Improvvise magagne mai elaborate

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Lucrezia

Utente di lunga data
Ho avuto una relazione con un uomo impegnato alcuni anni fa. Mi sembrava di aver ricomposto tutti i tasselli, di aver superato le cose che mi avevano in qualche modo turbata, ma nell'ultimo anno è emerso più volte che non è così. Pensando alla fine di aver forse elaborato tutto, oggi entro in un 3d sull''Altro/a' e mi rendo conto all'improvviso di avere una rabbia dentro, indirizzata in questo caso all'ex compagna, che non mi spiego, che magari nemmeno è nei suoi confronti, che magari nemmeno io so cos'è.
A livello razionale, non ho nessun motivo per covare quello che ultimamente, ed infine anche oggi, è emerso: frustrazione, rabbia, senso di lutto e di impotenza. Ci siamo frequentati all'epoca 7/8 mesi, poi lui mi ha lasciata per cercare di sistemare con la compagna; non ci siamo visti per due anni, ma ci siamo tenuti in contatto. Quando gli ho fatto sapere che avevo iniziato le pratiche per trasferirmi, le ha iniziate anche lui e ha lasciato definitivamente la compagna. Ci siamo visti, lui si è dimostrato interessato all'ipotesi di fare un tentativo, io no. Siamo stati pacificamente e in amicizia 'coinquilini' per 5 settimane e in un futuro prossimo saremo nella stessa città definitivamente (vita permettendo). Mi ha chiesto di condividere un appartamento là, e ho rifiutato.
Non so cosa mai potrebbe farmi ancora avere questi scoppi di emozioni pesanti a raffica quando meno me lo aspetto, quando mi sembra che tutto sia digerito. All'epoca mi sono aperta al massimo, ho detto e fatto tutto quel che desideravo, ero conscia di poterlo avere accanto per poco, ed ero pronta a separarmete. Non ho mai sprecato un minuto, un secondo di vicinanza. Successivamente ho avuto la possibilità di avere quello che avevo desiderato; non mi interessava più, ero cambiata, troppo. Ho avuto modo di nuovo di esprimermi su quel che la nostra separazione aveva comportato per me, ho pianto, spiegato, urlato e donato senza alcun ritegno. Rimaniamo in ottimi rapporti e mi fa piacere la sua compagnia (non in dosi eccessive). Ripenso al periodo insieme con gratitudine ed anche al presente. Non riesco a capire, nel'ultimo anno, da dove siano venute fuori queste esplosioni e crisi da parte mia. Mi sorprendo da sola con le mie reazioni. Fino all'ultima scoperta di ira funesta, diretta all'ex compagna inquadrata nel passato, perchè paradossalmente per la 'lei' di oggi non provo nulla, se non la speranza che incontri un uomo con cui sia più felice che col suo ex. Ma è stato come scoprire che esiste ancora una lei del passato con cui sono incazzata nera. E molto probabilmente non è nemmeno davvero con lei che sono arrabbiata, ma con tutt'altra cosa che io non so.
Aiutatemi per favore a capire cosa c'è in questa massa di cose che devo elaborare, perchè io non ne ho idea. Lo so che chiedo tanto, ma ho speranza in vostre capacità di chiarezza maggiore delle mie.
 

Fiammetta

Amazzone! Embe'. Sticazzi
Staff Forum
Ho avuto una relazione con un uomo impegnato alcuni anni fa. Mi sembrava di aver ricomposto tutti i tasselli, di aver superato le cose che mi avevano in qualche modo turbata, ma nell'ultimo anno è emerso più volte che non è così. Pensando alla fine di aver forse elaborato tutto, oggi entro in un 3d sull''Altro/a' e mi rendo conto all'improvviso di avere una rabbia dentro, indirizzata in questo caso all'ex compagna, che non mi spiego, che magari nemmeno è nei suoi confronti, che magari nemmeno io so cos'è.
A livello razionale, non ho nessun motivo per covare quello che ultimamente, ed infine anche oggi, è emerso: frustrazione, rabbia, senso di lutto e di impotenza. Ci siamo frequentati all'epoca 7/8 mesi, poi lui mi ha lasciata per cercare di sistemare con la compagna; non ci siamo visti per due anni, ma ci siamo tenuti in contatto. Quando gli ho fatto sapere che avevo iniziato le pratiche per trasferirmi, le ha iniziate anche lui e ha lasciato definitivamente la compagna. Ci siamo visti, lui si è dimostrato interessato all'ipotesi di fare un tentativo, io no. Siamo stati pacificamente e in amicizia 'coinquilini' per 5 settimane e in un futuro prossimo saremo nella stessa città definitivamente (vita permettendo). Mi ha chiesto di condividere un appartamento là, e ho rifiutato.
Non so cosa mai potrebbe farmi ancora avere questi scoppi di emozioni pesanti a raffica quando meno me lo aspetto, quando mi sembra che tutto sia digerito. All'epoca mi sono aperta al massimo, ho detto e fatto tutto quel che desideravo, ero conscia di poterlo avere accanto per poco, ed ero pronta a separarmete. Non ho mai sprecato un minuto, un secondo di vicinanza. Successivamente ho avuto la possibilità di avere quello che avevo desiderato; non mi interessava più, ero cambiata, troppo. Ho avuto modo di nuovo di esprimermi su quel che la nostra separazione aveva comportato per me, ho pianto, spiegato, urlato e donato senza alcun ritegno. Rimaniamo in ottimi rapporti e mi fa piacere la sua compagnia (non in dosi eccessive). Ripenso al periodo insieme con gratitudine ed anche al presente. Non riesco a capire, nel'ultimo anno, da dove siano venute fuori queste esplosioni e crisi da parte mia. Mi sorprendo da sola con le mie reazioni. Fino all'ultima scoperta di ira funesta, diretta all'ex compagna inquadrata nel passato, perchè paradossalmente per la 'lei' di oggi non provo nulla, se non la speranza che incontri un uomo con cui sia più felice che col suo ex. Ma è stato come scoprire che esiste ancora una lei del passato con cui sono incazzata nera. E molto probabilmente non è nemmeno davvero con lei che sono arrabbiata, ma con tutt'altra cosa che io non so.
Aiutatemi per favore a capire cosa c'è in questa massa di cose che devo elaborare, perchè io non ne ho idea. Lo so che chiedo tanto, ma ho speranza in vostre capacità di chiarezza maggiore delle mie.
Però che punto di vista, l'amante che è incazzata con la compagna, che presumo nemmeno sapeva della sua esistenza fino all'epilogo. Così di primo acchito direi che se sei incazzata con lei per quello che era allora, lo eri anche in quei momenti, magari non lo hai focalizzato allora perché presa troppo da lui e dai vostri incontri. I motivi non so quali possano essere il più banale potrebbe essere l'invidia di una quotidianità che tu non avevi con lui ma credo non sia sempre così e forse non è nemmeno il tuo caso. L'altra curiosità che si ripete è questa: nel momento in cui l'elemento disturbante ( il tradito/a) tra gli amanti si dilegua il pathos delle relazioni va a farsi friggere e gli amanti scoppiano. Succede spessissimo, come se la libertà di viversi alla luce del sole tirasse fuori magagne insostenibili nel rapporto.
 

sienne

lucida-confusa
Ciao

difficile da dire. Forse, il semplice fatto di non essere stata scelta alla fine ...
Di aver dovuto subire una decisione, perché vi era lei ...

In qualche modo "lei" c'entra, anche se solo simbolicamente ...


sienne
 

Anonimo1523

Utente di lunga data
Ho avuto una relazione con un uomo impegnato alcuni anni fa. Mi sembrava di aver ricomposto tutti i tasselli, di aver superato le cose che mi avevano in qualche modo turbata, ma nell'ultimo anno è emerso più volte che non è così. Pensando alla fine di aver forse elaborato tutto, oggi entro in un 3d sull''Altro/a' e mi rendo conto all'improvviso di avere una rabbia dentro, indirizzata in questo caso all'ex compagna, che non mi spiego, che magari nemmeno è nei suoi confronti, che magari nemmeno io so cos'è.
A livello razionale, non ho nessun motivo per covare quello che ultimamente, ed infine anche oggi, è emerso: frustrazione, rabbia, senso di lutto e di impotenza. Ci siamo frequentati all'epoca 7/8 mesi, poi lui mi ha lasciata per cercare di sistemare con la compagna; non ci siamo visti per due anni, ma ci siamo tenuti in contatto. Quando gli ho fatto sapere che avevo iniziato le pratiche per trasferirmi, le ha iniziate anche lui e ha lasciato definitivamente la compagna. Ci siamo visti, lui si è dimostrato interessato all'ipotesi di fare un tentativo, io no. Siamo stati pacificamente e in amicizia 'coinquilini' per 5 settimane e in un futuro prossimo saremo nella stessa città definitivamente (vita permettendo). Mi ha chiesto di condividere un appartamento là, e ho rifiutato.
Non so cosa mai potrebbe farmi ancora avere questi scoppi di emozioni pesanti a raffica quando meno me lo aspetto, quando mi sembra che tutto sia digerito. All'epoca mi sono aperta al massimo, ho detto e fatto tutto quel che desideravo, ero conscia di poterlo avere accanto per poco, ed ero pronta a separarmete. Non ho mai sprecato un minuto, un secondo di vicinanza. Successivamente ho avuto la possibilità di avere quello che avevo desiderato; non mi interessava più, ero cambiata, troppo. Ho avuto modo di nuovo di esprimermi su quel che la nostra separazione aveva comportato per me, ho pianto, spiegato, urlato e donato senza alcun ritegno. Rimaniamo in ottimi rapporti e mi fa piacere la sua compagnia (non in dosi eccessive). Ripenso al periodo insieme con gratitudine ed anche al presente. Non riesco a capire, nel'ultimo anno, da dove siano venute fuori queste esplosioni e crisi da parte mia. Mi sorprendo da sola con le mie reazioni. Fino all'ultima scoperta di ira funesta, diretta all'ex compagna inquadrata nel passato, perchè paradossalmente per la 'lei' di oggi non provo nulla, se non la speranza che incontri un uomo con cui sia più felice che col suo ex. Ma è stato come scoprire che esiste ancora una lei del passato con cui sono incazzata nera. E molto probabilmente non è nemmeno davvero con lei che sono arrabbiata, ma con tutt'altra cosa che io non so.
Aiutatemi per favore a capire cosa c'è in questa massa di cose che devo elaborare, perchè io non ne ho idea. Lo so che chiedo tanto, ma ho speranza in vostre capacità di chiarezza maggiore delle mie.
È solamente un mio pensiero. Penso che con l'amante si stia bene proprio perché si dà e si prende il meglio della relazione. Generalmente i rapporti tra amanti non contengono gli elementi di scontro tipici delle difficoltà della vita di tutti i giorni, non subiscono gli alti e bassi di una relazione di decenni e sono più semplici da chiudere. Pensare di costruire una vita insieme all'amante è il pensiero di pochi e riguarda quelle persone che non ritengono l'amante tale ma il proprio compagno di vita conosciuto dopo di essersi impegnati con altri, ed evidentemente non era il tuo caso.
 

Tessa

Escluso
Ciao Lucrezia, ma e' lui l'uomo di cui parlavi nel tuo penultimo post? Quello che raggiungerai all'estero e che ora ti rende insicura per la lontananza. Se e' lui boh, o non ci ho capito niente io o mi sembravi ancora coinvolta.
Non so, c'e' parcecchia contraddizione in quello che scrivi.
Tu cosa vorresti?
Vorresti che lui ti avesse scelta allora.....ma non si puo' fare rewind.....guarda avanti.
 

Scaredheart

Romantica sotto copertura
Io penso che quando arrivino questi sentimenti improvvisi in realtà siano rivolti a noi. Solo che ci vuole un lungo cammino per realizzare. A me è capitato in un altro ambito, ero tantissimo arrabbiata con una persona,ma scavando a fondo davvero arrabbiata con me, non ero felice di come avevo agito. Dopo tanto tempo penso che la rabbia verso gli estranei viene digerita, invece perdonare se stessi è più difficile.
 

Uroboro

Utente di lunga data
Ciao

difficile da dire. Forse, il semplice fatto di non essere stata scelta alla fine ...
Di aver dovuto subire una decisione, perché vi era lei ...

In qualche modo "lei" c'entra, anche se solo simbolicamente ...


sienne
Perchè non essere stata scelta? da quello che leggo è sempre lei che lo ha rifiutato in tutto e poi si incazza della sana gelosia vero la ex compagna... si chiamano paranoie e sono bellissime :)
 

sienne

lucida-confusa
Perchè non essere stata scelta? da quello che leggo è sempre lei che lo ha rifiutato in tutto e poi si incazza della sana gelosia vero la ex compagna... si chiamano paranoie e sono bellissime :)

Ciao

avevo preso in considerazione anche questo post, scritto in un altro thread.

Perché invece che sforzarsi di cambiare le cose oppure lasciarlo, la sua tecnica continua da anni era urlargli addosso per qualsiasi cosa, scatenare risse, mettergli contro i figli e tradirlo e fingere di andar via di casa per farsi desiderare. Perché gli ha detto che era un padre di merda e che aveva rovinato la vita a suo figlio grande. E perché dal mio punto di vista era un'ingrata. Avrei dato un rene per averlo nel mio letto tutte le notti, per averlo a tavola con me tutti i giorni, per avere dei figli con lui. E lei che aveva tutte queste cose, e le facevano schifo, non faceva niente per migliorare la situazione, o prendere le palle e lasciarlo, se non urlare e urlare e urlare. Mi urtava da morire che ciò che amavo io le facesse così schifo e che manifestasse il suo schifo tenendoselo per punirlo. Non che lui fosse senza responsabilità, ovvio. Ora non sono più arrabbiata con lei. Ma lo sprezzo aperto e codardo per una persona che mi è preziosa è stato difficile da digerire.

sienne
 

Uroboro

Utente di lunga data

Ultimo

Escluso
Ho avuto una relazione con un uomo impegnato alcuni anni fa. Mi sembrava di aver ricomposto tutti i tasselli, di aver superato le cose che mi avevano in qualche modo turbata, ma nell'ultimo anno è emerso più volte che non è così. Pensando alla fine di aver forse elaborato tutto, oggi entro in un 3d sull''Altro/a' e mi rendo conto all'improvviso di avere una rabbia dentro, indirizzata in questo caso all'ex compagna, che non mi spiego, che magari nemmeno è nei suoi confronti, che magari nemmeno io so cos'è.
A livello razionale, non ho nessun motivo per covare quello che ultimamente, ed infine anche oggi, è emerso: frustrazione, rabbia, senso di lutto e di impotenza. Ci siamo frequentati all'epoca 7/8 mesi, poi lui mi ha lasciata per cercare di sistemare con la compagna; non ci siamo visti per due anni, ma ci siamo tenuti in contatto. Quando gli ho fatto sapere che avevo iniziato le pratiche per trasferirmi, le ha iniziate anche lui e ha lasciato definitivamente la compagna. Ci siamo visti, lui si è dimostrato interessato all'ipotesi di fare un tentativo, io no. Siamo stati pacificamente e in amicizia 'coinquilini' per 5 settimane e in un futuro prossimo saremo nella stessa città definitivamente (vita permettendo). Mi ha chiesto di condividere un appartamento là, e ho rifiutato.
Non so cosa mai potrebbe farmi ancora avere questi scoppi di emozioni pesanti a raffica quando meno me lo aspetto, quando mi sembra che tutto sia digerito. All'epoca mi sono aperta al massimo, ho detto e fatto tutto quel che desideravo, ero conscia di poterlo avere accanto per poco, ed ero pronta a separarmete. Non ho mai sprecato un minuto, un secondo di vicinanza. Successivamente ho avuto la possibilità di avere quello che avevo desiderato; non mi interessava più, ero cambiata, troppo. Ho avuto modo di nuovo di esprimermi su quel che la nostra separazione aveva comportato per me, ho pianto, spiegato, urlato e donato senza alcun ritegno. Rimaniamo in ottimi rapporti e mi fa piacere la sua compagnia (non in dosi eccessive). Ripenso al periodo insieme con gratitudine ed anche al presente. Non riesco a capire, nel'ultimo anno, da dove siano venute fuori queste esplosioni e crisi da parte mia. Mi sorprendo da sola con le mie reazioni. Fino all'ultima scoperta di ira funesta, diretta all'ex compagna inquadrata nel passato, perchè paradossalmente per la 'lei' di oggi non provo nulla, se non la speranza che incontri un uomo con cui sia più felice che col suo ex. Ma è stato come scoprire che esiste ancora una lei del passato con cui sono incazzata nera. E molto probabilmente non è nemmeno davvero con lei che sono arrabbiata, ma con tutt'altra cosa che io non so.
Aiutatemi per favore a capire cosa c'è in questa massa di cose che devo elaborare, perchè io non ne ho idea. Lo so che chiedo tanto, ma ho speranza in vostre capacità di chiarezza maggiore delle mie.

Il mio parere è un tentativo di inquadrare la situazione, un tentativo molto ingarbugliato: Forse avresti preferito instaurare un rapporto di coppia tramite "la normale" prassi di,conoscenza simpatia, empatia e inizio di relazione con un uomo che non è sposato, che non ha tradito e che non potrà mai essere tuo totalmente in visione di concetti morali e valori che sono inesistenti nella storia avuta.
Bada bene che non sto scrivendo che per me la storia che hai vissuto con "attori" compresi non abbia concetti morali e valori, ho scritto che potrebbe essere una falla, profonda, che hai tu.
 

Rabarbaro

Escluso
Ho avuto una relazione con un uomo impegnato alcuni anni fa. Mi sembrava di aver ricomposto tutti i tasselli, di aver superato le cose che mi avevano in qualche modo turbata, ma nell'ultimo anno è emerso più volte che non è così. Pensando alla fine di aver forse elaborato tutto, oggi entro in un 3d sull''Altro/a' e mi rendo conto all'improvviso di avere una rabbia dentro, indirizzata in questo caso all'ex compagna, che non mi spiego, che magari nemmeno è nei suoi confronti, che magari nemmeno io so cos'è.
A livello razionale, non ho nessun motivo per covare quello che ultimamente, ed infine anche oggi, è emerso: frustrazione, rabbia, senso di lutto e di impotenza. Ci siamo frequentati all'epoca 7/8 mesi, poi lui mi ha lasciata per cercare di sistemare con la compagna; non ci siamo visti per due anni, ma ci siamo tenuti in contatto. Quando gli ho fatto sapere che avevo iniziato le pratiche per trasferirmi, le ha iniziate anche lui e ha lasciato definitivamente la compagna. Ci siamo visti, lui si è dimostrato interessato all'ipotesi di fare un tentativo, io no. Siamo stati pacificamente e in amicizia 'coinquilini' per 5 settimane e in un futuro prossimo saremo nella stessa città definitivamente (vita permettendo). Mi ha chiesto di condividere un appartamento là, e ho rifiutato.
Non so cosa mai potrebbe farmi ancora avere questi scoppi di emozioni pesanti a raffica quando meno me lo aspetto, quando mi sembra che tutto sia digerito. All'epoca mi sono aperta al massimo, ho detto e fatto tutto quel che desideravo, ero conscia di poterlo avere accanto per poco, ed ero pronta a separarmete. Non ho mai sprecato un minuto, un secondo di vicinanza. Successivamente ho avuto la possibilità di avere quello che avevo desiderato; non mi interessava più, ero cambiata, troppo. Ho avuto modo di nuovo di esprimermi su quel che la nostra separazione aveva comportato per me, ho pianto, spiegato, urlato e donato senza alcun ritegno. Rimaniamo in ottimi rapporti e mi fa piacere la sua compagnia (non in dosi eccessive). Ripenso al periodo insieme con gratitudine ed anche al presente. Non riesco a capire, nel'ultimo anno, da dove siano venute fuori queste esplosioni e crisi da parte mia. Mi sorprendo da sola con le mie reazioni. Fino all'ultima scoperta di ira funesta, diretta all'ex compagna inquadrata nel passato, perchè paradossalmente per la 'lei' di oggi non provo nulla, se non la speranza che incontri un uomo con cui sia più felice che col suo ex. Ma è stato come scoprire che esiste ancora una lei del passato con cui sono incazzata nera. E molto probabilmente non è nemmeno davvero con lei che sono arrabbiata, ma con tutt'altra cosa che io non so.
Aiutatemi per favore a capire cosa c'è in questa massa di cose che devo elaborare, perchè io non ne ho idea. Lo so che chiedo tanto, ma ho speranza in vostre capacità di chiarezza maggiore delle mie.
Ciao Lucrezia!

Mi viene da pensare che la trasformazione postuma di certi sentimenti sia una sorta di mitopoiesi tardiva riguardante il non esperito.
Spesso per desiderare qualcosa, o meglio, per spronarsi a desiderare qualcosa, nei momenti di inebetimento e confusione, è necessario creare una forma di avversione e di ostilità nei confronti del suo contrario.
E se l'acredine nei confronti della ex sia una inconscia voglia riprovare qualcosa per l'uomo che una volta tanto ti piaceva?
C'è un'affabulazione tutta interiore, mista ad una sorta di teatralità, nel ricreare il passato in modo vivido, e vividi sono solo i sentimenti forti, quali l'amore sfrenato e l'odio violento, come era nelle tragedie di una volta, nelle quali il nemico lo odiavi davvero, perché non aveva scuse e non aveva ragioni per la sua cattivera e malvagità.
Non era come ora, in cui tutti i personaggi che si muovono sul palco sono fin troppo rotondi e ti verrebbe da dare una pacca sulla spalla di comprensione anche a Belzebù che, poverino, lui aveva i suoi problemi in famiglia da piccolo e forse era stato anche abusato verbalbente da una gelataia guercia, ed in fondo si riusciva a capire da che parte si doveva stare.
Perché dove si sta è importante, quasi quanto con chi si sta, e non è solo questione di appartamenti o di convivenze con compagni di stanza coi quali dormi in un letto a castello od in uno matrimoniale, ma di ruolo.
E il ruolo ha un senso se trova posto nella catena di ingranaggi che regolano l'esistenza oppure se fa da argine al suo opposto, ma deve essere un opposto conveniente e granitico, un po' come un ladro che ruba solo ai poveri, un comunista che mangia solo bambini o una donna che ti impedisce, e con forza, mica una che te lo lascerebbe dopo due sciape lacrimucce, di avere un uomo che vuoi veramente, non uno che quando hai la possibilità di conviverci ti dà già noia e per cui non provi più niente, ammesso che abbia mai veramente provato qualcosa per un tipo del genere.
Perché se va così, allora ti può sembrare di aver sbagliato tutto nella vita e di aver soltanto perso tempo.
E guardarsi indietro e non vedere niente è proprio brutto!
Tanto vale inventare qualcosa, no?
E che sia qualcosa di forte!

Ciao!
 

PresidentLBJ

Pettinatore di bambole
Aiutatemi per favore a capire cosa c'è in questa massa di cose che devo elaborare, perchè io non ne ho idea. Lo so che chiedo tanto, ma ho speranza in vostre capacità di chiarezza maggiore delle mie.
In questa massa di cose c'è solo confusione fra ruoli. Due amanti non è detto che possano essere anche due coniugi. Anzi, secondo me e secondo la mia esperienza una coppia di amanti funziona proprio perchè (e in quanto) manca l'aspetto quotidiano del rapporto fra due persone. Si confonde il lato ludico, passionale di una relazione con quello totalizzante del progetto di vita comune.
 

Spot

utente in roaming.
Ho avuto una relazione con un uomo impegnato alcuni anni fa. Mi sembrava di aver ricomposto tutti i tasselli, di aver superato le cose che mi avevano in qualche modo turbata, ma nell'ultimo anno è emerso più volte che non è così. Pensando alla fine di aver forse elaborato tutto, oggi entro in un 3d sull''Altro/a' e mi rendo conto all'improvviso di avere una rabbia dentro, indirizzata in questo caso all'ex compagna, che non mi spiego, che magari nemmeno è nei suoi confronti, che magari nemmeno io so cos'è.
A livello razionale, non ho nessun motivo per covare quello che ultimamente, ed infine anche oggi, è emerso: frustrazione, rabbia, senso di lutto e di impotenza. Ci siamo frequentati all'epoca 7/8 mesi, poi lui mi ha lasciata per cercare di sistemare con la compagna; non ci siamo visti per due anni, ma ci siamo tenuti in contatto. Quando gli ho fatto sapere che avevo iniziato le pratiche per trasferirmi, le ha iniziate anche lui e ha lasciato definitivamente la compagna. Ci siamo visti, lui si è dimostrato interessato all'ipotesi di fare un tentativo, io no. Siamo stati pacificamente e in amicizia 'coinquilini' per 5 settimane e in un futuro prossimo saremo nella stessa città definitivamente (vita permettendo). Mi ha chiesto di condividere un appartamento là, e ho rifiutato.
Non so cosa mai potrebbe farmi ancora avere questi scoppi di emozioni pesanti a raffica quando meno me lo aspetto, quando mi sembra che tutto sia digerito. All'epoca mi sono aperta al massimo, ho detto e fatto tutto quel che desideravo, ero conscia di poterlo avere accanto per poco, ed ero pronta a separarmete. Non ho mai sprecato un minuto, un secondo di vicinanza. Successivamente ho avuto la possibilità di avere quello che avevo desiderato; non mi interessava più, ero cambiata, troppo. Ho avuto modo di nuovo di esprimermi su quel che la nostra separazione aveva comportato per me, ho pianto, spiegato, urlato e donato senza alcun ritegno. Rimaniamo in ottimi rapporti e mi fa piacere la sua compagnia (non in dosi eccessive). Ripenso al periodo insieme con gratitudine ed anche al presente. Non riesco a capire, nel'ultimo anno, da dove siano venute fuori queste esplosioni e crisi da parte mia. Mi sorprendo da sola con le mie reazioni. Fino all'ultima scoperta di ira funesta, diretta all'ex compagna inquadrata nel passato, perchè paradossalmente per la 'lei' di oggi non provo nulla, se non la speranza che incontri un uomo con cui sia più felice che col suo ex. Ma è stato come scoprire che esiste ancora una lei del passato con cui sono incazzata nera. E molto probabilmente non è nemmeno davvero con lei che sono arrabbiata, ma con tutt'altra cosa che io non so.
Aiutatemi per favore a capire cosa c'è in questa massa di cose che devo elaborare, perchè io non ne ho idea. Lo so che chiedo tanto, ma ho speranza in vostre capacità di chiarezza maggiore delle mie.
In effetti è una reazione particolare.
Certo è che individuare un nemico esterno con cui arrabbiarsi aiuta a mettere ordine a desideri e sentimenti e magari tu hai usato quell'ordine per elaborare la prima rottura tra di voi. Eliminando così i grigi, tuoi e suoi, dell'epoca.
Il tempo sicuramente ti ha portato a spostare l'attenzione altrove, ma la "stanza" della vostra relazione è rimasta così come l'hai lasciata. E così l'hai ritrovata quando ci hai sbirciato dentro.
 

Lucrezia

Utente di lunga data
Però che punto di vista, l'amante che è incazzata con la compagna, che presumo nemmeno sapeva della sua esistenza fino all'epilogo. Così di primo acchito direi che se sei incazzata con lei per quello che era allora, lo eri anche in quei momenti, magari non lo hai focalizzato allora perché presa troppo da lui e dai vostri incontri. I motivi non so quali possano essere il più banale potrebbe essere l'invidia di una quotidianità che tu non avevi con lui ma credo non sia sempre così e forse non è nemmeno il tuo caso. L'altra curiosità che si ripete è questa: nel momento in cui l'elemento disturbante ( il tradito/a) tra gli amanti si dilegua il pathos delle relazioni va a farsi friggere e gli amanti scoppiano. Succede spessissimo, come se la libertà di viversi alla luce del sole tirasse fuori magagne insostenibili nel rapporto.
Ero arrabbiata perché la trovavo straordinariamente ingrata. Lo so che non sono fatti miei, però mi sentivo così.
È vero che spesso un rapporto funziona solo finché non si può stare insieme. In questo caso, non sono in grado di dire se questo sia il caso. Quando l'ho conosciuto avevo 23 anni e comprensibilmente nel frattempo sono successe cose, sono cambiata ed è diventato più palese per me cosa può o non può funzionare in una coppia nel mio caso. Cose di lui che allora non mi davano fastidio adesso non le tollero, e mi tolgono fiducia.
 

Lucrezia

Utente di lunga data
Ciao

difficile da dire. Forse, il semplice fatto di non essere stata scelta alla fine ...
Di aver dovuto subire una decisione, perché vi era lei ...

In qualche modo "lei" c'entra, anche se solo simbolicamente ...


sienne
Tutto può essere. Io ero consapevole che sarebbe finita presto e io stessa pensavo spesso di chiuderla. Sapevo che prima o poi loro si sarebbero lasciati, ma pensavo ci sarebbero voluti due o tre anni e non avevo intenzione di stare ad aspettare il nulla. Il fatto è che non avevo nemmeno classiche frustrazioni da amanti. La loro coppia si era già conclusa da tempo, anzi, non era mai iniziata. E noi, vivendo in due stati diversi, ci vedevamo per passare periodi più o meno lunghi insieme in giro, liberi di vivere una quotidianità senza problemi. Non so.

Ciao Lucrezia, ma e' lui l'uomo di cui parlavi nel tuo penultimo post? Quello che raggiungerai all'estero e che ora ti rende insicura per la lontananza. Se e' lui boh, o non ci ho capito niente io o mi sembravi ancora coinvolta.
Non so, c'e' parcecchia contraddizione in quello che scrivi.
Tu cosa vorresti?
Vorresti che lui ti avesse scelta allora.....ma non si puo' fare rewind.....guarda avanti.
Non è la stessa persona. Lo so, è abbastanza bizzarro che si vada a finire tutti nello stesso posto :unhappy:
 

Lucrezia

Utente di lunga data
Io penso che quando arrivino questi sentimenti improvvisi in realtà siano rivolti a noi. Solo che ci vuole un lungo cammino per realizzare. A me è capitato in un altro ambito, ero tantissimo arrabbiata con una persona,ma scavando a fondo davvero arrabbiata con me, non ero felice di come avevo agito. Dopo tanto tempo penso che la rabbia verso gli estranei viene digerita, invece perdonare se stessi è più difficile.
Questo mi interessa. E sì, probabilmente di specchio si tratta, ed è con me che sono arrabbiata, ma per cosa? Per essermi ficcata in quella situazione in primis? Possibile, ma di tempo ne è passato. Forse è che la situazione mi ha tolto la fede in molte cose che riguardano la coppia. E già da prima, non è che di fede ne avessi tanta. Magari volevo sotto sotto riconfermarmi che aver fede nella coppia non ha un senso. E poi però mi son fatta male riconfermandolo.
Il mio parere è un tentativo di inquadrare la situazione, un tentativo molto ingarbugliato: Forse avresti preferito instaurare un rapporto di coppia tramite "la normale" prassi di,conoscenza simpatia, empatia e inizio di relazione con un uomo che non è sposato, che non ha tradito e che non potrà mai essere tuo totalmente in visione di concetti morali e valori che sono inesistenti nella storia avuta.
Bada bene che non sto scrivendo che per me la storia che hai vissuto con "attori" compresi non abbia concetti morali e valori, ho scritto che potrebbe essere una falla, profonda, che hai tu.
Scusami, non ho capito. Spiegami ancora se ti va.
In questa massa di cose c'è solo confusione fra ruoli. Due amanti non è detto che possano essere anche due coniugi. Anzi, secondo me e secondo la mia esperienza una coppia di amanti funziona proprio perchè (e in quanto) manca l'aspetto quotidiano del rapporto fra due persone. Si confonde il lato ludico, passionale di una relazione con quello totalizzante del progetto di vita comune.
Sì. Ma non è che sia mai stata molto ludica la situazione. Il setting, delle due, era più tragico che altro, visto che per entrambi i periodo era particolare. Il progetto di vita in comune, per me è sorto dopo pochissimo. Poi a tratti anche in lui, anche se la priorità assoluta era, ovviamente, capire prima cosa fare nella vita famigliare.
 

Anonimo1523

Utente di lunga data
QUOTO

In questa massa di cose c'è solo confusione fra ruoli. Due amanti non è detto che possano essere anche due coniugi. Anzi, secondo me e secondo la mia esperienza una coppia di amanti funziona proprio perchè (e in quanto) manca l'aspetto quotidiano del rapporto fra due persone. Si confonde il lato ludico, passionale di una relazione con quello totalizzante del progetto di vita comune.
E devo averlo scritto simile in un'altra discussione
 

Fantastica

Utente di lunga data
@Lucrezia

... a me sorprende che tu abbia rifiutato la "posizione" dell'altra quando ne hai avuto l'occasione e cioè quando lui ti ha proposto di convivere. Credo ci abbia messo troppo tempo e non è che tu sia cambiata in quel tempo; è che a paragone di quella che tu ritieni una strega, pensavi, nonostante il razionale blabla che ti dettava il cervello sui ruoli definiti e i loro limiti, di "meritare" tempi ristretti di separazione, che ristretti non sono stati. Non è cosa di poco conto essere innamorata di un uomo che ha fatto coppia stabile per anni (possibile che non ci sia stato amore dal tuo punto di vista, ma dubito che ci si sposi oggi perché lo impongono le famiglie, eh) con una donna che tu hai trovato detestabile in sé e non per il fatto di essere moglie del tuo amante. Non vuoi assumere la posizione di quella donna, perché tu NON sei come lei, e nella strenua valorizzazione della tua diversità, aggiunta alla stizza per i tempi lunghi agiti da lui, sta forse -forse- la ragione vera del tuo no definitivo a quest'uomo che pure 'sta strega di moglie l'ha lasciata. Prima di tutto, tu non vuoi essere lei, e sotto a questa che forse è stata la vera partita che hai giocato, c'è l'acquisita certezza che lui non è come l'avresti voluto e tutto sommato lei forse nin doveva avere proprio solo e soltanto tutti i torti, dacché nemmeno tu quest'uomo l'hai poi voluto davvero amare.
 

Alessandra

πιθηκάκι
Faccio la mia ipotesi :
...non è che c'è un immedesimarsi nell'altra in modo inconscio?

Dici che avevi l'opportunita' di stare con lui, di averlo con poco. ...la sua compagnia ti fa piacere ma non la tolleri per lunghi tempi.

Quindi ipotizzo. ...
Magari lui è un uomo tutto sommato niente male ma tu ritieni di non apprezzarlo abbastanza e non te ne capaciti.
(O forse ti è capitato di provare questi sentimenti anche con altri, dove razionalmente pensi che l'uomo sia un "buono", "da tenere", ma la sola idea di tenertelo ti dava fastidio perché non è quello che visceralmente vuoi ).

Vedere la moglie "ingrata" forse ti fa rabbia perché ti ricorda questi sentimenti di te, che forse non accetti.

Non lo so....ho detto la mia. ..ipotizzando.

Concordo con scareheart riguardo al discorso sulla rabbia. ...
 
Stato
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