ipazia
Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao Ipa: )
C'è da dire che vivere donne trovano il coraggio per denunciare, almeno ora più di prima
Vero che chi arriva a denunciare ha il sostegno di familiari o amici o specialisti che le aiutano ad elaborare questo passo
Ho sempre immaginato che quello che frena le donne sia la paura delle conseguenze ad una decisione così importante
No ma sono stato (many times ago) dal lato di quello che la riceve, la denuncia.
E ti posso dire che nel limite del possibile, chi mi coordinava faceva quanto in suo potere per limitare i danni alla donna. Cogli strumenti dell' epoca che erano poco o niente.
Non è sempre vero che le donne sono circondate da cattiva volontà, ci sono tantissime persone che capiscono.
Certo se poi la donna fa di tutto per non aiutarsi... .... ....
Capiamoci. Io non sto cercando il colpevole di turno.tu lo sai che ho lavorato allo step successivo alla caserma. se fosse stato possibile,avrei voluto filmare quel famoso processo alla maman nigeriana di cui già parlato. sarebbe stato assai illuminante.
Non mi interessa.
Sto sottolineando che semplicemente lo stalking, ADESSO, è formalmente riconosciuto come reato.
MA nei fatti dimostrare di essere vittima di stalking espone a rischi.
E non pochi.
All'interno della relazione.
Se non si hanno posti dove andare, cosa fai?
Stai in casa con quello che hai denunciato?
Se provi a buttarlo fuori di casa e questo ti risponde di no?
Cosa fai?
Hai la necessità di rivolgerti ad un legale. I legali costano.
E il gratuito patrocinio non è così scontato.
LE conseguenze dell'avvio di una denuncia per semplice stalking è l'avvio della fine di una DINAMICA RELAZIONALE.
E ha conseguenze non indifferenti.
Una donna, per fare un esempio con cui ho avuto direttamente a che fare, si è svegliata per due anni DUE ANNI con il messaggio dell'ex marito che diceva suppergiù "oggi ti uccido".
Cambi di numeri inutili. Lui risaliva a lei.
Tramite vie, conoscenze comuni.
DA fuori lui non sembrava quello che scriveva messaggini di questo tipo.
E dal punto di vista formale si può arrivare, con vari passaggi e un buon legale che ti segue, ad avere un ordine restrittivo.
E poi te lo ritrovi addosso all'autolavaggio (esperienza reale)...e cosa fai?
Ovvio ti difendi.
Sottolineo TI difenDI.
Non voglio far passare le donne come vittime indifese. Men che meno i maschi come aggressori impuniti.
MA vorrei sottolineare che i bug sono tanti. Che la nostra legislazione è vecchia.
Che le forze dell'ordine stesse hanno le mani legate.
Che io ricordo un maresciallo, con la faccia sconsolata dire "più che fargli un richiamo formale...più che chiamarlo in caserma..." ed era sconsolato pure lui.
Non parlo di 20 anni fa.
Io inserirei questi fatti in un contesto ampio.
Sociale innanzitutto. Poi legale.
E poi c'è la questione della dinamica relazionale...che è una delle più complesse da sciogliere...se avete voglia di leggere qualcosa andate a cercare la dinamica vittima-carnefice...
Sto ribadendo che la questione è molto più ampia della semplice guerra fra generi.
Quella dell'articolo è una situazione tutto sommato neanche diffusissima...ed è comunque l'esplosione. Il finale. Ciò che si vede. Che non può essere non visto.
Ma mica ci sono caduti da marte i due in una situazione come quella. Hanno camminato lentamente, fino ad arrivarci.
Parliamo un po' della difficoltà di dimostrare la violenza psicologica?
Sono spunti i miei...perchè trovo riduttivo semplicemente dire che sono malati.
Che in caso un'occhiata ai delitti di genere, denunciati eh, non si ha il conto di quelli non denunciati, fa riflettere. Sulla complessità di questo tipo di dinamiche.
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