Anche a me "resilienza" è parola leggermente repellente

Tu metti il ditino (che immagino sottile e lungo e adornato da un bell'anello originale e grosso) nella piaghetta della Fantastica.
La prendo a ridere: anni fa, quando eravamo ancora nell'inebriata beatitudine dello stordimento amoroso con GA (grande amore, n.d.r.), una volta ridendo gli dissi che immaginavo il suo congedo da me sul letto di morte (sua, data la differenza d'età) con un estremo "gesto dell'ombrello"

. Ci mettemmo a ridere, e in effetti le cose sono più complesse di come l'ho raccontata ora. Però è assolutamente certo che noi siamo la tipica coppia mitologizzante e mitologica, fatta di eterna "vacanza", in tutti i sensi. Leggo il mio tradimento anche (
anche) come un riguadagnare contatto con la realtà, per quanto possa sembrare paradossale, visto che un tradimento di solito funziona come un bel distacco dalla realtà.
Una volta sola lui mi chiese di convivere: lo fece nel momento non del fulgore, ma di una piccola crisi. Io gli dissi proprio "no grazie", perché non tolleravo l'idea che volesse convivere con me per paura di perdermi, invece di averlo desiderato e progettato, quando sapeva che ero lanciata verso il futuro e totalmente e letteralmente ai suoi piedi. Il mito è stato rifondato, dopo quella piccola crisi, non era troppo appannato, ma quando la realtà vera, fatta della sua malattia invalidante, ha bussato nuovamente e ineluttabilmente alla nostra porta, io ho fatto un salto fuori. E questo fuori me lo tengo.
Poi, molto vuol dire come si è fatti: io sono cresciuta a pane e fiabe e miti (narratimi da mio padre). Poter vivere un mito incarnato è stato per me vitale, per la mia storia, per la mia precoce uscita dall'infanzia per la perdita della sola persona solida tra le mie due genitoriali (perché mia madre è una ragazzina eterna...). Mi piace la poesia, mi piace la letteratura, mi piace studiare, ho avuto un'adolescenza orribile in cui non mi sono divertita mai. Con GA io mi sono sentita a casa, e anche ora mi ci sento, a casa; e mi sono divertita tanto, di più, mi sono sentita padrona della mia vita, perché lui le ha dato una cornice. Più di una volta, quando lo "ringraziavo" per quanto e come mi sentivo felice, mi diceva di smetterla,
che lui non aveva nessun merito, se non quello di aver semplicemente alzato uno specchio davanti a me perché mi guardassi, niente di più e niente di meno; il che significa che mi ha trasmesso una forza enorme e fiducia in me stessa come persona capace di arrangiarsi da sé nella vita (cosa che mia madre ha cercato di evitare che io facessi il più a lungo possibile, per tenermi legata a sé). Tutto questo mi tiene con lui, oggi più che mai, essendo che mancando il sesso tra noi per cause di forza maggiore, veramente ora è "solo" "mio padre" ed essendo un uomo molto intelligente e pratico, mi aiuta davvero, per esempio a uscire dai loop d'ansia per le cose da fare che talvolta mi prendono.
Come vedi, sono piuttosto lucida sulle mie crepe...
Grazie davvero.