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Old chensamurai

Guest
Chiedevi delle pace..... anche se non è a me che hai rivolto la domanda, rispondo perchè credo di avere chiara, nelle connotazioni generali se non nei particolari, le condizioni di quelle che potrebbero essere della concrete trattative.
Credo a delle tregue..... la pace è lontana, quasi invisibile all'orizzonte... e tui che cvonosci le situazioni socio-politico-economiche immagino capirai perfettamente perchè sonop scettica.
Bruja
... quello che mi sorprende sempre è il manicheismo del ragionamento... quando si parla di Israele... perfino multimodi crede alla panzana che gli ebrei abbiano "rubato" le terre ai palestinesi...
 
O

Old chensamurai

Guest
Gli ipocriti sono sempre esistiti, caro Chen. Questo non allegerisce chi è forte ed ha in mano il potere...che le vittime delle loro bombe "intelligenti" siano palestinesi, ceceni, tibetani, birmabi, iracheni.
A meno che tu con l'ultima frase non stia dando dell'ipocrita a me...
... se alla lista non aggiungi le vittime israeliane, allora sei un ipocrita...
 
O

Old chensamurai

Guest
mi pare che tu abbia dei problemi con riferimenti culturali rielaborati personalmente ...
... io ti ho chiesto di chiarire... puoi farlo?... per esempio, di Gadamer, tutto può esser detto, tranne che sia un relativista... essendo ben radicata nella sua filosofia, la nozione di VERITA'... su Heisenberg, attendo altrettanti lumi... spiegami dai...
 

Nobody

Utente di lunga data
... se alla lista non aggiungi le vittime israeliane, allora sei un ipocrita...
Parlavo di gente massacrata da bombe intelligenti usate dai governi, Chen. Non mi risulta che i palestinesi abbiano queste possibilità. Magari qualche razzo scassato, qualche AK47 e le pietre. E gli uteri delle donne per incrementare la natalità.
Se li metti sullo stesso piano, l'ipocrita sei tu.
 

Nobody

Utente di lunga data
... quello che mi sorprende sempre è il manicheismo del ragionamento... quando si parla di Israele... perfino multimodi crede alla panzana che gli ebrei abbiano "rubato" le terre ai palestinesi...
Dopo duemila anni di diaspora torni e pretendi che la gente che vive li si faccia da parte? Senza nemmeno pensare ad una soluzione diversa? Questa è la panzana? Suvvia, Chen...dopo solo un secolo, se i pronipoti di Cavallo Pazzo rivendicassero le Black Hills agli yankees, li chiuderebbero in manicomio
 

Old SarahM.

Utente di lunga data
... io ti ho chiesto di chiarire... puoi farlo?... per esempio, di Gadamer, tutto può esser detto, tranne che sia un relativista... essendo ben radicata nella sua filosofia, la nozione di VERITA'... su Heisenberg, attendo altrettanti lumi... spiegami dai...
gadamer: verità storica, decentramento nell'interpretazione, prospettivismo.
heisenberg: adozione di molti punti di vista, il ruolo del soggetto nella determinazione della verità, rapporto tra osservato e osservatore.

è tutto scritto nei manuali!!
 
O

Old chensamurai

Guest
Parlavo di gente massacrata da bombe intelligenti usate dai governi, Chen. Non mi risulta che i palestinesi abbiano queste possibilità. Magari qualche razzo scassato, qualche AK47 e le pietre. E gli uteri delle donne per incrementare la natalità.
Se li metti sullo stesso piano, l'ipocrita sei tu.
... è chiaro che i palestinesi dei territori, non hanno un esercito regolare, non hanno nemmeno uno Stato... cosa molto diversa è il gruppo Hezbollah... che ha fatto neri gli israeliani in Libano... quelli avevano missili sofisticati... sistemi d'arma evolutisssimi... forniti da Iran e Siria... e i risultati si sono visti... Olmert se n'è andato "a 90°"... vedi, amico mio, il problema è che tu vedi la questione in maniera molto manichea... come dire, tu vedi un popolo oppresso da una parte e gli oppressori dall'altra... non è così... non è così... i palestinesi sono divisi al loro interno... sono stati governati da delinquenti patentati che hanno riempito i loro conti bancari all'estero... sai cos'è "L'intrafada"?... è la guerra interna ai palestinesi... ti invito a leggere quanto segue:

"... i crimini commessi da Palestinesi contro altri Palestinesi. Dell’Intrafada non vengono diffuse immagini. Si può trovare qualcosa su Internet, su Palestinian Media Watch, dove si può assistere a qualche scena di fucilazione arbitraria di civili e militari accusati di collaborazionismo con Israele.
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Qualche volta spuntano notizie che evidenziano come in Palestina non siano rispettati i diritti umani: nel novembre del 1999 venne arrestato arbitrariamente un intero gruppo di intellettuali che aveva firmato una petizione contro la corruzione del regime di Arafat; poi il sindaco di un villaggio palestinese, Zuhir Hamdan, aveva dichiarato apertamente che i suoi cittadini esprimevano chiaramente il desiderio di vivere sotto il governo israeliano e non sotto l’autorità di Arafat e aveva puntualmente subito un attentato, da cui si era miracolosamente salvato. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Qualche sito o quotidiano attento ai diritti dei cristiani fa notare come alcune città sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese, si sono svuotate della loro popolazione cristiana e sono ormai interamente islamizzate; infine è stata diffusa di recente una notizia che fa riflettere su come in Palestina non vi sia la benché minima libertà sessuale: Fuad Moussa, un gay palestinese è fuggito in Israele dopo aver subito ogni forma di sopruso, maltrattamento e umiliazione da parte, non solo dei parenti, ma anche della polizia palestinese. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Il suo problema, quello per risolvere il quale varie associazioni gay internazionali si sono battute, era di non essere rimandato a casa: voleva anche essere arrestato per immigrazione clandestina, ma rimanere in una prigione israeliana. Anche se alcuni giornalisti si sono scagliati contro quei “cinici dei magistrati israeliani” che volevano rispedire il povero gay in Palestina, non curanti della sua sorte, è apparso evidente a tutti che qualcosa non va in fatto di rispetto dei diritti umani dall’altra parte del “muro” di Israele. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Questi e altri sono tutti fatti di cronaca che non hanno raggiunto né il cuore, né la mente del grande pubblico, facilmente dimenticabili, difficilmente reperibili a sole poche settimane dalla loro pubblicazione, non accompagnati da immagini, muti. Eppure questi fatti di cronaca, a cui si dedica al massimo un trafiletto nella stampa specializzata, messi tutti assieme fanno quasi 300 morti, l’11 percento del totale dei caduti dell’Intifada e mentre questi ultimi sono a gran maggioranza uomini armati uccisi in azioni militari, i morti di Intrafada sono quasi sempre civili palestinesi, uccisi da altri Palestinesi, civili o militari. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Le prime statistiche su questo fenomeno sono state pubblicate dal Palestinian Human Rights Monitoring Group di Gerusalemme, che è tutt’altro che una fonte di parte israeliana, dato che per gran parte del suo rapporto sull’Intrafada gli autori si sforzano, anche ai limiti dell’acrobazia sociologica, di attribuire all’occupazione israeliana la responsabilità di crimini commessi da Palestinesi contro il loro stesso popolo. Forse proprio per la parzialità della fonte, oltre che per l’assenza di un’informazione libera nei territori palestinesi, si può pensare che i dati della violenza interna all’Autorità Nazionale palestinese siano stimati molto per difetto. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Ciò che emerge da questo studio, comunque, è impressionante: dei 297 morti di Intrafada, 114 sono stati arbitrariamente giustiziati dopo essere stati accusati di collaborazionismo con Israele; vi sono stati 165 scontri armati fra clan rivali e 1202 azioni criminali gravi. Gli atti di violenza interna alla Palestina sono sia privati (delitti d’onore e faide fra famiglie e clan), che istituzionali (arresti ed esecuzioni arbitrarie). I delitti d’onore e la violenza contro le donne sono fra i crimini più diffusi e meno denunciati. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]La maggior parte delle donne palestinesi, infatti, non lavora e dipende economicamente dal marito. Molte non hanno il coraggio di denunciare le violenze subite, perché hanno paura delle possibili rappresaglie della loro stessa famiglia. “La famiglia costituisce la pietra miliare su cui è costruita l’intera società palestinese” - ha detto Shadia Sarraj in un’intervista rilasciata al Middle East Research and Information Project - “Lo status sociale della famiglia è determinato in larga parte sul suo onore, che a sua volta è determinato dalla rispettabilità delle figlie, le quali possono danneggiarlo in modo irreparabile attraverso un presunto cattivo utilizzo della sessualità”.[/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Secondo queste “regole d’onore” è stato possibile che, ad esempio, una ragazza ventiseienne di un villaggio vicino a Betlemme venisse sistematicamente picchiata dal marito e stuprata dal cognato, per poi essere picchiata in modo ancor più duro dopo aver denunciato le attenzioni sessuali del cognato: la donna che subisce una violenza sessuale è ancor più colpevole dello stupratore. E sempre secondo la tradizione islamica, è stato possibile per un killer, ancora anonimo, uccidere Layla Kbeila, una sessantanovenne di Rafidia colpevole di aver allevato un figlio così impudente da rifiutare il matrimonio con la figlia di un potente locale. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Quel che c’è di peggio in questi delitti d’onore è che secondo la legge palestinese non sono perseguibili: in Cisgiordania l’Autorità Nazionale Palestinese applica ancora il codice giordano pre-1967, secondo il quale, all’articolo 341, l’omicidio è considerato legittima difesa quando: “l’atto di uccidere un’altra persona è commesso in difesa della vita, dell’onore della vita o dell’onore di qualcun altro” (corsivi aggiunti). Di fatto si tratta di violenza privata legalizzata. Non vi sono statistiche precise sui delitti d’onore, dato che mancano le denunce, così come non vi sono dati sulle violenze subite dai gay, anche se il caso di Fuad Moussa è un buon esempio di come vengano trattati. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Non vi sono, poi, segnali di miglioramento o di ribellione da parte della società civile palestinese al riguardo: da un sondaggio commissionato da due centri di ricerca palestinesi (Society for the Advancement of the Palestinian Working Woman e il Palestinian Center for Public Opinion Polls), risulta che il 56,9 % dei Palestinesi ritiene giusto che il marito picchi la moglie nel caso si senta offeso nella sua virilità, il 73,9 percento pensa che le donne non debbano lavorare, ma badare alla famiglia e il 47,1 percento ritiene che il governo non debba intervenire in caso di abusi e violenze sulle donne, perché si tratta di problemi interni alla famiglia.[/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]La famiglia, la “pietra miliare su cui è costruita la società palestinese”, spesso entra in guerra contro un’altra famiglia e nascono faide sanguinosissime anche per motivi futili. Un caso esemplare è quello di una lite fra due tassisti di Ramallah nel gennaio del 2004, che è degenerata con uso di armi e il coinvolgimento delle intere famiglie estese dei due: macchina dell’uno incendiata, nipote dell’altro ucciso e infine casa del primo incendiata e rasa al suolo. Oppure il caso di un incidente stradale banale, per le vie di Nablus, nell’agosto del 2003, che ha dato adito a un litigio e poi ad una faida distruttiva: un morto e tutte le proprietà di una delle due famiglie incendiate. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Vi sono anche faide più sanguinose e prolungate, come il caso di Osama Qmeil. Questi era un ufficiale di un corpo di polizia palestinese che nel corso della I Intifada aveva ucciso alcune persone accusandole di collaborazionismo con Israele; con lo scoppio della II Intifada, le famiglie delle sue vittime si sono vendicate uccidendolo, ma poi hanno esse stesse subito la sanguinosa vendetta del clan di Qmeil e di una folla inferocita di suoi simpatizzanti: i killer di Qmeil sono stati trascinati fuori dal carcere, linciati e i loro cadaveri esposti in pubblico.[/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Ci si può chiedere dove sia la polizia mentre tutto questo avviene. In alcune città, come Nablus e Hebron, la polizia e qualsiasi forma di autorità governativa è semplicemente assente e le città sono nelle mani dei clan. A Nablus, il sindaco Ghassan Shaka’a dopo aver dato le dimissioni per motivi di sicurezza personale ha dichiarato sconsolato: “Nablus è passata attraverso uno stato di caos e progressivo deterioramento, che hanno condotto alla confusione e all’interruzione della normale vita quotidiana dei cittadini… ma ora il caos è diventata la regola; l’assenza di ordine e sicurezza, la quotidianità; la legge della giungla, un punto di vista”. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]In altri casi, però, la polizia è parte in causa nelle faide familiari ed è essa stessa causa di criminalità. Ci sono tante polizie che agiscono nel nome dell’Autorità Nazionale Palestinese: la Forza di Pubblica Sicurezza, la Polizia Civile, la Forza di Sicurezza Preventiva, il Mukhabarat (servizi segreti), la Sicurezza Presidenziale, l’Intelligence Militare, ecc… Senza contare, poi, che gli uomini delle Brigate Martiri Al Aqsa svolgono anch’essi un ruolo di “ordine pubblico” per l’Anp. Le gang e la polizia spesso si mescolano al punto che un anonimo dirigente di Al Fatah ha dichiarato che “il 90 percento dei membri delle gang sono nei libri paga dell’Autorità Nazionale Palestinese”. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]A quanto pare non sono rari i casi in cui due branche della polizia si combattono fra loro, armi alla mano. Ad esempio, a Gaza, il 5 febbraio del 2004, vi fu una scaramuccia fra poliziotti appartenenti a corpi diversi, attorno alla Centrale di Polizia, motivata dal pestaggio del capo della polizia locale, Ghazi Jabaly, da parte di membri di un altro apparato di sicurezza rivale: il risultato dello scontro fu un morto e dieci feriti. Stando a osservatori locali, Arafat non fa nulla per organizzare meglio la polizia. Anzi: il vecchio rais trarrebbe vantaggio proprio dalla divisione interna fra i capi delle varie polizie, per imporre il suo potere.[/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Se l’assenza del potere genera violenza, la presenza del potere arbitrario della polizia palestinese in una determinata area, se possibile, rende la vita ancor più difficile. Non ci sono regole per le procedure che la polizia dovrebbe seguire e la repressione di qualsiasi opposizione al regime diventa particolarmente brutale. A Gaza, ad esempio, nell’ottobre 2001, la polizia palestinese ha aperto il fuoco sulla folla e non ha subito conseguenze legali. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Vi sono poliziotti che abusano della loro posizione e si comportano come comuni malviventi: emblematico è il caso di un venditore di automobili che si vide sequestrare dalla polizia una macchina che risultava rubata e che il giorno dopo rivide la stessa macchina guidata da un poliziotto: la sua sacrosanta protesta gli è costata l’arresto, ore e ore di pestaggi e torture, quattro giorni di isolamento e altri sei giorni di galera. Il tutto senza un’accusa, senza un processo, senza testimoni… Ma al di là dei casi di corruzione e abusi personali della polizia, quel che è ancora peggiore è la repressione condotta dal regime di Arafat. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]L’accusa con cui chiunque può essere arrestato arbitrariamente e fucilato è sempre quella: “collaborazionismo”. Basta un semplice sospetto, un pettegolezzo dei vicini di casa, un’accusa senza prove fra rivali, o basta essere nel mirino dell’Autorità per atteggiamenti critici nei confronti di Arafat, per venire accusati di “collaborazionismo” ed essere ritenuti automaticamente colpevoli fino a prova contraria. Ammesso che sia possibile accumulare le prove necessarie, naturalmente perché gli accusati di collaborazionismo sono detenuti in carceri di massima sicurezza, non possono ricevere visite e non hanno diritto ad un avvocato. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Ad esempio, nell’agosto del 2001, l’Intelligence militare di Gaza arrestò un cittadino, Abu Amas, con l’accusa di collaborazionismo, facendolo sparire dalla circolazione. Solo dopo una settimana di silenzio, la sua famiglia seppe che era stato fucilato. Molto spesso i prigionieri sono costretti a confessare sotto tortura il loro rapporto di collaborazione con Israele, come nel caso di un operaio di Betlemme, arrestato nel luglio del 2003 e costretto a confessare dopo che i suoi inquisitori gli ebbero sparato ai piedi. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Oppure il caso di Mohammed Laloh, di cui si sta interessando anche Amnesty International, un venticinquenne di Jenin arrestato, detenuto e torturato per due mesi nel carcere locale: benché sia sopravvissuto alla galera, quando fu scarcerato nel novembre del 2001, non era in grado di camminare e mostrava segni di gravi ustioni alle mani e al volto. Una persecuzione più sistematica e più sottile è rivolta contro i cristiani palestinesi, che spesso devono abbandonare i territori controllati dall’Anp per rifugiarsi in Israele. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Anche se, ufficialmente, non vi è discriminazione e in Europa si è portati a credere che in Palestina i cristiani siano alleati con i musulmani per combattere contro “l’occupazione israeliana”, stando a testimoni locali un musulmano non può vendere la propria terra a un cristiano, soprattutto se ci sono altri possibili acquirenti musulmani; un cristiano non può sposare una donna musulmana; nella stessa nuova costituzione palestinese, all’articolo 5 si legge chiaramente: “L’Arabo e l’Islam sono rispettivamente la lingua e la religione ufficiali” e l’articolo 7 stabilisce che: “I principi della sharia sono fonti maggiori di legislazione”.[/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Un musulmano che voglia convertirsi al cristianesimo (benché, formalmente possa farlo) rischia di essere ucciso, come nel caso dei fratelli Salam, che, pur essendo dei fedelissimi di Arafat, sono stati arrestati e torturati in seguito alla loro coraggiosa conversione, naturalmente dietro la solita accusa di “collaborazionismo” con Israele. In città tradizionalmente cristiane, come Betlemme, ora i cristiani sono sparute minoranze. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]In molti casi, sono stati allontanati dalle loro case con metodi da pulizia etnica: giusto a Betlemme i miliziani di Hamas picchiavano sistematicamente le donne cristiane che non si coprivano con il velo secondo la legge islamica; in altre occasioni, come è accaduto a Beit Jala i terroristi aprono il fuoco contro gli Israeliani con razzi e mortai piazzati ad arte nel mezzo dei quartieri dei cristiani, trasformati per l’occasione in scudi umani. Quanti morti fra i cristiani? Anche questo dato non è disponibile. Ci sono pochi dati e arrivano poche notizie, anche perché la stampa e la televisione sono fra i maggiori bersagli della repressione di regime in Palestina. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Avere un atteggiamento critico nei confronti dell’Intifada può costare il carcere o la condanna a morte per “collaborazionismo”, così come mostrare immagini che non esaltano l’eroismo dei combattenti, evidenziano il volto violento della guerra, può costare la vita. Ne sanno qualcosa i giornalisti italiani che sono stati minacciati di morte dopo aver osato riprendere il linciaggio dei coscritti israeliani in una caserma della polizia palestinese, all’inizio della II Intifada. Ne sa qualcosa anche il corrispondente a Gaza di Al Arabiya, assalito e picchiato ripetutamente da sicari di Al Fatah e poi arrestato per ordine di Arafat a causa dei suoi servizi troppo puntuali sulle divisioni interne al partito del rais. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]L’esempio più eclatante di repressione della stampa in Palestina è stato l’11 settembre 2001: riprendere e diffondere le immagini della folla palestinese in festa (con le foto di Osama Bin Laden portate in trionfo) portava a pesanti minacce, se non all’arresto immediato e la vita stessa del giornalista. In altri casi, sicari fanno irruzione nelle sedi degli stessi media palestinesi. Solo per citare i casi più recenti: il 2 febbraio scorso sono stati devastati gli studi di Quds Educational Tv a Ramallah; il 13 febbraio è stata incendiata la macchina del caporedattore di Gaza di Hayat al Jadida, colpevole di aver scritto editoriali troppo critici sulla situazione interna alla Palestina; sempre in febbraio gli uffici della redazione di Al Dar, a Gaza, sono stati devastati; la notte fra l’1 e il 2 marzo, l’editore del quotidiano an-Nashra è stato ucciso fuori dal suo ufficio. [/FONT]
[FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]E l’elenco delle aggressioni contro giornalisti palestinesi e stranieri continua ad allungarsi: risale al 22 aprile la notizia del pestaggio di un fotografo palestinese dell’Agence France Presse. I sicari lavorano giorno e notte contro i giornalisti, così che noi comuni cittadini europei possiamo continuare a ricevere dall’interno della Palestina notizie ed immagini edulcorate ed ideologicamente corrette".[/FONT]

[FONT=Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif][/FONT][SIZE=+1][FONT=Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif]Stefano Magni [/FONT][/SIZE]
 

Nobody

Utente di lunga data
... è chiaro che i palestinesi dei territori, non hanno un esercito regolare, non hanno nemmeno uno Stato... cosa molto diversa è il gruppo Hezbollah... che ha fatto neri gli israeliani in Libano... quelli avevano missili sofisticati... sistemi d'arma evolutisssimi... forniti da Iran e Siria... e i risultati si sono visti... Olmert se n'è andato "a 90°"... vedi, amico mio, il problema è che tu vedi la questione in maniera molto manichea... come dire, tu vedi un popolo oppresso da una parte e gli oppressori dall'altra... non è così... non è così... i palestinesi sono divisi al loro interno... sono stati governati da delinquenti patentati che hanno riempito i loro conti bancari all'estero... sai cos'è "L'intrafada"?... è la guerra interna ai palestinesi...
Sicuramente Hezbollah è un'altra cosa. E l'andamento della breve guerra libanese lo dimostra.
Io non credo di vedere tutto sotto la lente manichea, caro Chen.
Secondo me la cosa che hai postato ora è vera, com'è vera quella degli interessi "insospettabili" che girano nel mercato delle armi.
Però dimmi: stabilito che anche tra i palestinesi il marcio non manca di certo, chi ha la responsabilità di rimediare a questa situazione folle? Il forte o il debole? Chi possiede centinaia di testate nucleari o chi le pietre? Chi ha il totale consenso mediatico o i nascosti?
Secondo te è onorare la memoria delle vittime dei ghetti, crearne uno nuovo dove affamare donne e bambini?
 
O

Old chensamurai

Guest
gadamer: verità storica, decentramento nell'interpretazione, prospettivismo.
heisenberg: adozione di molti punti di vista, il ruolo del soggetto nella determinazione della verità, rapporto tra osservato e osservatore.

è tutto scritto nei manuali!!
... sì, sì, i manuali... bisogna, però, capirli, i manuali... hi, hi, hi... dai, senti, seriamente, Gadamer non tocca assolutamente il concetto di "VERITA'" che, nel suo "sitema" (ermeneutica), non viene scalfito... un suo libro?... "Verità e metodo"... l'ermeneutica è "metodo" e non messa in discussione, in direzione relativistica, della verità...

... per quanto riguarda Heisenberg, tutto quello che riporti è alquanto superficia-lotto... nel senso che la problematizzazione del rapporto tra osservatore e oggetto era stato posto ben prima di Heisenberg... il senso della "filosofia" di Heisenberg non sta in questo... sta in un'altra "cosa"... ben più importante e devastante in senso gnoseologico... se mi paghi, te la dico... hi, hi, hi... comunque, rimane sempre, a me, oscuro, quale sia stata l'opera di "liberazione" operata da Heisenberg... boh... non l'ho mica capita... ancora...
 
O

Old chensamurai

Guest
Dopo duemila anni di diaspora torni e pretendi che la gente che vive li si faccia da parte? Senza nemmeno pensare ad una soluzione diversa? Questa è la panzana? Suvvia, Chen...dopo solo un secolo, se i pronipoti di Cavallo Pazzo rivendicassero le Black Hills agli yankees, li chiuderebbero in manicomio
... I pronipoti di Cavallo Pazzo, infatti, proprio in questi giorni, stanno rivendicando quanto da te definito "manicomiale"... con fior d'avvocati che ritengono fondate le rivendicazioni dei Dakota... ti era sfuggita la notizia?... hi, hi, hi...

... quanto alla storia di Israele, prima d'Israele, ti mancano dei passaggi, credimi... la gente "che vive lì", erano anche qualche bel migliaio di ebrei... chi inchiappettò i palestinesi, fu, come sempre, l'EUROPA... gli amici Inglesi... la Società delle Nazioni... furono i britannici a creare la bomba storica ebraico-palestinese... nulla è stato rubato a nessuno... gli inglesi, che pensarono bene, dopo aver innescato la bomba, di rimettere il mandato alla Società delle Nazioni... guarda che devi aprire gli occhi, amico mio... altrimenti ti ritrovi a giocare a guardie e ladri... buoni di qui... ladri di là... ora devo andare... ciao.
 

Iris

Utente di lunga data
Diciamo che i britannici sono bravissimi nel creare bombe...e poi scappare!
E' una loro caratteristica. Creano disastri, poi mollano le terre che hanno inguaiato...e passano pure da democratici e liberali.
 

Bruja

Utente di lunga data
Iris

Diciamo che i britannici sono bravissimi nel creare bombe...e poi scappare!
E' una loro caratteristica. Creano disastri, poi mollano le terre che hanno inguaiato...e passano pure da democratici e liberali.
Su questo condivido.... sono dei veri democratici in odore di colonialismo!!!

E la cosa perdura anche senza le colonie.....
Bruja
 

Nobody

Utente di lunga data
... I pronipoti di Cavallo Pazzo, infatti, proprio in questi giorni, stanno rivendicando quanto da te definito "manicomiale"... con fior d'avvocati che ritengono fondate le rivendicazioni dei Dakota... ti era sfuggita la notizia?... hi, hi, hi...

... quanto alla storia di Israele, prima d'Israele, ti mancano dei passaggi, credimi... la gente "che vive lì", erano anche qualche bel migliaio di ebrei... chi inchiappettò i palestinesi, fu, come sempre, l'EUROPA... gli amici Inglesi... la Società delle Nazioni... furono i britannici a creare la bomba storica ebraico-palestinese... nulla è stato rubato a nessuno... gli inglesi, che pensarono bene, dopo aver innescato la bomba, di rimettere il mandato alla Società delle Nazioni... guarda che devi aprire gli occhi, amico mio... altrimenti ti ritrovi a giocare a guardie e ladri... buoni di qui... ladri di là... ora devo andare... ciao.
Casomai dei Lakota...il Dakota è uno stato. No, non mi era sfuggita...he he he

So da tempo di queste rivendicazioni, secondo te perchè l'ho scritta? Ma ammettiamo che mi fosse sfuggita, che gli avvocati li ritengano nel giusto e che poi giustizia sia effettivamente fatta...
Ma te li vedi gli USA che ora restituiscono le terre? Dai!
Si c'erano migliaia di ebrei (come ovunque nel mondo, non solo li) e centinaia di migliaia di palestinesi...questo per millenni. La proporzione è questa.
Gli inglesi subirono attentati dai sionisti in puro stile terroristico nel dopoguerra, e anche per la pressione internazionale rimisero il mandato.
Non divido mai il mondo in maniera rigida, o almeno cerco di non farlo...ma a me pare proprio che in questo caso gli occhi li tenga ben chiusi tu.
Comunque mi fa piacere che definisci i palestinesi inchiappettati (anche se per te solo dagli europei)...è già un bel passo avanti, perchè normalmente chi lo prende su nel culo è la vittima!
A presto Chen, ciao.
 

oscuro

Utente di lunga data
dicono

Dicono che er micetto den san basilio le dà e le prende....io l'ho visto pianne così tante...ma così tante....solo pe fà er caporione...ma a chi l'ha date fatemi da capi?L'amo gonfiato come n'pallone...se vola nà pizza a tor marancia la pija lui a san basilio e annamo famola finita..... a katena....!!!
 

Nobody

Utente di lunga data
Dicono che er micetto den san basilio le dà e le prende....io l'ho visto pianne così tante...ma così tante....solo pe fà er caporione...ma a chi l'ha date fatemi da capi?L'amo gonfiato come n'pallone...se vola nà pizza a tor marancia la pija lui a san basilio e annamo famola finita..... a katena....!!!
Scusa oscuro, da qualche pagina il dialogo era migliorato. Invece di riportarlo nella merda, non potresti provare a partecipare anche tu?
 

Old SarahM.

Utente di lunga data
... sì, sì, i manuali... bisogna, però, capirli, i manuali... hi, hi, hi... dai, senti, seriamente, Gadamer non tocca assolutamente il concetto di "VERITA'" che, nel suo "sitema" (ermeneutica), non viene scalfito... un suo libro?... "Verità e metodo"... l'ermeneutica è "metodo" e non messa in discussione, in direzione relativistica, della verità...

... per quanto riguarda Heisenberg, tutto quello che riporti è alquanto superficia-lotto... nel senso che la problematizzazione del rapporto tra osservatore e oggetto era stato posto ben prima di Heisenberg... il senso della "filosofia" di Heisenberg non sta in questo... sta in un'altra "cosa"... ben più importante e devastante in senso gnoseologico... se mi paghi, te la dico... hi, hi, hi... comunque, rimane sempre, a me, oscuro, quale sia stata l'opera di "liberazione" operata da Heisenberg... boh... non l'ho mica capita... ancora...
hai ragione tesoro, e prima di capirli bisogna leggerli

un bacio, chen
 
Stato
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