Non sono sicuro di niente.Che io non ho fatto. Non ho scritto "mi piace, de gustibus". Ho scritto che ogni persona è un pianeta a sè e ha il suo percorso che l'ha portato a desiderare, fantasticare ed eventualmente realizzare delle cose.
Trovare una correlazione UNIVERSALE irrisolto/gay/impotente <-----> cuckold ha senso? Dimenticando: 1) che un uomo gay può trovare sesso occasionale con uomini gay in cinque minuti e non ha bisogno di passare lustri a convincere la moglie a farsi trombare da un altro e poi passare altri lustri a cercare l'altro 2) che a volte si arriva ad una fantasia solo perchè hai scoperto che esiste o perché qualcuno te l'ha fatta apprezzare o hai conosciuto la persona giusta o altre banalità del genere.
Se la discussione è incentrata sul giudizio sulla persona, parafrasando potremmo anche sostenere che una donna appassionata di pompini in ginocchio lo fa perchè è mentalmente una sguattera e non ha dignità. Perchè nell'immaginario e nelle locuzioni stare in ginocchio ha (anche e soprattutto) quella connotazione. Qui siamo sulla china di minigonna ---> troia.
Piuttosto che autorispondersi alla domanda: per quale motivo uno diventa cuckold? sarebbe veramente interessante domandarsi: come fai a trarre piacere da qualcosa da cui tutti rifugguno? Come fa a piacerti un pugno nello stomaco? Quali sono i meccanismi che ti portano a desiderare questo? (In pratica: al di là di come hai iniziato, per quale motivo non smetti di esserlo o comunque di fantasticarci?)
Sul fatto che tu ti ecciti immaginare tua moglie e SOLO tua moglie guardata nuda mi pare assolutamente normale e sarebbe strano il contrario. A me (ma questo è uno dei tratti comuni a quasi tutte le persone che hanno queste fantasie) ripugnerebbe pensare ad una mia ipotetica amante nelle braccia di un altro o anche solo complice di un altro e la sfanculerei all'istante. Certe fantasie funzionano SOLO e soltanto con chi hai accanto per la vita.
Altro aspetto: tra fantasia e pratica c'è davvero tutta questa differenza oppure è solo questione di occasioni? Sicuro che in determinate situazioni, con determinate persone, in determinate fasi della tua vita non avresti esitato a mettere in pratica le tue fantasie?
Vero.Anzi: se non avesse dignità, che piacere proverebbe a rinunciarvi? Nessuno.
Per me hai ragione, è proprio quello il fulcro, l interesse, la curiosità di capiresarebbe veramente interessante domandarsi: come fai a trarre piacere da qualcosa da cui tutti rifugguno? Come fa a piacerti un pugno nello stomaco? Quali sono i meccanismi che ti portano a desiderare questo? (In pratica: al di là di come hai iniziato, per quale motivo non smetti di esserlo o comunque di fantasticarci?)
Quoto.Per me hai ragione, è proprio quello il fulcro, l interesse, la curiosità di capire
Però è anche vero che a questo tipo di curiosità di sapere, viene risposto in modo difensivo, quasi stizzito
Direi quasi autogiudicante
Del tipo: " Oh che cazzo vuoi, per me è cosi e punto"
E allora credo di capire che c'è spesso più la volontà di sbattere in faccia un qualcosa (x provocare, per spettacolarizzare, per farsi vanto, non so..) che di utilizzare questo qualcosa x discuterne assieme in modo curioso e aperto (cosa che trova MOLTA MENO disponibilità)
E la domanda mi RIsorge spontanea: perché ciò?
Forse perchè qui c' è chi ha gi condiviso,..... suo malgrado?Quoto.
Non lo so perché accade. Paura del giudizio, forse?
Però anch'io ho constatato che è difficile parlarne anche qui, dove in fin dei conti si è detto di tutto, anche in materia di tecniche sessuali. Ma su questa cosa ci sono sempre state difficoltà.
Eppure non è affatto poco comune, almeno tra le fantasie sessuali (che poi non si abbia il coraggio di metterle in pratica è un altro discorso).
Quota anche [MENTION=5392]danny[/MENTION] nel quotare qui te: non lo so.Forse perchè qui c' è chi ha gi condiviso,..... suo malgrado?
Ricordo una conferenza di Recalcati (lo so, è un concorrente e pure lacaniano, che non è una passeggiata di saluteTra la fantasia e la sua realizzazione, stessa differenza che tra il dire e il fare: c'è di mezzo il mare. Può essere un mare dove si fa una bella crociera, o un mare dove si naufraga. Si può anche, semplicemente, scoprire che si soffre di mal di mare.
Il perchè delle perversioni c'è sempre (c'è sempre un perchè). Vale anche per le perversioni più estremiste (es., pedofilia). La giustificazione del perverso, "perchè sì", è esatta nella misura in cui la perversione è idiosincratica, intensamente personale. Poi collima con il senso comune, perchè oggi il senso comune suggerisce che non ci sono norme se non quelle del diritto positivo, e tutto il resto dipende dalla preferenza individuale (il nichilismo è questa cosa qui).
Poi, certo, il "perchè sì" taglia corto, non è che aiuti tanto a capire.
Ricordo una conferenza di Recalcati (lo so, è un concorrente e pure lacaniano, che non è una passeggiata di salute) in cui diceva che una caratteristica della perversione sta proprio nel fatto che il soggetto di fronte al suo desiderio o fantasia si domanda "perché no?" Che mi sembra speculare a quanto da te esplicitato, ma molto più illuminante dal punto di vista della comprensione dei confini tra desiderio / fantasia e agito / perversione, appunto. Io almeno l'ho trovato illuminante.
Come concorrente recalcati (minuscola) avrebbe torto a prescindere, ma per stavolta gli darò ragione, va'. Lacan, che con i suoi tratti un po' cialtroneschi era tuttavia, e anche senza tuttavia, molto profondo, è uno studioso bravissimo del desiderio nell'età del nichilismo (il nichilismo è chiedersi sistematicamente "perchè no") . Lui poi dice che il desiderio è sempre così, per essenza, e qua dissento, ma nell'Occidente di oggi è, in effetti, in larga misura così. Il sistema simbolico nel quale viviamo è destrutturante proprio perchè non propone risposte adeguate alla domanda "perchè no" (la nostra è una civiltà perversa, nel senso tecnico della parola).Ricordo una conferenza di Recalcati (lo so, è un concorrente e pure lacaniano, che non è una passeggiata di salute) in cui diceva che una caratteristica della perversione sta proprio nel fatto che il soggetto di fronte al suo desiderio o fantasia si domanda "perché no?" Che mi sembra speculare a quanto da te esplicitato, ma molto più illuminante dal punto di vista della comprensione dei confini tra desiderio / fantasia e agito / perversione, appunto. Io almeno l'ho trovato illuminante.
Ok, il mio discorso era correlato all'indole sessuale di una persona. Il fantasticarci di Danny o di chiunque, il desiderarlo, l'eccitarsi pensandoci rappresenta quello. Che sia un cuckold in pectore o reale è questione di destino di trovarsi sia lui che lei nella situazione giusta, con le persone giuste, nel mood giusto, nella fase esistenziale giusta, ecc.Tra la fantasia e la sua realizzazione, stessa differenza che tra il dire e il fare: c'è di mezzo il mare. Può essere un mare dove si fa una bella crociera, o un mare dove si naufraga. Si può anche, semplicemente, scoprire che si soffre di mal di mare.
Contesto la generalizzazione. Personalmente ci sono arrivato perchè cercavo racconti erotici di esperienze reali, vissute (la banalità del male :carnevalIl perchè delle perversioni c'è sempre (c'è sempre un perchè). Vale anche per le perversioni più estremiste (es., pedofilia).
Quando se n'è parlato c'è sempre stato l'assalto alla persona: gay, impotente, ecc. (che poi non si capisce perchè uno che dice tranquillamente "sono cuckold" dovrebbe vergognarsi a dire in anonimato "sono cuckold perchè quando vedo un uccellone mi viene l'acquolina e vado in ovulazione" o "sono cuckold da quando mi hanno tolto la prostata": state sereni che il giorno che mi pruderà lo sfintere sarete i primi a saperlo). L'atteggiamento di verità assoluta è da entrambe le parti.Poi, certo, il "perchè sì" taglia corto, non è che aiuti tanto a capire.
Credo abbia chiarito meglio di me [MENTION=7008]twinpeaks[/MENTION].Caspita, mi puoi spiegare con parole semplici cosa hai scritto ? Non ho capito nulla
Esempio. Un padre non perverso non prova desiderio per la figlia, anche se è una ragazza molto seducente. Non deve sforzarsi per non andarci a letto, il suo desiderio la esclude. Un padre perverso sente, dentro di sé, sotto il piano della coscienza, desiderio per la figlia. Se il desiderio perverso e forte, la domanda perché no affiorerà alla.coscienza, e un abilissimo filosofo che gli abita dentro fornirà le giustificazioni necessarie per passare all atto.Caspita, mi puoi spiegare con parole semplici cosa hai scritto ? Non ho capito nulla
ora è chiaro, grazieEsempio. Un padre non perverso non prova desiderio per la figlia, anche se è una ragazza molto seducente. Non deve sforzarsi per non andarci a letto, il suo desiderio la esclude. Un padre perverso sente, dentro di sé, sotto il piano della coscienza, desiderio per la figlia. Se il desiderio perverso e forte, la domanda perché no affiorerà alla.coscienza, e un abilissimo filosofo che gli abita dentro fornirà le giustificazioni necessarie per passare all atto.
Ho fatto l esempio di una trasgressione che e tale per tutti o quasi. Quando invece la pratica perversa non incontra un divieto sociale e simbolico solido, e tutto più rapido e facile
Non è una discesa che si può fare a caso...o con superficialità...non è per tutti, e non si può andare con chiunque, men che meno senza se stessiConcordo, con il caveat "se va bene". Se è un giro al supermercato meglio stare a casa, se è una discesa agli inferi c'è il rischio di non tornare.
...non essere schiavi del desiderio e delle aspettative...di se stessi, in buona sostanza...Uscire da se stessi e vedere l'altro com'è e non come tu desideri che sia è la cosa più difficile dell'universo noto e ignoto.
Due volte ho provato a replicare ampiamente e due volte col telefono mi si è cancellato il :carneval:Aspetto tua replica, spero spumeggiante, anche perché qui si parte dal pompino in ginocchio in su, e mi sento un tantino un pesce fuor d'acqua con le mie sensazioni e i miei bisogni in un contesto di coppia
È chiarissimoDue volte ho provato a replicare ampiamente e due volte col telefono mi si è cancellato il :carneval:
La farò breve: condivido il tuo discorso in parte. Cioè con un limite: non condivido il comportamento di chi, per testare il disinteresse dell'altro, lo mette alla prova nascondendo i propri beni materiali.
Se il tuo discorso si limita ad offrire con gradualità, ci sta tutto. Ma se ti fai prestare la panda scassata per portarmi fuori a cena, apposta per non fare vedere che invece hai il Mercedes, allora mi sentirei solo svalutata. Se mi dici che hai una catapecchia e poi invece vengo a sapere che hai una villazza a tre piani, idem.
Se invece non nascondi nulla, ma offri piano piano direi che è perfettamente comprensibile da me
Spero non mi si cancelli anche questo, altrimenti rinuncio![]()
Ti sei mai chiesto il perché di questa cosa?Cioè: hai paura di non essere apprezzato per quello che sei o piuttosto hai paura che di te si apprezzi solo una parte?Sembra uguale ma non lo e'. Tu sei anche il tuo corredo materiale. Io non ho un cacchio, quindi diciamo che quel poco che e' solo mio tendo a tenerlo stretto per un'ottica di sopravvivenzaÈ chiarissimoNo, non nascondereii nulla.. Ma non nascondere è una cosa "offrire" tipo promozione Sky 12 mesi cinema calcio e sport al prezzo di € 24,99 al mese - entra nel mondo SkyÈ tutta un'altra cosa..
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