Scusa ma io avevo tentano proprio di andare oltre e cercare di capire cosa provoca la violenza.
Io, ad esempio, non mi sono mai sentita umiliata dal tradimento. Il fatto che altri si sentano umiliati e negati anche solo dal fatto di essere lasciati, figuriamoci traditi, è alla base della reazione violenta. Voglio dire che il fatto che si agisca o no la violenza dipende dalla capacità di gestirla, ma è provarla il nodo.
Anch'io, come tutti, provo in alcune situazioni la sensazione di essere negata, ma non deve accadere quando finisce il rapporto d'amore.
Questo avviene, è una delle possibili ipotesi, quando la nostra unica ragione di orgoglio sta in quel rapporto o ci sta quella parte fondante.
Se il si pensa che si è perché sessualmente potenti, l'essere lasciato perché insoddisfacenti, è conseguenza naturale che si scateni una disperazione aggressiva di autodifesa del sé.
Ma è fondare la propria identità su quello che è da cambiare.
Come accade a chi si suicida perché per un rovescio finanziario dovrebbe abbandonare la villa con piscina e trasferirsi in un modesto appartamento di cui altri sarebbero felici. Significa che la villa con piscina rappresenta il sé.
Se si andasse a scavare in quelle relazioni, neanche tanto profondo, molto probabilmente si rintraccerebbero strutture di dipendenza/codipendenza, attaccamenti fusionali o addirittura simbiotici.
L'altro diventa in un qualche modo proprietà nel momento in cui il sè è talmente fragile che per essere sostenuta ha bisogno della stampella dell'altro. Se io metto parti di me nell'altro, lasciarle andare è un lutto. Profondo.
A volte talmente profondo che ha bisogno di essere agito.
Sia ben chiaro. Questo per comprendere e non per giustificare.
Ma è un "ti uccido per lasciarti andare. Perchè lasciare andare te, significa perdere parte di me. E questo non posso permettertelo. Ne va della mia vita."
E la parte patologica di certe relazioni.
Non a caso le relazioni patologiche, sono le più complesse da sciogliere. Perchè prima di sciogliere la relazione è necessario "riprendersi" le parti di sè che si sono sperse nell'altro. Che diventa un nemico a quel punto. Malvagissimo. A cui riprendere il mal tolto.
L'estremo è l'uccisione. Tendenzialmente ad opera di uomini. Che dietro hanno un retaggio complesso riguardo l'identità di uomo in relazione con una donna.
Ma ci sono millemila sfumature intermedie.
L'altro estremo è non sciogliere la relazione. E rimanere lì. Succhiandosi energia a vicenda. Con piccoli atti di umiliazione, negazione, perdono, e poi di nuovo umiliazione etc etc.
Siamo esseri complessi...