Qualcuno sostiene che talvolta il traditore con il proprio partner riesce ad essere ancora più partecipe da un punto divisa sessuale, come se il tradimento
avesse sbloccato una sorta di valvola di sicurezza
...ed in effetti, parte della sensazione di completezza deriva esattamente da lì. Come se nella relazione primaria si fossero incastrate parti e non potessero più scorrere.
In una relazione secondaria, invece, le si lascia semplicemente andare...
E la questione non è l'adrenalina, la novità, le emozioni...quelle sono solo strumenti.
E' che se in una relazione ci si è "seduti" lasciando da parte l'emersione e l'espressione di parti importanti, per un po', per un bel po' anche quelle se ne stanno quiete. E zitte.
Ma poi cominciano a battere e ribattere...e prima o poi trovano una via per uscire allo scoperto...
Non si possono tenere sommerse parti di sè...e a volte l'altro diventa una sorta di "vincolo" personificato proprio a quell'emersione.
E si va fuori...a cercare aria.
E non è l'altro che soffoca...anche se il primo giro, quello che tebe chiamava mostrizzazione, è tutto fatto di proiezioni per giustificarsi un agito che si sa benissimo non corretto.
Il punto, che secondo me fa la differenza, è fra il fermarsi alla mostrizzazione, anche pacifica o riappacificatoria lamentando mancanze etc etc o il provare a fare il passo successivo...ossia rendersi conto che lo si è fatto da soli il bloccarsi l'espressione di sè...e qui entra in gioco lo specchio...che ricomporsi, da dentro...non è per niente scontato.
Che nella scissione ci si stia bene o straziati...conta pochissimo...quello è il velo superficiale...
LA differenza è fra il desiderare di trovarsi dentro per poter incontrare l'altro...o continuare sulla superficie di sè.
E superficie non è superficiale.
Andar sotto, non è banale e neanche scontato.