:abbraccio:ah, ma io non giudicavo, mi perplimevo (e mi dispiacevo per lei)
:abbraccio:ah, ma io non giudicavo, mi perplimevo (e mi dispiacevo per lei)
Beh... metti conto che lei è fragile e incinta e tradita e che inoltre si apre per la prima volta ad estranei(ed è questo il vantaggio per lei) con cui non ha mai interagito prima... Insomma basta poco per creare un malinteso e farla scappare... Ma lei DEVE sfogarsi.ah, ma io non giudicavo, mi perplimevo (e mi dispiacevo per lei)
verde.Beh... metti conto che lei è fragile e incinta e tradita e che inoltre si apre per la prima volta ad estranei(ed è questo il vantaggio per lei) con cui non ha mai interagito prima... Insomma basta poco per creare un malinteso e farla scappare... Ma lei DEVE sfogarsi.
ciao ipa !Eh già!
E ciao!!!![]()
...Da dove iniziare? Non lo so nemmeno io. E' da molto che medito di scrivere su qualche forum, non ho mai raccontato nulla a nessuno ma adesso mi trovo in un momento di grande e totale sconforto.
Sono in attesa di una bimba, la seconda per la precisione. Ne ho un'altra di tre anni. Mio marito è tale da due anni dopo 13 di fidanzamento di cui 9 di convivenza.
Non lo so forse è vero che chi ben comincia è a metà dell'opera e noi abbiamo iniziato da subito malissimo, nonostante tutto il rapporto è arrivato fino ad oggi.
Vado a ritroso di 14 anni circa quando conobbi il mio grande amore nonché la mia più grande delusione.
Grande amore perché il cuore mi batteva così forte quando lui mi abbracciava da sentirsi a distanza, grande delusione perché ora mi ritrovo incastrata in una vita che mi rende terribilmente infelice e non perché questo amore sia passato
ma perché mi ritrovo disillusa, ferita e costretta a sopprimere una rabbia che mi ribolle dentro.
Non sono il tipo che tradisce o che racconta bugie, mi si leggono in faccia, pensavo nella mia totale ingenuità che tutti fossero cosi...quanto mi sbagliavo.
I primi otto mesi...fantastici, peccato poi scopro di essere l'amante e non la ragazza che nel frattempo era partita all'estero. 4 anni di rapporto, vedo lui sofferente, lo giustifico e decido di lasciarlo scegliere. Comprendendo l'importanza di 4 anni in confronto a pochi mesi e mettendomi nei panni dell'altra lo lascio decidere dandogli i consigli che darei ad un caro amico, totalmente disinteressati (pago a caro prezzo questa disponibilità, iniziando ad avere problemi con il cibo),perdo anche delle amicizie che non capivano il mio atteggiamento nei confronti di lui..come si dice io perdono gli altri no..ecco perché da allora non ho più parlato.
Insomma lui decide di iniziare con me, io felicissima decido di proseguire...man mano che passa il tempo però mi è capitato di trovare varie volte dei pensieri, piccole poesie nostalgiche dedicati a questa ex ragazza. Chiarimenti, giustificazioni varie e banali e siamo andati avanti. Passano tre anni circa, io non sono più la ragazzina spensierata e fiduciosa ma una ragazza diffidente e molto attenta ai particolari,noto un atteggiamento diverso, anche per telefono, riesco a cogliere il minimo cambiamento ed in questo caso scopro invece un'infatuazione verso una sconosciuta incontrata per caso, sconosciuta che grazie alla sua tenacia, diventa conosciuta. "La donna della sua vita" aveva scritto ad un suo collega. Messo alle strette litighiamo, lo lascio e si ripresenta la sera stessa davanti il lavoro giurandomi il pentimento, che si è sentito uno stupito etc etc, immagino tutti abbiate chiare le giustificazioni che vengono propinate in questi casi. Riandiamo avanti, mantiene le promesse, non mi accorgo di nulla, è cambiato mi dico, arriviamo a 10 anni di fidanzamento. Cresciamo insieme, tra quotidianità, problemi e gioie. Rimango incinta(iniziativa venuta da lui) e dopo un paio di settimane dalla notizia, una sera noto una email, di cui non conoscevo l'esistenza, account utilizzato per siti di chat, mi crolla il mondo addosso, lo metto alle strette, escono fuori migliaia di rapporti virtuali, alcuni forse no molti si di sesso virtuale, webcam e un altro numero di telefono (in quel periodo per aumentare le entrate in casa, facevo due lavori, dalle 9 di mattina alle 22 di sera quindi lui aveva molto tempo libero.) Schifata e disgustata, mi ricrolla addosso il castello di carte che mi ero costruita...questa volta però fa meno male.
Non riesco neanche ad andare fino in fondo, non voglio leggere altro.
Lui si dispera come poche volte nella sua vita, forse perché si è sentito umiliato e beccato per l'ennesima volta,non lo so
fatto sta che mi propone una terapia di coppia. Io accetto per la bimba in arrivo, la sensazione che ho però è di essere stata incastrata, o forse ho fatto tutto da sola...boh
Gli ho detto anche davanti alla terapista, sto con te solo perché sono incinta, sensazione che provo ancora oggi, nonostante non sia sicura che lo avrei lasciato davvero.
Iniziamo questo percorso portato avanti per un anno, avrei voluto continuarlo, avrei voluto continuare con questa terapista anche per conto mio ma per problemi economici e con l'arrivo della bambina abbiamo dovuto interrompere.
Sono passati 4 anni da allora e mi ritrovo donna a piangere e a pensare, ho perdonato? questa volta non credo di aver perdonato, non ho avuto il tempo di elaborare,di soffrire, di arrabbiarmi. Non ho dimenticato nulla, tutti i giorni ci penso, non passa giorno che il mio maledetto cervello non rimugini su quello che è successo..e fa male, come allora, ne più ne meno. Ho sviluppato migliaia di paure, non sono più io e non riesco più a vivere così, so di essere un ripiego, io credo lui mi voglia bene e pure tanto ma non lo reputo amore il suo..forse neanche il mio a questo punto lo è. Ne verso di lui, ne verso me stessa. Mi vergogno tanto ad avervi raccontato la mia storia, è la prima volta che lo faccio, come si supera? come ci siete riusciti? come ci si convive?
Idemah, ma io non giudicavo, mi perplimevo (e mi dispiacevo per lei)
Avresti bisogno di parlare con qualcuno che ti aiuti a guardare alla tua storia da un'atra prospettiva.Avete tutti ragione e comprendo il parere di ognuno di voi. I vostri dubbi e le vostre perplessità. Certo, ci sono quelli che fa piacere leggere e quelli che un po' meno ma va bene così. Parlare con qualcuno che non ti giudica? Solo la terapista mi ha dato questa sensazione. Gli amici danno i consigli, tutti belli, tutti corretti ma quando non sei coinvolto è facile avere la lucidità per analizzare la situazione. E nessuna persona coinvolta emotivamente con me (amici, familiari) sarebbe in grado di comprendere le mie scelte non per mancanza di ascolto o di empatia ma perché è così nel mio caso come in altri. La terapia ci ha aiutato tanto come coppia, ha spostato l'attenzione su di noi e non solo su di lui. Scelte sbagliate riportano ad atteggiamenti sbagliati, dinamiche di coppia errate che alla fine hanno dato questo risultato.
Ci siamo messi in discussione entrambi ed entrambi ci siamo esposti facendo venire alla luce i reciproci fallimenti.
Perchè il secondo figlio? Anche io di primo impatto mi sarei lasciata andare ad un giudizio del genere. Io ritengo che le persone infallibili non esistano ed ho una visione molto romantica dell'amore. Le persone sbagliano...tutte. Non ritengo sia facile stare insieme a qualcuno e accettarne gli errori. Sono cresciuta in una famiglia normale, con liti e momenti felici, ho voluto dare semplicemente a mia figlia la possibilità di avere una famiglia felice. A me stessa ho dato la possibilità di vivere l'amore più volte come negare a lei questa unica possibilità?
Non ha chiesto lei di nascere. C'è stata come vi ho detto la terapia che ci ha aiutato ripeto come coppia. E la decisione e l'idea è partita da lui, non l'ho proposto io. Lui si ritiene guarito e rinsavito, si dedica a noi in tutto e per tutto. Sono io che mi sto rendendo conto di non essere guarita, non so se riuscite a capirmi. La coppia ha tirato tutto fuori,la coppia ha affrontato il passato, ha scavato nelle reciproche vite, ha rivissuto stati d'animo e umiliazioni..io come singolo no. Sono io che non vivo bene i miei stati d'animo, sono io che rimugino, sono io che non riesco a dimenticare
Ciao e benvenuta (si fa per dire. Sarebbe meglio non cercare mai quella parola sul motore di ricerca).Avete tutti ragione e comprendo il parere di ognuno di voi. I vostri dubbi e le vostre perplessità. Certo, ci sono quelli che fa piacere leggere e quelli che un po' meno ma va bene così. Parlare con qualcuno che non ti giudica? Solo la terapista mi ha dato questa sensazione. Gli amici danno i consigli, tutti belli, tutti corretti ma quando non sei coinvolto è facile avere la lucidità per analizzare la situazione. E nessuna persona coinvolta emotivamente con me (amici, familiari) sarebbe in grado di comprendere le mie scelte non per mancanza di ascolto o di empatia ma perché è così nel mio caso come in altri. La terapia ci ha aiutato tanto come coppia, ha spostato l'attenzione su di noi e non solo su di lui. Scelte sbagliate riportano ad atteggiamenti sbagliati, dinamiche di coppia errate che alla fine hanno dato questo risultato.
Ci siamo messi in discussione entrambi ed entrambi ci siamo esposti facendo venire alla luce i reciproci fallimenti.
Perchè il secondo figlio? Anche io di primo impatto mi sarei lasciata andare ad un giudizio del genere. Io ritengo che le persone infallibili non esistano ed ho una visione molto romantica dell'amore. Le persone sbagliano...tutte. Non ritengo sia facile stare insieme a qualcuno e accettarne gli errori. Sono cresciuta in una famiglia normale, con liti e momenti felici, ho voluto dare semplicemente a mia figlia la possibilità di avere una famiglia felice. A me stessa ho dato la possibilità di vivere l'amore più volte come negare a lei questa unica possibilità?
Non ha chiesto lei di nascere. C'è stata come vi ho detto la terapia che ci ha aiutato ripeto come coppia. E la decisione e l'idea è partita da lui, non l'ho proposto io. Lui si ritiene guarito e rinsavito, si dedica a noi in tutto e per tutto. Sono io che mi sto rendendo conto di non essere guarita, non so se riuscite a capirmi. La coppia ha tirato tutto fuori,la coppia ha affrontato il passato, ha scavato nelle reciproche vite, ha rivissuto stati d'animo e umiliazioni..io come singolo no. Sono io che non vivo bene i miei stati d'animo, sono io che rimugino, sono io che non riesco a dimenticare
Se ho capito bene tu stai malissimo per i suoi comportamenti, del suo non amore ma volere bene....Da dove iniziare? Non lo so nemmeno io. E' da molto che medito di scrivere su qualche forum, non ho mai raccontato nulla a nessuno ma adesso mi trovo in un momento di grande e totale sconforto.
Sono in attesa di una bimba, la seconda per la precisione. Ne ho un'altra di tre anni. Mio marito è tale da due anni dopo 13 di fidanzamento di cui 9 di convivenza.
Non lo so forse è vero che chi ben comincia è a metà dell'opera e noi abbiamo iniziato da subito malissimo, nonostante tutto il rapporto è arrivato fino ad oggi.
Vado a ritroso di 14 anni circa quando conobbi il mio grande amore nonché la mia più grande delusione.
Grande amore perché il cuore mi batteva così forte quando lui mi abbracciava da sentirsi a distanza, grande delusione perché ora mi ritrovo incastrata in una vita che mi rende terribilmente infelice e non perché questo amore sia passato
ma perché mi ritrovo disillusa, ferita e costretta a sopprimere una rabbia che mi ribolle dentro.
Non sono il tipo che tradisce o che racconta bugie, mi si leggono in faccia, pensavo nella mia totale ingenuità che tutti fossero cosi...quanto mi sbagliavo.
I primi otto mesi...fantastici, peccato poi scopro di essere l'amante e non la ragazza che nel frattempo era partita all'estero. 4 anni di rapporto, vedo lui sofferente, lo giustifico e decido di lasciarlo scegliere. Comprendendo l'importanza di 4 anni in confronto a pochi mesi e mettendomi nei panni dell'altra lo lascio decidere dandogli i consigli che darei ad un caro amico, totalmente disinteressati (pago a caro prezzo questa disponibilità, iniziando ad avere problemi con il cibo),perdo anche delle amicizie che non capivano il mio atteggiamento nei confronti di lui..come si dice io perdono gli altri no..ecco perché da allora non ho più parlato.
Insomma lui decide di iniziare con me, io felicissima decido di proseguire...man mano che passa il tempo però mi è capitato di trovare varie volte dei pensieri, piccole poesie nostalgiche dedicati a questa ex ragazza. Chiarimenti, giustificazioni varie e banali e siamo andati avanti. Passano tre anni circa, io non sono più la ragazzina spensierata e fiduciosa ma una ragazza diffidente e molto attenta ai particolari,noto un atteggiamento diverso, anche per telefono, riesco a cogliere il minimo cambiamento ed in questo caso scopro invece un'infatuazione verso una sconosciuta incontrata per caso, sconosciuta che grazie alla sua tenacia, diventa conosciuta. "La donna della sua vita" aveva scritto ad un suo collega. Messo alle strette litighiamo, lo lascio e si ripresenta la sera stessa davanti il lavoro giurandomi il pentimento, che si è sentito uno stupito etc etc, immagino tutti abbiate chiare le giustificazioni che vengono propinate in questi casi. Riandiamo avanti, mantiene le promesse, non mi accorgo di nulla, è cambiato mi dico, arriviamo a 10 anni di fidanzamento. Cresciamo insieme, tra quotidianità, problemi e gioie. Rimango incinta(iniziativa venuta da lui) e dopo un paio di settimane dalla notizia, una sera noto una email, di cui non conoscevo l'esistenza, account utilizzato per siti di chat, mi crolla il mondo addosso, lo metto alle strette, escono fuori migliaia di rapporti virtuali, alcuni forse no molti si di sesso virtuale, webcam e un altro numero di telefono (in quel periodo per aumentare le entrate in casa, facevo due lavori, dalle 9 di mattina alle 22 di sera quindi lui aveva molto tempo libero.) Schifata e disgustata, mi ricrolla addosso il castello di carte che mi ero costruita...questa volta però fa meno male.
Non riesco neanche ad andare fino in fondo, non voglio leggere altro.
Lui si dispera come poche volte nella sua vita, forse perché si è sentito umiliato e beccato per l'ennesima volta,non lo so
fatto sta che mi propone una terapia di coppia. Io accetto per la bimba in arrivo, la sensazione che ho però è di essere stata incastrata, o forse ho fatto tutto da sola...boh
Gli ho detto anche davanti alla terapista, sto con te solo perché sono incinta, sensazione che provo ancora oggi, nonostante non sia sicura che lo avrei lasciato davvero.
Iniziamo questo percorso portato avanti per un anno, avrei voluto continuarlo, avrei voluto continuare con questa terapista anche per conto mio ma per problemi economici e con l'arrivo della bambina abbiamo dovuto interrompere.
Sono passati 4 anni da allora e mi ritrovo donna a piangere e a pensare, ho perdonato? questa volta non credo di aver perdonato, non ho avuto il tempo di elaborare,di soffrire, di arrabbiarmi. Non ho dimenticato nulla, tutti i giorni ci penso, non passa giorno che il mio maledetto cervello non rimugini su quello che è successo..e fa male, come allora, ne più ne meno. Ho sviluppato migliaia di paure, non sono più io e non riesco più a vivere così, so di essere un ripiego, io credo lui mi voglia bene e pure tanto ma non lo reputo amore il suo..forse neanche il mio a questo punto lo è. Ne verso di lui, ne verso me stessa. Mi vergogno tanto ad avervi raccontato la mia storia, è la prima volta che lo faccio, come si supera? come ci siete riusciti? come ci si convive?
Ma perche' separarsi? No.Se ho capito bene tu stai malissimo per i suoi comportamenti, del suo non amore ma volere bene.
Domandi come si supera, come ci si riesce, come ci si convive.
Bene, nelle condizioni sopra su ciò che ho capito io, non si supera,non ci si riesce, non ci si convive. La vera alternativa è quella di separarsi.
Aver avuto la sfortuna di sposare una testa di cazzo non è un motivo quantomeno sufficiente a prendere in considerazione la cosa? Ovvio che una decisione del genere va meditata, e sicuramente le farebbe bene un'analisi questa volta non di coppia ma mirata solo a lei.Ma perche' separarsi? No.
E' entrata in un loop in cui vede tutto nero.
Gli ormoni della gravidanza non aiutano.
Secondo il mio parere questa donna è di una genuinità sorprendente, di una sincerità allarmante. Ha avuto la sfortuna di usare tutto questo con un emerito porco. Che altro c'è da aggiungere?Ma perche' separarsi? No.
E' entrata in un loop in cui vede tutto nero.
Gli ormoni della gravidanza non aiutano.
Io non credo più nella separazione.Secondo il mio parere questa donna è di una genuinità sorprendente, di una sincerità allarmante. Ha avuto la sfortuna di usare tutto questo con un emerito porco. Che altro c'è da aggiungere?
Si, lo so che tutto possa essere aggravato vista la situazione di questa donna, è incinta, e avrebbe bisogno si serenità e amore.
Quella cosa del giudizio...sai, sei tu la prima a giudicarti. E non hai motivo, ora, per farlo.Avete tutti ragione e comprendo il parere di ognuno di voi. I vostri dubbi e le vostre perplessità. Certo, ci sono quelli che fa piacere leggere e quelli che un po' meno ma va bene così. Parlare con qualcuno che non ti giudica? Solo la terapista mi ha dato questa sensazione. Gli amici danno i consigli, tutti belli, tutti corretti ma quando non sei coinvolto è facile avere la lucidità per analizzare la situazione. E nessuna persona coinvolta emotivamente con me (amici, familiari) sarebbe in grado di comprendere le mie scelte non per mancanza di ascolto o di empatia ma perché è così nel mio caso come in altri. La terapia ci ha aiutato tanto come coppia, ha spostato l'attenzione su di noi e non solo su di lui. Scelte sbagliate riportano ad atteggiamenti sbagliati, dinamiche di coppia errate che alla fine hanno dato questo risultato.
Ci siamo messi in discussione entrambi ed entrambi ci siamo esposti facendo venire alla luce i reciproci fallimenti.
Perchè il secondo figlio? Anche io di primo impatto mi sarei lasciata andare ad un giudizio del genere. Io ritengo che le persone infallibili non esistano ed ho una visione molto romantica dell'amore. Le persone sbagliano...tutte. Non ritengo sia facile stare insieme a qualcuno e accettarne gli errori. Sono cresciuta in una famiglia normale, con liti e momenti felici, ho voluto dare semplicemente a mia figlia la possibilità di avere una famiglia felice. A me stessa ho dato la possibilità di vivere l'amore più volte come negare a lei questa unica possibilità?
Non ha chiesto lei di nascere. C'è stata come vi ho detto la terapia che ci ha aiutato ripeto come coppia. E la decisione e l'idea è partita da lui, non l'ho proposto io. Lui si ritiene guarito e rinsavito, si dedica a noi in tutto e per tutto. Sono io che mi sto rendendo conto di non essere guarita, non so se riuscite a capirmi. La coppia ha tirato tutto fuori,la coppia ha affrontato il passato, ha scavato nelle reciproche vite, ha rivissuto stati d'animo e umiliazioni..io come singolo no. Sono io che non vivo bene i miei stati d'animo, sono io che rimugino, sono io che non riesco a dimenticare
E quoto con inchino!!:up:Io non credo più nella separazione.
Chi si vuol separare, chi è in grado di farlo prima si separa poi racconta.
Se una donna ha sopportato per un decennio vuol dire che è molto innamorata ma ha anche sviluppato una forma di dipendenza da lui o dalla relazione che non le consente di separarsi.
Infatti è incinta del secondo figlio, cosa che è segno di voler creare un altro legame.
Anche il fatto che non riesca a parlarne con nessuna delle persone care è segno che questo legame (pieno di nodi) è imprescindibile dalla sua identità nei confronti delle persone vicine.
Io stessa che sono una delle poche separate qui, mi sono separata dopo decenni quando, ci pensavo stamattina, ora con uno che avesse alcune delle manifestazioni di pirlaggine che lui aveva avuto durante il fidanzamento lo mollerei subito.
Allora avevo bisogno di quella relazione e ci ho costruito una famiglia.
Pensa che pirla, io.
Telis aveva dei bisogni e li ha ancora.
Partiamo da questo.
andiamo bene...Io non credo più nella separazione.
Chi si vuol separare, chi è in grado di farlo prima si separa poi racconta.
Se una donna ha sopportato per un decennio vuol dire che è molto innamorata ma ha anche sviluppato una forma di dipendenza da lui o dalla relazione che non le consente di separarsi.
Infatti è incinta del secondo figlio, cosa che è segno di voler creare un altro legame.
Anche il fatto che non riesca a parlarne con nessuna delle persone care è segno che questo legame (pieno di nodi) è imprescindibile dalla sua identità nei confronti delle persone vicine.
Io stessa che sono una delle poche separate qui, mi sono separata dopo decenni quando, ci pensavo stamattina, ora con uno che avesse alcune delle manifestazioni di pirlaggine che lui aveva avuto durante il fidanzamento lo mollerei subito.
Allora avevo bisogno di quella relazione e ci ho costruito una famiglia.
Pensa che pirla, io.
Telis aveva dei bisogni e li ha ancora.
Partiamo da questo.
E hai ragione. Quello che ho scritto è di un razionale da fare paura, ma leggere di una donna così..... e di un coglione come il marito mi da sui nervi.Io non credo più nella separazione.
Chi si vuol separare, chi è in grado di farlo prima si separa poi racconta.
Se una donna ha sopportato per un decennio vuol dire che è molto innamorata ma ha anche sviluppato una forma di dipendenza da lui o dalla relazione che non le consente di separarsi.
Infatti è incinta del secondo figlio, cosa che è segno di voler creare un altro legame.
Anche il fatto che non riesca a parlarne con nessuna delle persone care è segno che questo legame (pieno di nodi) è imprescindibile dalla sua identità nei confronti delle persone vicine.
Io stessa che sono una delle poche separate qui, mi sono separata dopo decenni quando, ci pensavo stamattina, ora con uno che avesse alcune delle manifestazioni di pirlaggine che lui aveva avuto durante il fidanzamento lo mollerei subito.
Allora avevo bisogno di quella relazione e ci ho costruito una famiglia.
Pensa che pirla, io.
Telis aveva dei bisogni e li ha ancora.
Partiamo da questo.
...Da dove iniziare? Non lo so nemmeno io. E' da molto che medito di scrivere su qualche forum, non ho mai raccontato nulla a nessuno ma adesso mi trovo in un momento di grande e totale sconforto.
Sono in attesa di una bimba, la seconda per la precisione. Ne ho un'altra di tre anni. Mio marito è tale da due anni dopo 13 di fidanzamento di cui 9 di convivenza.
Non lo so forse è vero che chi ben comincia è a metà dell'opera e noi abbiamo iniziato da subito malissimo, nonostante tutto il rapporto è arrivato fino ad oggi.
Vado a ritroso di 14 anni circa quando conobbi il mio grande amore nonché la mia più grande delusione.
Grande amore perché il cuore mi batteva così forte quando lui mi abbracciava da sentirsi a distanza, grande delusione perché ora mi ritrovo incastrata in una vita che mi rende terribilmente infelice e non perché questo amore sia passato
ma perché mi ritrovo disillusa, ferita e costretta a sopprimere una rabbia che mi ribolle dentro.
Non sono il tipo che tradisce o che racconta bugie, mi si leggono in faccia, pensavo nella mia totale ingenuità che tutti fossero cosi...quanto mi sbagliavo.
I primi otto mesi...fantastici, peccato poi scopro di essere l'amante e non la ragazza che nel frattempo era partita all'estero. 4 anni di rapporto, vedo lui sofferente, lo giustifico e decido di lasciarlo scegliere. Comprendendo l'importanza di 4 anni in confronto a pochi mesi e mettendomi nei panni dell'altra lo lascio decidere dandogli i consigli che darei ad un caro amico, totalmente disinteressati (pago a caro prezzo questa disponibilità, iniziando ad avere problemi con il cibo),perdo anche delle amicizie che non capivano il mio atteggiamento nei confronti di lui..come si dice io perdono gli altri no..ecco perché da allora non ho più parlato.
Insomma lui decide di iniziare con me, io felicissima decido di proseguire...man mano che passa il tempo però mi è capitato di trovare varie volte dei pensieri, piccole poesie nostalgiche dedicati a questa ex ragazza. Chiarimenti, giustificazioni varie e banali e siamo andati avanti. Passano tre anni circa, io non sono più la ragazzina spensierata e fiduciosa ma una ragazza diffidente e molto attenta ai particolari,noto un atteggiamento diverso, anche per telefono, riesco a cogliere il minimo cambiamento ed in questo caso scopro invece un'infatuazione verso una sconosciuta incontrata per caso, sconosciuta che grazie alla sua tenacia, diventa conosciuta. "La donna della sua vita" aveva scritto ad un suo collega. Messo alle strette litighiamo, lo lascio e si ripresenta la sera stessa davanti il lavoro giurandomi il pentimento, che si è sentito uno stupito etc etc, immagino tutti abbiate chiare le giustificazioni che vengono propinate in questi casi. Riandiamo avanti, mantiene le promesse, non mi accorgo di nulla, è cambiato mi dico, arriviamo a 10 anni di fidanzamento. Cresciamo insieme, tra quotidianità, problemi e gioie. Rimango incinta(iniziativa venuta da lui) e dopo un paio di settimane dalla notizia, una sera noto una email, di cui non conoscevo l'esistenza, account utilizzato per siti di chat, mi crolla il mondo addosso, lo metto alle strette, escono fuori migliaia di rapporti virtuali, alcuni forse no molti si di sesso virtuale, webcam e un altro numero di telefono (in quel periodo per aumentare le entrate in casa, facevo due lavori, dalle 9 di mattina alle 22 di sera quindi lui aveva molto tempo libero.) Schifata e disgustata, mi ricrolla addosso il castello di carte che mi ero costruita...questa volta però fa meno male.
Non riesco neanche ad andare fino in fondo, non voglio leggere altro.
Lui si dispera come poche volte nella sua vita, forse perché si è sentito umiliato e beccato per l'ennesima volta,non lo so
fatto sta che mi propone una terapia di coppia. Io accetto per la bimba in arrivo, la sensazione che ho però è di essere stata incastrata, o forse ho fatto tutto da sola...boh
Gli ho detto anche davanti alla terapista, sto con te solo perché sono incinta, sensazione che provo ancora oggi, nonostante non sia sicura che lo avrei lasciato davvero.
Iniziamo questo percorso portato avanti per un anno, avrei voluto continuarlo, avrei voluto continuare con questa terapista anche per conto mio ma per problemi economici e con l'arrivo della bambina abbiamo dovuto interrompere.
Sono passati 4 anni da allora e mi ritrovo donna a piangere e a pensare, ho perdonato? questa volta non credo di aver perdonato, non ho avuto il tempo di elaborare,di soffrire, di arrabbiarmi. Non ho dimenticato nulla, tutti i giorni ci penso, non passa giorno che il mio maledetto cervello non rimugini su quello che è successo..e fa male, come allora, ne più ne meno. Ho sviluppato migliaia di paure, non sono più io e non riesco più a vivere così, so di essere un ripiego, io credo lui mi voglia bene e pure tanto ma non lo reputo amore il suo..forse neanche il mio a questo punto lo è. Ne verso di lui, ne verso me stessa. Mi vergogno tanto ad avervi raccontato la mia storia, è la prima volta che lo faccio, come si supera? come ci siete riusciti? come ci si convive?