O.T. etica

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spleen

utente ?
BRUNETTA: Finalmente rispondo a Spleen. È l'educazione che ti costruisce l'etica portandoti a costruirti l'idea di bene e male. Educazione in senso ampio anche quella che si assorbe culturalmente, oggi soprattutto attraverso i media.


E’ una spiegazione buona ma secondo me c’è dell’altro.

Dici che educazioni diverse portano ad un sistema etico diverso, al netto delle reminescenze istintive tribali, collaudate per centinaia di miglia di anni durante il paleolitico e alle quali accenni parlando di identità sessuale, bene.
Però seguendo questo ragionamento dobbiamo pensare anche che il nostro sistema etico derivi dalla società in cui viviamo, il guaio è che ragionando in modo deterministico saremmo deresponsabilizzati, la nostra possibilità di scelta di fare il bene o il male sarebbe limitata entro i canoni. Questo, calato nell ‘individualismo imperante oggi non porterebbe a cercare delle validazioni e delle giustificazioni e non spiegherebbe la pervicacia ed il convincimento quasi trascendente con cui talvolta difendiamo le nostre convinzioni del contrario.
Ragionando per iperbole se noi vivessimo in una società dove la fedeltà coniugale fosse un disvalore ( e ci stiamo avvicinando) non si dovrebbe provare dolore e frustrazione per un tradimento fatto o subito. Penso invece non sia una cosa che si possa cancellare, da quel poco che ci capisco, amore, senso di possesso e frustrazione attraversano tutte le culture, anche le più arcaiche e lontane. Solo reminescenze istintive?
Le idee di “libero amore” degli anni 60 sono naufragate non perché ci sia stata una rimonta dei valori tradizionali ma forse perché non corrispondevano ad un modello interiormente (individualmente) accettabile, non solo socialmente inattuabile.
Ergo non penso che la “coscienza empatica” umana debba tutto all’ educazione ma ho la sensazione (magari mi sbaglio) che derivi anche da qualcosa che ci portiamo dentro, i nostri sentimenti, prima di tutto, quella parte arcaica e istintiva che gioca il suo ruolo e poi anche quella “radice etica” che non va’ più di moda da tanti anni ma che forse è dentro di noi anche se la neghiamo.
Altrimenti che senso avrebbe scrivere di “ascoltare se stessi”?

Ho scorporato questo mio delirio dal 3d di Jouan… perché non trovo giusto più inquinarlo con considerazioni estemporanee, questa sortita perché nel 3d ho a lungo sentito parlare di pricìpi e di etica di cui tutti giustamente scriviamo ma dei quali non sento mai parlare di radice, di provenienza. Con questo non voglio censurare o sminuire nessuno naturalmente, solo proporre una pur inadeguata riflessione. Perché sostenere con convinzione un principio senza sapere da cosa derivi è quasi un controsenso.:)
 

Eratò

Utente di lunga data
BRUNETTA: Finalmente rispondo a Spleen. È l'educazione che ti costruisce l'etica portandoti a costruirti l'idea di bene e male. Educazione in senso ampio anche quella che si assorbe culturalmente, oggi soprattutto attraverso i media.


E’ una spiegazione buona ma secondo me c’è dell’altro.

Dici che educazioni diverse portano ad un sistema etico diverso, al netto delle reminescenze istintive tribali, collaudate per centinaia di miglia di anni durante il paleolitico e alle quali accenni parlando di identità sessuale, bene.
Però seguendo questo ragionamento dobbiamo pensare anche che il nostro sistema etico derivi dalla società in cui viviamo, il guaio è che ragionando in modo deterministico saremmo deresponsabilizzati, la nostra possibilità di scelta di fare il bene o il male sarebbe limitata entro i canoni. Questo, calato nell ‘individualismo imperante oggi non porterebbe a cercare delle validazioni e delle giustificazioni e non spiegherebbe la pervicacia ed il convincimento quasi trascendente con cui talvolta difendiamo le nostre convinzioni del contrario.
Ragionando per iperbole se noi vivessimo in una società dove la fedeltà coniugale fosse un disvalore ( e ci stiamo avvicinando) non si dovrebbe provare dolore e frustrazione per un tradimento fatto o subito. Penso invece non sia una cosa che si possa cancellare, da quel poco che ci capisco, amore, senso di possesso e frustrazione attraversano tutte le culture, anche le più arcaiche e lontane. Solo reminescenze istintive?
Le idee di “libero amore” degli anni 60 sono naufragate non perché ci sia stata una rimonta dei valori tradizionali ma forse perché non corrispondevano ad un modello interiormente (individualmente) accettabile, non solo socialmente inattuabile.
Ergo non penso che la “coscienza empatica” umana debba tutto all’ educazione ma ho la sensazione (magari mi sbaglio) che derivi anche da qualcosa che ci portiamo dentro, i nostri sentimenti, prima di tutto, quella parte arcaica e istintiva che gioca il suo ruolo e poi anche quella “radice etica” che non va’ più di moda da tanti anni ma che forse è dentro di noi anche se la neghiamo.
Altrimenti che senso avrebbe scrivere di “ascoltare se stessi”?

Ho scorporato questo mio delirio dal 3d di Jouan… perché non trovo giusto più inquinarlo con considerazioni estemporanee, questa sortita perché nel 3d ho a lungo sentito parlare di pricìpi e di etica di cui tutti giustamente scriviamo ma dei quali non sento mai parlare di radice, di provenienza. Con questo non voglio censurare o sminuire nessuno naturalmente, solo proporre una pur inadeguata riflessione. Perché sostenere con convinzione un principio senza sapere da cosa derivi è quasi un controsenso.:)

Aggiungerei che la capacità critica rispetto alla società che ci circonda è un elemento fondamentale per costruirsi la propria di etica....
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io ho scritto a perplesso di scorporare :rolleyes:.
Allora per me metti insieme cose diverse dando significati diversi da quelli che do io.
Per esempio mi sembra di capire che pensando a EDUCAZIONE tu pensi a atti intenzionali e consapevoli. Invece io penso più ad atti abbastanza consapevoli, come regole a casa e a scuola, che hanno un'incidenza inferiore alle relazioni e al vissuto. Voglio dire che, a parte casi estremi di culture marginali delinquenziali, nessuno educa all'illegalità a parole, ma tutti compiamo piccoli atti illegali, dal parcheggio in divieto al non pagare l'abbonamento tv al comprare sigarette di contrabbando che educano al relativismo nei confronti del rispetto delle regole.
Quindi l'educazione non formale ha un ruolo importante. A questo si aggiunge, nei nostri tempi, il ruolo dei media. Hai voglia a dire a un figlio che bisogna avere relazioni serie se guardi il grande fratello e ti diverti per quelle tresche o se i tuoi idoli sono Fabrizio Corona o Belen o Rocco Siffredi.
Per quanto riguarda invece la cultura, mai come ora siamo immersi in culture (fatto alimentato per ragioni commerciabili e sfruttato per frammentazione politica) quindi si è condizionati dalla cultura ma vi si contribuisce attivamente a crearla e diffonderla.
 

Eratò

Utente di lunga data
Io ho scritto a perplesso di scorporare :rolleyes:.
Allora per me metti insieme cose diverse dando significati diversi da quelli che do io.
Per esempio mi sembra di capire che pensando a EDUCAZIONE tu pensi a atti intenzionali e consapevoli. Invece io penso più ad atti abbastanza consapevoli, come regole a casa e a scuola, che hanno un'incidenza inferiore alle relazioni e al vissuto. Voglio dire che, a parte casi estremi di culture marginali delinquenziali, nessuno educa all'illegalità a parole, ma tutti compiamo piccoli atti illegali, dal parcheggio in divieto al non pagare l'abbonamento tv al comprare sigarette di contrabbando che educano al relativismo nei confronti del rispetto delle regole.
Quindi l'educazione non formale ha un ruolo importante. A questo si aggiunge, nei nostri tempi, il ruolo dei media. Hai voglia a dire a un figlio che bisogna avere relazioni serie se guardi il grande fratello e ti diverti per quelle tresche o se i tuoi idoli sono Fabrizio Corona o Belen o Rocco Siffredi.
Per quanto riguarda invece la cultura, mai come ora siamo immersi in culture (fatto alimentato per ragioni commerciabili e sfruttato per frammentazione politica) quindi si è condizionati dalla cultura ma vi si contribuisce attivamente a crearla e diffonderla.
Se al figlio insegni di pensare e criticare ciò che vede e magari ne parla con te, il Grande Fratello non lo vede come punto d'arrivo...I genitori che promuovono la comunicazione con i figli e lo sviluppo della loro capacità critica hanno un ruolo fondamentale secondo me...
 

spleen

utente ?
Io ho scritto a perplesso di scorporare :rolleyes:.
Allora per me metti insieme cose diverse dando significati diversi da quelli che do io.
Per esempio mi sembra di capire che pensando a EDUCAZIONE tu pensi a atti intenzionali e consapevoli. Invece io penso più ad atti abbastanza consapevoli, come regole a casa e a scuola, che hanno un'incidenza inferiore alle relazioni e al vissuto. Voglio dire che, a parte casi estremi di culture marginali delinquenziali, nessuno educa all'illegalità a parole, ma tutti compiamo piccoli atti illegali, dal parcheggio in divieto al non pagare l'abbonamento tv al comprare sigarette di contrabbando che educano al relativismo nei confronti del rispetto delle regole.
Quindi l'educazione non formale ha un ruolo importante. A questo si aggiunge, nei nostri tempi, il ruolo dei media. Hai voglia a dire a un figlio che bisogna avere relazioni serie se guardi il grande fratello e ti diverti per quelle tresche o se i tuoi idoli sono Fabrizio Corona o Belen o Rocco Siffredi.
Per quanto riguarda invece la cultura, mai come ora siamo immersi in culture (fatto alimentato per ragioni commerciabili e sfruttato per frammentazione politica) quindi si è condizionati dalla cultura ma vi si contribuisce attivamente a crearla e diffonderla.
No, pensavo proprio come dici tu all' influenza della cultura, anzi come giustamente fai notare delle culture.

Mi immagino sempre un alieno che osservi la nostra società e che cerchi di capire le radici del nostro comportamento, ne ricavo spesso l'idea che avrebbe i suoi bei problemi............:D
Per quanto osservare comporta anche confrontare con la propria....
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Se al figlio insegni di pensare e criticare ciò che vede e magari ne parla con te, il Grande Fratello non lo vede come punto d'arrivo...I genitori che promuovono la comunicazione con i figli e lo sviluppo della loro capacità critica hanno un ruolo fondamentale secondo me...
Bisogna averla la capacità critica per poterla insegnare.
 

Lucrezia

Utente di lunga data
Ergo non penso che la “coscienza empatica” umana debba tutto all’ educazione ma ho la sensazione (magari mi sbaglio) che derivi anche da qualcosa che ci portiamo dentro, i nostri sentimenti, prima di tutto, quella parte arcaica e istintiva che gioca il suo ruolo e poi anche quella “radice etica” che non va’ più di moda da tanti anni ma che forse è dentro di noi anche se la neghiamo.
Altrimenti che senso avrebbe scrivere di “ascoltare se stessi”?
Addentriamoci pure nelle maglie della filosofia morale :rolleyes:

Quello che stai dicendo è che potrebbe esserci un principio etico a priori, insito allo stesso modo in ciascuno di noi?

Però per dare per buona questa tesi, bisognerebbe credo

a. o sottointendere un sistema metafisico, finalistico o meno, che supporti questa a-priorità (un dio, un'anima, uno scopo nella vita umana);

b. oppure ipotizzare un sistema etico che ci accomuna che sia frutto dell'evoluzione e che abbia dunque uno scopo utilitaristico, volto a conservare prima fisicamente e poi emozionalmente la specie

Per il momento non vedo altre opzioni, ma sicuramente ce ne sono ;)
 

spleen

utente ?
Addentriamoci pure nelle maglie della filosofia morale :rolleyes:

Quello che stai dicendo è che potrebbe esserci un principio etico a priori, insito allo stesso modo in ciascuno di noi?

Però per dare per buona questa tesi, bisognerebbe credo

a. o sottointendere un sistema metafisico, finalistico o meno, che supporti questa a-priorità (un dio, un'anima, uno scopo nella vita umana);

b. oppure ipotizzare un sistema etico che ci accomuna che sia frutto dell'evoluzione e che abbia dunque uno scopo utilitaristico, volto a conservare prima fisicamente e poi emozionalmente la specie

Per il momento non vedo altre opzioni, ma sicuramente ce ne sono ;)
Non ci scrivo perchè sono sicuro, di queste cose eh!
Del resto mezza umanità ha finito tristemente per ammazzarsi, sulla faccenda, che non è nemmeno un problema di oggi.
Però sì, le tue opzioni possono essere buone.
Servirebbe contributo da chi ne pensa altre. :)
 

Nobody

Utente di lunga data
Addentriamoci pure nelle maglie della filosofia morale :rolleyes:

Quello che stai dicendo è che potrebbe esserci un principio etico a priori, insito allo stesso modo in ciascuno di noi?

Però per dare per buona questa tesi, bisognerebbe credo

a. o sottointendere un sistema metafisico, finalistico o meno, che supporti questa a-priorità (un dio, un'anima, uno scopo nella vita umana);

b. oppure ipotizzare un sistema etico che ci accomuna che sia frutto dell'evoluzione e che abbia dunque uno scopo utilitaristico, volto a conservare prima fisicamente e poi emozionalmente la specie

Per il momento non vedo altre opzioni, ma sicuramente ce ne sono ;)
Non vedo nessun'altra possibilità, per un'etica a priori. O la a o la b... ma non sono necessariamente separate. La a potrebbe agire attraverso la b.
 

Sbriciolata

Escluso
Si spera che uno si proclama adulto la abbia...... La capacita critica dovrebbe essere parte integrante di un individuo che chiamiamo adulto...
la capacità critica è la capacità di elaborare dati oggettivi ed interpretazioni in modo originale. E' faticoso. A me hanno insegnato al Liceo a prendere diverse critiche letterarie di un brano e compararle per poi derivarne una critica che fosse mia. Mi piaceva tanto che riuscivo ad ottenere voti altissimi.
Ma mi sono resa conto in seguito che io non facevo fatica perchè ero IO critica a prescindere.
Bisogna essere rompicoglioni, e non scherzo, per avere capacità critica.
Bisogna indagare, interrogarsi, verificare, dubitare.
Dedurre ma mai credere, dubitare sempre.
Arrivare persino a verificare il contrario delle nostre ipotesi.
Mai scolpire nulla nella pietra.
Essere Agostino e non Domenico.
E Agostino era già nato da una contraddizione e ne visse parecchie, birichino.
Però è faticoso, bisogna sempre essere pronti a rivedere tutto, perchè la capacità critica parte dalla critica verso sè stessi.
Facile criticare gli altri.
E c'è il rischio di essere incoerenti, in contraddizione con sè stessi, di diventare scettici.
Insomma: quanto è più facile adeguarsi?
Io lo faccio, di adeguarmi, quando non ho voglia di approfondire, di chiedermi.
O quando non ho il tempo.
Cerco magari una fonte affidabile di informazioni.
Ma poi quelle me le bevo.
Bisognerebbe avere più tempo o un cervello più veloce.
 

Eratò

Utente di lunga data
la capacità critica è la capacità di elaborare dati oggettivi ed interpretazioni in modo originale. E' faticoso. A me hanno insegnato al Liceo a prendere diverse critiche letterarie di un brano e compararle per poi derivarne una critica che fosse mia. Mi piaceva tanto che riuscivo ad ottenere voti altissimi.
Ma mi sono resa conto in seguito che io non facevo fatica perchè ero IO critica a prescindere.
Bisogna essere rompicoglioni, e non scherzo, per avere capacità critica.
Bisogna indagare, interrogarsi, verificare, dubitare.
Dedurre ma mai credere, dubitare sempre.
Arrivare persino a verificare il contrario delle nostre ipotesi.
Mai scolpire nulla nella pietra.
Essere Agostino e non Domenico.
E Agostino era già nato da una contraddizione e ne visse parecchie, birichino.
Però è faticoso, bisogna sempre essere pronti a rivedere tutto, perchè la capacità critica parte dalla critica verso sè stessi.
Facile criticare gli altri.
E c'è il rischio di essere incoerenti, in contraddizione con sè stessi, di diventare scettici.
Insomma: quanto è più facile adeguarsi?
Io lo faccio, di adeguarmi, quando non ho voglia di approfondire, di chiedermi.
O quando non ho il tempo.
Cerco magari una fonte affidabile di informazioni.
Ma poi quelle me le bevo.
Bisognerebbe avere più tempo o un cervello più veloce.

Criticare non giudicare.. Avere dei dubbi e farsi delle domande non solo riguardo agli altri ma anche riguardo a noi stessi eh? Se l'essere umano non fosse dotato di capacità critica eravamo rimasti ai tempi della pietra... . Bisogna svilupparla anche penso...
 

Sbriciolata

Escluso
Criticare non giudicare.. Avere dei dubbi e farsi delle domande non solo riguardo agli altri ma anche riguardo a noi stessi eh? Se l'essere umano non fosse dotato di capacità critica eravamo rimasti ai tempi della pietra... . Bisogna svilupparla anche penso...
si Eratò, ma non sono tutti gli uomini che hanno portato avanti l'umanità: solo alcuni. Gli altri sono andati dietro.
Allora: se sei curioso puoi sviluppare la tua capacità.
Ma... hai mai visto una vacca che guarda un aereoplano decollare: nessuna meraviglia, nessuna curiosità, continua a ruminare come se avesse visto passare una nuvola.
Tu guarda quello che passa in televisione, e fammi la media della capacità critica di gente che SEGUE certe trasmissioni.
Ne parlavo oggi con alcune amiche.
Hai sedici anni e sei in cinta? Telefona alla trasmissione Sedici anni e in cinta.
E ste sciamannate telefonano, ma hanno sedici anni.
A me sono quelle di quaranta che seguono la trasmissione e si appassionano pure, che vedo come la vacca che guarda l'aereo.
Io ci farei un'interrogazione parlamentare su quella roba lì, fai tu.
 

Eratò

Utente di lunga data
si Eratò, ma non sono tutti gli uomini che hanno portato avanti l'umanità: solo alcuni. Gli altri sono andati dietro.
Allora: se sei curioso puoi sviluppare la tua capacità.
Ma... hai mai visto una vacca che guarda un aereoplano decollare: nessuna meraviglia, nessuna curiosità, continua a ruminare come se avesse visto passare una nuvola.
Tu guarda quello che passa in televisione, e fammi la media della capacità critica di gente che SEGUE certe trasmissioni.
Ne parlavo oggi con alcune amiche.
Hai sedici anni e sei in cinta? Telefona alla trasmissione Sedici anni e in cinta.
E ste sciamannate telefonano, ma hanno sedici anni.
A me sono quelle di quaranta che seguono la trasmissione e si appassionano pure, che vedo come la vacca che guarda l'aereo.
Io ci farei un'interrogazione parlamentare su quella roba lì, fai tu.
Vai Sbri!Bisognerebbe vedere se i parlamentari riuscirebbero a capire la questione:D
 

Sbriciolata

Escluso
e mi è venuto questo pensiero.
E non sono cattolica.
Però.
Fino a che la gente come luogo di aggregazione e di istruzione aveva la chiesa e la piazza, dove parlavano gli anziani, se non riusciva a formulare pensieri originali, almeno apprendeva un'etica preconfezionata sì, ma preconfezionata dal pensiero di filosofi e teologi o dalla cultura tradizionale, affinamenti per passaggi successivi.
OK, avevano i paraocchi.
Ma almeno seguivano un pensiero che era stato elaborato per il bene della comunità, nella sostanza.
Adesso che il luogo di aggregazione è il divano, l'etica appresa è quella che esce dalla scatola magica, che spesso è umanamente parlando, scusate, una chiavica.
Perchè non è un'etica morale ma è l'etica del danaro, che rende commerciabili lutti, disgrazie e sacramenti.
Non vi è più alcuna traccia di quel pudore che istintivamente porta a vivere nel privato le emozioni più importanti.
Quindi pure le emozioni non sono più vere, se non le commercializzi.
Come si può contrapporre un pensiero originale a questo appiattimento massivo infiltrato in modo capillare trasversalmente ad età fasce di reddito e livello culturale? Credo fosse più facile nel periodo dell'inquisizione.
 

Eratò

Utente di lunga data
e mi è venuto questo pensiero.
E non sono cattolica.
Però.
Fino a che la gente come luogo di aggregazione e di istruzione aveva la chiesa e la piazza, dove parlavano gli anziani, se non riusciva a formulare pensieri originali, almeno apprendeva un'etica preconfezionata sì, ma preconfezionata dal pensiero di filosofi e teologi o dalla cultura tradizionale, affinamenti per passaggi successivi.
OK, avevano i paraocchi.
Ma almeno seguivano un pensiero che era stato elaborato per il bene della comunità, nella sostanza.
Adesso che il luogo di aggregazione è il divano, l'etica appresa è quella che esce dalla scatola magica, che spesso è umanamente parlando, scusate, una chiavica.
Perchè non è un'etica morale ma è l'etica del danaro, che rende commerciabili lutti, disgrazie e sacramenti.
Non vi è più alcuna traccia di quel pudore che istintivamente porta a vivere nel privato le emozioni più importanti.
Quindi pure le emozioni non sono più vere, se non le commercializzi.
Come si può contrapporre un pensiero originale a questo appiattimento massivo infiltrato in modo capillare trasversalmente ad età fasce di reddito e livello culturale? Credo fosse più facile nel periodo dell'inquisizione.
Ma se ci provi perdi già in partenza perché non si è più abituati ad ascoltare e approfondire ma piuttosto a parlare a dismisura pur di nutrire la propria mania di protagonismo..Per cui si evita anche per non essere definiti "pesanti"
 

Sbriciolata

Escluso
Ma se ci provi perdi già in partenza perché non si è più abituati ad ascoltare e approfondire ma piuttosto a parlare a dismisura pur di nutrire la propria mania di protagonismo..Per cui si evita anche per non essere definiti "pesanti"
e questo spiega perchè oramai il progresso è solo tecnologico. Umanamente invece non progrediamo. Affatto. Abbiamo le risorse tecnologiche per stare tutti BENE a questo mondo.
Niente più fame, molte meno malattie.
Invece siamo qui che parliamo solo di soldi(non qui qui, in generale).
Soldi quando ci troviamo di fronte a gente che muore di fame di stenti e di guerra.
Soldi quando si parla di recuperare salme di bambini dal fondo del mare, perchè non sono i nostri, ovvio.
Soldi quando si tratta di salvare una nazione, di aiutare un popolo che è confinante.
Soldi, questa è l'etica imperante.
Contano solo quelli.
Servi di una roba che ci siamo inventati.
Un branco di rincoglioniti, umanamente parlando.
Altro che capacità critica, ciechi come le talpe.
 

Fantastica

Utente di lunga data
e questo spiega perchè oramai il progresso è solo tecnologico. Umanamente invece non progrediamo. Affatto. Abbiamo le risorse tecnologiche per stare tutti BENE a questo mondo.
Niente più fame, molte meno malattie.
Invece siamo qui che parliamo solo di soldi(non qui qui, in generale).
Soldi quando ci troviamo di fronte a gente che muore di fame di stenti e di guerra.
Soldi quando si parla di recuperare salme di bambini dal fondo del mare, perchè non sono i nostri, ovvio.
Soldi quando si tratta di salvare una nazione, di aiutare un popolo che è confinante.
Soldi, questa è l'etica imperante.
Contano solo quelli.
Servi di una roba che ci siamo inventati.
Un branco di rincoglioniti, umanamente parlando.
Altro che capacità critica, ciechi come le talpe.
Almeno mediamente la gente fosse felice con tutti 'sti soldi...
 

Eratò

Utente di lunga data
e questo spiega perchè oramai il progresso è solo tecnologico. Umanamente invece non progrediamo. Affatto. Abbiamo le risorse tecnologiche per stare tutti BENE a questo mondo.
Niente più fame, molte meno malattie.
Invece siamo qui che parliamo solo di soldi(non qui qui, in generale).
Soldi quando ci troviamo di fronte a gente che muore di fame di stenti e di guerra.
Soldi quando si parla di recuperare salme di bambini dal fondo del mare, perchè non sono i nostri, ovvio.
Soldi quando si tratta di salvare una nazione, di aiutare un popolo che è confinante.
Soldi, questa è l'etica imperante.
Contano solo quelli.
Servi di una roba che ci siamo inventati.
Un branco di rincoglioniti, umanamente parlando.
Altro che capacità critica, ciechi come le talpe.
È sempre stato così... Solo che prima c'era una parola che si chiama solidarietà, oggi questa parolina è demode e non si usa più.... Farsi domande include anche quel settore comunque.... Non si può rimanere ad occhi chiusi e poi meravigliarsi quando saltano fuori le ingiustizie che in una buona parte dei casi comprendono i soldi... Oggi si parla con troppa facilità di tutto pur non avendo una preparazione specifica, si danno consigli di psicologia, psicoterapia, sessuologia(come se fossero argomenti meno importanti in cui uno può improvvisare) ma alcuni argomenti rimangono tabù perché cominciano ad interessarci solo quando ci andiamo noi di mezzo...
 

Nobody

Utente di lunga data
Attenzione però a contestualizzare il presente... è facile (ed anche giusto parlarne male) ma è comunque l'epoca più pacifica che il mondo abbai mai vissuto. Le cosiddette guerre di oggi (e con questo non voglio togliere nulla alla loro drammaticità) sono scampagnate rispetto a quelle del passato. I diritti umani sono più rispettati oggi rispetto a qualunque epoca passata. Idee come la pena di morte, la tortura la schiavitù che erano la norma dell'umano pensiero oggi sono viste con ribrezzo. C'è ancora tanto da fare, è ovvio. Ma parlare bene del passato è un vizio della razza umana.
La malattia dei tempi moderni sta altrove.
 
Stato
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