Fuoco e fiamme.

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Che mica deve essere solo executive.
Deve essere anche madre perfetta, con la casa sempre in ordine, impegnatissima a vivere ... e a consumare ovviamente.

Non è che i bambini debbano essere da meno. Perfetti, ineccepibili a scuola, primi negli sport, devono suonare la tromba ed il pianoforte, fare karate, ..... come minimo.

E gli uomini, niente? Devoo essere belli come un dio greco, forti come superman, bravi in tutto, e ovviamente non devono chiedere mai..... Le vedete mai di sfuggita le pubblicità dei profumi per uomo? Le vedete?
Ecchecazzo!
...le immagini...e l'antropocentrismo del "bianco che più bianco non si può".... io le vedo...e se devo essere sincera, mi fanno pietà. Non quelli che fanno le pubblicità eh. Ma il fatto che quelle pubblicità siano fatte in quel modo perchè in quel modo rispondono ad un'esigenza sociale di immedesimazione...vogliamo parlare delle strafighe in tacco 12 e truccate che puliscono la casa mentre intorno a loro muoiono tutti i germi e i batteri?

E queste osservazioni non sono OT...riguardano comunque le immagini di maschi e femmine...e il fatto che tanti maschi e femmine siano talmente sommersi da neanche rendersene conto...tipo la rana nella pentola con l'acqua che bolle.....
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Sono abbastanza d'accordo...è un processo. Non da poco. Voglio dire, mi corregga @perplesso, fino al 1998 violentare era considerato dalla giurisprudenza un reato contro la morale. :eek::eek:

Muovere certi schemi. L'appropriazione del corpo.

Il considerare il corpo terra di conquista. Che sia il corpo maschile o femminile poco conta.

E' una struttura talmente radicata dentro ognuno di noi. E sradicarla significa iniziare a pensare che il corpo è un mezzo di espressione. Non la nostra rappresentazione.

E non sono all'estremo opposto, in cui nego il corpo.

MA il corpo ha una posizione nell'insieme dell'individuo.

E questa consapevolezza è lenta...proprio un sacco lenta.

NEi maschi e anche nelle femmine.

Come si misura per esempio la fedeltà come espressione di esclusività?
Nel corpo. Purtroppo.

SE il tuo corpo lo usi solo con me, stai confermando il patto in cui io e te ci "apparteniamo".

lancio spunti e provocazioni eh....

Quanto alla femminilità ricostruita su un modello maschile...sono pienamente d'accordo.

E la trovo una gran perdita.

Per i maschi e per le femmine.

E ci si riaggancia al discorso dell'aggressività...che è patrimonio di maschi e femmine...ma pare che la modalità di espressione sia al maschile sia per maschi che per femmine...

Insomma..i piani sono proprio tanti...

E affondano le radici lontano...prima ancora di quando la curiosità femminile e al femminile è stata messa al rogo, e il corpo femminile è stato spiegato alle femmine dai maschi...

Trovo ridicolo e anche triste che a parlare di orgasmo femminile e dettarne alcune regole sia stato un maschio...
Per esempio...

E che ancora adesso sia difficle per le donne anche semplicemente riappropriarsi del loro clitoride....
fino al 1996.
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
Se si iniziasse a parlare di RESPONSABILITA' e smettere con le colpe, io penso che sarebbe già un passo in avanti di civiltà e civilizzazione.

Sono due piani diversi.

La responsabilità mette la vittima in condizione di essere attore, anche nell'essere vittima.

La colpa mette la vittima in condizione di essere impotente che non può che subire.

E lo so che possono sembrare sottigliezze. Ma non lo sono.

Essere responsabili di se stessi significa vedere la propria parte senza finire nella colpevolizzazione e iniziare invece a decidere, che pur sempre di decisione si tratta, se si vuole permanere in una cosa che è una dinamica.
Dinamica relazionale.

E che posizione avere lì dentro. E provare ad ipotizzare come uscirne.

E uscirne è un percorso...che spesso le donne fanno da sole. E anche isolate.

Senza finire in questi atti, che sono il finale di una dinamica che si consuma quotidianamente fino all'esplosione...

chi sa cosa comporta fare una semplice denuncia per stalking?

Qualcuno qui ha mai provato ad entrare in una caserma e denunciare? E vedere che succede.
Hai ragione. Nulla da obiettare su questo e nei post successivi. Ci si riferiva però a casi-limite (ma numericamente non marginali) in cui la vittima è completamente succube ed è il miglior avvocato dell'aguzzino.

Poi chiunque (uomo o donna) abbia subito una violenza o una molestia sa che subito dopo c'è un periodo di smarrimento/stordimento più o meno lungo in cui sei disorientato: non sai come interpretare, non sai se si ripeterà, non sai se minimizzare, se scatenare l'inferno, se vergognarti, se è giusto reagire, se è sbagliato farlo, ecc.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
adulterio 1968
concubinato 1969
delitto d'onore 1981

da qualche parte ho il testo delle sentenze della Consulta relative ad adulterio e concubinato
E ancora grazie.

Ecco...voglio dire...sono mica passati mille anni dal 1968.

E' lì.

Sembra passato un sacco di tempo, perchè tecnologicamente parlando ci siamo mossi alla velocità della luce.

Velocità di molto superiore alla velocità con cui una cultura sociale si adatta e può farlo. Che i tempi sono fisiologici...

E il distacco fra la velocità in cui ci siamo mossi negli ultimi 60 anni e i passi lenti che fa una cultura nell'autoapprendimento da se stessa...influenza poi anche gli schemi relazionali che vengono giocati...
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Hai ragione. Nulla da obiettare su questo e nei post successivi. Ci si riferiva però a casi-limite (ma numericamente non marginali) in cui la vittima è completamente succube ed è il miglior avvocato dell'aguzzino.

Poi chiunque (uomo o donna) abbia subito una violenza o una molestia sa che subito dopo c'è un periodo di smarrimento/stordimento più o meno lungo in cui sei disorientato: non sai come interpretare, non sai se si ripeterà, non sai se minimizzare, se scatenare l'inferno, se vergognarti, se è giusto reagire, se è sbagliato farlo, ecc.
sì. vero.

Quello che sto sostenendo io è che a quei casi limite, e giusto per continuare a fare la polemica, avrei da ridire anche su come vengono utilizzati dai mezzi informativi (o disinformativi) ci si arriva non di botto.

E' un percorso.

Un discorso è l'uomo nero che esce dall'angolo buio, lo straniero, che negli anni scorsi si è tanto pubblicizzato (per poi scoprire dalle statistiche delle denunce che la maggior parte delle violenze avviene in famiglia nel silenzio generale )...lì entrano in gioco dinamiche diverse.

Altro discorso è appunto l'ambito familiare.

Di cui si vede il botto. Per così dire.

Che fa effetto, è vero...questo prova a darti fuoco e tu lo difendi?
Ma che sei? scema????

LA questione in cui però non si entra è la dinamica che ha portato lì.

Paradossalmente denunciare lo sconosciuto è facile. E anche scatenargli addosso l'inferno.

Ma in famiglia...cavolo. E' il mio uomo quello. Chi è? Cosa sta succedendo? Come è potuto succedere?
Sono io...o meglio, anche io però ho fatto...forse dovevo fare più attenzione, forse se mi fossi comportata così, forse se avessi fatto cos'à...etc etc...

E distorcente...lo straniero nel conosciuto a quei livelli.

Anche coi segni sul corpo.
Forse non è successo. Non è lui. Sono io.
Se non è successo, se non è lui, va tutto bene. La mia vita va bene. Io vado bene. Va tutto bene.
Posso stare qui.

La girandola...quando si recita la parte della rana nell'acqua calda è travolgente.
Per entrambi. E batto sull'entrambi. E roba dinamica. Che ha radici anche sociali e culturali e storiche.

E ribadisco...non voglio giustificare. Ma comprendere, visti i numeri in giro...io credo sia un "dovere"..provare a capire dove sono le radici...

non so se sto riuscendo a spiegarmi...mi piacerebbe che il fuoco si spostasse dal botto al percorso che ha portato al botto....

guardare solo il botto, fa correre il rischio di finire nel giudizio, nella ricerca di colpevoli...riducendo una situazione che è molto più ampia di quel che si vede...

che è come guardare un iceberg...si vede la punta...ma sotto?
 
Ultima modifica:

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
sì. vero.

Quello che sto sostenendo io è che a quei casi limite, e giusto per continuare a fare la polemica, avrei da ridire anche su come vengono utilizzati dai mezzi informativi (o disinformativi) ci si arriva non di botto.

E' un percorso.

Un discorso è l'uomo nero che esce dall'angolo buio, lo straniero, che negli anni scorsi si è tanto pubblicizzato (per poi scoprire dalle statistiche delle denunce che la maggior parte delle violenze avviene in famiglia nel silenzio generale )...lì entrano in gioco dinamiche diverse.

Altro discorso è appunto l'ambito familiare.

Di cui si vede il botto. Per così dire.

Che fa effetto, è vero...questo prova a darti fuoco e tu lo difendi?
Ma che sei? scema????

LA questione in cui però non si entra è la dinamica che ha portato lì.

Paradossalmente denunciare lo sconosciuto è facile. E anche scatenargli addosso l'inferno.

Ma in famiglia...cavolo. E' il mio uomo quello. Chi è? Cosa sta succedendo? Come è potuto succedere?
Sono io...o meglio, anche io però ho fatto...forse dovevo fare più attenzione, forse se mi fossi comportata così, forse se avessi fatto cos'à...etc etc...

E distorcente...lo straniero nel conosciuto a quei livelli.

Anche coi segni sul corpo.
Forse non è successo. Non è lui. Sono io.
Se non è successo, se non è lui, va tutto bene. La mia vita va bene. Io vado bene. Va tutto bene.
Posso stare qui.

La girandola...quando si recita la parte della rana nell'acqua calda è travolgente.
Per entrambi. E batto sull'entrambi. E roba dinamica. Che ha radici anche sociali e culturali e storiche.

E ribadisco...non voglio giustificare. Ma comprendere, visti i numeri in giro...io credo sia un "dovere"..provare a capire dove sono le radici...
Beh certo che è in famiglia. Però allo stesso tempo le famiglie si sfasciano per molto meno: conosco gente che si è scannata e si è indebitata per pagare gli avvocati per incruente questioni di corna.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Beh certo che è in famiglia. Però allo stesso tempo le famiglie si sfasciano per molto meno: conosco gente che si è scannata e si è indebitata per pagare gli avvocati per incruente questioni di corna.
Vero.

Paradossalmente più la dinamica è intricata, più è difficile scioglierla.

Intendo proprio considerare di chiudere la relazione.

Per dirla male, è come "risolvere" una dipendenza.

Che te lo sai che farti le per ti ucciderà. Prima o poi. E la odi la roba. Ma...poi vai a farti. E non la dipendenza fisica a fare la differenza sul serio.
Quella la si risolve in una settimana la prima botta. E poi al massimo in due mesi sei come nuov* se non hai raccolto racole.

Ed è lì che diventa difficile. Non puoi più amare e odiare la roba. Che è contemporanea.
Non hai più vie di fuga a te stesso.

E non è per tutti fare i conti.

Alcuni semplicemente non ce la fanno. Non hanno gli strumenti.

Ho fatto l'esempio della roba perchè è conosciuta.
Ma la roba è una delle molteplici risposte che trova l'individuo, potrebbe benissimo essere l'internet, il sesso, il gioco d'azzardo, l'affetto.

...la matrice è sempre nello stesso posto. Cambiano le risposte che si cercano.

E pensavo al masochismo...consapevole e inconsapevole.
Ci sono maschi e femmine, che in quel gioco...hanno rischiato le penne...

E anche lì il filo della dipendenza è sottilissimo...sia da parte della vittima sia da parte del carnefice.

Che a questo livello, giocano lo stesso gioco. Solo allo specchio....

Raramente maschi che fanno questo genere di cose sono sadici puri.
E raramente trovano femmine masochiste pure.

Qui in gioco c'è altro.
 

spleen

utente ?
Vero.

Paradossalmente più la dinamica è intricata, più è difficile scioglierla.

Intendo proprio considerare di chiudere la relazione.

Per dirla male, è come "risolvere" una dipendenza.

Che te lo sai che farti le per ti ucciderà. Prima o poi. E la odi la roba. Ma...poi vai a farti. E non la dipendenza fisica a fare la differenza sul serio.
Quella la si risolve in una settimana la prima botta. E poi al massimo in due mesi sei come nuov* se non hai raccolto racole.

Ed è lì che diventa difficile. Non puoi più amare e odiare la roba. Che è contemporanea.
Non hai più vie di fuga a te stesso.

E non è per tutti fare i conti.

Alcuni semplicemente non ce la fanno. Non hanno gli strumenti.

Ho fatto l'esempio della roba perchè è conosciuta.
Ma la roba è una delle molteplici risposte che trova l'individuo, potrebbe benissimo essere l'internet, il sesso, il gioco d'azzardo, l'affetto.

...la matrice è sempre nello stesso posto. Cambiano le risposte che si cercano.

E pensavo al masochismo...consapevole e inconsapevole.
Ci sono maschi e femmine, che in quel gioco...hanno rischiato le penne...

E anche lì il filo della dipendenza è sottilissimo...sia da parte della vittima sia da parte del carnefice.

Che a questo livello, giocano lo stesso gioco. Solo allo specchio....

Raramente maschi che fanno questo genere di cose sono sadici puri.
E raramente trovano femmine masochiste pure.

Qui in gioco c'è altro.
E se il problema fosse che noi tutti cambiamo e sostituiamo sempre le risposte a quello che cerchiamo utilizzando quello che ci capita sottomano?

Ci pensao tempo fa, la nostra vita è un continuo cercare pezzi di un puzzle che ci fa impazzire e spesso finiamo per ritagliare tessere con la forbice per far combaciare qualche tassello.

Scambiamo il nostro desiderio di amore per un diritto ad essere corrisposti.

La nostra aspirazione ad essere "riconosciuti" per uno scambio di potere.

Il nostro desiderio di certezze e sicurezza per un idolo a cui sacrificare la vita.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Già....

è che da fuori intanto si vede meglio.

E poi si vede l'atto finale, che in questo caso è eclatante.

Il fatto che da fuori si veda meglio è il motivo per cui sarebbe importante una rete sociale consapevole che la Violenza è una dinamica, che si costruisce nella quotidianità. In ogni piccolo atto.

E' comunicazione.

E se penso anche semplicemente a tradi...ci sono state forme di comunicazione violenta.
Certo, nessun fuoco e nessuna fiamma...ma...era comunque violenza.

Poi si dice che siccome non ci si è presi a sberle non è violenza.

Io invece sostengo che la Violenza è innanzitutto una dinamica comunicativa. Che poi, solo poi, passa in agito.
E nella minoranza dei casi fra l'altro.

C'è un sommerso incredibile a riguardo. E un silenzio sociale assordante.

Come se la parola Violenza facesse paura.
E io credo faccia paura.

E allora la si mette nel corpo e basta. Ma penso per una forma sottile di "ipocrisia" (non è la parola giusta...ma non me ne viene un'altra).

L'altro giorno ero in macchina. C'era questo tipo che sbandava. Tutti gli suonavano e più gli suonavano più sbandava...l'hanno sorpassato...io anche...e ho visto che aveva il parafango anteriore ricoperto di erba.
Ho girato la macchina e gli ho sfanalato fino a che si è fermato.

Era un signore anziano. Era uscito di strada. Stava tornando a casa perchè non si era fatto niente. Mi ha riempito di madonne anche quando si è fermato. Era in shock...l'ho convinto a fermarsi un po' con me, a chiamare il figlio. E poi l'ambulanza.

Ecco...mi è sembrata davvero violenta tutta la situazione. In cui lui che sbandava era lo stronzo.
E invece era sì stronzo, ma uno stronzo in difficoltà.

Io credo che agiamo spesso comportamenti di violenza piccola, sottile, già nel modo di guardare la realtà.

Poi c''è chi si ferma semplicemente lì.

Io compresa. Che l'altro giorno ero bendisposta verso il mondo e quindi particolarmente attenta e disponibile. Probabilmente in un altro momento avrei anche io suonato e mandato a fare in culo. E di rabbia pure.

Che mi stava intralciando...

Non so se riesco a rendere il collegamento che io vedo...la violenza è una visione che permea lo sguardo secondo me.
Che riguarda poi la gestione di un potere. Affermazione di sè attraverso una forma di vessazione o, per converso, di compiacenza...che è poi parte di ciò che accade nella dinamica carnefice/vittima....
mi hai fatto venire in mente un episodio avvenuto anni fa
Salivo con la scala mobile verso l'acropoli erano le 8 circa andavo al lavoro e sulle scale laterali di emergenza vedo una ragazza apparentemente di origini rom è seduta accovacciata e si tiene la pancia premendo le mani ...una smorfia di dolore il viso.
Cerca di nascondersi, non farsi notare
Intanto sulla scala mobile sfilano le persone che vanno a lavorare
Io mentre sto salendo mi giro ad osservarla e con me una ragazza che è come me sulla scala mobile
Scendiamo e ci guardiamo...ci diciamo che secondo noi quella ragazza sta male e torniamo indietro scendendo le scale
Ci avviciniamo e le chiediamo come sta, è incinta e ci dice che sta perdendo sangue
Chiediamo se è caduta ma lei non risponde, poi da dietro una colonna esce un uomo giovane, presumiamo sia il compagno o un familiare che comincia a urlare qualcosa nella loro lingua
Capiamo che non vuole che lei ci parli, è arrabbiato e spaventato, ci viene il dubbio che l'abbia picchiata e provocato la minaccia di aborto
Cerchiamo di spiegare a lui quello che è necessario chiamare i soccorsi il 118, lei non riesce nemmeno af alzarsi ed ha paura di lui.
Lui continua ad urlarci adirato
A questo punto io e la ragazza con me decidiamo che dobbiamo chiamare il 118 e la guardia che controlla le scale mobili
L'uomo appena capisce tenta prima di avventarsi verso noi per spaventarsi , poi corre verso le scale e si allontana lasciando la ragazza con noi
Arriva la guardia e il 118 e la lasciamo alle loro cure

Ecco quella dinamica: lui irato e aggressivo e lei piangente e spaventatissima più di lui che della situazione mi ha molto colpito, sono stata male, con un ansia incredibile tutto il giorno
 

Brunetta

Utente di lunga data

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
E se il problema fosse che noi tutti cambiamo e sostituiamo sempre le risposte a quello che cerchiamo utilizzando quello che ci capita sottomano?

Ci pensao tempo fa, la nostra vita è un continuo cercare pezzi di un puzzle che ci fa impazzire e spesso finiamo per ritagliare tessere con la forbice per far combaciare qualche tassello.

Scambiamo il nostro desiderio di amore per un diritto ad essere corrisposti.

La nostra aspirazione ad essere "riconosciuti" per uno scambio di potere.

Il nostro desiderio di certezze e sicurezza per un idolo a cui sacrificare la vita
.
io sto ragionando intorno al fatto che, i grassetti in particolare, vengano incanalati verso il fuori.

Che il fuori sia una persona, i ruoli di una relazione (non dichiarati e confusi con l'essere che viene rivestito da quei ruoli) o le istituzioni (penso al matrimonio, alla famiglia) o altro che possa dirigere nelle risposte alla proprie mancanze...ai propri vuoti.

Come se le risposte avessero assunto una posizione privilegiata rispetto alle domande...come se le domande fossero un peso di cui scaricarsi il più in fretta possibile.

Come se i pieni potessero esistere senza i vuoti....e viceversa....
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
mi hai fatto venire in mente un episodio avvenuto anni fa
Salivo con la scala mobile verso l'acropoli erano le 8 circa andavo al lavoro e sulle scale laterali di emergenza vedo una ragazza apparentemente di origini rom è seduta accovacciata e si tiene la pancia premendo le mani ...una smorfia di dolore il viso.
Cerca di nascondersi, non farsi notare
Intanto sulla scala mobile sfilano le persone che vanno a lavorare
Io mentre sto salendo mi giro ad osservarla e con me una ragazza che è come me sulla scala mobile
Scendiamo e ci guardiamo...ci diciamo che secondo noi quella ragazza sta male e torniamo indietro scendendo le scale
Ci avviciniamo e le chiediamo come sta, è incinta e ci dice che sta perdendo sangue
Chiediamo se è caduta ma lei non risponde, poi da dietro una colonna esce un uomo giovane, presumiamo sia il compagno o un familiare che comincia a urlare qualcosa nella loro lingua
Capiamo che non vuole che lei ci parli, è arrabbiato e spaventato, ci viene il dubbio che l'abbia picchiata e provocato la minaccia di aborto
Cerchiamo di spiegare a lui quello che è necessario chiamare i soccorsi il 118, lei non riesce nemmeno af alzarsi ed ha paura di lui.
Lui continua ad urlarci adirato
A questo punto io e la ragazza con me decidiamo che dobbiamo chiamare il 118 e la guardia che controlla le scale mobili
L'uomo appena capisce tenta prima di avventarsi verso noi per spaventarsi , poi corre verso le scale e si allontana lasciando la ragazza con noi
Arriva la guardia e il 118 e la lasciamo alle loro cure

Ecco quella dinamica: lui irato e aggressivo e lei piangente e spaventatissima più di lui che della situazione mi ha molto colpito, sono stata male, con un ansia incredibile tutto il giorno
E se ci guardi, in tutta quella situazione, lei è stata "vittima" anche di voi...

nel senso che ha subito le decisioni che le sono calate addosso...come se non fosse protagonista di quel che accadeva a lei stessa...
E a voi non era sottomessa...non eravate maschi...ma ha comunque subito quel che le arrivava addosso...

un po' come il vecchio, che pur smadonnando, ha subito il mio intervento perchè era troppo confuso per fare altro...
 
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feather

Utente tardo
Non ho mica capito..
a. come proponi di risolvere il problema? vietare le foto su internet? vietare le seghe?
b. non ho capito dove sta lo sminuimento (esiste sta parola?) della donna fotografata. Lei si stava facendo i beatissimi cazzi suoi, non vedo perché dovrebbe sentirsi sminuita o offesa se un segaiolo fa commenti scemi su Internet. Casomai lo sminuito è il commentante. Che si esibisce come un segaiolo sfigato.

L'unica azione che vedrei come auspicabile è il filtraggio dei commenti quando scendono sotto una certa soglia di utilità/costruttività. Questo in generale. La libertà di parola andrebbe quantomeno rivista e filtrata.
Inoltre parlare di stupro virtuale mi pare veramente fuori luogo. Mi pare una parola da usare con cautela. Sennò si finisce come nella favola di quello che gridava sempre al lupo, al lupo..
 
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Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Non ho mica capito..
a. come proponi di risolvere il problema? vietare le foto su internet? vietare le seghe?
b. non ho capito dove sta lo sminuimento (esiste sta parola?) della donna fotografata. Lei si stava facendo i beatissimi cazzi suoi, non vedo perché dovrebbe sentirsi sminuita o offesa se un segaiolo fa commenti scemi su Internet. Casomai lo sminuito è il commentante. Che si esibisce come un segaiolo sfigato.

L'unica azione che vedrei come auspicabile è il filtraggio dei commenti quando scendono sotto una certa soglia di utilità/costruttività. Questo in generale. La libertà di parola andrebbe quantomeno rivista e filtrata.
Inoltre parlare di stupro virtuale mi pare veramente fuori luogo. Mi pare una parola da usare con cautela. Sennò si finisce come nella favola di quello che gridava sempre al lupo, al lupo..
Nemmeno io ci vedi svilimento delle donne che sono ignare e del tutto inconsapevoli avendo fatto foto del tutto normali

Comunque sta mania di rigirare foto di terzi a loro insaputa per divertirsi in vari modi è da guardoni a prescindere :D

Comunque ammazza ci sta gente che si eccita pure per uno starnuto immagino :)
 

Skorpio

Utente di lunga data
...

Ho letto tutti, e sono interventi estremamente interessanti.

Aggiungo in fretta e furia quel che io vedo oggi attorno a me in qualche "conoscenza" femminile...

Donne che dopo la "violenza" casalinga dimostrano almeno x quel che vedo io, di non aver affatto "risolto" la violenza subita, di andarsela anzi addirittura a "ricercare" volutamente e spesso inconsapevolmente.
Di "desiderarla" senza saperla governare

E quindi di essere pienamente dentro a certi meccanismi, purtroppo

Poi.. Finché son parole, 'l'educazione "(stranissima) ci insegna che quasi tutto può dirsi e va bene quasi tutto (e non parlo solo di parolacce ma anche di atteggiamenti)
Basta non passare ai "fatti"

Abbiate pieta', ma la trovo una stronzata inaudita.

E non per nulla poi ci si ritrova dal nulla (e torno a pensare a donne, e a certe donne, e a dinamiche interne alla coppia) , ricoperti di una scarica di manate, alla "fine" di un "percorso" (o nel durante) e non improvvisamente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho letto tutti, e sono interventi estremamente interessanti.

Aggiungo in fretta e furia quel che io vedo oggi attorno a me in qualche "conoscenza" femminile...

Donne che dopo la "violenza" casalinga dimostrano almeno x quel che vedo io, di non aver affatto "risolto" la violenza subita, di andarsela anzi addirittura a "ricercare" volutamente e spesso inconsapevolmente.
Di "desiderarla" senza saperla governare

E quindi di essere pienamente dentro a certi meccanismi, purtroppo

Poi.. Finché son parole, 'l'educazione "(stranissima) ci insegna che quasi tutto può dirsi e va bene quasi tutto (e non parlo solo di parolacce ma anche di atteggiamenti)
Basta non passare ai "fatti"

Abbiate pieta', ma la trovo una stronzata inaudita.

E non per nulla poi ci si ritrova dal nulla (e torno a pensare a donne, e a certe donne, e a dinamiche interne alla coppia) , ricoperti di una scarica di manate, alla "fine" di un "percorso" (o nel durante) e non improvvisamente.
Quoto.


Infatti non ridurrei a "segaiolo", come se gli altri non si facessero seghe, un comportamento che verbalizza fantasie di umiliazione e stupro. Dire di una sconosciuta certe cose non è una cosa neutra.

Per fortuna, essendo donna, non conosco i discorsi tra maschi e le fantasie di questo tipo mi fanno orrore. Ditemi se sono diffuse e non è che rinuncio agli uomini, non ci parlo neanche più.

Ci sono altri gruppi dove vengono offerte allo stesso modo foto che di donne che le hanno incautamente mandate a uomini con cui credevano di avere una relazione.
 

Brunetta

Utente di lunga data
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