sto piangendo come una fontana
ho rotto il silenzio io, una settimana fa
lui era agitato, imbarazzato, io emozionata, non lo sentivo da due mesi
abbiamo parlato poco, come stai ecc ecc
mi ha detto che se volevo poteva venire da me dopo natale e fermarsi una settimana
ci siamo salutati senza sfiorare l'argomento "altra"
ho sperato tanto che nel frattempo quella storia fosse finita, che forse sarebbe stato possibile ricominciare
ma non abbiamo toccato la questione, io non ho voluto affrontarla brutalmente dopo tanto silenzio
gli ho detto chiamami quando vuoi
lo ha fatto stasera,
ho atteso trepidante la sua telefonata
immaginavo già di passeggiare insieme a braccetto e di sorridere ancora, cosa che non mi capita da tanto tempo
mi ha parlato per 20 minuti di sciocchezze, poi è tornato sull'argomento viaggio
ho immaginato lui qui, come le ultime volte... ho immaginato altre lacrime, discussioni, lui che se ne va, io che resto sola, lui con l'altra...
a quel punto non ho più resistito e gli ho chiesto se non fosse cambiato niente da settembre
mi ha risposto no.
ho sentito una voragine aprirsi dentro, al posto del cuore, tutto franava
ho dovuto chiedere, estorcegli parola per parola
ha risposto a monosillabi
la frequenta ancora, nel fine settimana, altro non so
a quanto pare è coinvolto, visto che ha scelto lei
non si è espresso, non ha detto nulla
piangeva, continuando a dirmi "tu sei parte di me"
gli ho detto che non può avere tutto, che io sono sola, senza l'amore di nessuno, ho un marito che non c'è, che non mi ama, che non mi stringe tra le braccia, che non mi desidera, che tutto questo lo dà a un'altra
gli ho detto quanto mi fossi illusa in questi due anni di bugie, di quanto abbia creduto, supportata dalle sue esitazioni, che fosse una crisi superabile e non potessi pensare alla fine di tutto, gli ho detto che lui è libero di amare chi vuole, che magari se lo capiva prima di sposarmi solo tre anni fa dopo 12 di convivenza sarebbe stato meglio, gli ho detto che non avrebbe dovuto lasciare spazi alla mia speranza in questi due anni di agonia, di vita mia persa, buttata via ad aspettare ciò che mai sarebbe successo, dicendomi "non so, non so cosa accadrà", "tu sei parte di me, non posso abbandonarti" ... "non voglio perderti"... e tacendo per un anno la storia con l'altra
non rileggo, ma sento di non riuscire a trasmettere lo sgomento e l'orrore che sto provando, si è avverato il mio peggiore incubo