a gestire una mia debolezza, tanto la

coppia e coppia quando si fà l'amore, si va a ballare o al ristorante, poi ognuno con la propria vita

senza aiutarsi nelle difficoltà per non turbare l'equilibrio momentaneo.

Meglio un bel tradimento già bello e consumato da scoprire bello caldo caldo, magari dopo anni.
 

Diletta

Utente di lunga data
Mi ha fatto sorridere perché ho esempi e vicende affini che,proprio grazie e non nonostante,queste guide spirituali,sono finite in modo grottesco.
Per carità,non fanno statistica,ma avendole vissute non in prima persona,ma da ex parenti,l'accostamento mi è venuto facile.
Non era un sorriso frutto di un giudizio,ma di un pregiudizio..

A me invece sono state utili, non perché l'ho prese come oro colato, ma come confronto e spunto di riflessione mia.
 

insane

Utente di lunga data
Ma, in soldoni, cosa dovrebbe fare il povero partner? :confused:
Marcare il territorio?
Non per generalizzare, ma mi sembrate cosi' binari voi traditori nei ragionamenti. Cosa dovrebbe fare il partner? Non c'e' un libretto di istruzioni, mi dispiace.

Ma se lo ami e lui ti espone un disagio magari parlarne insieme non farebbe male no? Per esempio chiedergli "e tu come rispondi a queste avances?" oppure "secondo te questa collega fino a dove vuole spingersi?" ma anche "tu ti senti lusingato da queste attenzioni?" . E sono solo esempi molto superficiali, e' ovvio che in ogni rapporto le domande sarebbero diverse. Pero' dimostrerebbero dialogo e maturita'. Altrimenti facciamo tutti gli insicuri e ci rifugiamo tra le lenzuola di un altro lamentandoci che il nostro partner non ci da abbastanza attenzioni o cagate del genere per giustificare la bassezza morale dei nostri comportamenti.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non rischio di mandare all'aria o mettere in crisi un rapporto di anni con una persona che (magari) amo, con (magari) dei figli, perché mi sento semplicemente turbato e attratto da qualcuno.
La penso uguale, è un modo per prendere le distanze da qualcosa di cui si ha paura. Bisogna riconoscergli la forza di averlo fatto, ma se lo ha fatto evidentemente non era una cosa da niente.
Dipende dal rapporto che si ha.
Soprattutto dipende dal rapporto che si vuole.
Non è che tutte le relazioni sono uguali. Io ho detto la relazione che volevo io e che faceva parte del patto tra noi. Ovviamente, visto che aveva i suoi problemi, lui si è guardato bene dal parlarmi di chi comunque non voleva perdersi.
Ma ognuno è fatto a modo suo e può sentire il bisogno di trasparenza o sentire la necessità di tutela del partner e del rapporto.
 
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